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Laurea breve: un fallimento! Anche per la Corte dei Conti

Pubblicato: 20 apr 2010 da paganini

Commenti dei lettori


A più di dieci anni dal primo regolamento sull’autonomia didattica, che ha introdotto per l’istruzione superiore il sistema a doppio ciclo (laurea e laurea specialistica), è possibile verificare che la riforma non ha prodotto i risultati attesi né in termini di aumento dei laureati né in termini di miglioramento della qualità dell’offerta formativa, avendo anzi generato un sistema incrementale di offerta, certamente sino all’anno accademico 2007-2008, con un’eccessiva frammentazione delle attività formative ed una moltiplicazione spesso non motivata dei corsi di studio.

Così la Corte dei Conti, nel suo Referto sul sistema univeristario, smonta la riforma del 3 +2 (forse sarebbe meglio dire del 3 x2), voluta dal ministro Luigi Berlinguer, che durante i governi Prodi e D’Alema ha provveduto a dimostrare che politicamente non onora il cognome che porta e che le riforme tanto evocate spesso fanno solo danni.

La riforma universitaria che ha ridotto la durata del corso di laurea a 3 anni per affiancarci una specializzazione di 2 anni è stata contestata, ai tempi, da tutte le sigle studentesche: era evidente a tutti che si trattava di una porcata. Il disegno, anzi lo spot, prevedeva di diminuire i fuoricorso grazie alla riduzione e alla rimodulazione del percorso accademico. Nella realtà, come previsto già nel 1998, Berlinguer ha creato un sistema di istruzione penoso, in cui la laurea triennale conta lo stesso numero di esami della vecchia quadriennale, ma con programmi di studio spesso ridicolmente brevi. In più, per ottenere un titolo di studio decente, ora invece di 4 anni ne servono 5.

Il numero dei fuoricorso forse è calato, grazie ad infornate di 3/400 laureati per volta e ad esami che, in molti casi, sono delle mere formalità. In compenso i mali dell’università sono rimasti tutti e la casta dei professori, che dedica una manciata di minuti agli studenti, che ama fissare date degli esami e orari dei corsi senza alcuna logica se non quella delle proprie necessità personali, è rimasta intoccabile.

Ma leggiamo ancora cosa scrive la Corte dei Conti: a fronte di un dato sostanzialmente stabilizzato del numero degli iscritti nell’ultimo quinquennio su un valore di poco superiore a 1.800.000 unità, rilevante è ancora la cifra relativa alla quota degli abbandoni dopo il primo anno, pari nell’anno accademico 2006-2007 al 20 per cento, valore questo sostanzialmente analogo a quello registrato negli anni precedenti la riforma degli ordinamenti didattici…. Il numero complessivo dei corsi di studio è andato progressivamente aumentando sino a tutto l’anno accademico 2007-2008, raggiungendo un numero di 5.519 corsi attivi di I e II livello a fronte di 4.539 corsi attivi di I e II livello nell’anno accademico 2003-2004, in conseguenza dell’effetto moltiplicativo dato soprattutto dalla crescita esponenziale dei corsi di laurea specialistica passati da 1.204 nell’anno accademico 2003-2004 a 2.416 nell’anno accademico 2007-2008…. Al forte aumento dell’offerta formativa si aggiungono anche il rilevante fenomeno dell’incremento delle sedi decentrate e il peso via via crescente negli ultimi anni assunto dai professori a contratto esterni ai ruoli universitari (con un aumento del 67 per cento tra l’anno accademico 2001-2002 e l’anno accademico 2007-2008)…. Scende in ogni caso la quota degli iscritti fuori corso (40,7 per cento nell’anno accademico 2006-2007 contro il 35,91 per cento nell’anno accademico 2007-2008).

Proprio un bel successo per il ministro Berlinguer, giustamente premiato dal Pd con un posto al Parlamento europeo.

Foto | Flickr

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29 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Perplessa

    Perplessa

    20 apr 2010 - 12:02 - #1
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    Finalmente si sono resi conto della schifezza apportata da questa riforma…
    Ai tempi ero al liceo e ricordo un sacco di manifestazioni che purtropo si rivelarono inutili..ora dopo 10 anni finalmente viene fuori che avevamo ragione!
    Oltre allo scandalo in base al quale per ottenere un titolo di studio equivalente al vecchio ordinamento ti serve come minimo un anno in più…la cosa allucinante, che non è stata trattata nell’articolo, è che in molte facoltà è stata applicata la genialata di lasciare intatti i programmi ma di trasformare gli insegnamenti da annuali a semestrali…per una presunta migliore distribuzione dei crediti…il che ha significato concentrare in un semestre le lezioni che normalmente duravano tutto l’anno accademico = velocità e superficialità nella trattazione delle tematiche che poi, il povero studente, doveva sviscerare da solo soletto nella sua casetta visto che gli esami venivano svolti pari pari a quelli del vecchio ordinamento.
    La riforma non ha solo portato esami “fuffa” ma ha anche reso molti esami - ripeto non in tutte le facoltà - più difficili

