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Esteri: Assalto alla Freedom Flotilla, il consiglio di sicurezza dell’ONU chiede un’indagine indipendente

Pubblicato: 01 giu 2010 da R.D.

Commenti dei lettori

Dopo dieci ore di negoziati a porte chiuse, i quindici membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU hanno chiesto un indagine indipendente sull’assalto alla Freedom Flotilla e l’immediato rilascio dei 480 pacifisti (di cui 6 sono italiani) attualmente prigionieri in Israele

Francia, Russia e Cina hanno chiesto la fine del blocco navale imposto a Gaza dal 2007; gli Stati Uniti non si sono pronunciati esplicitamente in tal senso, ma hanno fatto presente che perlomeno le restrizioni dovrebbero essere attenuate.

Precipitano le relazioni tra Israele e Turchia. Erdogan: “E’ terrorismo di Stato.”. “Questa azione, totalmente contraria ai principi della legislazione internazionale, è disumano terrorismo di Stato. Nessuno pensi che resteremo calmi di fronte a questo”. Sono le parole che il premier turco Tayyip Recep Erdogan ha rilasciato ieri dal Cile, dove si trovava per una visita ufficiale. E’ evidente, infatti, che tra le vittime del massacro della Freedom Flotilla bisogna includere le relazioni tra Anakara e Tel Aviv.

“Avevamo ottime relazioni con Israele, ma abbiamo avuto ogni sorta di difficoltà in passato. Questa le supera tutte” ha affermato il diplomatico turco Selim Yenel. Con l’assalto al traghetto turco Mavi Marmara e il tragico bilancio di vittime civili, Israele ha perso definitivamente il suo feeling con la Turchia. Un paese islamico, ma laico: membro della NATO da decenni e che da sempre svolge una funzione di argine dell’Islam oltranzista.

Un Paese con il quale Tel Aviv ha sempre condiviso un patto strategico, ma con cui erano emersi i primi screzi dopo l’operazione Piombo Fuso a Gaza, che aveva incassato la secca condanna della Turchia. Se anche i governanti di Ankara decidessero, per ragion di Stato, di ricucire le relazioni tra i due Paesi l’opinione pubblica turca, fortemente nazionalista, non dimenticherà facilmente l’accaduto.

Le migliaia di persone scese ieri in piazza ad Istanbul per protestare contro Israele sono un segnale difficile da ignorare. Per la folla in piazza ieri non si trattava di manifestare in nome di un presunto orgoglio musulmano, ma di un ben definito orgoglio turco. Un orgoglio che non dimentica facilmente le offese subite.

Stiamo parlando di quel nazionalismo che nel 2007 ha spinto la Turchia a mordere il freno contro gli USA durante il conflitto iracheno, quando le truppe di Ankara spingevano per invadere i territori curdi del nord Iraq. Cosa accadrà ora? Ancora presto per dirlo. Quello che si può facilmente prevedere è che Ankara si avvicinerà sempre più a Teheran, come ha recentemente dimostrato il recente accordo nucleare stipulato tra Turchia, Iran e Brasile.

Questo rischia di comportare un maggiore isolamento di Israele e porterà l’Amministrazione USA a dover svolgere un difficile ruolo di mediazione, per evitare che uno storico membro della NATO come la Turchia possa sfuggirgli di mano.

A margine: difficile non citare la prima pagina de Il Giornale di oggi “Israele ha fatto bene a sparare”.
prima pagina il giornale

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19 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di steve-robinson-hakkabee

    steve-robinson-hakkabee

    01 giu 2010 - 10:54 - #1
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    Ma è veramente uscito così il Giornale? Mah… degli aizzatori di zizzanie.
    E intanto la Turchia abbandona sempre più l’Europa e si avvicina sempre più all’Iran. Non che ci servano i turchi nell’UE ma toglierli dalle “brutte compagnie” non era una mossa sbagliata.
    Grazie Israele, ci regali un’altro casino da risolvere!

  • Profilo di chicomarx

    chicomarx

    01 giu 2010 - 11:03 - #2
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    Esempio d’informazione completa, il Giornale, il quale non si è accorto delle manifetazioni contro l’azione militare fatte dagli stessi israeliani………….che i militari siano il cancro dell’umanità è accalarato che il Giornale sia una delle tossine prodotte oea è dimostrato

  • Profilo di marchino73

    marchino73

    01 giu 2010 - 11:05 - #3
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    @chico
    Ho lasciato un commento per te,sugli iuventini,nel post dei bamboccioni :D

  • Profilo di chicomarx

    chicomarx

    01 giu 2010 - 11:09 - #4
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    visto :) mi ricorda qualche cosa ;)

  • Profilo di albert1

    albert1

    01 giu 2010 - 11:20 - #5
    1 punto
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    Faccio Crossposting, ma qui è più appropriato:

    Cosa abbiamo imparato dall’episodio della “Freedom Flotilla” ?

