
A mano a mano che il polverone della battaglia fatta l’altro ieri in Direzione si alza, lo scenario si presenta per quello che è: un Pdl stordito e smarrito, dai vertici alla base.
Passata la … sbornia della “vittoria”, adesso Silvio Berlusconi vede ergersi davanti a lui l’ombra minacciosa della corrente organizzata di Gianfranco Fini.
La verità, anche sotto il profilo strettamente numerico, è ben diversa degli 11 “no” (poi diventati 13) al documento votato all’Auditorium: Fini può contare almeno su una cinquantina fra deputati e senatori.
Che vuol dire, con le possibili convergenze trasversali alla Camera e al Senato, che i decreti sul federalismo fiscali salteranno come birilli. Con l’apertura immediata della crisi di Governo e gli scenari conseguenti. Questa è la prospettiva.
Non a caso Bossi ha subito dichiarato guerra a Fini e ha annunciato lo sganciamento della Lega dal Pdl. Il Senatur sente odore di elezioni politiche anticipate, già compila la lista dei colpevoli affossatori del federalismo, e vuole avere mano libera nello scontro “finale” che si potrebbe aprire presto nel Paese.
Insomma, di fronte all’implosione del Pdl, i due alleati (Berlusconi e Bossi) non sanno far altro che brandire la spada della nuova chiamata alle urne. E’ palesemente un ricatto. A tutto campo. Si vuol far pagare al Paese il crack del berlusconismo.
Anche per l’opposizione è giunta l’ora di rompere gli indugi. Accetti la sfida! L’impalcatura del centrodestra tutta incentrata su Berlusconi è corrosa da un tarlo implacabile. Non è vero che è una fortezza inespugnabile. Per chi suona la campana?
nchomsky
24 apr 2010 - 10:20 - #1Sul Carroccio del vincitore:
Indovinate, tra Berlusconi e Fini, con chi sta il Corr iere della Sera. Piccolo aiutino: Berlusconi è in maggioranza e Fini è in minoranza. Altro minuscolo indizio: Berlusconi è presidente del Consiglio e Fini solo della Camera (almeno per ora). Ultima traccia: Berlusconi è padrone di Mediaset e Mondadori e tramite la figlia siede in Mediobanca che controlla una fetta di Rcs, è amico di altri soci Rcs come Geronzi, Tronchetti e Ligresti; Fini no. Ecco, indovinato: il Corr iere sta con Berlusconi. Anziché limitarsi a spegnere i fuochi, come si conviene al Pompiere della Sera, il quotidiano di via Solferino si schiera apertamente con uno dei due contendenti: quello che vince. Chi l’avrebbe mai detto. La “guerriglia quotidiana” nel Pdl – lacrima inconsolabile il pompierino capo Massimo Franco – “è capace di destabilizzare il Paese”. Colpa di Fini, che mettendosi a parlare di politica in un partito che da 16 anni parla solo di affari, di tv e di processi, ha osato criticare il padrone. E l’ha fatto – horribile dictu – “in modo polemico”. Invece, com’è noto, le uniche critiche ammesse sono quelle che danno ragione al padrone. Quelle di Bondi, per dire. O di Ignazio La Rissa, che ieri ha ricevuto in dono dal capo un suv, ultimo omaggio di Putin (il lettone invece resta saldamente a Palazzo Grazioli). Secondo Franco, la reazione di Fini a una Lega che tenta di affamare i figli dei poveri nelle mense scolastiche, o leva i diritti ai cosiddetti “extracomunitar i” che vivono, lavorano e pagano le tasse in Italia da 20-30 anni, è uno “smarcamento plateale ed esagerato: quello che in gergo calcistico si chiama fallo di fr ustrazione”. Non è la Lega che esagera, ma Fini, frustrato che non è altro. E poi, signora mia, non si fanno certe “allusioni pesanti sulla giustizia”, tipo quel riferimento all’“amnistia mascherata” chiamata graziosamente processo breve che, se non fosse intervenuto Fini a stopparla, avrebbe incenerito centinaia di migliaia di processi per bloccarne due, i soliti: Mediaset e Mills. Se i ministri, i governatori e i sindaci leghisti spandono razzismo a piene mani, devastano la Costituzione e sabotano l’anniversario dell’Unità d’Italia, il pompierino Franco non fa una piega. Ma