Pubblicato: 21 mag 2010 da Massimo Falcioni
Commenti dei lettori
Michele Santoro: martire dorato. Voto 3. Travestito da martire, esce da nababbo milionario, la furbata dell’antipolitica vince ancora. Berlusconi ringrazia. Sotto un altro.
Silvio Berlusconi: pillola indorata. Voto 3. Giulio Tremonti adesso teme la crisi e al Cdm minaccia: “Subito 24 miliardi e i tagli, se no mi dimetto”. Il Premier non … c’è.
giulio tremonti, michele santoro, silvio berlusconi
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fc77
21 mag 2010 - 07:59 - #1scusa falcini cosa non hai capito del discorso di santoro? da quello che scrivi non hai capito una mazza.
aldebaran85
21 mag 2010 - 08:06 - #2falcioni hai capito il discorso di santoro? molto probabilmente no …
marchino73
21 mag 2010 - 08:12 - #3….travestito da martire….
Te falcioni da cosa ti travesti?
Mmmmh lasciami indovinare……..
Dal cappuccio nero e la falce…..la morte??
magilla
21 mag 2010 - 08:14 - #4Santoro non ha mai preteso di essere un martire, ha preteso di poter fare il suo lavoro, e lo faceva bene. Se qualcuno gli offre più soldi per stare a casa, proprio perchè non è un martire, fa tanto bene. Colpevolizziamo piuttosto chi quei soldi per stare a casa glieli dà.
mr-lorenz
21 mag 2010 - 08:29 - #5http://www.beppegrillo.it/2010/05/santoro_e_morto/index.html
mr-lorenz
21 mag 2010 - 08:30 - #6Inizio della fine di Rai e Mediaset. Gia’ detto
Ne riparleremo
robymix
21 mag 2010 - 08:40 - #7Se Santoro se ne andasse ..rimarrebbe solo la gabanelli degna del canone Rai….
Perchè x cosa secondo te Falcioni dovrei pagarlo.???
Ballando sotto le stelle?Con il Principe Emanuele Filiberto e Pupo??
Minzolini??
Quelle fiction ridicole??
In 16 anni il nano pifferaio ha sistemato i suoi guai giudiziari e si è arricchito migliaia di volte…. la rai sta morendo perchè fa gli interessi della politica…e non persegue il profitto. Annozero fa un casino di share…
Andate in massa a votare …scemotti italiani
centre
21 mag 2010 - 08:40 - #8falcioni non hai capito un c..a..zzo!
magoselvo
21 mag 2010 - 08:43 - #9 (nascondi)Penso ke voi cari nn avete capito un A**O ma questa nn è una novità. Santoro ha predicato bene e ovviamente, come tutti, razzolato malissimo. Beh se prendeva meno poteva fare la televendita delle pentole in coda al TG4…Un pir*La in meno in video. CiaoBelli….
fc77
21 mag 2010 - 09:02 - #10magoServo,con la tua corteccia cerebrale si potrebbero fare solo tappi da sughero….
magilla
21 mag 2010 - 09:13 - #11Santoro predica bene e razzola male?
E’ un giornalista, il suo ruolo è fare informazione.
Sui politici che criticava, di questi il loro ruolo è fare il ben del paese.
Non predica bene e razzola male per il semplice fatto che dal suo ruolo non c’è da aspettarsi niente di più che buona informazione, non che non sia interessato ai soldi.
Anch’io critico i politici quando si aumentano lo stipendio 8anche perchè lo decidono da soli), ma non è che se lo aumentano a me mi lamento, e credo valga per ognuno. O tu magoselvo ti lamenteresti?
Semplice questioni di ruoli e aspettative conseguenti.
terrone57
21 mag 2010 - 09:13 - #12falcioni……..ma hai problemi a comprendere la lingua italiana?
santoro travestito da martire?
hai provato ad ascoltare ciò che santoro ha cercato di spiegare ieri sera?
hai provato a farti un quadro generale della tv attuale?
hai provato ad immaginare se è possibile mettere in campo un modo diverso di fare tv?
hai provato a non copiare gli articoli del corriere della sera, del giornale o di libero?
ce l’hai un’idea tua sulla situazione attuale dell’informazione?