    Che quando un soldato israeliano ti dice “Fermo o sparo”, intende esattamente dire “Fermo o sparo”.

    Non c’è spazio per le interpretazioni. Sono secoli che sopravvivono grazie alla loro totale mancanza di fantasia…

  • Profilo di albert1

    albert1

    01 giu 2010 - 11:26 - #6
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    R.D.: chiunque tu sia… è un po’ che leggo i tuoi articoli, mi sentivo un po’ a disagio per il fatto che nessuno commentasse mai.

    Hai visto qual’è il trucco ? Ti è bastato fare un riferimento a “Il Giornale” e subito sono arrivati i commenti ! :D

    (Scherzo, ma mica tanto, comunque complimenti, mi piace il tuo stile)

  • Profilo di marchino73

    marchino73

    01 giu 2010 - 11:34 - #7
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    @chico
    Il patto con gli italiani del nano ? :)

  • Profilo di steve-robinson-hakkabee

    steve-robinson-hakkabee

    01 giu 2010 - 11:41 - #8
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    Commento di un giornale non di sinistra:
    http://www.ilfoglio.it/galt/403
    più che condivisibile (ragionando da destra), vediamo che diranno mcloed e enricoxc sopratutto in vista delle castronate che hanno scritto ieri.

  • Profilo di albert1

    albert1

    01 giu 2010 - 11:59 - #9
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    Io ti posso dire perchè i “pacifisti” hanno sbagliato:

    Non si sono fermati quando gli è stato intimato di fermarsi.
    Non sono stati per niente pacifici quando i soldati sono scesi sul ponte.

    Se non hai altri fini che perseguire uno scopo pacifico, il massimo che puoi fare è resistenza passiva: ti siedi, incroci le gambe e la braccia, tieni le mani in vista e non fai lo stron2o.

    Gandhi non ha insegnato niente a lorsignori ?

    Devi tenere conto che basta che uno (1) stron2o tiri fuori un bastone, e la strage (soprattutto quando hai davanti l’esercito israeliano) è assicurata.

  • Profilo di runaway

    runaway

    01 giu 2010 - 12:14 - #10
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    Attenendosi ai fatti riconosciuti da ambo le parti, perché il resto è contorno sul quale si può facilmente ricamare.

    Una nave civile (di un Paese NATO).
    Acque intarnazionali.
    Navi ed elicotteri militari.
    Zero perdite militari.
    Un numero X di morti civili (di Paesi NATO).

    Fatto molto grave da un punto di vista di diritto e relazioni internazionali; una situazione del genere perpetrata da un Paese “ostile” avrebbe comportato una probabile risposta armata.

  • #gio#

    01 giu 2010 - 12:20 - #11
    0 punti
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    Albert, mi deludi…
    Eppure, come dici, dovresti essere esperto di ordine pubblico e repressione. Intanto il pacifismo militante ha molte forme e la “non violenza” gandhiana ne è solo una parte, un metodo di lotta insieme a tante altre come la resistenza passiva o l’azione diretta.
    Stai usando l’equazione tutt’altro che automatica pacifista=nonviolento per sostenere la tua tesi e questo non è corretto.
    Poi, militarmente parlando, i lor signori dell’IDF hanno affrontato gente con bastoni e non erano equipaggiati per farlo. Capisci che intendo, Albert, per equipaggiati? granate stordenti, lacrimogeni, manganelli, addirittura, se preferisci, proiettili di gomma.
    Una qualsiasi polizia europea avrebbe risolto il problema in poco tempo e senza particolari problemi. Ma qui è il punto, non hanno mandato poliziotti, ma soldati. Perché?
    Forza, un po’ di onestà intellettuale. Quei soldati avevano come unica arma per difendersi da una probabilissima reazione i loro fucili mitragliatori e chi li ha mandati su quella nave o è un incompetente massimo o lo sapeva benissimo e una reazione era quello che voleva.

