
Il confronto, a distanza, tra il Presidente del Consiglio e Roberto Saviano si allarga fino a coinvolgere Marina Berlusconi che come Presidente della Mondadori si trova tra l’incudine e il martello. Da una parte ha il padre che non è solito controllarsi. Dall’altra l’autore con la quale la casa editrice che amministra si è arricchita.
Essere altezza alla situazione non è facile tanto più se schierarsi da una parte potrebbe significare perdere Roberto Saviano, che pubblicamente si è chiesto se sia ancora giusto continuare a pubblicare con la casa editrice del Presidente del Consiglio.
Rispondendo, attraverso Repubblica, allo scrittore Marina Berlusconi ha dichiarato:
“Sono anche presidente del gruppo Mondadori, che Saviano tira ampiamente in ballo. E lo fa in un modo su cui non posso tacere. Che cosa è cambiato? Silvio Berlusconi non può permettersi di criticare un’opera edita dalla Mondadori, la quale naturalmente continua ad avere la più totale e piena libertà di fare le scelte editoriali che ritiene più opportune?
Questo non è forse un bell’esempio di dialettica democratica? Mi pare che Saviano non riesca a distinguere tra una libera e legittima critica e una censura. Ma in questo modo è lui stesso ad applicare una censura, non riconoscendo al presidente del Consiglio il diritto di criticare.”
In attesa di capire come si chiuderà la vicenda vale la pena prendere in considerazione un’ipotesi. Quanto è accaduto potrebbe rivelarsi un bluff. Roberto Saviano continuerebbe, dopo aver stipulato un accordo economico più interessante, a pubblicare per Mondadori malgrado quanto successo nei giorni scorsi.
Così facendo si adeguerebbe al livello medio dei contestatori di Silvio Berlusconi che alle parole rare volte fanno seguire i fatti. A differenza delle altre persone che vorrebbero denunciare la mafia, Roberto Saviano oggi potrebbe scrivere della mafia in totale autonomia. Con o senza la Mondadori.
Rimanere legato alla casa editrice da cui vorrebbe allontanarsi ridimensiona di fatto il suo ruolo. Da messia potrebbe essere ridotto a mercenario. Uno dei tanti.
Foto | current.com
naruto1685
19 apr 2010 - 02:21 - #1Molaschi, ma quante cazzate-pensiero scrivi! comunque dipende anche dai punti di vista. Marina Berlusconi sostiene che non si tratta di censura ma solo ed esclusivamente di una semplice critica-notevole-considerando il fatto che critichi un tuo prodotto, ma una domanda sorge spontanea… perchè ogni volta che si critica la mafia, il nostro presidente del consiglio, padre di Marina, va su tutte le furie??? se il prodotto che vendi è anche di tua proprietà, perchè ti lamenti? quindi, caro molaschi, avresti potuto/dovuto scrivere: saviano, per coerenza, dovrebbe abbandonare la mondadori, ma la signora Berlusconi si mettesse un dito in culo e, prima di pubblicare cose scomode che potrebbero destabilizzare la psiche del nano, pensarci due volte. Non sarebbe più semplice? vero molaschi?
naruto1685
19 apr 2010 - 02:23 - #2*dovrebbe pensarci 2 volte..
boh1
19 apr 2010 - 02:55 - #3” Silvio Berlusconi non può permettersi di criticare un’opera edita dalla Mondadori, ”
“Ma in questo modo è lui stesso ad applicare una censura, non riconoscendo al presidente del Consiglio il diritto di criticare.”
Cosa c entra ?? ..non si sa
Saviano semplicemente esprime il suo sconcerto per un presidente del consiglio che “raccoglie” in modo indiretto proprio i desideri della mafia..cosa nostra..e così sia, che non se ne parli.
La libertà di critica non c entra assolutamente niente e non è certo messa in dubbio da saviano. Usa una terminologia sbagliata e pretestuosa “saviano Censura”
in che modo ? saviano scrive non è un editore e non può censurare proprio nessuno. Ma che idiozie spara ???
Insomma la berlusconi , decontestualizza e sposta la discussione su altri lidi…come buon padre insegna da 20 anni a questa parte e ovviamente avrà la meglio come sempre in questa demo-mediaset.
Molaschi una piccola domanda :
Non capisco realmente quale e dove sia il nesso logico tra l accettare di continuare a scrivere per la mondadori, nonostante le critiche di berlusconi, e lo scrivere da “mercenario” , “uno dei tanti” . Mi sfugge realmente…Saviano mercenario non per ciò che scrive e sostiene nei suoi libri, ma per la casa editrice scelta.
enricoxc
19 apr 2010 - 07:32 - #4 (nascondi)il governo berlusconi ha arrestato una quantita’ di mafiosi senza precedenti, ha confiscato miliardi di euro senza precedenti, non ha da imparare niente da nessuno nella lotta alla mafia…
fc77
19 apr 2010 - 07:52 - #5e come???????tagliando i fondi alle forze dell’ordine,cercando di togliere le intercettazioni,cambiando la giustizia?caro adepto,ricordati che, se sono stati arrestati criminali pericolosi NON è MERITO DI BERLUSCONI,MARONI E DI NESSUN GOVERNO,il merito è dei magistrati e forze dell’ordine che lavorano giorno e notte.