terrone57
21 mag 2010 - 09:17 - #13“All’ammiraglia l’accoppiata d’oro Minzolini-Vespa; a RaiDue Belpietro (futura new entry), Paragone e Monica Setta con Orfeo al Tg2; ” (da “il fatto quotidiano”)
falcioni…..è questa la tv pubblica che vuoi?
otis
21 mag 2010 - 09:22 - #14“” “Subito 24 miliardi e i tagli, “”
benissimo, grazie
vediamo come giustificano la cosa i vari…
altro che santoro, fa bene. tanto il suo stipendio era anche basso, se non erro c’è chi con trasmissioni che NON si ripagano le spese, prende moooolto di più
ma per quelli invece nessuna protesta eh, il canone li vale bene :P
fc77
21 mag 2010 - 09:22 - #15@13, non pagherò più il canone ….
terrone57
21 mag 2010 - 09:25 - #16#14
saremo in due……
nchomsky
21 mag 2010 - 09:54 - #17Fini è già finito?
“Fa re F u t u ro ” nel senso di fare politica,
o semplicemente nell’acce -
zione di “fare ammuina”? Tra le
due cose corre un abisso, l’on. Fini
ne è certamente al corrente. Il presidente
della Camera sembrava deciso a un futuro di
politica da statista, quando nell’a s s e m bl e a
dei dirigenti del Partito di Berlusconi si rifiutò
di fare il predellino del padrone, e replicò
a brutto muso all’aspirante Putin, pronunciando
addirittura, come sintesi di una
politica da destra europea, la parola magica
che sul tirannuccio di Arcore ha lo stesso
effetto dell’aglio per i vampiri: legalità.
La faccia feroce dell’onorevole Fini, però,
non era evidentemente una scelta di vita, ma
più probabilmente una “scena” per le televisioni,
visto che due giorni fa il suo ventriloquo
più accreditato, l’on. Bocchino, ha
preannunciato la piena lealtà di un voto favorevole
alla legge sulle intercettazioni, che
il Sultano all’italiana esige approvata dai suoi
eunuchi a tappe forzate, entro giugno.
In realtà, come sa il lettore di
questo giornale ma non sa il
90% degli italiani minzolianamente
disinformato, non si
tratta di una legge per difendere
la nostra privacy. Il controllo
illegale, il caimano lo
ha sempre incoraggiato e
premiato. La legge dovrebbe
chiamarsi perciò “criminali liberi” visto che
molti di loro senza l’irrinunciabile strumento
delle intercettazioni non saranno mai scoperti.
E ancor più “giornalisti in galera”, visto
che questo accadrà per chi vorrà ancora
raccontare ai suoi lettori qualche frammento
di verità scomoda.
Una legge del genere non è una “s t re t t a ” (co -
munque di regime!), come pudicamente
vanno omertando testate cerchiobottiste
della sera coi loro editorialisti alla don Abbondio.
Si tratta invece di un primo tassello
di vero e proprio FASCISMO, perché solo il
fascismo, nell’arco dell’intera storia unitaria
italiana, ha considerato e punito come crimine
penale un resoconto di cronaca.
L’onorevole Fini riesce a immaginare una
destra europea capace di compiere un’infa -
mia del genere contro la democrazia liberale?
Una signora Merkel che anziché bastonare
i banchieri speculatori forgia manette
per la Frankfurter Allgemeine e la Süddeutsc he
Zeitung? Enormità impensabili, e infatti ieri
gli ambienti vicini a Fini lasciavano trapelare
“s u bb u g l i o ”. Conteranno solo i fatti, però:
questa legge liberticida e criminale un liberale
anche tiepido la boccia. Punto. Altrimenti
ha già rinunciato a fare politica e si è
rassegnato a fare il predellino.
(di Paolo Flores d’A rc a i s)
nchomsky
21 mag 2010 - 10:02 - #18SANTORO: “DISPONIBILE SE LA RAI MI VUOLE DAVVERO,
A RESTARE E CONTINUARE CON ANNOZERO”
Con il solito completo blu, tra
luci e ombre di studio, Michele
Santoro fa un appello alla
sua azienda. Un gesto per recuperare
un rapporto compromesso,
non ancora consegnato all’ar -
chivio: “Mi sono sentito libero con
Raiperunanotte. I partiti non contavano
nulla, Luttazzi poteva esprimersi.
