
Nonostante tutto, è la festa del 1° maggio.
Anche in questa Italia della Seconda repubblica, dove il “berlusconismo” ha colpito e colpisce diritti e conquiste date troppo semplicisticamente per “acquisite” e ha smontato e smonta pezzo per pezzo l’identità e la memoria storica di una nazione e di un popolo.
Non senza responsabilità e addirittura connivenze dei sindacati, oggi irresponsabilmente divisi; delle sinistre (e del cosiddetto centro sinistra), incapaci di fare i conti con il proprio passato (non sempre eroico e luminoso: tutt’altro!) e ancor meno capaci di interpretare i cambiamenti e le grandi trasformazioni del secolo nuovo. Tant’è.
Ma va rinnovato l’impegno di fare del lavoro il fondamento della dignità della persona umana, la pietra di paragone di una reale giustizia, la condizione per una libertà vera, che era e resta liberazione dal bisogno, dallo sfruttamento, dall’oppressione.
Scriveva Antonio Gramsci sull’Ordine Nuovo del 1919: “Noi siamo diventati socialisti non perché ritenessimo che nella vita vale più il mangiare, ad esempio, che studiare, ma perché abbiamo provato che non si può studiare se non si mangia o se si mangia male”. Una lezione e un monito. Per tutti.
Non solo per Berlusconi, che ha convinto la maggioranza degli elettori a cullarsi in un paese dei balocchi, un luna park di cartapesta. Sarà, prima o poi, un amaro risveglio.
Oggi è 1° maggio di Festa. Poi, passata la festa, si torni all’impegno, alla partecipazione, alla lotta. Per il lavoro. Per i lavoratori. Per l’Italia. Senza retorica. Ma senza bende negli occhi e senza bavagli.
#gio#
01 mag 2010 - 09:32 - #1Buona festa del NON lavoro a tutti, buoni e brutti…
Spira un vento gelido in questo paese.
Un’aria che porta odori e suggestioni che mai avremmo voluto respirare.
Lo strapotere della destra nell’immaginario e nella cultura della maggioranza della popolazione e’ evidente.
Al di la’ delle affermazioni elettorali vediamo insorgere e risorgere forme di autoritarismo e egoismo che, sostenute dal “politico”, interessano direttamente il corpo sociale del paese.
Cosi’ leggiamo la politica di apartheid vera e propria determinata dalla legge Bossi-Fini e i paralleli fatti di Rosarno o la cacciata dei bambini immigrati dalle mense scolastiche.
Si tenta di affrontare le contraddizioni sociali con il pugno di ferro della repressione, si manda la polizia contro operai disperati dando in pasto l’immigrato senza diritti, lo zingaro ladro a un’opinione pubblica che ha necessita’ di capri espiatori.
In una condizione di arretramento della forza produttiva della nostra economia con conseguente distruzione di posti di lavoro, precarizzazione generalizzata, abbassamento delle garanzie e dei salari sta passando la questione dell’immigrazione come “il” problema del paese.
Sembra un po’ lo sketch del “traffico unico problema di Palermo” nel film Johnny Stecchino.
L’affermazione politica della Lega al Nord come le simpatie sempre piu’ evidenti per la destra estrema qui da noi rappresentano il contorno di questo scenario.
Tutto questo si realizza anche nella progressiva sparizione della sinistra partitica dai quartieri popolari, dalle periferie metropolitane.
In queste zone spesso restiamo soltanto noi, centri sociali, a fare da contrappunto, da resistenza attiva a questa deriva drammatica della societa’.
Per questo ci scatenano contro i loro manovali piu’ giovani e tentano di normalizzare o, in caso contrario, di chiudere queste nostre esperienze.
Questo breve abbozzo serve un po’ a descrivere lo stato d’animo con cui affrontiamo questo nostro primo maggio: la sensazione e’ che ci si prepara a una battaglia di resistenza.
La voglia e’ quella di connettersi ai tanti che non accettano la deriva sociale e politica del paese e decidono di opporsi ancora. Alla criminalizzazione dell’immigrato, ai c.i.e., alla privatizzazione dell’acqua, , al ritorno di vecchi e nuovi fascismi e anche alla persecuzione dei consumatori di sostanze.
