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Santoro chiede il voto dei consiglieri Pd per restare. Forse

Pubblicato: 21 mag 2010 da Luca Landoni

Commenti dei lettori


Come previsto, la puntata di ieri di Annozero è stata scoppiettante. 17 minuti di monologo di Michele Santoro per spiegare la situazione e menare fendenti a destra e a manca (soprattutto a manca) col chiaro intento di togliersi finalmente qualche sassolino dalla scarpa. Su TvBlog trovate il video dell’intervento.

La sostanza di tutto ciò è una richiesta non del tutto chiara. In pure stile santorino.

«L’accordo non è stato ancora firmato, se volete che rimanga chiedetemelo, ma Annozero deve essere considerato la perla del servizio pubblico»

Sul resto dell’invettiva soprassediamo. Gli attacchi a giornali, partiti e singoli personaggi come Zavoli lasciano il tempo che trovano. Cerchiamo invece di capire chi sono i soggetti cui si rivolge il conduttore di Annozero, quando esclama quel “chiedetemelo”.

La logica direbbe il Consiglio Rai, che come da prammatica è dominato dall’opposizione. Basterebbe quindi il voto contro l’accordo di buonuscita sottoscritto con Masi per soddisfare Santoro spingendolo a fare un passo indietro. Ricordiamo infatti che Annozero è già nei palinsesti Rai autunnali e gli ultimi eventi sono stati come il classico sasso nello stagno, rivoluzionando tutto.

Ma il presidente Garimberti e i due consiglieri Pd Giorgio Van Straten e Nino Rizzo Nervo a farsi prendere per i fondelli non ci stanno. Questi ultimi hanno dichiarato di aver votato sì all’accordo in prima istanza perché “non crediamo che si possa constringere un professionista a continuare a fare ciò che non vuole più fare”.

Garimberti addirittura è fuori di sè. Dopo aver sempre difeso con tutte le sue energie Santoro, fino all’ultimo incontro col conduttore un mese e mezzo fa, in cui - rivela - gli aveva detto che si sarebbe sempre battuto per lui e Annozero a meno che lui stesso non se ne volesse andare; ora per forza di cose si sente tradito.

Santoro ha trattato con la direzione generale “saltando” i consiglieri politici che lo avevano sempre sostenuto. Ora appare quanto meno peculiare che proprio a loro chieda la ciambella di salvataggio, dopo che lui stesso si è buttato a mare. E tutto questo lo dico - badate bene - nella speranza che il programma si salvi e che si trovi una soluzione con Santoro.

La perdita di Annozero sarebbe gravissima per la pluralità democratica del paese e proprio chi ha sempre militato a destra e ha ben maggiori esperienze di ghettizzazione del nostro Michele dovrebbe essere il primo ad augurarsi una soluzione positiva del problema. Questo indipendentemente da come ne usciranno i singoli protagonisti. Cosa della quale, francamente, ce ne infischiamo.

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20 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di fc77

    fc77

    21 mag 2010 - 09:17 - #1
    0 punti
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    come a chi? è semplice al pd all ‘idv che non fanno altro che dire “berlusconi ha monopolizzato la tv”.
    la verità è che travaglio e santoro sono scomodi al pdl ,pd e idv.
    travaglio è di destra e critica la finta destra(quella di berlusconi) come fa con la la sinistra,santoro è di sinistra e critica la sinistra e il berlusconismo.

  • Profilo di terrone57

    terrone57

    21 mag 2010 - 09:23 - #2
    1 punto
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    francè…….tempo perso, non puoi spiegare a chi non vuol capire che santoro, travaglio, biagi, floris non sono “inquadrati”……fanno il loro lavoro e basta, sfido qualsiasi persona a stare “sotto botta” per otto anni e continuare a lavorare………

  • Profilo di toka

    toka

    21 mag 2010 - 09:39 - #3
    -3 punti
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    ma come fai a dire che santoro sia un professionista?
    un professionista non puo’ essere di parte, ogni volta che un ospite dice qualcosa che lui ritiene comodo lo zittisce…. su dai per favore

  • Profilo di toka

    toka

    21 mag 2010 - 09:39 - #4
    -2 punti
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    Scomodo volevo dire

  • Profilo di terrone57

    terrone57

    21 mag 2010 - 09:42 - #5
    -3 punti
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    ok….santoro è un cialtrone….

