Nuovo Presidente della Repubblica: il "mister X" di Bersani è Sabino Cassese?

O un altro membro della Corte Costituzionale

A meno di quarantott'ore dall'inizio delle votazioni per il nuovo inquilino del Quirinale, qualcosa si sta muovendo tra le fila del Pd, che come partito di maggioranza tra i grandi elettori ha l'onore e l'onere di dover proporre un nome condiviso. E le strade percorribili sono tre: un nome condiviso con Pdl e centristi, un nome condiviso con il Movimento 5 Stelle, oppure una prova di forza facendo affidamento solo sui voti Pd e qualche esterno.

Quest'ultima ipotesi è ormai esclusa – con le divisioni interne al partito una prova di forza a scrutinio segreto sarebbe un suicidio – e la seconda si è fatta più difficile dopo che le Quirinarie del M5S si sono concluse con la vittoria di Milena Gabanelli, che sicuramente non ha chance di essere prescelta dal Pd. Grillo ha specificato che i suoi parlamentari voteranno la Gabanelli solo nei primi tre scrutini "poi si vedrà", aprendo alla possibile confluenza su un altro nome (Stefano Rodotà?), ma fino a quel momento al Pd non resta che un candidato su cui far convergere anche il centrodestra.

Finora si è parlato di Giuliano Amato, molto gradito a Berlusconi, ma sul suo nome non c'è l'unanimità del Pd, e soprattutto c'è il veto di Sel: inoltre non sarebbe un buon viatico per cercare una convergenza con i grillini se i primi tre scrutini andassero a vuoto. Repubblica di stamattina traccia l'identikit di un "mister X", un candidato a sorpresa che Bersani tirerebbe fuori dal cilindro poco prima dell'inizio del voto. Scrive il quotidiano:

Si parla a bassa voce di un nome molto autorevole e stimato un giudice della Corte costituzionale attualmente in carica. Dal profilo bipartisan e senza precedenti parlamentari ma con esperienza politica

Inizialmente si era pensato a Sergio Mattarella, già tra i papabili, che però ha un lungo curriculum parlamentare. Europa fa invece il nome che corrisponde all'identikit: Sabino Cassese.

78 anni, nato in provincia di Avellino, è giudice della Consulta dal 2005 e nel suo curriculum vanta una lunga esperienza come docente di diritto amministrativo, conosciuto e stimato anche all'estero. Non è mai stato parlamentare ma ha fatto parte del governo Ciampi (1993) come ministro della Funzione Pubblica, e in quel ruolo ha dato il via al processo di semplificazione della PA poi proseguito negli anni successivi.

Nominato da Ciampi alla Corte Costituzionale, in questi anni è stato molto vicino a Giorgio Napolitano, e questo, assieme alla non-appartenenza ad alcuna forza politica, dovrebbe rappresentare un buon viatico per convincere il centrodestra.

In alternativa, un altro profilo di giudice costituzionale che potrebbe corrispondere all'identikit è quello del presidente della Corte Franco Gallo, sugli scudi in questi giorni per la sua relazione annuale tenuta la settimana scorsa in cui ha sollecitato il Parlamento a intervenire in materia di diritti delle coppie gay. Romano, classe 1937, come Cassese non è mai stato parlamentare né iscritto ad alcun partito, ma ha fatto anch'egli parte del governo Ciampi come ministro delle Finanze, una caratteristica che in questo particolare momento potrebbe tornare utile.

Foto © Quirinale.it

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