Si perche’ vogliamo ricordare che nella nostra parte di citta’ questo e’ stato l’anno di Stefano Cucchi, storia emblematica di proibizionismo finito in tragedia grazie all’accanimento repressivo dello Stato in tutte le sue forme, guardie, medici, giudici, nessuno escluso.
Vogliamo che questa nostra festa sia un territorio liberato di incontro per quelli che proprio non ci stanno a fare finta di niente e che in quel momento tra tutta quella gente ci si senta meglio e meno soli.
csoa forte prenestino
1986 2010
PRIMOMAGGIO
24 anni di occupazione
28° festa del NON lavoro
http://www.forteprenestino.net/index.php?option=com_content&task=view&id=596&Itemid=1
naruto1685
01 mag 2010 - 11:18 - #2510 miliardi in 3 anni? ci riuscirà il super tremoRti?? io ne dubito..cooomunque:
http://www.affaritaliani.it/economia/grecia_spagna_portogallo_irlanda_borsa30042010.html
nchomsky
01 mag 2010 - 11:43 - #3E’ Primavera svegliatevi ….
Giovedì, ad Annozero, sono accadute cose che sarebbero normali in un Paese normale, ma in Italia rasentano lo stupefacente. Pier Luigi Bersani – diversamente dal suo mèntore baffuto e dal cavalier Berlusconi – ha accettato di misurarsi senza rete di protezione con cinque giornalisti di vari orientamenti che gli rivolgevano domande e gli muovevano contestazioni anche aspre. Ha fatto buon viso, ha sorriso, s’è infervorato, s’è incazzato, ha risposto per le rime, a tratti è parso addirittura a un passo dal commuoversi. Insomma, a contatto con alcuni esseri viventi, ha ripreso vita proprio quando lo stavamo perdendo. Lo stato pre-comatoso di partenza non è colpa sua: provate voi a frequentare tutti i santi giorni luoghi sepolcrali come quelli del Pd, antri spettrali popolati di salme e anime morte, ossari e fossili, in cui si aggirano raminghi i D’Alema, i Veltroni, i Fioroni, i Fassino, i Marini, i Follini, i Violante, i Letta (junior), facendosi largo fra residui del cilicio della Binetti e della cicoria di Rutelli e altri giurassici relitti del passato che non passa. Scene e ambienti che intristirebbero un battaglione di clown del Circo di Mosca. Ma poi le prime domande hanno sortito l’effetto del defibrillatore: il paziente s’è prontamente rianimato come nella serie E.R. e, dopo un istante di comprensibile disorientamento (“Dove sono?”), ha pronunciato alcune frasi tratte da un passato ormai lontano ma ancora impresse nei meandri del subconscio: “Opposizione”, “Costituzione”, addirittura “conflitto d’interessi”. Paolo Mieli ne ha concluso che in quel momento è nato un leader. Può darsi, lo sperano in molti. Intanto i suoi elettori non possono che aver apprezzato alcune frasi finalmente complete (prima le lasciava quasi tutte a metà), dunque chiare, comprensibili, non politichesi. Soprattutto una: “La nostra Costituzione è la più bella del mondo: al massimo va un po’ aggiornata, ma guai a chi la tocca. Per difenderla siamo pronti a chiamare a raccolta tutti quelli che ci stanno, a partire da Fini”. Una svolta non da poco, visto che fino al giorno prima il responsabile Pd per le riforme, Luciano Violante, dichiarava restando serio: “Ho il dovere di credere al presidente del Consiglio e di dialogare sulle riforme”. Frase che ha indotto Ficarra e Picone, a Striscia la notizia, a domandare se per caso non sia cambiato il presidente del Consiglio, visto che il Pd gli crede. E a ipotizzare che, in vista dell’incontro per le riforme, Berlusconi abbia invitato Violante a presentarsi a Palazzo Grazioli col trucco leggero e il tubino nero d’ordinanza. Se le parole di Bersani hanno un senso – e si spera che l’abbiano, è il segretario del Pd – la “bozza Violante” per