se Fini fa “allusioni alla g iustizia”, insorge contro il suo “compor tamento irrazionale e irresponsabile”. E arriva addirittura a inventarsi un non meglio precisato “antiberlusconismo di destra annidato nelle pieghe del Pdl”, una cancrena che “logora tutti”. Perché, è la degna conclusione, “Fini non ha nulla da perdere; Berlusconi e il Paese, molto di più”. Ecco: Berlusconi e il Paese vengono accomunati in un binomio inscindibile, come se un ometto che ha appena perso dieci punti alle Regionali rispetto alle Politiche di due anni fa (ma Franco non se n’è accorto, infatti vaneggia di “vittoria elettorale netta”), rappresentasse tutta l’Italia. A meno che, per “paese”, Franco non intenda Arcore. Naturalmente la scelta di campo del Pompiere non più soltanto in favore del centrodestra, ma addirittura di una delle sue correnti, è legittima. Anzi addirittura benefica, perché spazza via definitivamente le scemenze che si leggono sugli house organ ufficiali del regime: quelle secondo cui Fini sarebbe subornato dai “poter i for ti” e si appresterebbe, in combutta con Casini e Montezemolo, a scalzare Berlusconi, notoriamente espressione dei poteri deboli (la P2, gli amici di Mangano, la Confindustria, il Vaticano dei Fisichella e dei Bertone, i servizi di sicurezza, i due terzi della Rai, i quattro terzi di Mediaset, Mediolanum, Mondadori e poco altro). Almeno queste baggianate ci verranno, si spera, risparmiate. Da mesi il Pompiere – salvo rare eccezioni come i pezzi antirazzisti di Stella, le denunce sempre più rare di Sartori sulle cosiddette “rifor me” e gli appelli nel deserto di Magris a un Vaticano sempre più intrigante – si affanna a spiegare ai lettori quanto siano buoni e bravi gli “amministratori padani”. Ora, con l’attacco a Fini, il Carroccio del vincitore è definitivamente al completo. (di Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano del 24/04)
nchomsky
24 apr 2010 - 11:03 - #2Bongiorno, sono l’angoscia del premier:
LA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA, “TA L L O N E ” PER LE SUE POSIZIONI POLITICHE.
Q uando Claudio Sabelli Fioretti la provocò sulla
composizione dell’eventuale governo di una
Terza Repubblica, Giulia Bongiorno, che all’epo -
ca era solo l’avvocato che, non ancora trentenne,
aveva “s a l va t o ” Giulio Andreotti da una condanna
per mafia, stette al gioco e rispose: Emma
Bonino primo ministro. Barbara Contini agli
Esteri. Letizia Moratti all’Economia. Maria Rita
Lorenzetti agli Interni. Stefania Prestigiacomo alla
Cultura. La Giustizia
la affidò a un’altra siciliana,
Anna Finocchiaro
.
Sono passati appena
cinque anni da allora,
ma quella previsione
sembra arrivata da un
altro secolo: il primo
ministro è Silvio Berlusconi,
alla Giustizia c’è
ufficialmente Angelino
Alfano con la consulenza
dell’avvocato Niccolò Ghedini, e Giulia
Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia
a Montecitorio, è nell’ultima trincea finiana,
quella da cui il premier Silvio Berlusconi deve
far passare le leggi che servono a salvare sé stesso
dai propri processi.
Entrò alla Camera nel 2006, Giulia Bongiorno,
nelle fila di An, preceduta dalla meritata fama mediatica
(che poi sarebbe cresciuta con le difese di
personaggi come Totti, Bettarini, Raffaele Sollecito)
e da un solido legame con Gianfranco Fini,
per cui curò l’anno seguente anche le pratiche
per il divorzio dalla moglie Daniela.
Non si può certo ricondurre a una coincidenza,
ma quando nell’aprile 2008, tornato al governo il
Pdl, Fini provò a ricavare per lei il ruolo di Guardasigilli
si trovò contro non solo l’i n t ra n s i ge n t e
opposizione della truppa berlusconiana, ma anche
quella degli ex colonnelli di An: “Non è matura
politicamente – si disse - potrebbe sollevare
tecnicismi e andare in urto con Berlusconi in un
settore troppo delicato”. E in urto con Berlusconi,
la Bongiorno, ci finì praticamente da subito.
