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Il Fatto Quotidiano al Festival di Perugia: un successo nel successo

Pubblicato: 24 apr 2010 da Francesco

Commenti dei lettori

L’evento di punta della giornata di ieri, nel ricchissimo programma dell’International Journalism Festival 2010 di Perugia, è stato certamente quello dedicato a Il Fatto Quotidiano, il giovane giornale diretto da Antonio Padellaro e animato da alcune delle firme più corrosive e controverse del giornalismo italiano, dalla star televisiva Marco Travaglio a Luca Telese passando per Peter Gomez.

Accade spesso, nell’ambito dei panel del Festival, di imbattersi in qualcosa di puramente autoreferenziale e apologetico, nulla di grave, fa parte del gioco. Certo è che la punta massima di questa inevitabile degenerazione dei convegni e dei festival è stata toccata ieri sera. Nonostante la pioggia sin da due ore prima dell’inizio una folla notevole affollava l’ingresso del Teatro Morlacchi, era chiaro a tutti che non si sarebbe riusciti a soddisfare le richieste di tutti quanti era convenuti lì per ascoltare i 4 già citati fondatori de Il Fatto insieme a Silvia Truzzi e Gianni Barbacetto.

Ressa, porte sbarrate al raggiungimento del numero massimo di spettatori con tanto di tentativi da parte di giovanotti che non sono riusciti a contenere il grido “Fascisti! Fateci entrare!!!” mentre il servizio d’ordine comunicava che era impossibile far entrare qualcun altro.

C’era tanto, giustificato, compiacimento sui volti e nelle parole degli ospiti. Il Fatto, in un periodo di feroce crisi per l’editoria, è un successo senza precedenti: 80 mila copie vendute, uno zoccolo duro di 28 mila abbonati (che Travaglio ha moltiplicato addirittura in 45 mila durante uno dei suoi interventi). Questo mentre i quotidiani più anziani denunciano cali delle vendite e difficoltà a proseguire nella loro attività.

Giusto un anno fa nasceva la società che darà poi vita al quotidiano in una delle poche, l’elemento viene ribadito con orgoglio, “attività di editoria pura” del nostro paese. Il Fatto ha una sola linea editoriale, lo dice Gomez, “la nostra Costituzione” e si prepara fra poco più di un mese ad un imponente upgrade sul web: dal piccolo blog “L’Antefatto” nascerà un vero e proprio portale d’informazione pronto a fare concorrenza a Corriere.it e Repubblica.it.

Alle spalle (o al di sotto, se preferite) una piattaforma blog aperta a tutti e la promessa di dare spazio ai post più interessanti e seguiti nella homepage del nuovo Fatto Quotidiano Web. Integrazione con i social network e la pubblicità, elemento chiave per reperire risorse e far crescere il giornale, ancora oggi “confezionato in tre stanze“.

Travaglio lo ribadisce “Il Fatto riporta notizie che altri quotidiani si rifiutano di pubblicare o alle quali danno uno spazio marginale“, è questo il segreto del successo evidenziato dagli studi che individuano nell’identikit del lettore ed abbonato una persona che non comprava più quotidiani o che addirittura non l’aveva mai fatto.

Un grande risultato.

[Intervento di Gabriele Capasso]

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16 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di ventoacqua

    ventoacqua

    24 apr 2010 - 15:36 - #1
    1 punto
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    Bene così
    ^^

    “80 mila copie vendute, uno zoccolo duro di 28 mila abbonati (che Travaglio ha moltiplicato addirittura in 45 mila durante uno dei suoi interventi) ”

    Dai dati pubblicati, gli abbonati complessivi sono appunto 45 mila, per un totale di lettori di circa 130 mila.

    http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2407096&yy=2009&mm=12&dd=25&title=i_fatti_del_fatto

  • Profilo di marcopagni73

    marcopagni73

    24 apr 2010 - 15:43 - #2
    0 punti
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    Giornalismo allo stato dell’arte.
    Bravi.

  • Profilo di babyshambles

    babyshambles

    24 apr 2010 - 15:51 - #3
    1 punto
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    il miglior giornale in circolazione!mi auguro rimanga sempre così.

  • Profilo di marcopagni73

    marcopagni73

    24 apr 2010 - 15:52 - #4
    1 punto
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    La domanda da fare è:
    Se Travaglio,secondo alcuni,è solo uno sparacazzate perché invece di deriderlo non lo sbugiardate con argomenti dimostrabili?