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    21 mag 2010 - 09:42 - #6
    1 punto
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    Comprati e venduti:

    Caro Michele, scopro con raccapriccio che, oltre a
    smarcarti da un’azienda che non ti vuole, vieni
    addirittura retribuito per il tuo lavoro e, se te ne
    andrai, percepirai financo la liquidazione. Ma
    non ti vergogni? Come ti è stato autorevolmente fatto
    notare dal Pompiere della Sera (“Michele dalla trincea
    all’incasso”), dove il direttore e le grandi firme campano
    d’aria, tu sei “militante” e “bar ricadero”, dunque
    dovresti lavorare gratis. E mica solo tu: come si
    permette questo Saviano di scrivere libri contro la
    camorra e poi intascare i diritti d’autore? Allora è vero
    che usa la camorra per arricchirsi e fare la vittima:
    trucchetto già praticato da Anna Frank e Primo Levi,
    che usarono i lager nazisti per fare i martiri, vendere
    libri e diventare famosi. Chi combatte la camorra
    dovrebbe scrivere libri perché nessuno li legga e li
    compri, poi lasciare le royalties a Berlusconi che ne ha
    tanto bisogno. Tu, se davvero volevi informare i
    cittadini sulle magagne del sistema, dovevi devolvere il
    tuo stipendio al dottor Masi e ora dovresti lasciargli la
    liquidazione, affinché la usi per stipendiare Belpietro,
    Paragone, la Setta e integrare un po’ il misero
    compenso di Vespa, che l’altro giorno, dall’alto dei suoi
    ascolti da albumina, stigmatizzava la tua paga con
    l’immortale frase “Essere perseguitati è un affare”.
    De v’essere per questo che lui, da pensionato, guadagna
    il triplo di te: per non fare troppi affari. Ti prego poi di
    considerare l’illuminato parere dell’on. Franco Monaco
    del Pd: “Tutto e tutti si comperano”. Ecco, nemmeno i
    migliori del Pd riescono a distinguere il verbo pagare
    dal verbo comprare. Pensano che stipendiare un
    professionista in base al suo valore e ai suoi risultati,
    come in ogni mercato libero, significhi comprarlo,
    impossessarsi della sua testa e della sua anima. E se
    questi sono i migliori del Pd, figurarsi i peggiori. Infine,
    se ti resta tempo, ti pregherei di versare un piccolo
    obolo a Polito El Drito, il noto trascinatore di folle che
    sul Riformatorio irride ai 5 milioni e più di spettatori di
    A n n o ze ro : “Tornate al mondo reale, o voi in cerca di un
    taumaturgo che vi liberi dal Male. Michael Moore fa i
    soldi, la Guzzanti fa i soldi, Travaglio fa i soldi, Santoro
    fa i soldi… Non conducono una lotta tra il Bene e
    Berlusconi, conducono le loro aziende. Se proprio
    volete liberarvi del Caimano, dovete procedere
    altrimenti. L’unico modo è mandare in Parlamento il
    numero di deputati sufficienti a disarcionarlo”. Tipo
    Polito, che quand’era senatore Dl chiese con Dell’Utr i
    una commissione d’inchiesta contro le intercettazioni.
    Per disarcionare meglio Berlusconi, collaborava a
    realizzare il suo programma (suo del Caimano,
    s’intende). E, quand’è tornato al Riformatorio, ha
    seguitato a dare ragione a Berlusconi, per combatterlo
    meglio si capisce. “Santoro – prosegue El Drito – ha
    fatto un affare e non c’è bisogno di spiegare perché”.
    Ecco: ti sei guadagnato onestamente lo stipendio con
    un programma libero a dispetto della destra e della
    sinistra, dando notizie vere e censurate dagli altri,
    portando prestigio e palate di milioni all’azienda che ti
    ha combattuto per quattro anni. Per i cantori del libero
    mercato all’italiana, un peccato imperdonabile: anziché
    chieder conto a un’azienda pubblica che si priva
    all’unanimità del suo prodotto di maggior successo,
    chiedono conto a te del tuo “af fare”. Del resto, se il
    mercato fosse libero, del Riformatorio non esisterebbe
    nemmeno il ricordo, visto che è tenuto artificialmente
    in vita dai fondi pubblici. Cioè: lo paga soprattutto chi
    non lo compra. Naturalmente El Drito si schiera pro
    legge bavaglio e plaude alle multe per gli editori, anche
    perché non sa di che parla: le multe non riguardano,
    come scrive lui, “la violazione del segreto investigativo”
    con “la pubblicazione di atti coperti da segreto”, bensì
    la pubblicazione di atti non coperti da segreto. Cioè
    pubblici. Ma che gl’importa: avendo la fortuna di non
    avere lettori, ha pure quella di non dover dare notizie.
    Tanto lo stipendio glielo paghiamo noi.