rafforzare (ancora?) i poteri del premier, porre fine al bicameralismo e saltare nel buio del federalismo va in soffitta, visto che prevede ben di più e di peggio che “qualche aggiornamento” alla “Costituzione più bella del mondo”. Così come le tragicomiche avances per l’ennesima riforma anti-magistratura affidate dal responsabile Giustizia Andrea Orlando al Foglio di Ferrara (forse sperando che non le leggesse nessuno). Vedremo se, alle parole di Bersani, seguiranno i fatti (intanto ci accontentiamo delle parole: prima non c’erano neppure quelle): è cioè la fine del “dialogo” e dei “tavoli” per le “riforme” e l’inizio di un’opposizione dura, proporzionata alla gravità della minaccia. Chissà che, trovando una sponda energica nel Pd, il capo dello Stato non racimoli un po’ di coraggio per rispedire al mittente le leggi vergogna della banda del buco prossime venture. A proposito: ci scusiamo con i lettori per la precipitosità con cui ieri abbiamo elogiato Napolitano per la mancata firma al decreto Bondi sugli enti lirici. Dopo appena 24 ore di temeraria astinenza, la penna più veloce del West ha firmato anche quello. Ma non è colpa sua. E’ come il Dottor Stranamore: quando gli parte la mano, non c’è nulla da fare. E’ più forte di lui.
(di Marco Travaglio su ‘Il Fatto Quotidiano’)
marcopagni73
01 mag 2010 - 12:08 - #4Oggi è festa naruto……dai!! ;))
Da domani si riavvicinano……;))
Buon 1 maggio a tutti
naruto1685
01 mag 2010 - 12:26 - #5si marco è festa, ma il debito pubblico non se ferma mica… :))
nchomsky
01 mag 2010 - 12:38 - #61° MAGGIO FESTA DEI LAVORATORI:
http://www.vauro.net/store/vauro010510.html
enricoxc
01 mag 2010 - 18:21 - #7dovrebbero fare la festa degli imprenditori, fino a prova contraria il lavoro lo creano loro, rischiando i propri soldi…
ice
01 mag 2010 - 18:53 - #8è stamo molto interessante lo speciale di rai3 oggi
Conun Oscar GIannino (presunto paldino del liberismo economico) in diffocltà a vedere come siano gestiti stato sociale e privacy in nazioni che non ostante la ridotta popolazione primeggiano per ricchezza ed efficienz, e sono competitive in un mercato globale senza ricorrere ai mezzucci di trasformarsi in piu o meno illeciti paridisi fiscali per attirare “investimenti” stranieri
In Norvedia e Finalandia i cittadini hanno un altissimo carico fiscale, ma sono contanti di pagare tasse che tornano sotto forma di servizi che permettono a queste nazioni di rimanere altamente competitive.
L’estranizione di petrolio (ma noi potremmo parlare di tutti gli enti pubblici che generano profitto) sono statali e i loro ptoventi costituiscono una cassa che permette ad ogni neonato Norvegese di nascere con 65.000E di creidto invece che con 20.000E di debito come in Italia
Da noi gli enti pubblci che producono ricchezza si preferisce PRIVATIZZARLI per fare lgli interessi di pochi inveceh che manteenrli in attivo e usare parte dei proventi per coprire i fabbisogni dello stato e diminuire le tasse
Un altro bel paralllelo da fare quello con la sbandierata privacy di cui tutti parlano
mentre in Finlandia le dichiarazioni dei redditi (solo il totale, non le signole voci di spesa) diu tutti sono liberamente disponibili online, da noi le aziende sono esperte di gestione dei conti a partita doppia…..
hungry-man
02 mag 2010 - 12:48 - #9@7 Che imbecille. Un imprenditore E’ prima di tutto un lavoratore.
Ah scusa…mi ero dimenticato, tu vivi nell’Italia degli imprenditori parassiti/assistiti dallo stato e dalla mafia…categoria a parte quella del tuo presidente.
marcopagni73
02 mag 2010 - 17:11 - #10@enricoxc
Infatti nelle ditte ci lavorano solo i titolari…..
Ma dove vivi?