Da poco dopo il discorso di insediamento che
aveva addirittura apprezzato pubblicamente
con una frase che oggi, dopo
che il premier ha lanciato strali
dai giudici del Tar del Lazio ai togati
della Consulta, farebbe sorridere:
“Visto che tutti pensano che Berlusconi
attacchi indiscriminatamente
le toghe è stato bene che il premier abbia precisato
il suo pensiero esprimendo, nei confronti
della magistratura, fiducia, credito e riconoscimento
dei meriti”.
D’altronde il lavoro in commissione Giustizia è
diventato in breve frenetico. Si iniziò con le intercettazioni
(e la platea dei reati per i quali si
postulava potessero rimanere, a partire da quelle
sulla corruzione nella pubblica amministrazione)
e i primi incontri a tre: ministro della Giustizia,
presidente della Commissione a Montecitorio
e avvocato del premier. La prima increspatura
si ebbe sulla norma salva-manager, inserita
di soppiatto nel decreto Alitalia. Quella volta, assieme
a lei, si schierarono in pubblico anche Tremonti
e Sacconi. Seguirono le dure prese di posizione
a tutela della Consulta rea di aver boc-
ciato il Lodo Alfano, sul quale i finiani avevano
provato un lavoro di lima sino al possibile.
Non fu l’ultimo punto di crisi. A settembre fu la
Bongiorno a querelare, per conto del presidente
della Camera, il neo-direttore de Il Giornale Vittorio
Feltri, che aveva adombrato uno scandalo
sessuale tra gli alti vertici di An, nel 2000.
Si proseguì, in aula, con la grande battaglia sulla
prescrizione breve, vera pietra dello scandalo
per gli uni e per gli altri, come testimoniano le
parole di Fini alla direzione Pdl di giovedì. Così
come era concepita avrebbe cancellato 600 mila
processi in corso, solo per cancellare quello che
interessava il premier. Una follia giuridica. Una
battaglia combattuta e vinta dall’avvocato palermitano
formatasi al liceo dell’Opus Dei. Una battaglia
prima della guerra totale tra i cofondatori.
magoselvo
24 apr 2010 - 11:16 - #3Anche per l’opposizione è giunta l’ora di rompere gli indugi….Falcioni svegliati….vedi xcaso un’opposizione da qualche parte??? nchomsky ==> t pagano a buoni pasto della Cigl x ogni copia incolla da quel pattume del fatto quotidiano?
simosardo
24 apr 2010 - 12:07 - #4Oggi il Corriere pubblica un’intervista di Cazzullo a Giulia Bongiorno. E’ diventato finiano, o semplicemente ospita opinioni e giudizi differenti, cercando di mantenere (questo sì, “horribile dictu”) una parvenza di imparzialità? E poi Travaglio dovrebbe ricordarsi degli scandali dell’estate scorsa, o dell’”affaire Bertolaso”, vicende passate non certo in secondo piano nelle pagine del Corriere. Ma non è lui che accusa sempre tutta l’Italia di avere memoria corta?
aldebaran85
24 apr 2010 - 12:10 - #5forza finiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
meno male che fini c’èèèèèèèèèè
in 1 ora ha fatto/detto quello che l’opposizione non ha fatto in 16 anni
fc77
24 apr 2010 - 12:12 - #6Sandro Ruotolo è ancora scosso.