Questa è la Rai che voglio.
Vogliono che io rimanga? Me lo dicano.
Non devono considerarci un
materiale proibito del servizio pubblico.
Basta una parola e io confermo”.
La palla passa all’azienda: se
dovesse spedirla in tribuna, grazie e
arrivederci. “Se la vostra tv non prevede
Annozero, lasciatemi libero di
riprendere il discorso di Raiperuna -
notte. Se mi considerate un estraneo,
arrivederci e grazie, il mio pubblico
capirà”. La lunga introduzione
di Annozero inizia come se fosse
un faccia a faccia con i telespettatori:
“Solo voi mi potete giudicare.
Non tollero lezioni morali. In particolare
da Vespa che viene pagato
da Oscar per un programma in crisi.
Rispetto il presidente Zavoli, ma
non posso accettare la morale: la
sua Commissione ha chiuso l’infor -
mazione per un mese”. Immancabile
la politica, il Pd, i suoi consiglieri
Rai, il segretario Bersani e l’Italia
dei Valori: “I partiti di destra e sinistra
controllano la Rai e la stanno
portando alla crisi. Non hanno mai
preso atto della sentenza e mi considerano
messo in video da un giudice.
E i direttori di Repubblica, Cor -
r iere e Stampa mi hanno mai difeso?
Senza le intercettazioni di Trani, come
avrebbero scritto l’e ventuale
multa di 90 milioni dell’Autor ità?”.
LA GIORNATA. Ecco l’Annoze -
ro , un corridoio curvilineo e poche
stanze nella sede Rai. Borgo
Pio, San Pietro, Roma. La trasmissione
che travolge l’indice share,
raduna milioni di telespettatori, irretisce
la politica di lotta e di governo
e pure di opposizione. Nella
redazione c’è una brutta sensazione:
la fuga collettiva – tra il direttore
generale Masi e la truppa
di consiglieri – verso le uscite di
sicurezza. Che nella metafora di
Beppe Grillo diventa il classico
“Santoro è morto, viva Santoro”:
“Beppe ha colto il segno”, dice.
Perché il conduttore ha una domanda
che cerca una risposta da
due giorni: “Qualcuno voleva ancora
Annozero? Guardate il voto al
settimo piano”. Quel voto compatto
del consiglio di amministrazione
– sette sì e due astenuti – ne -
cessario e prezioso per innescare
il comunicato dell’azienda. Tradotto:
la vittoria del Dg, l’ex segretario
di governo Mauro Masi – ch e
aveva definito da Zimbabwe le
pressioni di Berlusconi – era riuscito
a stanare il programma più
fastidioso al regime. E pure, altra
parolina magica, in forma “con -
sensuale”. La nota ufficiale della
Rai ha scatenato il dibattito e intasato
le agenzie, le repliche piccate
dei colleghi, i comprensibili
titoli sui giornali e, il tratto che più
ferisce Santoro, il totoscommesse
sulle cifre della liquidazione:
“Niente di più e niente di meno di
quanto spetterebbe a chiunque, e
sottolineo chiunque, decidesse di
andare in pensione con sei anni di
anticipo”. L’azienda ha esposto
Santoro con un contratto – da ex
dipendente pubblico, futuro collaboratore
esterno – ancora da valutare
e da firmare: “Vediamo che
succederà la prossima settimana”.
E così pensa a una conferenza
stampa, riprende il testo dell’introduzione
alla puntata, guarda i
giornali: “Michele, siamo alla ventesima
prima pagina sui giornali?
Quelli di destra, ovviamente, superano
la concorrenza”, ironizza
un collaboratore. Santoro è dispiaciuto
poiché da viale Mazzini ai tinelli
di casa, lì dove siede il pubblico
di Annozero, è passato il
messaggio di un armistizio ricoperto
da milioni di euro: “Io non
mi sono arreso”. Non è innegabile
che un patto sia stretto da due parti,
una che offre, l’altra che accetta,
neppure è superfluo ripetere
che l’azienda, notificando il ricorso
in Cassazione al reintegro di
Santoro, abbia costretto il giornalista
a pensare oltre il servizio pubblico,
oltre l’appuntamento su
Raidue: “Tutti sanno – e la redazione
riempie l’atrio di Borgo Pio – le
difficoltà affrontate nell’ultima
stagione. La nostra libertà andava
restringendosi, cosa dovevamo
aspettarci per l’anno prossimo?”.
