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A Valmontone il Pd alla frutta si interroga su Fini

Pubblicato: 18 apr 2010 da Luca Landoni

Commenti dei lettori

Può essere interessante riprendere il tema del convegno Pd di Valmontone, già analizzato in prima battuta dal nostro Falcioni, per capire cosa stia succedendo all’interno del Pd, e per converso all’intero quadro politico italiano.

Il battibecco tra Fini e Berlusconi viene naturalmente seguito con grande interesse nel più grande partito d’opposizione, che si interroga sul da farsi e di fatto si spacca in 3 correnti. Ecco più o meno le posizioni dei leader Pd, per come sono emerse dal dibattito.

D’Alema. L’apertura a Fini è assolutamente necessaria nel quadro di un allargamento obbligatorio degli orizzonti del centrosinistra. Baffino e Fini si sono sempre stimati, anche da fieri avversari, e il Lider Massimo non vede l’ora di imbarcarlo in qualche modo nel fronte antiberlusconiano. Le posizioni sono ovviamente distanti, ma certe aperture del Presidente della Camera su bioetica & co. fanno ben sperare.

Franceschini. Chi l’avrebbe detto che il più fiero no a Fini e l’antiberlusconismo più radicale sarebbe venuto proprio dall’ex-esponente della Margherita? Eppure è proprio così. Franceschini nel suo intervento ha ricordato che benché avvicinato dal suo contrasto col Cavaliere Fini è e rimarrà un nemico. Un uomo di destra. Un avversario politico. Insomma, l’odio per Berlusconi trascina con sè chiunque gli sia stato vicino nei secoli dei secoli.

Bersani. Il mediatore. Allargamento con juicio. Si capisce che l’attuale segretario vuole mantenere la vicinanza col suo grande sponsor D’Alema, e nel contempo cerca disperatamente un elemento di novità per mutare l’asfittico corso degli eventi che ha caratterizzato la sua direzione. Ma come sempre si limita a grandi cerchi nell’aria senza farli seguire da nulla di concreto. L’impressione è che tutto sia ancora una volta in mano all’eminenza grigia, che è…?

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14 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di mattia77

    mattia77

    18 apr 2010 - 11:23 - #1
    1 punto
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    Io non votero’ mai piu’ PD fino a che non mi sara’ dato lo strumento per buttare fuori gente come dalema.

  • Profilo di mattia77

    mattia77

    18 apr 2010 - 11:23 - #2
    0 punti
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    E’ inutile votare le primarie se tanto non perde mai nessuno.

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    18 apr 2010 - 11:29 - #3
    0 punti
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    d’alema + franceschini + bersani in 3 non fanno un leader carismatico, competente e che lavori per il popolo non per le poltrone

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    18 apr 2010 - 11:35 - #4
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    scoppia la lite nel pdl, bossi minaccia elezioni anticipate e chi è il più preoccupato? bersani … ma che bella opposizione

  • Profilo di macleod4

    macleod4

    18 apr 2010 - 11:46 - #5
    0 punti
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    @2
    ma come rinneghi il PD; il partito che VINCE SEMPRE!?!?!? eh eh

  • Profilo di macleod4

    macleod4

    18 apr 2010 - 11:46 - #6
    0 punti
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    @4
    beh ovvio, si preoccupa per un’altra ”grande vittoria per la sinsitra!!!”

  • Profilo di macleod4

    macleod4

    18 apr 2010 - 11:53 - #7
    -1 punto
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    Certo che la sinsitra è proprio messa male per aspettare solo quello che farà Fini, altro che nuova sinistra, è la stessa di sempre, vive nei contrasti della destra, ma non nei propri meriti… difatti la gente nn li vota più…

  • Profilo di andrea4381

    andrea4381

    18 apr 2010 - 12:19 - #8
    0 punti
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    “Certo che la sinsitra è proprio messa male per aspettare solo quello che farà Fini, altro che nuova sinistra, è la stessa di sempre, vive nei contrasti della destra, ma non nei propri meriti… difatti la gente nn li vota più…”

    Lo sappiamo tutti che la sinistra è messa male, non serve che ci scassi le p@lle con queste ovvietà! Ora, o hai qualcosa di significativo da dirci o ti levi dalle scatole e vai a mangare la polenta, che è domenica.

