
A poco più di 24 ore dai drammatici fatti riguardanti la Freedom Flotilla e l’assalto delle teste di cuoio israeliane, con nove morti e decine di feriti, lo sgomento è ancora molto forte. Molti quotidiani si sono espressi con grande preoccupazione, e per il fatto e per le possibili (probabili?) conseguenze sugli equilibri mediorientali e i rapporti tra Israele e Turchia.
Chi tra i quotidiani non sembra invece avere dubbi e perplessità è, tanto per cambiare, quello di Vittorio Feltri, che continua nella sua missione di spargere amore a piene mani titolando: “Israele ha fatto bene a sparare”, con una serie di improperi riguardanti i pacifisti, chiamati amici dei terroristi, etc.
La prima pagina de Il Giornale ha provocato reazioni molto forti, soprattutto dei cittadini e anche di alcuni lettori. Aiutamoci ancora una volta con Facebook: se andate sulla page de Il Giornale potrete notare taluni apprezzamenti ma anche una vagonata di insulti destinata al direttore e al suo quotidiano.
D’altra parte il direttore non è nuovo a queste imprese. Ricorderete tutti come Feltri, allora direttore di Libero, si era rivolto a Enzo Baldoni a sequestro in corso chiamandolo “giornalista della domenica“. Per la cronaca, il giornalista italiano sequestrato in Iraq fu assassinato pochi giorni dopo.
albert1
01 giu 2010 - 18:15 - #51Aldebaran: scherzo, manco l’ho letta… era una battuta legata al discorso precedente ;)
naruto1685
01 giu 2010 - 18:33 - #52” OT: così all’improvviso, mi è balenata una domanda in testa.
Come ca22o ci sono finito io su PolisBlog ?”
è l’amore che provi per falcioni… :))
aldebaran85
01 giu 2010 - 19:42 - #53ieri sera lo stomaco mi ha chiesto in ginocchio di non guardare il tg1 dopo la schifezza di domenica sera (punto più basso del tg1 degli ultimi 150 anni cit.)
billy-belial
01 giu 2010 - 20:18 - #54Feltri non ha il diritto di parlare della questione israeliana, né ora nè fra cent’anni, a lui non frega un c4zzo, è come Fede, ha perso da anni ogni credibilità professionale, si è accorto di essere arrivato al capolinea della propria carriera e si è riciclato come uomo di spettacolo al soldo di Berlusconi, se Fede per il Cavaliere fa dei monologhi elettorali, Feltri per lui fa dell’editoria d’intrattenimento, sposa svariate cause, spesso in contrasto fra loro, solo perché sono, sembrano, o potrebbero diventare care al premier.
tortone
01 giu 2010 - 20:29 - #55La Turchia che tanto starnazza e che ha sponsorizzato la spedizione, puo’ vantare:
La regola per cui che non è di religione Muslim non può accedere ai posti pubblici
Occupante di Cipro
Massacratori di Curdi
Massacratori di Armeni
Ecc..
Amen
akira1972
01 giu 2010 - 20:53 - #56navi nato in acque internazionali … sono indifendibili per chiunque … e non si tratta d’esser pro o contro israele.
ps per tornare in topic, titolo sconcertante …
aldebaran85
01 giu 2010 - 21:03 - #57siglaaaaaaaa oggi al tg1 (primi 12 minuti poi ho cambiato)
5 minuti per l’affare israele
1 minuto di napolitano (hanno ripreso di più i cavalli che il presidente)
30 secondi della manovra (lo speaker non aveva + fiato … andava veloce + di speedy gonzales )
dipietro e la sua manovra censurati
ho scoperto che in italia la disoccupazione è al livello europeo … naturalmente censurato il dato della disoccupazione giovanile
si è ritornati in studio per parlare del miracolo di bergamo … a quel punto ho cambiato
nchomsky
01 giu 2010 - 21:37 - #58Verso la catastrofe (di Moni Ovadia)
Era inevitabile che accadesse. L’insensato atto di pirateria militare israeliano contro il convoglio navale umanitario con la sua tragica messe di morti e di feriti non è un fatale incidente, è figlio di una cecità psicopatologica, della illogica assenza di iniziativa politica di un governo reazionario che sa solo peggiorare con accanimento l’iniquo devastante status quo. Di cosa parliamo? Dell’asfissia economica di Gaza e della ultraquarantennale occupazione militare delle terre palestinesi, segnata da una colonizzazione perversa ed espansiva che mira a sottrarre spazi esistenziali ad un popolo intero.