E’ stata una diretta difficile la sua, dalla mensa incriminata, piena di mamme italiane livide di rabbia nei confronti delle mamme immigrate, che cercavano di difendersi, e col sindaco di Adro, Oscar Lancini, che rivendicava l’operato leghista della sua amministrazione con atteggiamenti intimidatori e repressivi. “Il clima era tesissimo – spiega Ruotolo – le donne italiane non volevano che le immigrate portassero alcune amiche. Nei fuorionda il sindaco era arrabbiato per come stava andando il dibattito in studio. Io gli ho detto: ‘Guardi che siete tre contro tre (in studio c’erano il ministro Carfagna e l’onorevole Della Vedova per il Pdl, Civati, Renzi e Serracchiani per il Pd, ndr). Lui mi ha risposto: ‘Sono cinque contro uno, noi cosa c’entriamo col Pdl?’ Ho capito l’uscita di Bossi di oggi (ieri, ndr)”. “Nei due giorni precedenti alla trasmissione – prosegue Ruotolo – ho incontrato il segretario bresciano della Cgil e i volontari di una onlus che mi hanno raccontato cose pazzesche di quello che succede da queste parti. Si va dal bonus bebè riservato ai figli di italiani, alle case popolari negate agli immigrati, alle variazioni sull’iscrizione anagrafica. Tutti provvedimenti contro i quali il sindacato ha presentato ricorsi”. E’ molto stanco, Ruotolo, l’adrenalina accumulata nella serata di giovedì gli ha fatto passare una notte difficile: “Ho verificato di persona cos’è l’allarme per la coesione sociale. Valori come la solidarietà, il rispetto per gli altri, rischiano di venir meno a causa dell’acuirsi della crisi economica”. Eppure sacche di razzismo nel nord-est ci sono sempre state. Ora, però, c’è qualcuno che cavalca e strumentalizza quei malumori, che fino a vent’anni fa si potevano esprimere solo al bar della piazza. “Abbiamo fatto vedere quanta ricchezza portano gli immigrati al nostro Paese – prosegue l’inviato di Annozero – quanti anziani possono godere della pensione grazie al lavoro di quelle persone. Ma è una guerra tra poveri, dove c’è chi è povero e chi lo è di più. C’è sempre un sud del sud. Nel programma della Lega si legge: prima ai nostri, e poi anche agli altri. Le donne immigrate sono invece venute a ribadire, con estrema dignità, che il diritto è uguale per tutti”.
http://www.antimafiaduemila.com/content/view/27695/48/
marcopagni73
24 apr 2010 - 12:46 - #7La battuta “il pallone è mio e non si gioca più ” è mia…….voglio i diritti ;))
billy-belial
24 apr 2010 - 12:50 - #8Ho sempre sostenuto che la vera grana per Berlusconi sarebbe stata Bossi e non Fini, ed ho avuto ragione, Fini ha espresso il suo totale disenso ma è restato, Bossi invece sta approfittando della bagarre per mettere fretta a Berlusconi sul federalismo, conscio di tenerlo per le balle, minacciando l’uscita dal PdL ed il crollo del governo
mr-lorenz
24 apr 2010 - 13:20 - #9Scapperanno come conigli 5 minuti prima del default dello Stato
Come il CDX greco. Come Craxi anni prima di loro
ice
24 apr 2010 - 13:25 - #10@ #8
la caduta dle governo sarebbe un mano santa x Berlusconi
potrebbe in un sol colpo:
_assicurarsi altri 5 ani di governo (visto che l’opposizione è ancora un work in porgress)
_scaricare tutta la colpa della caduta del governo su Fini con opportuno indottrinamento mediatico della popolazione giù presdispost (e infatti dai sondaggi presentati a Ballarò l’elettorato PdL era schierato oltre il 60% con Berlusconi)
_causa termine anticipato della legislatura avrebbe la SCUSA PERFETTA per non aver realizzato nessuna della rpomesse fatte agli elettori
.
p.s. secondo me Bossi è ormirimbambito dall’ictus ed è una marionetta nelle mani di Belrusconi
Anche la sua dichiarazione di venerdì era perfettamente in linea con la tesi accusatoria di Belrusconi con tro FIni, ani sembrava l’avessero scritta direttamente i consiglieri di Silvio
naruto1685
24 apr 2010 - 13:34 - #11Io penso che faranno cadere il governo per le stesse motivazioni più volte postate da MrLorenz, oppure, se dovessero riuscire nell’impresa di guadagnare un po di tempo, ci saranno le elezioni anticipate allo scoccare dei 2 anni e mezzo di legislatura…. (pensioni pensioni e ancora pensioni..).
Silvio Berlusconi
24 apr 2010 - 13:45 - #12Mi consenta ma è necessario chi fini si dimetta cribbio!
Valentino_Re_Morente
24 apr 2010 - 14:01 - #13 (nascondi)E sperate che cada il governo eh? Ma dovrete rosicarvi i gomiti per molto molto altro tempo.
E poi scusate? Che governo ci mettiamo? DiPietro che nemmeno sa l’italiano? E poi alleato a chi?