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    18 apr 2010 - 12:23 - #9
    1 punto
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    C’E’ CHI E’ ALLA FRUTTA CHI ALLA CANNA DEL GAS…

    Insulti, minacce, accuse tra Bocchino, Lupi e Urso Sulla Rai va in diretta
    la scissione nel Pdl

    Le dichiarazioni ufficiali parlano di governo saldo, ricomposizione in vista
    e scissione lontana. Ma la realtà è fatta di volti paonazzi e urla da lite
    condominiale, accuse incrociate e inviti alle dimissioni. La realtà di un
    Pdl in preda all’isteria, emerge senza filtri venerdì sera su Raidue
    durante “L’ultima parola”, trasmissione condotta da Gianluigi Paragone.
    Il pretesto per una rissa in diretta televisiva, con da una parte i finiani
    Italo Bocchino e Adolfo Urso, e dall’altra un pretoriano di Berlusconi,
    Maurizio Lupi, assieme a Daniela Santanchè, nemica storica di Fini. In
    mezzo, l’ex An Giuseppe Valditara, visibilmente a disagio, e il giornalista
    Carlo Rossella, berlusconiano doc che ha provato a richiamare tutti a più
    miti consigli. Tentativo vano, perché davanti alle telecamere sono venuti a
    galla veleni sopiti da tempo, quasi come in una terapia di gruppo.

    Ad accendere la miccia è Bocchino, vicecapogruppo del Pdl alla Camera, che
    chiede “più democrazia” nel partito. Il neo-sottosegretario Santanchè
    risponde a muso duro: “Ricordati la democrazia ai tempi di An. Veniva
    gestita solo dalle sopracciglie di Gianfranco…E tu lo sai meglio di me”.
    Il dibattito si arroventa.
    Bocchino attacca il ciellino Lupi: “Voi di Comunione e Liberazione siete i
    maestri della divisione dei posti, vieni a fare la morale a me?”. Il
    vicepresidente della Camera si mette a urlare, con il volto tutto rosso:
    “Se la pensi così, non ti riconosco più come presidente vicario del
    gruppo . Dimettiti”. Controreplica di Bocchino: “Lupi è stato il primo
    a dirci per conto di Berlusconi: “Dimettetevi e andate fuori del Pdl”.
    Quello di Lupi è un atteggiamento fascista e squadrista, questo è il
    vostro modo di governare”. La Santanchè ride forte, Lupi protesta,
    Valditara frigge sulla sedia. Bocchino se la prende con Paragone: “La
    prego di lasciarmi parlare con calma, poi vi lascio tutto il tempo, se vuole
    lascio volentieri anche la trasmissione perché la presenza mi sembra
    inutile, il taglio della trasmissione mi sembra chiaro”. Paragone (con cui
    Bocchino aveva discusso anche nella puntata precedente): “Anche oggi?”.
    Bocchino: “Ma certo, lei fa il suo mestiere, è pagato per questo. Il suo
    editore di riferimento è la Lega, che la spinge fare queste
    trasmissioni”.

    Irrompe Lupi: “Meno male che noi non vogliamo la Rai lottizzata e abbiamo
    una grande concezione della politica..Italo, te lo dico perché ti stimo,
    stiamo dando un pessimo spettacolo della politica e del partito”. Applausi
    scroscianti. E’ la volta di Urso: “Non lo dico alla Santanchè che ascolta
    gli italiani ma non sa cosa dicono, ma a Lupi che è una persona attenta:
    vuoi davvero arrivare alla rottura? Continuate così e si creeranno le
    premesse per arrivarci”. Poi Urso chiede contro di un titolo del Giornale
    (“Fini, il ruggito del coniglio”).

    Lupi replica: “Certe cose le ho sentite dire da Travaglio e Di Pietro, ora
    le sento da te”.

    Urso incalza, alza la voce: “Basta Lupi, basta, ascolta me”.

    Il ciellino cerca di frenarlo: “Basta cosa? Guarda che non sei in An o
    nell’ex Msi”.

    Urso non si ferma, ripete più volte a pieni polmoni:

    “Condividi quel titolo del Giornale? Condividi quel titolo?”.

    Lupi esplode, e urla: “Oh, ma sei fuso? Ma sei un po’ nervoso”.

    Bocchino è fulmineo: “No, tu sei nervoso, tu sei nervoso, ti abbiamo
    toccato Comunione e Liberazione”.