Dopo la stagione di Oslo, il sacrificio della vita di Rabin, non c’è più stata da parte israeliana nessuna vera volontà di raggiungere una pace duratura basata sul riconoscimento del diritti del popolo palestinese sulla base della soluzione due popoli due stati. Le varie Camp David, Wye Plantation, Road Map sono state caratterizzate da velleitarismo, tattiche dilatorie e propaganda allo scopo di fare fallire ogni accordo autentico. Anche il ritiro da Gaza non è stato un passo verso la pace ma un piano ben riuscito per spezzare il fronte politico palestinese e rendere inattuabili trattative efficaci. Abu Mazen l’interlocutore credibile che i governanti israeliani stessi dicevano di attendere con speranza è stato umiliato con tutti i mezzi, la sua autorità completamente delegittimata.
L’Autorità Nazionale Palestinese è stata la foglia di fico dietro alla quale sottoporre i palestinesi reali e soprattutto donne, vecchi e bambini ad una interminabile vessazione nella prigione a cielo aperto della Cisgiordania e nella gabbia di Gaza resa tale da un atto di belligeranza che si chiama assedio. Ma soprattutto l’attuale classe politica israeliana brilla per assenza di qualsiasi progettualità che non sia la propria autoperpetuazione.
È riuscita nell’intento di annullare l’idea stessa di opposizione grazie anche ad utili idioti come l’ambiziosissimo “laburista” Ehud Barak che per una poltrona siede fianco a fianco del razzista Avigdor Lieberman. Questi politici tengono sotto ricatto la comunità internazionale contrabbandando la menzogna grottesca che ciò che è fatto contro la popolazione civile palestinese garantisca la sicurezza agli Israeliani e a loro volta sono tenuti sotto ricatto dal nazionalismo religioso di stampo fascista delle frange più fanatiche del movimento dei coloni, una vera bomba ad orologeria per il futuro dello stato di Israele.
La maggioranza dell’opinione pubblica sembra narcotizzata al punto da non vedere più i vicini palestinesi come esseri umani, ma come fastidioso problema, nella speranza che prima o poi si risolva da solo con una “autosparizione” provocata da una vita miserrima e senza sbocco. Le voci coraggiose dei giusti non trovano ascolto e anche i più ragionevoli appelli interni ed esterni come quello di Jcall, vengono bollati dai falchi dentro e fuori i confini con l’infame epiteto di antisemiti o antiisraeliani. Se questo stato di cose si prolunga ancora il suo esito non può essere che una catastrofe.
pellegrinoerminio
01 giu 2010 - 21:41 - #59nel mondo c’è posto per tutti e anche persone dal cervello ottuso come certi giornalisti
hanno diritto di viverci, anche se meriterebbero che le armi dei prepotenti, fortemente contestati dal loro stesso popolo, li colpissero cosi capirebbero cosa significa e si renderebbero conto che l’unico effetto che possono ottenere le armi è solo il peggioramento delle situazioni già gravi. Poi essendo io non religioso quindi neutrale vorrei ricordare a Feltri che gli esseri umani sono tutti uguali, non ci sono eletti da Dio
come si sentono certi ebrei che se capissero questo metterebbero in condizione gli arabi di capirlo a loro volta e l’odio provocato dalle diverse e avverse religioni cadrebbe automaticamente permettendo a loro e agli altri di convivere pacificamente perchè è vero che le religioni parlano d”amore ma è anche vero che sono intolleranti fra di loro, perciò potrebbero funzionare solo se ne esistesse solo una per tutti ma visto che ognuna pensa di possedere la verità ciò è impossibile e se poi ci si mettono anche giornalisti incoscienti a fare il tifo per qualcuno diventa difficilissimo anche ottenere delle tregue giacchè i prepotenti aumentano la loro forza convincendosi di stare dalla parte giusta.
Doctz
01 giu 2010 - 21:54 - #60Israele è l’unico stato democratico e civile di quella zona: è circondato da regimi islamici più o meno autoritari. Come si fa a essere dalla parte di una cultura anti-occidentale rimasta nel medioevo?
andi
02 giu 2010 - 12:57 - #616 milioni di ebrei?
io lo rifarei
stef500f
02 giu 2010 - 13:36 - #62C
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calcifer
03 giu 2010 - 09:26 - #63propongo il gruppo su facebook:
“qualcuno farebbe bene a sparare a Vittorio Feltri”
però che lo apra qualcun altro, che io facebook non ce l’ho