    (di Marco Travaglio)

  • Profilo di barail

    barail

    21 mag 2010 - 09:44 - #7
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    Se Santoro dice esplicitamente e pubblicamente che gli basta che anche solo una piccola parte della rai gli chieda di rimanere, per non andarsene, è evidente che qualcuno racconta “fregnacce”, o il conduttore o i politici, chissà perchè ho la senzazione che non sia il primo…..

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    21 mag 2010 - 09:46 - #8
    2 punti
    Up Down

    3-4

    STE KAZZATE TI VENGONO SPONTANEE O DEVI LAVORARCI MOLTO SOPRA PER PRODURLE

  • Profilo di fc77

    fc77

    21 mag 2010 - 10:02 - #9
    0 punti
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    no utan,le trova comprando lecca lecca….

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    21 mag 2010 - 10:03 - #10
    0 punti
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    SANTORO: “DISPONIBILE SE LA RAI MI VUOLE DAVVERO, A RESTARE E CONTINUARE CON ANNOZERO”
    Con il solito completo blu, tra luci e ombre di studio, Michele Santoro fa un appello alla sua azienda. Un gesto per recuperare un rapporto compromesso, non ancora consegnato all’ar - chivio: “Mi sono sentito libero con Raiperunanotte. I partiti non contavano nulla, Luttazzi poteva esprimersi. Questa è la Rai che voglio. Vogliono che io rimanga? Me lo dicano. Non devono considerarci un materiale proibito del servizio pubblico. Basta una parola e io confermo”. La palla passa all’azienda: se dovesse spedirla in tribuna, grazie e arrivederci. “Se la vostra tv non prevede Annozero, lasciatemi libero di riprendere il discorso di Raiperuna - notte. Se mi considerate un estraneo, arrivederci e grazie, il mio pubblico capirà”. La lunga introduzione di Annozero inizia come se fosse un faccia a faccia con i telespettatori: “Solo voi mi potete giudicare. Non tollero lezioni morali. In particolare da Vespa che viene pagato da Oscar per un programma in crisi. Rispetto il presidente Zavoli, ma non posso accettare la morale: la sua Commissione ha chiuso l’infor - mazione per un mese”. Immancabile la politica, il Pd, i suoi consiglieri Rai, il segretario Bersani e l’Italia dei Valori: “I partiti di destra e sinistra controllano la Rai e la stanno portando alla crisi. Non hanno mai preso atto della sentenza e mi considerano messo in video da un giudice. E i direttori di Repubblica, Cor - r iere e Stampa mi hanno mai difeso? Senza le intercettazioni di Trani, come avrebbero scritto l’e ventuale multa di 90 milioni dell’Autor ità?”. LA GIORNATA. Ecco l’Annoze - ro , un corridoio curvilineo e poche stanze nella sede Rai. Borgo Pio, San Pietro, Roma. La trasmissione che travolge l’indice share, raduna milioni di telespettatori, irretisce la politica di lotta e di governo e pure di opposizione. Nella redazione c’è una brutta sensazione: la fuga collettiva – tra il direttore generale Masi e la truppa di consiglieri – verso le uscite di sicurezza. Che nella metafora di Beppe Grillo diventa il classico “Santoro è morto, viva Santoro”: “Beppe ha colto il segno”, dice. Perché il conduttore ha una domanda che cerca una risposta da due giorni: “Qualcuno voleva ancora Annozero? Guardate il voto al settimo piano”. Quel voto compatto del consiglio di amministrazione – sette sì e due astenuti – ne - cessario e prezioso per innescare