    Risposta:perché la verità è una sola,la sua.
    Grande marchino

  • Profilo di fc77

    fc77

    24 apr 2010 - 15:54 - #5
    0 punti
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    “Ressa, porte sbarrate al raggiungimento del numero massimo di spettatori con tanto di tentativi da parte di giovanotti che non sono riusciti a contenere il grido “Fascisti! Fateci entrare!!!”
    i 3 giovanotti in questione erano feltri,faccidachezzobelpietro e porro.sallustri e minzolin avevano da fare col il nano,vespa e fede,stavano tirando a lucido il suv da regalare a larissa….
    IL FATTO QUOTIDIANO è L’UNICO GIORNALE INDIPEDENTE E RICORDIAMOCI CHE NON PENDE SOLDI DALLO STATO…

  • Profilo di naruto1685

    naruto1685

    24 apr 2010 - 15:58 - #6
    0 punti
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    Grande il fatto! un grande successo senza toccare i soldi dei contribuenti.

  • Profilo di cuddy

    cuddy

    24 apr 2010 - 17:46 - #7
    -2 punti
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    un giornale come tanti, sia chiaro, ma è apprezzabile più dei tanti proprio perché non vive di sovvenzioni statali. Io apprezzo repubblica, il corriere, pure quelli sono ottimi giornali e penso che se gli azzerassero (o comunque diminuissero abbondantemente) le sovvenzioni non morirebbero, proprio perché la gente bene o male li compra. Diverso è per i vari libero, unità, manifesto e così via che purtroppo (per loro) hanno scelto una sola via, un solo pubblico e dovrebbero, giustamente, chiudere la baracca e cercarsi un altro lavoro smettendola di fotterci soldi.

  • Profilo di marcopagni73

    marcopagni73

    24 apr 2010 - 18:00 - #8
    1 punto
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    @cuddy
    ….un giornale come tanti…
    Non sono d’accordo.
    Se sullo stesso argomento leggo il corriere e poi leggo Travaglio …..ci trovo un abisso di differenza.
    Altri giornali sono,a loro modo,compiacenti verso qualcuno…..
    Travaglio non fa sconti a nessuno e,soprattutto,dice cose scomode……
    Con l’informazione che abbiamo in Italia non mi pare cosa da poco……..

  • Profilo di cuddy

    cuddy

    24 apr 2010 - 18:24 - #9
    -3 punti
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    cose scomode per te, facezie per altri. L’ultimo editoriale che ho letto su Vianello, per quanto interessante, non lo condivido. E lì non si tratta di oggettività ma pura e semplice reazione personale e soggettiva a un fatto; Travaglio ha pensato che testa d’asfalto in quel caso non dovesse comportarsi così (ha citato anche montanelli, complimenti), io penso semplicemente che visto che Vianello era di quella campana è stato giustamente celebrato dal “leader” che l’ha sempre rappresentato, con i suoi pregi e i suoi difetti. Per dire, Travaglio non ci azzecca sempre, finché si parla di fatti son d’accordo, ma l’interpretazione dei fatti lasciamola a noi stessi e al nostro senso critico. Ovviamente il discorso è esteso anche agli interventi di scalfari su La repubblica, spesso anche quelli molto discutibili.

  • Profilo di marcopagni73

    marcopagni73

    24 apr 2010 - 19:18 - #10
    0 punti
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    @cuddy
    Io non sono stato,lo giuro :)

  • Profilo di cuddy

    cuddy

    24 apr 2010 - 19:52 - #11
    -1 punto
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    non preoccuparti, non era rivolto a te

  • Profilo di macleod4

    macleod4

    25 apr 2010 - 11:21 - #12
    -2 punti
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    Come è noto il suo odio leghista, ma perchè non indaga sul fatto che il fratello di ERRANI, si prende soldi dalle COOP sottobanco? o sul fatto che nei paesi rossi attuano norme leghiste, eppure non considera tutto ciò razzista… ah il mio caro fazioso travaglio…che fa un bel tandem con Santoro…