    L’ex An non molla la presa su Lupi: “Io sono molto amareggiato dal
    comportamento del mio collega in questa trasmissione, il dibattito può
    arrivare a tutto, tranne che a dire “andatevene e dimettevi”. Non si
    può”. Urso garantisce che, anche in caso di gruppo separato, i finiani
    continueranno a votare con la maggioranza. La Santanchè risponde sferzante:
    “Vorrei pure vedere che in Consiglio dei ministri votate contro. Quello è
    un vostro dovere…”.

    Sul finale, il sottosegretario spara ad alzo zero: “Io credo che stasera
    Bocchino, che è il più finiano dei finiani, dovrebbe concludere questa
    trasmissione dicendo: ‘Siamo diversi e siamo lontani’. Buona fortuna e
    fate il gruppo, così potrete far vincere le posizioni”. Altri, fortissimi
    applausi. Conclude Paragone: “Sembrate due partiti già separati. Ho
    l’impressione che la prossima settimana saremo qui a raccontare la storia di
    una scissione”. A telecamere spente, il conduttore osserva: “I politici
    del Pdl si sono detti in diretta cose che di norma si leggono nei retroscena
    dei giornali. Non so se e quando ricapiterà”. Venerdì la trasmissione ha
    toccato il 10,5% di share. Grazie alla rissa nel Pdl: il partito delle
    ricomposizioni.

    (di Luca De Carolis su Il Fatto Quotidiano del 18/4)

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    18 apr 2010 - 12:31 - #10
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    ANCHE LETTA GETTA LA SPUGNA:

    Se persino Gianni Letta, dopo il pranzo con Fini, è diventato pessimista, significa che la situazione si sta facendo davvero ingarbugliata. E, in certi frangenti, basta un granello di sabbia per piegare gli eventi verso un esito imprevisto. Così due sere fa, mentre Berlusconi ascoltava Cicchitto, Alfano e altri che gli spiegavano quanto quella di Fini fosse “una piccola fronda senza numeri per impensierirci”, il sottosegretario è intervenuto con aria grave: “La state facendo troppo facile”. E non sarà un caso allora se Letta, che in altre situazioni sarebbe già stato all’opera per mediare, fino a ieri sera non si sia fatto sentire con il presidente della Camera. Soluzioni a portata di mano infatti non ce ne sono, mentre Berlusconi, in privato, continua a dire fuoco e fiamme del “cofondatore”. Quello che Letta si è limitato a raccomandare al premier è di non concedere nulla a Fini sul fronte degli organigrammi: “Dobbiamo stare attenti - è stato il consiglio - a non rafforzarlo consentendogli di creare una squadra interna al partito. Altrimenti, tra un anno, il problema si ripresenterà in forma peggiore”.

    Letta comunque può stare tranquillo, visto che il Cavaliere a fare concessioni non sta pensando affatto.

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    18 apr 2010 - 12:40 - #11
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    forza toninooooooooooo

    vi immaginate un governo con fini pres. del consiglio dei ministri e tonino ministro della giustizia, grillo ministro delle comunicazioni???

  • Profilo di carmila

    carmila

    18 apr 2010 - 18:25 - #12
    1 punto
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    ho visto ho visto la squallida trasmissione…ma pensate voi come si sbranano e da quanto tempo, però davanti ai loro cog…oni elettori lì a sbraitare “siamo coesi!”
    io nn voto pd, voto idv, però mi sorprendo sempre dell’interesse che sinceramente solo i berluscones hanno verso le sorti del pd: sembra che nn vedono l’ora che risorga! si arrabbiano, commentano, quasi quasi sperano che la situazione migliori! cari telepronati, lo sfascio della sinistra assicura lunga vita al cesarino quindi lasciateli continuare così…o no??????

  • Profilo di enricoxc

    enricoxc

    18 apr 2010 - 18:52 - #13
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    fini decidera’ cosa fare, credo che non succedera’ proprio un bel niente, se vuole andarsene libero di farlo…

  • Profilo di giacomo-il-serpente-roberti

    giacomo-il-serpente-roberti

    18 apr 2010 - 21:34 - #14
    -1 punto
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    #11
    ascolta aldebran, ascoltami bene però…
    chi ti fa fare di usare quelle sostanze??? CHIIIIIII?????
    Ti prego, sei giovane, non lasciare che le droghe pesanti prendano il sopravvento sulla tua già deviata personalità.
    Promettimi che smetterai, o sarò costretto a dirlo alla tua mamma..