il comunicato dell’azienda. Tradotto: la vittoria del Dg, l’ex segretario di governo Mauro Masi – ch e aveva definito da Zimbabwe le pressioni di Berlusconi – era riuscito a stanare il programma più fastidioso al regime. E pure, altra parolina magica, in forma “con - sensuale”. La nota ufficiale della Rai ha scatenato il dibattito e intasato le agenzie, le repliche piccate dei colleghi, i comprensibili titoli sui giornali e, il tratto che più ferisce Santoro, il totoscommesse sulle cifre della liquidazione: “Niente di più e niente di meno di quanto spetterebbe a chiunque, e sottolineo chiunque, decidesse di andare in pensione con sei anni di anticipo”. L’azienda ha esposto Santoro con un contratto – da ex dipendente pubblico, futuro collaboratore esterno – ancora da valutare e da firmare: “Vediamo che succederà la prossima settimana”. E così pensa a una conferenza stampa, riprende il testo dell’introduzione alla puntata, guarda i giornali: “Michele, siamo alla ventesima prima pagina sui giornali? Quelli di destra, ovviamente, superano la concorrenza”, ironizza un collaboratore. Santoro è dispiaciuto poiché da viale Mazzini ai tinelli di casa, lì dove siede il pubblico di Annozero, è passato il messaggio di un armistizio ricoperto da milioni di euro: “Io non mi sono arreso”. Non è innegabile che un patto sia stretto da due parti, una che offre, l’altra che accetta, neppure è superfluo ripetere che l’azienda, notificando il ricorso in Cassazione al reintegro di Santoro, abbia costretto il giornalista a pensare oltre il servizio pubblico, oltre l’appuntamento su Raidue: “Tutti sanno – e la redazione riempie l’atrio di Borgo Pio – le difficoltà affrontate nell’ultima stagione. La nostra libertà andava restringendosi, cosa dovevamo aspettarci per l’anno prossimo?”. E qui la rilettura di un verbale del Cda – datato 2 aprile 2009 – po - trebbe rendere il quadro più ombroso e dunque preoccupante. Controllare il tavolo e scoprire che la gamba del Pd, senz’altro utile alla causa di Santoro, sia all’im - provviso sparita. E così possiamo decifrare la lettera poi cestinata – come scritto da Curzio Maltese – di Santoro al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Masi informava l’assemblea sulla sentenza d’Ap - pello in favore di Santoro. Nino Rizzo Nervo interveniva proponendo una “t ra n s a z i o n e ”, una negoziazione tra l’azienda e il giornalista per “evitare un precedente di fronte a una sentenza abnorme”. Il consigliere di minoranza replica con prontezza: “Io sto con Santoro e con Annozero. Non nascondo che una sentenza di un Tribunale del lavoro sia abnorme – come avevo detto l’anno scorso – perché rischia di intaccare per sempre l’autonomia dell’editor ia, costringendolo a compilare i palinsesti secondo dettatura di un g iudice”. Poi c’è chi è perplesso per il voto con la maggioranza di martedì: “Siamo stati animati da sentimenti diversi, ma io ho sostenuto l’iniziativa di Masi perché c’era l’assenso di Santoro. Non è detto che avrò il medesimo comportamento quando mi mostreranno il contratto”. L’ERRORE. Nelle concitate ore di martedì, la ricostruzione dei fatti era viziata da un errore di partenza: il Consiglio ha appreso della “t ra t t a t i va ” sull’ordine del giorno? “Forse no, alcuni sapevano”, precisano fonti qualificate di viale Mazzini. Anche se Rizzo Nervo e il collega Van Straten hanno