E qui la rilettura di un verbale del
Cda – datato 2 aprile 2009 – po -
trebbe rendere il quadro più ombroso
e dunque preoccupante.
Controllare il tavolo e scoprire
che la gamba del Pd, senz’altro utile
alla causa di Santoro, sia all’im -
provviso sparita. E così possiamo
decifrare la lettera poi cestinata –
come scritto da Curzio Maltese –
di Santoro al segretario del Pd,
Pier Luigi Bersani. Masi informava
l’assemblea sulla sentenza d’Ap -
pello in favore di Santoro. Nino
Rizzo Nervo interveniva proponendo
una “t ra n s a z i o n e ”, una negoziazione
tra l’azienda e il giornalista
per “evitare un precedente
di fronte a una sentenza abnorme”.
Il consigliere di minoranza
replica con prontezza: “Io sto con
Santoro e con Annozero. Non nascondo
che una sentenza di un Tribunale
del lavoro sia abnorme –
come avevo detto l’anno scorso –
perché rischia di intaccare per
sempre l’autonomia dell’editor ia,
costringendolo a compilare i palinsesti
secondo dettatura di un
g iudice”. Poi c’è chi è perplesso
per il voto con la maggioranza di
martedì: “Siamo stati animati da
sentimenti diversi, ma io ho sostenuto
l’iniziativa di Masi perché
c’era l’assenso di Santoro. Non è
detto che avrò il medesimo comportamento
quando mi mostreranno
il contratto”.
L’ERRORE. Nelle concitate ore
di martedì, la ricostruzione dei fatti
era viziata da un errore di partenza:
il Consiglio ha appreso della
“t ra t t a t i va ” sull’ordine del giorno?
“Forse no, alcuni sapevano”,
precisano fonti qualificate di viale
Mazzini. Anche se Rizzo Nervo e il
collega Van Straten hanno chiarito:
“Annozero era stato già inserito
nei palinsesti autunnali, se non
andrà in onda, la decisione sarà solo
di Santoro”. Sorvolando sulle
posizioni in campo, la famosa
“t ra n s a z i o n e ” non è un’idea originale
di Masi né un fastidio per il
Consiglio. E via con il ritornello di
Grillo: “Santoro è morto, viva Sant
o ro ”. Un funerale celebrato a destra
e sinistra. Un biglietto da visita
per Masi da spendere (all’incasso)
con Silvio Berlusconi, tanti punti
sulla carta per conquistare il desiderato
posto da presidente delle
Ferrovie. Masi gestisce il gioco e
avanza con la palla tra i piedi, ma la
partita non è chiusa: “Ve d i a m o ,
ve d i a m o ”, ripete l’inventore di Sa -
marcanda e Sciuscià. Il secondo o
forse già terzo comunicato della
Rai, allineato sulle posizione di
Santoro, può sembrare almeno
curioso: “Lo schema di accordo
proposto è conforme alla normativa
vigente in materia giuslavoristica.
Si tratta di una normale applicazione
della normativa generale
sull’esodo incentivante per i
dirigenti d’azienda, affiancata da
un accordo commerciale del tutto
vantaggioso per Rai che acquista
da un professionista prestigioso
programmi e prodotti televisivi di
qualità a prezzi inferiori a quelli
medi di mercato e per almeno due
anni”. Sottratto il concetto al burocratese:
la Rai difende Santoro
dalle critiche sui costi. Altra rarità
negli ultimi otto anno, dall’editto
bulgaro in poi. Santoro ha capito
di aver sbagliato a farsi travolgere
dalle notizie: “Sembra che mi abbiano
ricoperto d’oro e convinto
a farmi cambiare lavoro. Ma io
continuerò a fare informazione
come piace e come vuole il mio
p u bbl i c o ”. E il fidato Sandro Ruotolo
rilancia: “Davvero pensate
che sia la resa di Michele? Nessuno
andrà in pensione”. Il promesso
biennio con la Rai sarà vissuto tra
documentari e serie televisive,
chissà, ma per onore di cronaca –
sino a ieri – Santoro deve firmare il
contratto da collaboratore con
l’azienda. Cambierà idea? “Chi
può escluderlo?”, dice un suo amico
e storico dirigente Rai. E adesso
Annozero può (ri)cominciare?