non sparare slogan stile capezzone non guardiamo il WC1 e tutti gli altri WC….
luvi
19 apr 2010 - 08:00 - #6Saviano dovrebbe mollare la Mondadori, dimostrando di tenere più alle battaglie contro la camorra che all’argent.
giacomo-il-serpente-roberti
19 apr 2010 - 08:16 - #7saviano, adesso se hai le palle te ne vai dalla Mondadori…
nnaaaaaaaaaa, troppo attaccato ai soldi
e quanti benpensanti progressisti che han fatto i soldi grazie a Berlusconi, travaglkio e santoro docet…
fc77
19 apr 2010 - 08:23 - #8la mondadori non è la casa editrice di travaglio e santoro.
fc77
19 apr 2010 - 08:30 - #9blob…….. http://www.youtube.com/watch?v=4LTDAuEknzU
munky
19 apr 2010 - 08:58 - #10Gli arresti li fa la polizia ed i mafiosi in carcere ce li mandano i magistrati, non certo il governo (di destra o di sinistra).
Facile prendersi il merito di qualcun’altro quando non si è fatto assolutamente niente (anzi, nel caso di questo governo ostacolando chi il proprio dovere lo fa quotidianamente). Quindi dire che questo governo ha mandato in carcere un sacco di mafiosi è una ca22ata colossale: semplicemente si sono presi il merito di poliziotti e magistrati che quotidianamente combattono la mafia.
aldebaran85
19 apr 2010 - 09:10 - #11ALT … silvio NON ha criticato saviano … ma ha criticato TUTTE le opere (film, serietv e libri) che parlano di mafia
censura per il presidente? ma è il presidente b. che vorrebbe la censura di queste opere … siete dei gran maestri a rigirare la frittata
magoselvo
19 apr 2010 - 09:47 - #12Beh il ragionamento della Berluscona nn fà una grinza in effetti…..
chicomarx
19 apr 2010 - 09:59 - #13si hai ragione magoselvo, la figlia da ragione al papi dicendo una cosa saggia, Saviano non doveva dire al mondo che in italia ci sono dei delinquenti, perchè il mondo capirebbe che si riferisce al premier
marcopagni73
19 apr 2010 - 11:08 - #14…..sana dialettica democratica…
Tale padre tale figlio/a.
Secondo lei il padre ha criticato…….
Questa non riconosce un prete in un campo di neve (o non vuole).
Il nano padre ha censurato a denti stretti,ha condannato l’opera di saviano e altre che parlano di mafia come un male per l’Italia .
Questa è la realtà ,non giriamo sempre la frittata……il nano,in perenne delirio di onnipotenza,spara la cazzata e poi tutti a correggere il tiro….penosi.
Chi bruciava i libri nelle piazze?
Mmmmm vediamo….il nazismo?
Tutte le dittature hanno bisogno di mantenere il popolo in un limbo d’ignoranza per poter governare indisturbate,è storicamente provato e se ne capisce chiaramente le motivazioni.
Il nano nel suo piccolo (!!) vuole zittire chi informa le persone sulle vere magagne….altrimenti come farebbe ad abbindolare la gente con la prosopopea dell’ottimismo?
Nascondere la realtà delle cose é la specialità di berlusconi……..
Vi ricordate il giornalino che spedì agli italiani “una storia italiana” in cui raccontava la sua vita?
Cazzate su cazzate scritte come fosse vero……sembrava la sceneggiatura di dinasty! Ma per favore…….
È il suo stile…….
nchomsky
19 apr 2010 - 11:50 - #15giovanni molaschi sei rimasto indietro, aviano ha già risposto.