Bersani? Ma non fatemi ridere che ancora sta cercando di tapparsi il di dietro dopo essere rimkasto in mutande.
Dov’è un governo alternativoa Berlusconi? Semplicemente non c’è.
Quindi meglio Berlusca che qualsiasi altra cosa che disferebbe definitivamente l’Italia.
naruto1685
24 apr 2010 - 14:39 - #14” Quindi meglio Berlusca che qualsiasi altra cosa che disferebbe definitivamente l’Italia.”
Ok, a disfare l’italia ci penserà proprio il tuo silvio, altrimenti lo psico nano… si dice in giro che queste due entità appartengono alla stessa mente malata…
Quando l’italia farà la fine della Grecia vorrei proprio vedere e sentire il papi nazionale mentre spiegherà alle sue pecore che non ce sta più niente da magnà! AVE A TE SILVIO, CIUCCIATI QUESTO, TU SI CHE POSSIEDI IL 60% DEI CONSENSI! (QUANDO APRIRA’ LA STAGIONE DI CACCIA OVVIAMENTE..)
fc77
24 apr 2010 - 14:52 - #15“Quindi meglio Berlusca che qualsiasi altra cosa che disferebbe definitivamente l’Italia.”……. xchè bin laden ha deciso di candindarsi in italia?
marcopagni73
24 apr 2010 - 14:54 - #16Rapporto debito/pil 117.9 %……….
ha ragione naruto.
marcopagni73
24 apr 2010 - 15:05 - #17@Valentino
È bello avere una prospettiva………..
Mai provato?
ventoacqua
24 apr 2010 - 15:26 - #18@13 “meglio Berlusca che qualsiasi altra cosa che disferebbe definitivamente l’Italia”
Sta descrivendo esattamente Silvio Berlusconi, se ne rende conto..?
ventoacqua
24 apr 2010 - 15:28 - #19Le elezioni anticipate non ci saranno, molti sembrano dimenticare che non sono Berlusconi o Bossi a decidere se sciogliere le Camere, ma il Presidente della Repubblica, e Napolitano farà di tutto per scongiurare il ritorno al voto.
Se il PDL implode è probabile un governo tecnico-istituzionale.
nchomsky
24 apr 2010 - 15:35 - #2013-
Meglio ogni altra cosa: Gelli o Riina farebbero al limite pari, solo Satana in persona potrebbe fare peggio…
naruto1685
24 apr 2010 - 15:36 - #21Hai ragione vento, ma secondo te, con un governo tecnico istituzionale, il silvietto nazionale potrà sfornare ulteriori leggi ad personam? farà un casino allucinante, questo è certo, ma conterà ben poco. E’ più probabile che si trasferisca nelle isole Cayman (caynan) per un lungo periodo…
ventoacqua
24 apr 2010 - 15:39 - #22@21 Mah, non sottovalutatelo, può contare sull’enome potenza di fuoco mediatica di MediaRai, in caso di governo istituzionale scatenera un fuoco di fila continuo per logorare il nuovo esecutivo…..
nchomsky
24 apr 2010 - 15:39 - #2319-
Molto da lapsus il “definitivamente”, si vede che anche lui nel subconscio ritiene che il Nano sta disfacendo l’Italia
naruto1685
24 apr 2010 - 15:45 - #24vento, in realtà ho imparato a non sottovalutare lo psico nano parecchio tempo fa, ma arrivati a sto punto c’è un problemino più grande di lui. La nostra Italia è al collasso, le manca solo l’estrema unzione e poi che la repubblica segua il suo corso. Verissimo, i mass media sono un problema, ma pensiamo alla rai, all’interno della stessa ci sono dei malumori preoccupanti (per silvio), su tvblog hanno postato un articolo degno di attenzioni.
ice
24 apr 2010 - 16:38 - #25@ #24
non hai imparato abbastanza….
hai cvisto AnnnoZero di questo giovedì?