  • Profilo di mr-lorenz

    mr-lorenz

    25 apr 2010 - 12:15 - #13
    1 punto
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    @13 @14
    I giornalisti non indagano
    I giornalisti riportano notizie di indagini
    Quelle che tu hai postato sono chiacchiere per le quali il Giornale ha pagato 300 mila Eur per diffamazione a Di Pietro…non indagini realmente avvenute
    Un po’ come la notizia che i 3 di Emergency avevano confessato
    O la notizia della condanna di Boffo
    O la notizia delle case di Di Pietro
    O quella della cena di Contrada

  • Profilo di mr-lorenz

    mr-lorenz

    25 apr 2010 - 12:16 - #14
    2 punti
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    Ovviamente non mi aspetto che tu capisca il senso di quello che ho scritto

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    25 apr 2010 - 14:20 - #15
    0 punti
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    Ogni tanto Emma Marcegaglia sventola la bandiera della legalità. Ma poi, a parte la minaccia di espellere gl’imprenditori che pagano il pizzo alle mafie, si ferma lì. Soprattutto quando, alle adunate di Confindustria, le tocca ospitare Silvio Berlusconi. Evocare la legalità in sua presenza è come parlare di corda in casa dell’impiccato. Infatti l’argomento viene pudicamente accantonato. Almeno da lei. Lui invece ne parla eccome, come ha fatto al recente forum di Parma, dove ha arringato la platea confindustriale contro i magistrati e la Consulta. Risultato: 26 applausi in meno di un’ora, uno per ogni menzogna. Ha subito promesso “una legge che darà il diritto di parlare al telefono con riservatezza”, perché “il presidente del Consiglio è stato intercettato 18 volte da una magistratura periferica” (quella di Trani).

    Falso: Berlusconi non è mai stato intercettato in vita sua. Né prima del 1994, né dopo che fu eletto deputato (e come tale non intercettabile senza l’autorizzazione della Camera). Se la sua voce è stata talvolta registrata è perché i pm intercettavano persone sospettate di commettere reati e queste parlavano con lui: Dell’Utri, l’immobiliarista Della Valle, Cuffaro, Saccà e - ultimamente a Trani - Innocenzi e Minzolini. Per evitare che il premier venga intercettato non c’è bisogno di nuove leggi: basta che lui selezioni meglio gli interlocutori. Non è difficile. Ogni anno gli italiani intercettati sono 15-20 mila: perché non prova a parlare con gli altri? Sono decine di milioni.

    Sempre dinanzi agl’imprenditori plaudenti, il premier ha fornito dati falsi sulla Corte costituzionale: gli “11 membri su 15 nominati da tre presidenti della Repubblica vicini alla sinistra” (Scalfaro, Ciampi, Napolitano) esistono solo nella sua fantasia. Nessuno dei 15 giudici costituzionali è stato nominato da Scalfaro; quattro li ha indicati Ciampi e uno solo Napolitano (un giurista fiorentino vicino alla destra cattolica).
    Farlocca anche la cifra di “2.550 udienze” processuali subìte dal Cavaliere. Solo 10 dei suoi 16 processi sono approdati al dibattimento: per giungere a quel totale iperbolico, avrebbero dovuto protrarsi ciascuno per una media di 255 udienze. Cosa mai accaduta in nessuno dei dieci. Per chiudere degnamente l’arringa, Berlusconi ha domandato agl’imprenditori: “Quanti di voi non hanno mai rischiato di essere intercettati?”. Silenzio. E lui: “Avete tutti uno scheletro nell’armadio, eh?”.

    A parte la stranezza di un premier che si vanta spudoratamente delle sue statistiche giudiziarie da criminale incallito (”Sono il più grande imputato di tutti i tempi nell’universo”), l’ultima domanda avrebbe raccolto fischi e pernacchie persino nell’ora d’aria di San Vittore. Anche lì qualcuno avrebbe ribattuto, offeso a morte: “Scusi, ma lei come si permette? Parli per sé”. Invece la platea confindustriale s’è abbandonata, forse comprensibilmente, alla più sfrenata ilarità. Si attende con ansia la prossima lezione di legalità della sora Emma.

  • Profilo di ventoacqua

    ventoacqua

    25 apr 2010 - 16:32 - #16
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    @macleod: Non ho capito se lei legge Il Fatto o parla per sentito dire.
    Credo la seconda, altrimenti ricorderebbe senz’altro il fuoco di fila durato giorni e giorni contro la scelta di Di Pietro di sostenere De Luca in Campania, altro che ‘mai una critica’!