Gli otto saggi di papa Francesco

In occasione del suo primo mese di pontificato, papa Francesco ha istituito una commissione di otto cardinali che lo consiglieranno nel governo della chiesa.

Gli otto saggi di papa Francesco

Da quando Bergoglio è diventato Francesco si ricorre spesso all’aggettivo storico per parlare di quello che fa. A volte si esagera, ma altre volte si tratta di scelte estremamente importanti. Come quella compiuta ieri, in occasione del primo mese da papa. La sala stampa vaticana ha comunicato quanto segue:

Il Santo Padre Francesco, riprendendo un suggerimento emerso nel corso delle Congregazioni Generali precedenti il Conclave, ha costituito un gruppo di Cardinali per consigliarLo nel governo della Chiesa universale e per studiare un progetto di revisione della Costituzione Apostolica Pastor bonus sulla Curia Romana.

Collegialità nella chiesa è più un pio desiderio che una realtà: sebbene il Concilio Vaticano II abbia tanto insistito sul fatto che si è un unico popolo che segue l’unico Pastore Gesù, nella realtà dei fatti la struttura piramidale della chiesa cattolica è stata sempre saldamente mantenuta con il papa al vertice e poi giù giù cardinali, vescovi, preti (con tutti i titoli possibili e immaginabili), diaconi, suore, laici. Nell'ottica della collegialità i papi del dopo Concilio si sono mossi soprattutto tramite i sinodi dei vescovi.

Papa Francesco invece, rispondendo alle esigenze nate nel corso delle Congregazioni Generali che hanno preceduto il Conclave, ha istituito un gruppo di consiglieri: anche lui ha i suoi saggi, non solo il nostro Presidente Napolitano!

Gli otto saggi di Francesco

Il gruppo dei consiglieri è composto da vari cardinali: l’italiano Giuseppe Bertello, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano; il cileno Francisco Javier Errázuriz Ossa, Arcivescovo emerito di Santiago de Chile; l’indiano Oswald Gracias, Arcivescovo di Bombay; il tedesco Reinhard Marx, Arcivescovo di München und Freising; il congolese Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa; l’americano Sean Patrick O’Malley, O.F.M. Cap., Arcivescovo di Boston (che tutti davano per papabile); l’australiano George Pell, Arcivescovo di Sydney e l’honduregno Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, S.D.B., Arcivescovo di Tegucigalpa che avrà funzione di coordinatore.

Nel gruppo rientra anche il vescovo di Albano, monsignor Marcello Semeraro, che svolgerà funzioni di segretario (non dimentichiamo che il palazzo di Castelgandolfo si trova nella diocesi di Albano).

Il coordinatore Maradiaga ha così commentato:

Con il Papa affronteremo tanti argomenti. Sicuramente anche tutti i temi che riguardano lo IOR, oltre che la riforma della Curia. Non abbiamo ancora avuto modo di confrontarci in riunioni preliminari ma penso che parleremo molto anche di ciò di cui si è discusso durante le congregazioni pre-conclave. Sicuramente aiuteremo il Papa in tutto quello che lui ci chiederà, gli daremo soprattutto informazioni di prima mano su alcune situazioni che non sempre si conoscono abbastanza. Possiamo dargli, in contatto con le varie Conferenze Episcopali, altre prospettive rispetto a quelle che arrivano alla Santa Sede. Credo che il Papa guardi al futuro con grande fede, coraggio e decisione. Abbiamo grande speranza, ma noi e lui abbiamo bisogno anche di grandi preghiere.

Mentre tutti attendono la nomina del nuovo Segretario di Stato, papa Francesco pensa ad altro e di fatto inizia una riforma che potrebbe avere importanti ripercussioni sulla vita della chiesa. Inoltre, questa scelta mostra sempre più che papa Francesco non ha alcuna voglia di isolarsi: dopo aver rinunciato all’appartamento pontificio ora si circonda di consiglieri da ogni parte del mondo che gli riferiranno direttamente, senza alcuna mediazione.

Gli incontri dei saggi

Continua la nota della Sala Stampa:

La prima riunione collettiva del gruppo è stata fissata per i giorni 1 - 3 ottobre 2013; Sua Santità è tuttavia sin d’ora in contatto con i menzionati Cardinali.

Commenta Luigi Accattoli, decano dei vaticanisti italiani:

Mi fa strano che si vedano solo a ottobre, come non ci fosse fretta al mondo. E invece penso che fretta vi sia. Immagino dunque che la consultazione personale sia già attivata – stante anche l’accenno del comunicato al fatto che il Papa è “sin d’ora in contatto” con loro – mentre quella collettiva avverrà quando sarà matura. Come a dire che sulle singole decisioni di governo li sente uno a uno, mentre per questioni di quadro o di programma – poniamo: la riforma della Curia – li consulterà collettivamente e, magari, dopo apposita istruttoria.

La Pastor bonus

Nella comunicazione si dice che i cardinali studieranno un progetto di revisione della Pastor bonus. Cosa è? Si tratta di una Costituzione Apostolica, cioè di un documento solenne, promulgato da papa Giovanni Paolo II il 28 giugno 1998 con cui si riformava la Curia Romana. Intento del nuovo pontefice è quello di rimettere mano alla Curia – e alla Segreteria di Stato – , che da molte parti è stata indicata come troppo farraginosa.

Diciamo che già sono scoccate le prime scintille in merito, tanto che padre Lombardi, portavoce della sala stampa vaticana, ha precisato che

chi aiuta effettivamente il Papa a governare la Chiesa giorno per giorno con le diverse competenze che sono assegnate è la Curia Romana […]; questo mi sembra utile a dire per evitare discorsi non pertinenti di messa in secondo piano del servizio della Curia o di diminuzione delle sue responsabilità; con la nomina degli otto cardinali il Papa dimostra che vuole continuare a sentire la voce della Chiesa delle diverse parti del mondo e quali consigli gli possono dare per il governo della Chiesa universale.

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