Presidente della Repubblica elezione live | Napolitano rieletto Capo dello Stato. Oltre il quorum dei 2/3.

Sesta votazione. Scende in campo Giorgio Napolitano. Che, se le cose andranno come ormai tutti prevedono, sarà il primo Presidente nella storia della Repubblica Italiana a ricoprire per due volte l'incarico.

18.47: Grande soddisfazione nel centrodestra, con Silvio Berlusconi "mattatore" in aula con tante strette di mano, mentre nei banchi del Partito Democratico tante facce funeree con il dimissionario Bersani che ha comunque applaudito insieme ai suoi all'elezione di Giorgio Napolitano.

Giorgio Napolitano rieletto: ancora presidente della repubblica
Giorgio Napolitano rieletto: ancora presidente della repubblica
Giorgio Napolitano rieletto: ancora presidente della repubblica
Giorgio Napolitano rieletto: ancora presidente della repubblica

18.32: Terminato lo scrutinio, risultato schiacciante per Giorgio Napolitano, immune ai franchi tiratori. Al sesto scrutinio il presidente della Repubblica uscente ha intercettato un consenso superiore a quello necessario nelle prime tre votazioni. Non era mai accaduto prima d'ora. Ecco i voti nel dettaglio:

Giorgio Napolitano 738
Stefano Rodotà 217
Sergio De Caprio 8
Massimo D'Alema 4
Romano Prodi 2

Schede Nulle 11
Schede Bianche 10

18.17: Giorgio Napolitano è (di) il nuovo Presidente della Repubblica. Lo scrutinio è la prova dell'ovvio plebiscito per il presidente uscente, i grandi elettori presenti in aula sono esplosi in un grande applauso, quasi liberatorio, quando la quota era 497, qualche voto sotto i 504 necessari. Si profila una maggioranza qualificata, Stefano Rodotà mantiene il livello di consensi atteso, quello corrispondente ai voti del Movimento Cinque Stelle e di Sinistra e Libertà di Nichi Vendola. All'esterno di Montecitorio una folla eterogenea contesta la scelta, per Napolitano (12° presidente della Repubblica) è il secondo mandato. Non era mai successo prima.

17.47: Iniziato lo spoglio della sesta votazione, scontata la conferma di Giorgio Napolitano. Tutti i partiti, ad eccezione di SEL e del Movimento Cinque Stelle, hanno espresso la preferenza per l'uscente Presidente della Repubblica.

17.30: si attende ancora la fine della votazione. Intanto, tutti parlano della manifestazione di protesta che sta organizzando Beppe Grillo. Anche Fico insiste:

«Assistiamo a una dittatura dei partiti. A questi partiti non interessa niente dell'acqua pubblica, della legge sul conflitto di interessi, non glie ne frega».

16.30: Beppe Grillo lancia la protesta: #tuttiaroma.

Giorgio Napolitano accetta il bis

15.10: era Corradino Mineo il contrario alla rielezione di Giorgio Napolitano nel Pd.

15.05: inizia la sesta votazione per l'elezione del Presidente della Repubblica.

15.00: Fabrizio Barca prende le distanze dal Pd.


14.56: anche il Pd è compatto su Napolitano: 4 astenuti, 1 contrario, tutti gli altri favorevoli.

14.48: Alfano annuncia: «Votiamo convintamente Napolitano».

14.45: i gruppi dei grandi elettori si sono riuniti per decidere il da farsi, dopo l'accettazione per il secondo mandato da parte di Giorgio Napolitano.

Si tratta, in ogni caso, di un clamoroso fallimento della politica, che non riesce nemmeno ad eleggere un Presidente della Repubblica senza ricorrere al già visto, che di fatto è una toppa ad una situazione che, per logiche imponderabili, non si riusciva a far quadrare in alcun modo.

Ad ogni modo, alle 15 ricominciano le votazioni.

14.19: Giorgio Napolitano ha detto sì.

14.00: cerchiamo di fare un punto. Pd, Pdl e Scelta civica hanno chiesto a Giorgio Napolitano di dare la propria disponibilità ad un secondo mandato. Il Presidente della Repubblica uscente si è riservato di rispondere all'invito a ridosso della prossima votazione, che inizierà alle 15.

Il Movimento Cinque Stelle insiste sulla candidatura di Stefano Rodotà, il quale ha ribadito la propria candidatura e ringraziato i grandi elettori del Partito democratico che continuano a votarlo.

Nel corso della sesta votazione, dunque, si scontreranno due modi di concepire la politica. Al Quirinale, il Movimento Cinque Stelle non ci è proprio andato. E c'è già chi fa l'ipotesi di un governo Amato, dopo la candidatura e poi l'elezione di Giorgio Napolitano. Insomma, a volte ritornano.

13.12: lo spoglio della quinta votazione è terminato.

Ecco i risultati:

Stefano Rodotà 210 voti
Giorgio Napolitano 20 voti
Bianche 444
Nulle 18
Altri 48 voti

Il Pdl e la Lega non hanno partecipato alla votazione.

Quirinale

12.35: inizia lo spoglio.

12.23: mentre si parte con la chiama dei delegati regionali, si fa strada l'ipotesi di Giorgio Napolitano Presidente della Repubblica per la seconda volta.