  • #gio#

    01 giu 2010 - 12:29 - #12
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    Aggiungo che nessun soldato di nessun paese può farsi strappare la sua arma senza reagire. Mandarli armati a un corpo a corpo annunciato equivale a un ordine di sparate a vista.
    Questo parlando da un punto di vista esclusivamente militare

  • Profilo di albert1

    albert1

    01 giu 2010 - 12:32 - #13
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    #gio#: io l’equazione pacifista = nonviolento la faccio per forza. Altrimenti mi decade tutto. Un pacifista violento non è un pacifista. Sarebbe come un obiettore di coscienza con la pistola nella cintura, non mi torna.

    Poi: qui stiamo parlando di Israele, mica pizza e fichi.

    Io non dico che sia giusto o che “abbiano fatto bene”, e concordo sul fatto che di modi alternativi e meno cruenti ce ne fossero almeno due.

    Dico che a quelle navi è stato dato un ordine, chiaro e perentorio. E che chi ha deciso di non rispettarlo è responsabile di quei morti almeno quanto chi ha dato l’ordine di sparargli addosso.

  • #gio#

    01 giu 2010 - 12:53 - #14
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    E’ violento il pacifista che disobbedisce a una legge? E’ violento il pacifista che cerca di forzare un blocco col proprio corpo? La discussione sarebbe lunga. Io sono un pacifista, ma non sono un non violento né un obiettore di coscienza. C’è una sottile differenza.
    Ma la questione è assolutamente ininfluente nel caso in questione. Guarda alla faccenda da un punto di vista esclusivamente militare. L’obiettivo dichiarato era impedire a quelle navi di arrivare a Gaza e prenderne il controllo. Per farlo non hanno mandato polizia, ma soldati armati. Adesso prova a rispondere:
    - avevano altre opzioni a disposizione?
    - è stata la scelta più giusta o la più sbagliata?
    - avendo annunciato i pacifisti che avrebbero resistito a un eventuale abbordaggio erano equipaggiati in modo appropriato quei soldati?
    - se non lo erano, pensi si sia trattato di un errore di chi ha sottovalutato la reazione dei pacifisti oppure perché si voleva fare una strage per dare una lezione a futura memoria?

    E ripeto per l’ennesima volta: guarda alla faccenda con logica esclusivamente militare.

  • The replicant

    01 giu 2010 - 13:18 - #15
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    Se la sono cercata, era sufficiente non “provocare” e sottoporsi ai controlli per evitare qualsivoglia problema.
    Non piangiamo per degli pseudo pacifisti che hanno aggredito a sprangate selvagge il primo soldato che è salito a bordo.

  • Profilo di lapo

    lapo

    01 giu 2010 - 14:34 - #16
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    Israele ha rotto

  • Profilo di asterio

    asterio

    01 giu 2010 - 15:37 - #17
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    Sinceramente questo dimostra ancora una volta come la Turchia non sia pronta ad entrare in Europa. Già ci son problemi a creare ed organizzare struttura ultranazionali con nazioni in cui il sentimento nazionalista è sopito se non addirittura sparito (o in cui serpeggia un netto sentimento antinazionalista come in Italia), figuriamoci quanto si riuscirebbe a mediare e progradire inglobando nazioni dal forte sentimento nazionalista.
    Detto questo, resto dell’idea che, per quel poco che se ne sa in questo momento degli eventi, se diciamo paragoniamo questo “incidente diplomatico” ad un incidente stradale, direi che il concorso di colpa ci sta tutto, con un bel 70% di colpa a chi non ha fermato le navi e consentito PACIFICAMENTE i controlli e un 30% a chi ha messo il mitra e non strumenti più appropriati in mano ai controllori.

  • Profilo di asterio

    asterio

    01 giu 2010 - 15:40 - #18
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    giò, è chiaro che è difficile dare una definizione corretta ma, per come la vedo io
    E’ violento il pacifista che disobbedisce a una legge?
    SI, infatti non lo si chiama pacifista ma disobbediente (i disobbedienti sono un’associazione di protesta ben diversa nei modi e nei costumi ai pacifisti)
    E’ violento il pacifista che cerca di forzare un blocco col proprio corpo?
    SI, il pacifista fa resistenza passiva, forzare un blocco non è nemmeno resistena, è aggressione!!! Che poi lo sia a mani nude piuttosto che a mano armata, questo non fa una gran differenza sulla definizione (la fa ovviamente sui danni causati a chi invece cerca di contenere i manifestanti e sulle conseguenze legali del gesto).

  • #gio#

    01 giu 2010 - 17:25 - #19
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    Aste’, ma va…! m’hai capito.
    Ora dai tu la patente a chi è pacifista e chi no.