I Presidenti della Repubblica: Enrico De Nicola (1946-1948)

La biografia del primo presidente della Repubblica italiana



Enrico De Nicola, nato a Napoli nel 1877, è a oggi l'unico politico italiano ad aver occupato nel corso della sua vita quattro delle cinque maggiori cariche dello Stato: ha infatti ricoperto la carica di Presidente del Senato, della Camera e della Corte Costituzionale, oltre a essere capo provvisorio dello Stato e primo Presidente della Repubblica.

Quando, il 28 giugno 1946, dopo meno di un mese dal referendum che aveva abolito la monarchia, l'Assemblea Costituente si trovò a decidere il nome del Capo provvisorio dello Stato, c'erano nomi più noti in lizza: la sinistra e i laici proponevano Benedetto Croce, la Dc e le destre puntavano sull'anziano Vittorio Emanuele Orlando, presidente del Consiglio ai tempi della Prima Guerra Mondiale. La contrapposizione fu superata grazie al nome di De Nicola, che rispondeva a tutte le caratteristiche richieste: liberale gradito sia a destra che a sinistra (nel 1922 aveva appoggiato il governo Mussolini), di simpatie monarchiche e quindi garante per chi non si riconosceva nel nuovo assetto istituzionale, meridionale mentre alla guida del governo e dell'Assemblea c'erano due nordici come De Gasperi e Saragat.

De Nicola viene così eletto alla prima votazione con il 73,7% dei consensi, superando nettamente i candidati di bandiera dei repubblicani e dell'Uomo Qualunque. De Nicola è però famoso per aver spesso declinato incarichi importanti e per la sua cronica indecisione, tanto che il giornalista Manlio Lupinacci titolò sul Giornale d'Italia "Onorevole De Nicola, decida di decidere se accettare di accettare". Accettò, ma per convincerlo De Gasperi (tra i due c'era un certo odio reciproco) fu costretto a pregarlo, e il 1 luglio, giorno dell'insediamento, il Capo provvisorio dello Stato si presentò con un'ora e mezzo di ritardo.

Enrico De Nicola: la gallery

Descritto come irascibile e scostante, ha un rapporto tormentato con De Gasperi tanto che in più di un'occasione pensa a togliergli l'incarico di presidente del Consiglio. Arriva a dimettersi il 25 giugno del 1947, dopo meno di un anno dall'elezione. Ufficialmente per motivi di salute, ma probabilmente per le conseguenze delle polemiche sul caso dei responsabili della strage di Villarbasse: fu l'ultima condanna a morte eseguita in Italia, e molti chiesero invano a De Nicola di graziare i tre colpevoli. Il giorno dopo le dimissioni, l'Assemblea Costituente lo rielesse e lui accettò, pur minacciando altre volte di andarsene.

Assieme al suo caratteraccio, è famosa anche l'umiltà e la modestia di De Nicola. Rifiutò di alloggiare al Quirinale, perché non voleva risiedere in quella che era stata la dimora del Re, e si trasferì a Palazzo Giustiniani, dalle cui finestre non si riusciva mai a vedere la luce del sole. Aveva perso tutti i suoi risparmi, ma rifiutò l'appannaggio presidenziale di 12,5 milioni di lire offertogli dal governo. Andava in giro sempre con lo stesso paltò rivoltato, rifiutandosi di cambiarlo.

Il 1 gennaio 1948, con l'entrata in vigore della Costituzione da lui stesso firmata, De Nicola diventò il primo Presidente della Repubblica italiana, e lo rimase fino al maggio dello stesso anno quando, dopo le prime elezioni politiche dell'Italia repubblicana, secondo le disposizioni della Carta il Parlamento elesse il nuovo Capo dello Stato. De Nicola ricoprì dal 1951 al 1952 la carica di Presidente del Senato e poi quella di Presidente della Corte Costituzionale dal 1956 al 1957, quando decise di ritirarsi a vita privata. Morì a 81 anni nel 1959.

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Enrico De Nicola
Enrico De Nicola e Benedetto Croce
Enrico De Nicola firma la Costituzione
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