Da Samarcanda
ad Annozero, tutti
i successi di Michele chi
Èil 1987 quando, su Raitre, Michele Santoro
dà vita a S a m a rc a n d a . Il format è
innovativo: una piazza televisiva in cui
discutere di gente, soprusi, oppressi e oppressori. Il
successo è repentino. Dopo sei anni, nel 1993, parte Il
rosso e il nero; dal 1994, invece, va in onda Tempo
reale, sempre su Rai Tre. Nel 1996, per forti dissapori
con il cda Rai, Santoro lascia viale Mazzini e si
trasferisce a Mediaset, dove conduce Moby Dick su
Italia Uno. Vi resterà fino al ‘99, quando rientra in Rai
con C i rc u s . Nel 2000 è la volta de Il raggio verde:
iniziano i problemi con B., che nella puntata del 16
marzo 2001 telefona in diretta e accusa il conduttore
di faziosità. Al centro delle polemiche, la figura dello
stalliere di Arcore, Vittorio Mangano, e i rapporti tra
Marcello dell’Utri e Cosa Nostra. A novembre parte
Sciuscià. Il 2002 è l’anno dell’editto bulgaro: da Sofia,
B. accusa Santoro, Biagi e Luttazzi di uso criminoso
della tv di Stato. I tre saranno allontanati poco dopo.
Santoro fa causa alla Rai e, nel 2005, si dimette da
parlamentare europeo e ritorna in tv nella prima
puntata di Rockpolitik di Adriano Celentano. Nel
frattempo il conduttore vince la sua battaglia legale e
nel 2006 ritorna in Rai con A n n o ze ro .
nchomsky
21 mag 2010 - 10:22 - #19BERLUSCONI ANTICIPA TROPPO I TEMPI SUL DDL INTERCETTAZIONI
http://www.vauro.net/store/vauro210510.html
fc77
21 mag 2010 - 10:58 - #20ahahahahah bellissima grande vauro!!!!!
nchomsky
21 mag 2010 - 11:19 - #21ETNOCRAZIA:
E’ stato eletto pacificamente. E soprattutto democraticamente. Ma non può fare il sindaco. Perché? Come perché? Può un tizio che si chiama Guido Bocher, italiano da cinque generazioni, fare il sindaco di Dobbiaco, l’incantevole borgo a maggioranza tedesca che apre le porte alle Dolomiti e la sua vista sulle Tre Cime di Lavaredo nell’alta val Pusteria?
La maggioranza è tedesca, e il rispetto dell’etnia, consacrata nello statuto autonomo, è un dogma a cui il governatore Luis Durnwalder si appella. Dice, senza mai immaginare dove portino le sue parole: “Sono molto scettico e voglio essere pragmatico: è difficile che a Dobbiaco la gente accetti Bocher come sindaco”.
Difficile. Non si può. Anche se il candidato appena eletto ha sfidato nelle urne il suo avversario della Volkspartei. E nelle urne la gente di Dobbiaco ha scelto.
Hanno messo una croce (il 37 per cento dei consensi, la maggioranza relativa) sul nome di Bocher sia i residenti di lingua italiana, in netta minoranza nel comune, che i tedeschi.
Ma il voto non vale. Ed è inutile riferire che Bocher parla benissimo il tedesco, ha ottime relazioni sociali grazie al suo lavoro, funzionario provinciale ora in pensione. Stimato dagli uni e dagli altri. Miracolo!
In consiglio comunale il sindaco - è vero - è senza maggioranza (la Volkspartei ha il 55 per cento e dunque i seggi decisivi per rendere ingovernabile il comune). Ma qui il problema non è politico, come sembrerebbe. Al sindaco eletto nemmeno si chiede di avviare le trattative. Si pensa e si dice, lo dice chi guida la Provincia di Bolzano, autonoma e potentissima, che è questione etnica: “E’ difficile che a Dobbiaco la gente lo accetti”. Ecco cosa porta e come conta l’etnia. Ed ecco, perciò, la fine che fa la democrazia.