  • Profilo di luvi

    luvi

    20 apr 2010 - 12:04 - #2
    0 punti
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    Per fortuna, anche grazie alle nostre lotte (Pantera ‘90) sono riuscito a scampare questo schifo e laurearmi VO.
    Per i miei figli spero direttamente in un futuro all’estero.

  • Profilo di maccomac

    maccomac

    20 apr 2010 - 12:21 - #3
    -1 punto
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    scusate, ma chi si è laureato tramite corsi triennali non ha forse dei diritti?
    Che colpa ha lo studente se lo stato ha messo a disposizione tale possibilità?
    Ricordo che in matematica 3+2 = 5 .
    Perciò che almeno dicano insieme alle loro belle uscite, che possibilità ci sono di adeguamento, in caso contrario propongo ai diretti interessati di organizzarsi tutti insieme per chiedere non solo il rimborso delle tasse ma anche i danni causati alla professionalità che ovviamente risentirà di tutto questo

  • Profilo di maccomac

    maccomac

    20 apr 2010 - 12:24 - #4
    -2 punti
    Up Down

    Cara perplessa hai forse una laurea triennale per poter dire cose cosi negative sui programmi di tutte le lauree triennali e sulla qualità dei docenti o sei tra quelle persone che parlano per sentito dire?

  • Profilo di alatrippa

    alatrippa

    20 apr 2010 - 12:36 - #5
    1 punto
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    La quantità(/facilità) di laureati non dipende dal fatto “laurea breve” VS “come da vecchio ordinamento”, bensì dal criterio vigente per la “valutazione di BONTA’” dell’ateneo/politecnico in quel periodo. Se il criterio è “arrivano soldi in base al numero di laureati” alla laurea ci si arriva “sicuramente” in modo umano (se non AGEVOLATO) visto che l’ateneo non ha nessun interesse a far accumulare miliardi di persone nelle proprie strutture; se, invece, il criterio è “arrivano soldi in base al numero di iscritti (non al primo anno, ma iscritti nel complesso, anche se al 30imo anno fuori corso)” la gente per pigliarsi un pezzo di carta si deve reincarnare almeno un paio di volte…

  • Profilo di steffa

    steffa

    20 apr 2010 - 12:40 - #6
    1 punto
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    Ogni volta che hanno messo mano al sistema universitario, da Berlinguer in poi (almeno) han sempre peggiorato la situazione. Il 3+2 è una rovina, il sistema dei crediti è una rovina, programmi da svolgersi in un anno si svolgono in 6 mesi e ciò che una volta si faceva in 4 anni ora si fa in 3, risultato: gli studenti pur studiando di più apprendono la metà. Il sistema dei crediti ha portato ad esami ridotti, che non significa meno specialistici ma fatti a metà! Per dirne una l’esame da 8 crediti di filosofia politica va dalla filosofia greca a Carl Schmitt, quello da 4 crediti semplicemente si ferma a Rousseau! Tra l’altro gli esami o si danno durante l’anno (dunque uno smette di seguire gli altri corsi per dare quell’esame) oppure tiene l’esame dopo che il corso è terminato da mesi, insieme ad altri 3-4 esami, un disastro totale, strano che se ne accorgano solo ora..

