
Lo sproloquio, l’ennesimo, enunciato nei giorni scorsi da Silvio Berlusconi su Roberto Saviano, reo secondo il Presidente del Consiglio di aver pubblicizzato la mafia italiana nel mondo, deve essere interpretato per quel che è. Un divertente gioco del destino.
Se lo scrittore in questione non pubblicasse per la Mondadori, casa editrice gestita da Marina Berlusconi che nelle scorse settimane ha condiviso con l’elettorato l’ultima fatica del Premier (“L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio”), l’opinione del leader del Partito dell’Amore non sarebbe neanche da prendere in considerazione. Tra le tante dette questa non è neanche la peggiore.
Roberto Saviano, suo malgrado, ha ricordato al Presidente del Consiglio cosa sia un conflitto d’interessi. Il fastidio che provoca a chi lo subisce. Probabilmente se il giornalista non fosse uno degli autori di punta di una casa editrice che, come altre, subisce la crisi le considerazioni di Silvio Berlusconi sarebbero state anche peggiori.
Probabilmente. Davanti ai profitti, i propri, anche un uomo tutto d’un pezzo come Silvio Berlusconi diventa la tessera di un puzzle.
giacomo-il-serpente-roberti
18 apr 2010 - 08:42 - #1 (nascondi)Saviano è un lugubre che sui morti della camorra ci ha fatto il business. Dire che lui abbia fatto conoscere la criminalità organizzata è una bufala, chiedete alla gente del Sud che la subisce da sempre se la conoscevano di già senza il saputello saviano. Berlusconi ha ragione quando dice che certa letteratura e certo cinema non ha fatto altro, che dare a una schifezza come la mafia, un tono leggendario e quasi romantico. Lasciamo questi falsi miti alla saviano alle teste vuote di sinistra…loro si accontentano di poco…..
aldebaran85
18 apr 2010 - 09:06 - #2#1 la mafia è un fenomeno sociale … la combatti informando le persone, la combatti combattendo la convivenza mafia/cittadini in quei territori non come questo governo che si appropria SOLO delle vittorie della polizia/magistratura … lo stesso governo che vuole limitare le intercettazioni … lo stesso governo che ha come presidente una persona che pagava come “stalliere” un boss mafioso
marcopagni73
18 apr 2010 - 09:17 - #3Aahahhahahahahhahahahahhahhah
Non parliamo della mafia..si come no.
Si sono dimenticati di aggiungere che bisogna conviverci…..chi lo disse??
Ah….quel bischero di castelli (lega)…..
Berlusconi quando parla è come i film porno……non delude mai,si sa già come va a finire…..
Ha le stronzate incorporate!!!!
Ahahhahahahhahahahgahahahahahahahahhahahhaha
Nell’ottica di Silvio il ragionamento è giusto.
Storicamente è sempre stato più semplice governare un popolo tenendolo nell’ignoranza,dandogli ad intendere che Cristo è morto dal sonno.
aldebaran85
18 apr 2010 - 09:32 - #4#3 questa è l’italia … si preferisce l’apparenza alla realtà
marcopagni73
18 apr 2010 - 09:43 - #5@aldebaran
Nel regno di berluscolandia funziona così …..
Ti fanno Milano 2,ti mettono le paperelle nello stagno.
Ti alzi la mattina,vedi le paperelle e sei contento……accendi la tv e trovo scodinzolini che ti dice che mills è stato assolto (prescritto),che Andreotti è stato assolto (prescritto fino all’82,pur essendo colpevole)……
La magistratura è deviata……
Per lui è un successo.
Tra i fini della P2 c’era :
1 delegittimazione dell’indipendenza della magistratura
2 controllo dell’informazione
Direi che ci siamo quasi………..
Per fortuna che poi parla….
Ahhahahahahahahahhahahahahahahhahahahahahahahahahahhaha
giacomo-il-serpente-roberti
18 apr 2010 - 10:31 - #6#5
beh, ti conviene dire sempre le stesse cose, anche perchè quando diversifichi, fai figure impietose…
casarik_90
18 apr 2010 - 10:36 - #7questo atteggiamento riassume lo stile politico di Silvio Berlusconi, ovvero, i problemi si risolvono nascondendoli…
ormai l’armadio straripa di scheletri…
marcopagni73
18 apr 2010 - 11:12 - #8@Giacomo
“…ti conviene dire le stesse cose,anche perché quando diversifichi,fai delle figure impietose…”
Mmmmm vediamo,questa frase si addice perfettamente a qualcuno che conosciamo…
Chi ha detto Berlusconi ??