SAVIANO:
Ho LETTO la lettera del presidente della Mondadori Marina Berlusconi e colgo occasione per precisare alcune questioni. Il capo del governo Berlusconi non ha espresso parole di critica. Critica significa entrare nel merito di una valutazione, di un dato, di una riflessione. Nelle sue parole c’era una condanna non ad una analisi o a un dato ma allo stesso atto di scrivere sulla mafia. Il rischio di quelle parole, ribadisco, è che ci sia un generico e preoccupante tentativo di far passare l’idea che chiunque scriva di mafia fiancheggi la mafia. Come se si dicesse che i libri di oncologia diffondono il cancro. Facendo così si avvantaggia solo la morte. Non capisco a cosa si riferisce quando la presidente Berlusconi dice: “Sappiamo tutti quanto abbia pesato e pesi l’omertà nella lotta alla criminalità organizzata… ma certo una pubblicistica a senso unico non è il sostegno più efficace per l’immagine del nostro Paese”. In Gomorra sono raccontate anche le storie di coloro che hanno resistito alle mafie, un intero capitolo dedicato a Don Peppe Diana, c’è il racconto di una Italia che resiste e contrasta l’impero della criminalità. Quale sarebbe il senso unico? Ho anche più volte detto e scritto, che l’azione antimafia del governo c’è stata ed è stata importante, ricordando però al contempo che siamo ben lontani dall’annientare le organizzazioni, siamo solo all’inizio poiché le strutture economiche e politiche dei clan che continuano ad essere intatte. Ecco perché alla luce di quanto scrivo ho trovato le parole del capo del governo finalizzate a intimidire chiunque scriva di mafie e di capitali mafiosi. Ho io stesso visto e conosciuto la libertà della casa editrice Mondadori. Ci mancherebbe che uno scrittore non fosse libero nella sua professione. Una libertà esiste però solo se viene difesa, raccolta, costruita nell’agire quotidiano da tutti coloro che lavorano e vivono in una azienda. Ed è infatti proprio a questi che mi sono rivolto ed è da loro che mi aspetto come ho già scritto una presa di posizione in merito alla possibilità di continuare a scrivere liberamente nonostante queste dichiarazioni. Non può che stupire però che un editore non critichi ma bensì attacchi lo stesso prodotto che manda sul mercato, e lo attacchi su un terreno così sensibile e decisivo come quello della cultura della lotta alla criminalità organizzata. Sono molte le persone in Italia che per il loro impegno nel raccontare pagano un prezzo altissimo non è possibile liquidarle considerando la loro azione “promotrice” del potere mafioso. Una dichiarazione del genere annienta ogni capacità di resistenza e coraggio. E questo da intellettuale non è possibile ignorarlo e da cittadino non posso ascrivere una dichiarazione del genere alla dialettica democratica. È solo una dichiarazione pericolosa che andrebbe immediatamente rettificata.
albert1
19 apr 2010 - 11:58 - #16Io non capisco il lookmaker di Saviano: cioè, quel monociglio, o glielo levi del tutto o glielo lasci “nature”, non puoi fargli le sopracciglia disegnate e scolpite, e poi lasciargli quel link accennato in mezzo… nun sè pò guardà ! :D
albert1
19 apr 2010 - 12:05 - #17Non per essere qvalvnqvista, però mi piacerebbe che si tenesse ben presente che in Italia c’è tanta, tanta gente che ha contribuito e contribuisce a demolire mafie, camorre e ‘ndranghete e nonostante ciò:
1) non si sa chi siano;
2) non hanno nessun tipo di protezione;
3) non ci guadagnano una lira, anzi probabilmente ci perdono.
emanuele777
19 apr 2010 - 12:07 - #18Molaschi a volte è impareggiabile
fc77
19 apr 2010 - 13:41 - #19CARO ROBERTO, a seguito di quanto è accaduto negli ultimi giorni, mi sembra doveroso, sia come rappresentante della tua casa editrice che come persona a te legata da un profondo senso di amicizia e rispetto, fare alcune precisazioni.
Allo stato attuale delle cose, sarebbe forse troppo semplice cercare di rispondere ai dubbi da te pubblicamente espressi citando i numerosissimi casi in cui il gruppo Mondadori si è esposto per dar spazio a voci scomode e controcorrente, che hanno pagato - come tu stesso stai pagando in prima persona - un prezzo personale altissimo. Nel corso degli anni abbiamo infatti pubblicato autori come Salman Rushdie con Mondadori e Ayaan Irsi Ali con Einaudi, così come altri giornalisti d’inchiesta in aree del mondo “ad alto rischio”.
L’editoria libraria, diversamente da altre forme di editoria, è caratterizzata dal peso e dalla grande varietà degli autori. Ciò fa sì che la casa editrice non debba e non possa identificarsi in toto con le posizioni di ciascuno dei suoi molti autori. Una volta deciso di pubblicarlo, la casa editrice si schiera a fianco dell’autore, a difesa dei suoi diritti e soprattutto della sua libertà, che si incarna, appunto, nella pubblicazione.
Ma non possiamo dimenticare che una casa editrice non è solo i libri che pubblica, ma è soprattutto la somma delle persone che vi lavorano e che ti esprimono ogni giorno il loro sostegno facendo sì che le tue opere vengano editate. Lo sai, lo respiri da anni e tu stesso lo hai manifestato pubblicamente in varie occasioni. È nel lavoro da noi tutti svolto in questi anni, nella totale assenza di alcun tipo di censura, nel continuato sforzo promozionale sulle opere. E si ritrova, forte e chiaro più che mai, nell’entusiasmo con cui stiamo lavorando ai tuoi progetti futuri.
LETTERA DEL DIRETTORE GENERALE DELLA MONDADORI
marcopagni73
19 apr 2010 - 16:28 - #20Poi il padrone della Mondadori epura dalla tv Luttazzi e Biagi ,rei di dire le cose come stanno,caro direttore…..
E la libertà di stampa e la tutela delle opinioni va a farsi benedire.
Considerato che il padrone della Mondadori ne è diventato proprietario a spese di altri corrompendo un giudice (ma non erano deviati?) non si può certo sperare in chissà cosa……
fandango
20 apr 2010 - 00:57 - #21come sempre u bisnes è u bisnes