  • Profilo di Perplessa

    Perplessa

    20 apr 2010 - 12:41 - #7
    0 punti
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    maccomac
    Non è mia abitudine parlare per sentito dire.
    Per dovere di cronaca:
    1- ho sia la laurea triennale che la laurea specialistica, e ho parecchi amici che come me le hanno entrambe quindi oltre a conoscere bene la facoltà presso la quale ho studiato ne conosco molte altre su cui mi sono potuta documentare.
    2- se rileggi con attenzione il mio commento avrai l’occasione di capire che io non parlavo male delle lauree triennali. Anzi. A differenza del taglio dato dall’articolo nel quale si contesta la validità dei nuovi corsi di laurea (parlano di programmi di studio ridicolmente brevi) ho detto che in molte facoltà ciò non si è verificato ma, anzi, si è provveduto a lasciare i programmi pari pari al VO ma dando agli studenti la metà del tempo per prepararli (converrai con me che lo stesso programma svolto in un insegnamento annuale o semestrale acquisisce difficoltà notevolmente diverse) rendendoli molto più difficili. Non ho parlato male delle lauree triennali, quindi, ma ho addirittura dichiarato una maggiore complessità, per certi versi, rispetto alle precedenti.
    3- visto che hai tirato in ballo l’argomento: il fatto che le lauree triennali non siano mai state considerate al pari di quelle del vecchio ordinamento e delle specialistiche è palese. Basta dare una scorcia agli annunci Trovalavoro….quelli con requisiti minimi “Laurea Breve” sono nettamente in minoranza.
    Questo è proprio il principale motivo per cui la riforma è fallita.
    Ha concesso la possibilità di ottenere una “laurea” in meno tempo…che però dal 90% del panorama lavoristico italiano non è stata percepita come tale.

  • Profilo di kookoon

    kookoon

    20 apr 2010 - 12:51 - #8
    1 punto
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    Io sono entrato all’università il primo anno in cui è entrata la riforma (2001) e nel mio piano di studi avevo le stesse materie del VO. Quando ho finito (fuori corso) la laurea triennale ho trovato nella laurea specialistica molte materie che avevo già fatto, poichè col passare degli anni si erano accorti del piano di studi orrendo che avevano fatto. Inoltre specializzarsi in altre città non era possibile poiché c’erano molti crediti da colmare.
    Chi mi ripaga tutti questi anni di fuori corso spesi?

  • Profilo di giangius

    giangius

    20 apr 2010 - 13:05 - #9
    3 punti
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    Finalmente dicono qualcosa su questo sistema che non funziona.
    La Laurea Breve può servire per i lavoratori e basta.

    Io che voglio continuare a fare la specialistica devo per forza fare un’inutile tesi, e questo mi ha portato a perdere un anno. E tutti o quasi sono nella mia situazione.

    Poi dipende dalle università, la mia è una delle migliori al mondo, e i corsi e docenti sono premiati ogni anno, ma vedendo le altre università non possono dire la stessa cosa.
    Anche delle università Online bisognerebbe fare qualcosa, (Uni-Nettuno), che danno lauere al primo idiota che passa.

  • Profilo di Perplessa

    Perplessa

    20 apr 2010 - 13:09 - #10
    0 punti
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    giangius
    infatti per ovviare a questa problematica (l’inutile perdita di tempo del fare una tesi/tesina anche per chi vuole continuare) in molte facoltà è stato adottato con un decreto risalente mi pare a 2 o 3 anni fa il 5-2..
    in pratica tu parti con i 5 anni e soli chi si vuole fermare a 3 fa la tesi triennale….

  • Commento #11 (-7 punti) - 20 apr 2010 - 13:09 - Apri commento
  • Profilo di panoramix

    panoramix

    20 apr 2010 - 13:10 - #11 (nascondi)
    -7 punti
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    Per quanto mi riguarda l’università dovrebbe essere una sorta di fondazione,essere a numero chiuso e costare non meno di 30/40000 euro l’anno . Chi riesce ad entrarvi semplicemente usufruisce di un prestito (elargito attraverso meriti che in ogni momento se il rendimento si abbassa può essere interrotto) che verrà restituito una volta finito gli studi ed inseriti nel mondo del lavoro. Va avanti chi ha la fortuna di entrare in quel ristretto numero e chi ha realmente voglia di studiare. Gli altri a casa come è giusto che sia

  • Profilo di giangius

    giangius

    20 apr 2010 - 13:17 - #12
    1 punto
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    Perlessa: se posso, di che univerità parli che adotta questo sistema?
    Io non ho mai sentito questo decreto.

    Poi, secondo me un ottimo sistema universitario è quello della Normale di Pisa, o la Scuola Superiore S’Anna.
    Forse non mettendo paletti così rigidi, ma la media del 27 con tutti i privilegi è un’ottima cosa.