Prima di fare certi discorsi rileggiti ogni tanto.
Se ho fatto degli errori li ho ammessi…..
Credo sia un punto a mio favore.
Alcuni apprezzano quello che scrivo, mentre altri si prendono la briga di perdere tempo con me pur non condividendo le mie idee.
Quando ti accadrà fammelo sapere …..
pellegrinoerminio
18 apr 2010 - 11:26 - #9E’ classico del fascismo nascondere i panni sporchi, la vergogna per l’Italia non è scrivere quello che succede purtroppo per noi, anzi è un onore per chi ha il coraggio di farlo e sarà sicuramente apprezzato dalle persone intelligenti e oneste che cosi capiscono che c’è ancora qualche italiano degno di fiducia, invece la pubblicità contraria all’italia e agli italiani la fa chi crede di salvare la faccia nascondendo la realtà e dalla mafia stessa che fa tutto il possibile per dimostrare la sua potenza.
Certo non si può pretendere che chi sta passando la propria vita a nascondere la sporcizia sotto il tappeto possa approvare la trasparenza però anche lui dovrà rendersi conto un giorno che l’onestà è una cosa, mentre l’onesta apparente , cioè compreata, è tutt’altra cosa.
white
18 apr 2010 - 11:29 - #10#1
che messaggio ridicolo.
tutto per di difendere silvio. ma ti leggi?
nchomsky
18 apr 2010 - 12:10 - #11Vilipendio di cadavere da parte di megalomane:
Ieri mattina, sciaguratamente, ho acceso la tv e mi sono imbattuto su una rete Mediaset nella telecronaca diretta del funerale di Raimondo Vianello. Del grande attore scomparso, per sua fortuna, non c’era traccia, essendo già ben chiuso nella sua bara. In compenso imperversava dappertutto un altro comico, anzi un guitto tragicomico con le gote avvizzite e impiastricciate di fard fucsia e il capino spennellato di polenta arancione, che officiava la cerimonia, dirigeva le pompe funebri, smistava il traffico delle préfiche, abbassava il cofano del carro, salutava la folla come Gerry Scotti, poi nella chiesetta sbaciucchiava a favore di telecamera la povera vedova pietrificata in carrozzella e cercava di farla ridere con qualche battuta all’orecchio, chiamava i battimani associandosi ai cori da stadio “Raimondo Raimondo” sollecitati da Pippo Baudo: era il presidente del Consiglio. Sul pratone di Milano2, un maxischermo da concerto rock ingigantiva quelle immagini raccapriccianti esponendole al “bell’applauso” di una folla di curiosi armata di telefonini e videocamere per immortalare la sfilata dei “vip”, come sulla banchina di Porto Rotondo e nel dehors del Billionaire a Ferragosto.
Infatti, in quel festival di botulini e siliconi, incedeva persino Lele Mora (Luciano Moggi, altro magister elegantiarum, era passato il giorno prima in una pausa del suo processo). Ho sperato con tutto il cuore che al grande Raimondo, impegnato nell’ultimo viaggio, sia stata risparmiata la vista di quello spettacolo sguaiato, volgare, fasullo: l’esatto contrario della sua vita garbata, elegante, ironica e autoironica. L’estremo oltraggio. Vianello era, politicamente, un berlusconiano. Ma, antropologicamente e artisticamente, era l’antitesi vivente del berlusconismo. Infatti han dovuto aspettare che morisse per coinvolgerlo, ormai impotente e incolpevole, in una baracconata invereconda che ricorda il feroce episodio de “I nuovi mostri” firmato da Scola, in cui Sordi, guitto di provincia, recita l’elogio funebre del capocomico al cimitero, sul bordo della tomba, rievocandone le battute più grasse e pecorecce mentre tutt’intorno si applaude e si sghignazza. Gli storici del futuro che tenteranno di interpretare l’Italia di oggi non potranno prescindere da quelle immagini, perché difficilmente troveranno miglior reperto del nostro tempo: l’epoca dei senza pudore e dei senza vergogna.