chiarito: “Annozero era stato già inserito nei palinsesti autunnali, se non andrà in onda, la decisione sarà solo di Santoro”. Sorvolando sulle posizioni in campo, la famosa “t ra n s a z i o n e ” non è un’idea originale di Masi né un fastidio per il Consiglio. E via con il ritornello di Grillo: “Santoro è morto, viva Sant o ro ”. Un funerale celebrato a destra e sinistra. Un biglietto da visita per Masi da spendere (all’incasso) con Silvio Berlusconi, tanti punti sulla carta per conquistare il desiderato posto da presidente delle Ferrovie. Masi gestisce il gioco e avanza con la palla tra i piedi, ma la partita non è chiusa: “Ve d i a m o , ve d i a m o ”, ripete l’inventore di Sa - marcanda e Sciuscià. Il secondo o forse già terzo comunicato della Rai, allineato sulle posizione di Santoro, può sembrare almeno curioso: “Lo schema di accordo proposto è conforme alla normativa vigente in materia giuslavoristica. Si tratta di una normale applicazione della normativa generale sull’esodo incentivante per i dirigenti d’azienda, affiancata da un accordo commerciale del tutto vantaggioso per Rai che acquista da un professionista prestigioso programmi e prodotti televisivi di qualità a prezzi inferiori a quelli medi di mercato e per almeno due anni”. Sottratto il concetto al burocratese: la Rai difende Santoro dalle critiche sui costi. Altra rarità negli ultimi otto anno, dall’editto bulgaro in poi. Santoro ha capito di aver sbagliato a farsi travolgere dalle notizie: “Sembra che mi abbiano ricoperto d’oro e convinto a farmi cambiare lavoro. Ma io continuerò a fare informazione come piace e come vuole il mio p u bbl i c o ”. E il fidato Sandro Ruotolo rilancia: “Davvero pensate che sia la resa di Michele? Nessuno andrà in pensione”. Il promesso biennio con la Rai sarà vissuto tra documentari e serie televisive, chissà, ma per onore di cronaca – sino a ieri – Santoro deve firmare il contratto da collaboratore con l’azienda. Cambierà idea? “Chi può escluderlo?”, dice un suo amico e storico dirigente Rai. E adesso Annozero può (ri)cominciare? Da Samarcanda ad Annozero, tutti i successi di Michele chi Èil 1987 quando, su Raitre, Michele Santoro dà vita a S a m a rc a n d a . Il format è innovativo: una piazza televisiva in cui discutere di gente, soprusi, oppressi e oppressori. Il successo è repentino. Dopo sei anni, nel 1993, parte Il rosso e il nero; dal 1994, invece, va in onda Tempo reale, sempre su Rai Tre. Nel 1996, per forti dissapori con il cda Rai, Santoro lascia viale Mazzini e si trasferisce a Mediaset, dove conduce Moby Dick su Italia Uno. Vi resterà fino al ‘99, quando rientra in Rai con C i rc u s . Nel 2000 è la volta de Il raggio verde: iniziano i problemi con B., che nella puntata del 16 marzo 2001 telefona in diretta e accusa il conduttore di faziosità. Al centro delle polemiche, la figura dello stalliere di Arcore, Vittorio Mangano, e i rapporti tra Marcello dell’Utri e Cosa Nostra. A novembre parte Sciuscià. Il 2002 è l’anno dell’editto bulgaro: da Sofia, B. accusa Santoro, Biagi e Luttazzi di uso criminoso della tv di Stato. I tre saranno allontanati poco dopo. Santoro fa causa alla Rai e, nel 2005, si dimette da parlamentare europeo e ritorna in tv nella prima puntata di Rockpolitik di Adriano Celentano. Nel frattempo il conduttore vince la sua battaglia legale e nel 2006 ritorna in Rai con A n n o ze ro .