  • Profilo di Perplessa

    Perplessa

    20 apr 2010 - 13:25 - #13
    0 punti
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    Università degli Studi di Milano
    So per certo che lo fanno quantomeno in Facoltà di Giurisprudenza

  • Profilo di Perplessa

    Perplessa

    20 apr 2010 - 13:29 - #14
    0 punti
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    Sui privilegi basati sulla meritocrazia concordo
    Non concordo con chi vorrebbe che anche le nostre università si trasformassero in simil college americani in cui il diritto allo studio non è garantito(visto che le borse di studio sono difficilissime da prendere) e c’è un divario inaccettabile fra le università private e quelle pubbliche.
    Io credo che una revisione oculata del sistema dei numeri chiusi basterebbe per migliorare di gran lunga la situazione

  • Profilo di ice

    ice

    20 apr 2010 - 13:35 - #15
    1 punto
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    io ho visssuto sulla pelle le triennali in ingegneria e posso testimoniare per il mmio caso e di tanti amici e adesso vedo la cosa dal punto di vista aziendale
    la progressiva perdita di valore dei titoli di studio superiori complice il lassismo della scuola (spessissimo causa di genitori ingnoranti ma danarosi, che preferiscono spednere migliai di euro in ricorsi piuttosto che ammettere di avere un figlio “caprone”)
    ha fatto si che le lauree brevi sostituissero per grato di formazione e per figure istituzionali i precedenti diplomi
    chi esce da geometra non sa nulla di cantiere
    la scuola superiore per odontotecnico e per infermiere è stata di netto abolita in luogo di un corso di laurea breve
    .
    Per ingagneria aver dovuto comprimere aritficaialemnte corsi dei primi anni molto complessi ha dato luogo a sistuazioni aribitrarie in cui o si continua ad esigere dallo studente di ingegneria quello che farebbe uno di matimatica, o si è trasformato l’esame in un quiz test
    .
    Poi coi richiami da tute le parti ad aumentare il numero di laureati si è peggiorata a tal punto la qualità che ormai la laurea breve in ingegneria informatica appare come prerequissito per lavorare in un banalissimo call-center (non il call center della cisco….)

  • Profilo di jack-bauer

    jack-bauer

    20 apr 2010 - 14:02 - #16
    0 punti
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    La riforma del 3+2 è stato un fallimento e moltissimi studenti erano scontenti.Sarebbe stato meglio lasciare le lauree a 4 o 5 anni(v.o.).
    Una riforma interessante potrebbe essere quella importata dagli Stati Uniti dove gli esami vanno fatti ad ogni fine corso come se fosse un compito in classe di modo che chi non studia rimane indietro,la preparazione viene premiata e lo studente è ben informato sull’inizio e la fine del proprio corso di studi.

  • Profilo di maccomac

    maccomac

    20 apr 2010 - 14:11 - #17
    0 punti
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    Perplessa ti chiedo scusa. Avevo travisato il significato di ciò che hai scritto.
    Io ho una laurea triennale e adesso sto ultimando una laurea a ciclo unico, e ti devo dire che la difficoltà degli argomenti e il lavoro richiesto per la preparazione di ogni esame non è cosi differente.
    Nel campo lavorativo la triennale è poco spendibile penso più per una questione di menti ottuse che per altro.
    Comunque dichiarare ciò che è costato sudore e sangue sui libri e sul campo ( e parecchi soldi) una cosa inutile è totalmente ingiusto.

  • Profilo di andrea4381

    andrea4381

    20 apr 2010 - 14:18 - #18
    1 punto
    Up Down

    @Panoramix
    In questo modo l’università diventerebbe una cosa a cui solo i ricchi possono accedere. E il debito di 30-40000 euro quando lo ripago?

  • Profilo di sergyx

    sergyx

    20 apr 2010 - 14:27 - #19
    0 punti
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    @15
    da studente in ingegneria appoggio in pieno il commento di ice… Analisi Matematica e Fisica le hanno ridotte fino a 3 moduli, addirittura spalmati tra triennale e specialistica…
    di fatto per ingegneria il 3+2 è una emerita st*on2ata in quanto si è solamente diviso il programma del corso VO in tanti moduli, col risultato di avere dei corsi importantissimi per la carriera banalizzati e con una dispersione mostruosa nella preparazione degli esami…
    ora non so di quanti esami fosse composta la quinquennale di ingegneria, ma ora con i 3+2 per avere una laurea senior bisogna sostenere 56 esami + 2 tesi…

  • Profilo di sergyx

    sergyx

    20 apr 2010 - 14:31 - #20
    1 punto
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    @andrea4381
    lascia perdere Panoramix.. quando la gente propone stupidate del genere non è nemmeno il caso di intrattenere una conversazione sull’argomento..