Bè mai nessuno dei cittadini di Adro, nè tantomeno il Sindaco ha pensato che la colpa se mancano i soldi per l’assistenza e i servizi che i comuni dispensano ai cittadini, la colpa è dell”abolizione dell’ICI
Quindi a quanto pare il lavaggio mediatico e l’indottrinamento ha funzionato benissimo
Nemmeno dallo studio di Santoro nessuno ha pensato di tirar fuori la questione
Eppure è chiara:
siamo allo scontro tra i capponi di don Abbondio….
scontro che è strumentale a chi nel frattempo ha promulgato leggi per depenalizzare i reati finanziari o riciclare i fondi esteri dei grandi delinquenti
E nel frattempo si continua ad urlare di abbassare le tasse e di privatizzare,
sappiamo benissimo che l’abbassamento delle tasse porterà ad un ulteirore diminuzione dei servizi, e le privatizzazioni porteranno all’arricchimento di gruppi industriali senza alcun beneficio alla popolazione
esattamnte come accaduto con la privatizzazione di Telecom muta e spolpata da Colanninno prima e Provera poi, o con le Austostrade che fanno la gioia del portafogli dei Benetton eppure sono sempre le stesse da oltre 30 anni
fc77
24 apr 2010 - 17:07 - #26Barzelletta su Silvio
Il diavolo - Silvio, se mi dai l’anima ti prometto che non invecchierai più per il resto dell’eternità - e Berlusconi -Vuoi dire che sarò per sempre bello come appaio nei manifesti?- E il diavolo -Eh…non esagerare, non ti ho mica promesso una plastica facciale!!-
fc77
24 apr 2010 - 17:10 - #27ice,il sindaco ha rifiutato 50 mila euro di fondi statali pur di non aiutare gli immigrati residenti nel suo paese,la carità cristiana fatta a persona quell’essere N.C..
naruto1685
24 apr 2010 - 17:22 - #28ice, ho sempre pensato che il berlusconismo, quindi pdl e soci, sia sempre stato un castello di carta che alla minima scintilla verrà distrutto, purtroppo, nel frattempo, sta distruggendo il nostro paese. Ho imparato abbastanza, e ti spiego anche il motivo. Il mio comune di residenza, per esempio, è in bancarotta, nessuno, e dico nessuno, soprattutto la giunta comunale, ha spu77anato l’abolizione dell’ici (si parla di federalismo ma hanno abolito proprio una tassa federalista.), che il nano sia potente (dal punto di vista economico e mediatico) non ci sono dubbi, però certe cose bisognerebbe spiegarle soprattutto agli elettori di cdx. Tornando al discorso ici, nessuno ne ha parlato, anche perchè in parte fu abolito da prodi e poi il nano concluse l’opera.
naruto1685
24 apr 2010 - 17:33 - #29ahahh, franci, con berlusconi all’inferno il demonio in persona potrebbe andare in vacanza nominando provvisoriamente titolare della ditta infernale il demonio “ad personam”…
marcopagni73
24 apr 2010 - 17:42 - #30Me lo immagino Silvio davanti al demonio…..
Salve lei chi è?
E il demonio:”come chi sono?io sono satana…..
E Silvio:”mi consenta,lei è troppo rosso….si curi….
Ahhhahahahhahahahahhahahahahhahahahahahhahahahahahhahahhahahahahahahah
pellegrinoerminio
24 apr 2010 - 17:47 - #31visto che le verità vengono eliminate proverò a dirle cosi, io pur riconoscendo l’intelligenza politica di Fini sono di un’altro colore politico , ma posso solo apprezzare il suo comportamento nel tentativo di salvare l’unità d’italia da coloro che lavorando sotto la cenere , tentano in tutti i modfi di attuarla.
nchomsky
24 apr 2010 - 19:00 - #3230-
(di Benigni):
Un giorno Silvio Berlusconi muore per un improvviso attacco cardiaco e finisce di filato all’inferno, dove Belzebu lo sta aspettando.
” Non so cosa fare”, esordisce il Diavolo, “Sei nel mio elenco ma non ho più posto per te. D’altro canto devi obbligatoriamente stare qui”. Dopo averci pensato su, il Diavolo prosegue: “Sai cosa faccio? Ho due o tre persone che non sono state tanto cattive quanto te. Ne lascerò andare una e tu ne prenderai il posto. Anzi, ti lascio addirittura scegliere quale liberare”.