Una bara sequestrata da un anziano miliardario squilibrato, malamente pittato da giovanotto, che si crede Napoleone e monopolizza la scena con la stessa congenita volgarità con cui, proprio un anno fa, passeggiava sui cadaveri dell’Aquila accarezzando bambini, baciando vecchie, promettendo case e dentiere nuove per tutti. Una povera vedova incerottata e distrutta dalla malattia e dal dolore esposta alle telecamere e ai megascreen mentre mormora “Raimondo, io sono qua” senza neppure il diritto di farlo sottovoce, in penombra, lontano da microfoni, occhi e orecchi invadenti, pronti a trasformare tutto in “gossip”. E, tutt’intorno, nessuno che notasse lo scempio. Nemmeno un consigliere che suggerisse al capo un po’ di raccoglimento, di compostezza, di silenzio, o gli spiegasse che ai funerali non c’è niente da ridere nè da applaudire. Men che meno ai funerali di Vianello, al quale bastava e avanzava il bellissimo necrologio bianco dettato dalla sua Sandra. “Berlusconi – scrisse un giorno Montanelli – è talmente vanesio che ai matrimoni vorrebbe essere la sposa e ai funerali il morto”. Infatti, anche per evitare di ritrovarselo cianciante alle sue esequie, il vecchio Indro lasciò detto nelle sue ultime volontà: “Non sono gradite né cerimonie religiose, né commemorazioni civili”. Forse Berlusconi non se n’è accorto, ma ieri ha seppellito sguaiatamente l’ultimo berlusconiano elegante e ironico rimasto in circolazione. Se lo capisse, se ne preoccuperebbe più che per il divorzio da Fini. Ma, se lo capisse, non sarebbe Berlusconi.
(di Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano del 18 Aprile 2010)
nchomsky
18 apr 2010 - 12:39 - #12SAVIANO:
Ho LETTO la lettera del presidente della Mondadori Marina Berlusconi e colgo occasione per precisare alcune questioni.
Il capo del governo Berlusconi non ha espresso parole di critica. Critica significa entrare nel merito di una valutazione, di un dato, di una riflessione. Nelle sue parole c’era una condanna non ad una analisi o a un dato ma allo stesso atto di scrivere sulla mafia. Il rischio di quelle parole, ribadisco, è che ci sia un generico e preoccupante tentativo di far passare l’idea che chiunque scriva di mafia fiancheggi la mafia. Come se si dicesse che i libri di oncologia diffondono il cancro. Facendo così si avvantaggia solo la morte.
Non capisco a cosa si riferisce quando la presidente Berlusconi dice: “Sappiamo tutti quanto abbia pesato e pesi l’omertà nella lotta alla criminalità organizzata… ma certo una pubblicistica a senso unico non è il sostegno più efficace per l’immagine del nostro Paese”. In Gomorra sono raccontate anche le storie di coloro che hanno resistito alle mafie, un intero capitolo dedicato a Don Peppe Diana, c’è il racconto di una Italia che resiste e contrasta l’impero della criminalità. Quale sarebbe il senso unico? Ho anche più volte detto e scritto, che l’azione antimafia del governo c’è stata ed è stata importante, ricordando però al contempo che siamo ben lontani dall’annientare le organizzazioni, siamo solo all’inizio poiché le strutture economiche e politiche dei clan che continuano ad essere intatte.
Ecco perché alla luce di quanto scrivo ho trovato le parole del capo del governo finalizzate a intimidire chiunque scriva di mafie e di capitali mafiosi. Ho io stesso visto e conosciuto la libertà della casa editrice Mondadori. Ci mancherebbe che uno scrittore non fosse libero nella sua professione. Una libertà esiste però solo se viene difesa, raccolta, costruita nell’agire quotidiano da tutti coloro che lavorano e vivono in una azienda. Ed è infatti proprio a questi che mi sono rivolto ed è da loro che mi aspetto come ho già scritto una presa di posizione in merito alla possibilità di continuare a scrivere liberamente nonostante queste dichiarazioni.