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    21 mag 2010 - 10:05 - #11
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    9-
    più probabile in questo caso comprando il “Calippo alla Banana”

  • Profilo di fc77

    fc77

    21 mag 2010 - 10:14 - #12
    0 punti
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    ahah anche…. :-)

  • Profilo di cattivik

    cattivik

    21 mag 2010 - 10:25 - #13
    0 punti
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    Chi semina vento …

  • Profilo di marcof

    marcof

    21 mag 2010 - 10:32 - #14
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    Vi siete accorti che persino Repubblica mette la notizia di Santoro in basso e senza foto???
    Forse perchè Santoro è scomodo a TUTTI?
    Ed è proprio il motivo per cui deve rimanere!!!!
    Solo un giornalista scomodo E’ un GIORNALISTA.
    @ Toka
    NON ESISTONO PERSONE SENZA IDEE POLITICHE!
    Forse sono professionisti Vespa, Belpietro, Paragone???
    La differenza è che Santoro non è IPOCRITA, è dichiara apertamente
    il suo pensiero, QUESTA è professionalità!

  • Profilo di chicomarx

    chicomarx

    21 mag 2010 - 10:49 - #15
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    Toka il tuo stereotipo di giornalista e’ Giorgino? Minzolini? Vespa? Fede?…o una oca in minigonna con le tette di fuori che ti racconta quante volta ha ruttato corona?

  • Profilo di albert1

    albert1

    21 mag 2010 - 11:21 - #16
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    Santoro levate dar kazzo.

    Fai un favore a te e agli altri.

    Per inciso, iersera non mi ha convinto per niente. Ha fatto il suo discorsetto mafioso (tipo “chi ha orecchie per intendere intenda”) e ha raccolto l’applausino dalla sua claque. Ma non mi ha convinto.

  • Profilo di giacomo-il-serpente-roberti

    giacomo-il-serpente-roberti

    21 mag 2010 - 16:17 - #17
    -1 punto
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    san toro è un delinquente e prospera grazie ai 4 stupidi di questo blog, che pensano di detenere la verità!!!

  • Profilo di terrone57

    terrone57

    21 mag 2010 - 18:40 - #18
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    #16
    “Santoro levate dar kazzo.”
    per far posto a minzolini?

  • Profilo di pellegrinoerminio

    pellegrinoerminio

    22 mag 2010 - 08:54 - #19
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    io spero che il PD non mi deluda ,Bersani mi sembra una persona tranquilla ma decisa e giusta e se non vuole fare perdere a me e credo molti altri il barlume di speranza che ancora resta nel futuro della nostra società mi auguro di tutto cuore che non permetta a Santoro di svignarsela e lo trattenga con decisione , sappia che se Santoro , esce dalla RAI con lui se ne va una delle ultime roccaforti della libertà in Italia , comunque la pensi .

  • Profilo di marco-dianti

    marco-dianti

    23 mag 2010 - 18:27 - #20
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    cialtrone o no, chi non lo vuole può non guardarlo… come io non guardo il tg4 o il nuovo tg1… perchè cacciarlo, se c’è gente che vuole vederlo?