A Silvio la proposta sembra accettabile e cosi il Diavolo apre la prima porta. Li dentro, in una grande piscina, nuota Craxi che si immerge ripetutamente tentando di portare in superficie un immenso e sfavillante tesoro, riemergendo però sempre desolatamente a mani vuote. E si immerge e riemerge, e ancora e ancora.
Questo è il suo destino, all’inferno.
” No” dice il Cavaliere ” non ci siamo, non sono un gran
nuotatore e poi a mani vuote non posso restare, non potrei fare questo per l’eternità”.
Il Diavolo lo conduce nella stanza successiva dove trovano Cossiga, che con un enorme piccone deve frantumare giganteschi massi di pietra durissima; e poi altri ed altri ancora.
” No, sai che ho un problema alla spalla, mi farebbe male picconare in continuazione per l’eternita”.
Il Diavolo apre la terza porta. All’interno, l’ex presidente degli U.S.A. Bill Clinton, sdraiato sul pavimento, con le braccia dietro la nuca e le gambe larghe; china su di lui c’e Monica Lewinsky intenta nell’ormai famosa attività.
Berlusconi osserva incredulo e dopo un po’ dice:
” Si, si può fare, vada per questo”.
” OK” dice il Diavolo “Monica, puoi andare”
black-cbr
24 apr 2010 - 19:01 - #33la mia prostrazione per la vittoria dell’Inter sul Barcellona è magicamente sparita leggendo i vostri commenti a favore di Fini,detto il badogliano.siete quattro comunistelli rancorosi e penosamente sfigati.devo comunque ammettere che per voi, abituati al caciottaro Di Pietro e al suo reggipene Travaglio,Fini sia un passo avanti.almeno parla in italiano.
nchomsky
24 apr 2010 - 19:13 - #3433-
Fini si fosse comportato da Badogliano avrebbe continuato a leccare il c… in attesa di prenderne il posto quando Berlusconi (il nuovo Dux) perde il potere…
Ne Comunista (mai stato) Ne (mi ritengo) sfigatello (ma probabilmente per te sarò uno che si accontenta di poco)…
marcopagni73
24 apr 2010 - 19:38 - #35@blackcbr
E tifi per una squadra di extracomunitari?
macleod4
25 apr 2010 - 11:29 - #36Fini mira solo a mantenere il feudalesimo in Italia, con i fondi statali sempre in aiuto del sud… perchè mai non ha protesta su questi VERGOGNOSI AIUTI? perchè ovviamente gli stavano bene, adesso che c’è l’ombra del federalismo , eccolo che salta su, con i suoi appoggi, quasi tutti provenienti dal sud… è solo una presa di distanza dal federalismo…lui stesso ha appoggiato tante norme berlusoniane, eppure proprio ora che ci sono i decreti del federalismo fiscale s’impunta….alla fine la faccia del malfattore è venuta fuori…
macleod4
25 apr 2010 - 11:32 - #37”Anche per l’opposizione è giunta l’ora di rompere gli indugi. Accetti la sfida! L’impalcatura del centrodestra tutta incentrata su Berlusconi è corrosa da un tarlo implacabile. Non è vero che è una fortezza inespugnabile. Per chi suona la campana?”
Se la gente pensava che la sinistra italiana fosse una vera alternativa a Berlusconi l’avrebbero votati molti di più, invece dopo ogni governo di sinistra son subito tornati a destra, perchè tra i due cmq il male minore rimane sempre berlusconi, sopratutto a raffronto del calderone della sinistra, fatto di ancor più litigi di quelli che ci son fra berlusoni e fini.
fc77
25 apr 2010 - 12:36 - #38@36,Fini mira solo a mantenere il feudalesimo in Italia, con i fondi statali sempre in aiuto del sud… perchè mai non ha protesta su questi VERGOGNOSI AIUTI?