Per il momento, l'unico "no" secco è stato pronunciato da Nichi Vendola.

11.26: la quinta votazione sta procedendo, e sarà poco interessante, se non per scoprire quanti voti prenderà, questa volta, Rodotà.

11.17: Claudio Burlando prima, Debora Serracchiani poi, invitano il Partito Democratico a votare per Stefano Rodotà. Perché il Pd continui a dire no, è un mistero. Ivan Scalfarotto ha risposto, per parte sua, che non si sentirebbe di votare un candidato scelto dalla rete. Una risposta che non sta in piedi.

10.50: tutto il Pdl assente dall'aula. Pier Luigi Bersani incontra Giorgio Napolitano. C'è già chi pensa che la ragione dell'incontro sia quella di chiedere al Presidente della Repubblica in carica di dare disponibilità a un nuovo mandato.

10.00: inizia la quinta votazione

Massimo D'Alema e Romano Prodi

20 aprile 2013: ci siamo. Sta per cominciare la quinta votazione per eleggere il Presidente della Repubblica. Anche questa mattina dobbiamo aspettarci una fumata nera.

Ieri l'annuncio delle dimissioni di Pier Luigi Bersani non ha colto nessuno di sorpresa (ed è stato festeggiato da Beppe Grillo e da Silvio Berlusconi).

Oggi si brancola nel buio.

Mario Monti rilancia la candidatura di Annamaria Cancellieri (anche se l'incontro con Bersani, ieri, non c'è stato).

Silvio Berlusconi fa addirittura il paciere e parla di un suo sì incondizionato a tutti i nomi condivisi.

Stefano Rodotà resta il candidato (di sinistra) del Movimento Cinque Stelle.

E la quinta votazione sarà, verosimilmente, un nuovo nulla di fatto.

19 aprile 2013

21.00: Romano Prodi si ritira ufficialmente. E, durissimo, dice che chiunque l'abbia portato a questa decisione

«si dovrà prendere tutte le sue responsabilità».

19.23 - L'aveva chiesto Maurizio Gasparri già durante lo spoglio, ma sulla stessa posizione c'è anche Matteo Renzi: "Romano Prodi non è più candidabile". Quanto meno il PDL non aveva partecipato alla votazione, invece sembra ragionevole affermare che siano stati proprio i parlamentari PD che fanno capo alla corrente del sindaco di Firenze (e sono solo loro) a "tradire" il partito.

19.06 - C'è un colpo di scena, SEL ha ribadito che i suoi 50 voti sono andati a Prodi, questo significa che i 100 voti mancanti per il candidato del PD sono proprio del Partito Democratico. Una spaccatura gravissima nel partito di Bersani.

18.55 - Ecco i risultati, ancora ufficiosi, da confermare, di questo quarto scrutinio.

Romano Prodi 395 voti
Stefano Rodotà 214 voti
Anna Maria Cancellieri 78 voti
Massimo D'Alema 15 voti
Altri 9 voti

Schede Nulle 3
Schede Bianche 15

Votanti 724 su 1007 per via dell'assenza di PDL e Lega.

18.50 - Sconfitta gravissima di Romano Prodi e del centrosinistra, la candidatura dell'ex premier viene bruciata da un risultato modesto, lontano anche dai presunti 495 accreditati, ben 100 sotto la soglia. Spuntano ancora più di 10 voti per Massimo D'Alema mentre Scelte Civica ha "conquistato" anche dei consensi per il suo candidato Anna Maria Cancellieri che supera i 70 voti "montiani". Stefano Rodotà tiene con 214 consenti, 50 voti più dei 162 del Movimento Cinque Stelle.

18.46 - Non c'è il quorum, Romano Prodi non viene eletto.

18.18 - Si è chiusa la quarta votazione, grandissima attesa per lo spoglio che inizierà a breve. Prodi ce la farà? Ci saranno franchi tiratori all'interno del PD? L'impressione che è l'elezione dell'ex presidente del consiglio possa sfuggire di pochissimo.

16.45 - Il Movimento Cinque Stelle apre al PD in maniera "chiara": se il centrosinistra sosterrà Stefano Rodotà nell'elezione a Presidente della Repubblica si aprirà la strada ad un possibile esecutivo, anche con Bersani premier. I grillini aprono al dialogo, ma vogliono la dimostrazione che il centrosinistra è in grado di voltare pagina scegliendo il loro candidato alla presidenza.

16.41 - I voti che servono a Romano Prodi per arrivare ai 504 fatidici? Non dovrebbero arrivare da Scelta Civica. Il gruppo del premier Mario Monti sosterrà "in maniera compatta" Anna Maria Cancellieri, ministro degli Interni. Vedremo se nel segreto dell'urna questo impegno verrà rispettato.

15.30 - Sono iniziate le operazioni di voto per il quarto scrutinio. Scatta ora la maggioranza semplice, bastano cioè 504 voti sui 1007 degli aventi diritto, in questa tornata il centrosinistra compatto dovrebbe votare per Romano Prodi, fosse così basterebbero una quindicina appena di voti "esterni" per arrivare al quorum. La candidatura ufficiale di Prodi ha indotto Silvio Berlusconi ad andare in trincea: il PDL e la Lega Nord non parteciperanno.

CRONACA DALLA PRIMA ALLA TERZA VOTAZIONE

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