  • Profilo di Perplessa

    Perplessa

    20 apr 2010 - 15:15 - #21
    0 punti
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    ok maccomac l’importante è capirsi…

    io non ritengo le triennali inutili….ma le ritengo un’opzione articolata molto male.
    La triennale deve essere concepita come corso a sè stante, e per fare questo si sarebbero dovuti mettere d’impegno per riformare degnamente i programmi, le modalità di insegnamento, le modalità di verifica e la questione crediti.
    Invece hanno abbozzato un po’ qui e un po’ là, senza essere capaci di suddividere davvero i nuovi ingressi con coloro i quali dovevano terminare le lauree VO. Ciò ha portato molti professori a non cambiare i programmi, a strutturare i corsi in modo debole e a mantenere le modalità d’esame tali e quali a prima.
    In Giurisprudenza, per esempio, Diritto Civile prima era un insegnamento annuale.
    Poi è diventata semestrale. Ma io mi sono trovata a studiarlo con persone del VO che avevano gli stessi miei libri, lo stesso mio programma e facevano l’esame nello stessmo modo in cui lo facevo io.
    La triennale non poteva essere applicata alla quasi totalità delle facoltà senza una preventiva rivoluzione nei programmi.
    Corsi Triennali come scienze giuridiche o ingegneria non hanno ragion d’essere…x’ quando le termini resti un incompleto.
    La triennale dove ha funzionato? In quei corsi davvero riformati come Fisioterapia, Scienze infermieristiche, e tutta la compagnia delle scienze della comunicazione: ossia corsi di laurea nuovi e pensati per essere triennali, non riadattati alla benemmmeglio.

  • Profilo di maccomac

    maccomac

    20 apr 2010 - 16:05 - #22
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    Il nostro paese garantisce almeno pari diritti nelle possibilita di studio, il pensiero che possa esserci la possibilità di trasformare la scuola in istruzione di tipo americano mi disgusta.
    Bisogna pensare che chi non ha possibilità ecoomiche deve comunque poter avere gli strumenti per poter arrivare. La cultura non deve essere classista.

  • Profilo di Perplessa

    Perplessa

    20 apr 2010 - 16:30 - #23
    0 punti
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    perfettamente d’accordo maccomac

  • Profilo di panoramix

    panoramix

    20 apr 2010 - 17:10 - #24
    -2 punti
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    si vede che siete un branco di poveracci mai usciti dall’Italia…
    In america (come in altri paesi) per esempio le banche ti prestano i soldi e detraggono il debito dal tuo stipendio fino a quando non gli hai restituito l’ultimo centesimo. Oltre ad andare avanti chi ha i soldi (e questo sarà così sempre) potrà andare avanti anche chi lo merita. In questo modo non ci saranno più milioni di laureati disoccupati e altre figure professionali non saranno più così rari.. Concetto troppo difficile.

  • Profilo di sergyx

    sergyx

    20 apr 2010 - 18:31 - #25
    1 punto
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    @24
    il tuo concetto non è difficile da capire in termini lessico-grammaticali, ma in termini di uguaglianza sociale e civiltà…

    a parte il fatto che non sta scritto da nessuna parte che un sistema, solo perchè adottato negli USA è per forza un sistema democratico e funzionale, secondo il tuo ragionamento, in Italia dovremmo avere un sistema addirittura meno meritocratico di quello attuale, e più bloccato… ossia chi nasce ricco può studiare e farsi una cultura, chi nasce povero caxxi suoi, farà l’operaio, l’agricoltore o il morto di fame come i suoi genitori..

  • Profilo di cuddy

    cuddy

    20 apr 2010 - 19:26 - #26
    0 punti
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    panoramix facciamo una cosa, prima ti diplomi poi parli.

  • Profilo di giangius

    giangius

    20 apr 2010 - 20:22 - #27
    1 punto
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    Bisognerebbe anche dire che l’abbandono al primo anno è anche colpa della scuola superiore da cui si proviene, qualunque sia non ti prepara affatto.
    Gli argomenti delle superiori di matematica gli ho dovuti imparare da solo per comprendere il corso di Analisi 1.

    La colpa di tutto ciò è delle riforme della scuola, di destra (es Moratti) e sinistra, che hanno distrutto le scuole primarie e secondarie. Rincretinendo i giovani, non facendogli imparare e apprezzare la cultura dello studio per il loro futuro.
    Io la colpa la do hai vari governi, i ragazzi non ne hanno nessuna colpa.

  • Profilo di vk

    vk

    21 apr 2010 - 08:25 - #28
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    bhe devo dire che fa piacere sapere quste notizie proprio nel giorno in cui mi sono laureato….

  • Profilo di panoramix

    panoramix

    21 apr 2010 - 18:12 - #29
    0 punti
    Up Down

    sergyx
    L’uguaglianza sociale per fortuna non esiste e spero non esista mai.