Non può che stupire però che un editore non critichi ma bensì attacchi lo stesso prodotto che manda sul mercato, e lo attacchi su un terreno così sensibile e decisivo come quello della cultura della lotta alla criminalità organizzata. Sono molte le persone in Italia che per il loro impegno nel raccontare pagano un prezzo altissimo non è possibile liquidarle considerando la loro azione “promotrice” del potere mafioso. Una dichiarazione del genere annienta ogni capacità di resistenza e coraggio. E questo da intellettuale non è possibile ignorarlo e da cittadino non posso ascrivere una dichiarazione del genere alla dialettica democratica. È solo una dichiarazione pericolosa che andrebbe immediatamente rettificata.
caligola
18 apr 2010 - 12:41 - #13@Giacomo:
forse tu non hai letto Gomorra. Anzi, togliamo il forse, tu parli senza sapere un ca**o, come il 90% degli italiani. Se c’è qualcosa che ha reso la mafia “romantica”, non è certo Saviano. Al massimo sono state le grandi produzioni hollywoodiane, o le dichiarazioni della gente intelligente del Grande Fratello (Mediaset) che, andando al Grande Hermano spagnolo, si vanta dell’Italia come un paese con una mafia potente.
Comunque se vuoi informarti leggiti di Loretta Napoleoni “Economia Canaglia”. la camorra ha dimensioni internazionali, ed è puntata al futuro tre volte più dello Statucolo Italiano, guidato dal grande caballeros. Quanta pena.
babyshambles
18 apr 2010 - 12:45 - #14berlusconi è incommentabile, adesso per lui scrivere, raccontare dei posti dove imperversa la mafia è dare una cattiva immagine del paese! si, si come no… certo,meglio che non si sappia dei suoi amichetti mafiosi…
dariol
18 apr 2010 - 13:16 - #15Saviano è uno scrittore, una persona forse nn eroica(finchè uno nn salta in aria nn lo è in questo Paese), ma cmq ha una DIGNITA’ e l’ha dimostrato facendo ciò che ha fatto. L’affermazione di berlusconi è solo conseguente agli sviluppi dei processi sui e del suo amico Marcellino, nn c’entra niente la Mondadori, tant’è che a giorni alterni si scorda e ricorda di esserne propietario. La questione quì è una sola: un presidente del consiglio in odor di mafia che si difende con mezzi impropri, LE INFAMIE, e non con quelli propri, LA DIFESA PROCESSUALE.
giacomo-il-serpente-roberti
18 apr 2010 - 14:15 - #16#13
ah, non sapevo che loretta napoleoni detenesse la “verità assoluta”.
Tu la pensi in un modo, io in un altro, punto.
Prendo atto che in questo blog passa solo un messaggio, ma non mi tange, quando posso scriverò sempre la mia opinione.
#11
sei incommentabile come quel poco di buono di travaglio, devi piantarla di copiare e incollare come un tonno secco, quando mi connetto col cellulare sei solo d’impiccio…..pirla!
marcot
18 apr 2010 - 15:09 - #17Mi meraviglio di chi si meraviglia.
Quando parla Berlusconi ,io non vedo alcuno sproloquio.
La sua linea è sempre la stessa ,da 15 anni a oggi :
la menzogna come propaganda e come diversivo per distogliere l’attenzione da notizie scomode.
Nel giorno in cui un procuratore chiede 11 anni di carcere per suo braccio destro Marcello Dell’Utri,nel giorno in cui il tribunale di Milano invia alla consulta “il legittimo impedimento”,legge fatta ad hoc per tenerlo fuori dai suoi processi,
il “mago Casanova” di Arcore ,con il solito gioco di prestigio (ad uso e consumo di giornali e tv ), catalizza l’attenzione su Saviano ,facendola distogliere da Dell’Utri e dai giudici milanesi.
E’ stato sempre così , quindi non mi meraviglio per niente.
marcopagni73
18 apr 2010 - 16:24 - #18@Giacomo
Se hai un cell da poveracci mica è colpa nostra :)
jack-bauer
18 apr 2010 - 17:33 - #19Ma avete letto la lettera di risposta di Marina B.?
http://www.repubblica.it/politica/2010/04/17/news/saviano_marina_berlusconi-3427001/
hungry-man
18 apr 2010 - 18:09 - #20@1 C@zzo ma siete davvero tutti cosi’?! Con il cervello in pappa?! A questo punto il berlusconismo sarebbe da inserire nella lista delle malattie mentali ufficialmente riconosciute dall’organizzazione mondiale della sanita’…
marcopagni73
18 apr 2010 - 18:31 - #21Con il ticket per le medicine si ripianerebbe il debito pubblico. :D
giacomo-il-serpente-roberti
18 apr 2010 - 21:37 - #22#18
ahahahahahahahah, in effetti….
#20
ma sei scemo???