AGGIUNGO : Le ricordo la lega ha chiesto è ottenuto, fondi destinati ai territori sottosviluppati,da quando il ricco veneto è un territorio sottosviluppato?
nchomsky
25 apr 2010 - 14:23 - #39L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI UMBERTO:
Oltreché il più abile, Umberto Bossi è anche il politico italiano più fortunato. Da almeno 25 anni, grazie all’insipienza dei suoi cosiddetti avversari e alla creduloneria dei suoi elettori, tiene in piedi un partito senza senso che non potrebbe esistere in nessun altro paese del mondo. Pokerista maestro del bluff, si ritrova al tavolo altri giocatori seduti al tavolo con lui che non vanno mai a vedere. Così lui vince sempre, anche se in mano ha una coppia, spesso manco quella. Diplomato per corrispondenza alla scuola Radioelettra, studente svogliato e scarsino a Medicina, nei primi anni ‘60 Bossi aveva all’attivo un paio di esami, ma ogni tanto, racconta la sorella, dava una festa di laurea e gabbava tutti uscendo di casa con la valigetta da medico condotto, salvo poi girare l’angolo per raggiungere gli amici al biliardo. Difficile, all’epoca, distinguere la sua vocazione politica dall’esigenza di sbarcare il lunario senza lavorare. Le idee erano piuttosto confuse, tant’è che il giovin Umberto partì dalla sezione Pci di Samarate (Varese); poi conobbe Bruno Salvadori, capo dell’Union Valdotaine, e s’infatuò dell’autonomismo; nel 1980 fondò l’Unione Nordoccidentale Lombarda per l’Autonomia, poi la Lega Autonomista Lombarda, poi la Lega Lombarda, che a fine anni ‘80 confluì con altri gruppetti nordisti nella Lega nord e approdò in Parlamento nell’87. Ebbe una funzione storica positiva due volte, quando seppe pensare in grande, da partito nazionale: accompagnando il crollo della Prima Repubblica con Tangentopoli nel 1992-‘93 e rovesciando il primo governo-regime di Berlusconi nel ’94. Oggi la Lega è il partito più antico su piazza. Senz’aver mai superato il 12% dei voti validi, da 15 anni fa il bello e il cattivo tempo, tiene in pugno Berlusconi e il Pdl, decide chi vince e chi perde le elezioni, impone leggi razziali e incostituzionali sull’immigrazione e, in sede locale, ordinanze che violano gli elementari diritti umani nel silenzio delle autorità nazionali ed europee. Ma, dei punti qualificanti (si fa per dire) del suo programma, non ne ha mai realizzato uno.
E’ la sua fortuna. La secessione (nelle più pittoresche versioni: le cinque macroregioni di Miglio, le tre maxiregioni di Speroni e via delirando) sarebbe stata una jattura, ma nel ‘98 fu scongiurata dall’aggancio dell’Italia all’Ue. Bossi ripiegò sulla “devolution” modello scozzese, senza sapere cosa fosse. Una boiata pazzesca che divenne legge costituzionale, ma per fortuna (anche sua) non entrò mai in vigore, perché spazzata via nel referendum del 2006. Lui, finito un mantra, se ne inventò subito un altro: il “federalismo fiscale”. E il popolo padano sempre dietro, plaudente e adorante sotto il palco di un capo che lo intorta con frasi vuote ma altisonanti e patacche da teleimbonitore, tipo la moneta padana (il “Calderòlo”), l’asta delle zolle di Pontida, la banca padana Credieuronord (fallita appena aperta: 8 milioni di buco, centinaia di risparmiatori truffati, gli amministratori leghisti salvati dall’ottimo Fiorani). Ora che il federalismo fiscale è legge-delega, l’Italia rischia di trasformarsi in Stato federale senza che nessuno sappia se ci guadagneremo o ci rimetteremo. Tremonti, sui costi dei decreti attuativi, allarga le braccia: “Siamo nell’imponderabile”. Sartori giura che sarà un altro salasso. Il peggio che possa capitare a Bossi è che il federalismo si realizzi: lui dovrebbe inventarsi un altro traguardo per spingere in avanti la frontiera padana; e, soprattutto, la gente costretta a pagare più tasse se la prenderebbe con lui. Potrebbero persino materializzarsi i celebri “300 mila padani armati di fucile”: contro di lui, però. Per questo, sotto sotto, l’Umberto è felicissimo del divorzio tra Berlusconi e Fini (che chiede di rivedere proprio il federalismo). Così potrà tenere coperto un’altra volta il suo bluff, strillare alla vittoria mutilata, prendersela con Roma ladrona che “blocca il cambiamento” e campare di rendita per un altro po’, cogliendo pure un’ottima scusa per scaricare il Banana ormai marcio fradicio. Un genio….
(di Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano del 25 Aprile 2010)