
Medio Oriente: Turchia, Erdogan intenzionato a raggiungere Gaza via mare? Il quotidiano israeliano Haaretz, citando non precisate fonti libanesi, riferisce che il primo ministro turco Erdogan starebbe valutando di effettuare un viaggio diplomatico a Gaza a bordo di una nave della marina turca.
La reazione delle forze armate israeliane alla presunta notizia è stata scomposta. Oggi l’ufficiale Uzi Dayan (dei riservisti) ha dichiarato alla radio dell’esercito che tale gesto sarebbe considerato alla stregua di una dichiarazione di guerra.
Un richiamo alla ragione è arrivato invece da Amos Gilad, un altro alto ufficiale, responsabile degli affari politici e militari al Ministero della difesa israeliano. Gilad ha invitato i colleghi a smorzare i toni affermando che “proprio perchè c’è una crisi dobbiamo agire con ragionevolezza ed evitare di definire terrorista un leader democraticamente eletto.”
Medio Oriente: Iran, i guardiani della rivoluzione si offrono per scortare convogli a Gaza. Ne sentivamo la mancanza. Mentre non si placano le polemiche sulle vicende della Freedom Flotilla, con accuse reciproche tra Israele e Turchia, i pasdaran iraniani hanno aggiunto ieri la loro voce al coro.
“Le forze navali della Guardia rivoluzionaria iraniana sono pronte a scortare con tutta la loro forza i convogli di pace e libertà che portano assistenza umanitaria alle genti inermi e oppresse di Gaza”. Lo ha affermato Hojjatoleslam Ali Shirazi, il rappresentante dell’Ayatollah Khamenei per i guardiani della rivoluzione.
E’ di oggi la notizia che due navi della mezzaluna rossa partiranno nel fine settimana alla volta di Gaza per portare aiuti di vario genere.
Una provocazione che forse nasconde solo la volontà di mettersi in mostra. Una provocazione che, però, getta altra benzina sul fuoco e, soprattutto, fornisce a Netanyahu ulteriori argomenti per giustificare le proprie politiche. Tel Aviv ha, infatti, sempre motivato il blocco, imposto a Gaza nel 2007, con la necessità di impedire che armi iraniane arrivino al regime di Hamas che controlla la Striscia. Emblematiche in tal senso le parole del Primo ministro israeliano, quando ha affermato che Gaza “non diventerà un porto iraniano”.
Shirazi ha affermato che l’Iran dovrebbe incoraggiare gli sforzi volti a rompere il blocco. Da parte sua Khamenei ha rincarato la dose, definendo il blitz alla Freedom Flotilla un errore che “ha dimostrato quanto siano barbarici i sionisti.”
Le dichiarazioni dei pasdaran suonano come una sfida. E, forse, esprimono una malcelata voglia di protagonismo. In questi giorni la palma delle critiche ad Israele è spettata infatti alla Turchia, in prima fila nel denunciare alla comunità internazionale le uccisioni dei suoi nove connazionali sul traghetto Mavi Marmara.
Del resto, il regime degli Ayatollah non è nuovo a sparate ad effetto. Non è da escludere che, dietro la volontà di far la voce grossa a livello internazionale, ci sia il tentativo di superare le proprie debolezze interne.
Si avvicina infatti il 12 giugno, anniversario di quella rivoluzione verde che aveva portato manifestazioni di protesta per le strade e annessi scontri con le milizie rivoluzionarie dopo la contestata rielezione di Mahmoud Ahmadinejad.
Le immagini dei miliziani Basij assaliti dai dimostranti bruciano ancora nella memoria dell’establishment iraniano; diverse organizzazioni studentesche hanno già annunciato di voler indire manifestazioni per il prossimo 12 giugno e più fonti testimoniano come il regime stia già stringendo la morsa della censura e della repressione per impedire che l’anniversario della Rivoluzione verde si trasformi in un nuovo grattacapo per Ahmadinejad.
E’ probabile che, tra pochi giorni, i guardiani della rivoluzione dovranno rivolgere lo sguardo in casa propria piuttosto che salpare alla volta di Gaza.
Commissione d’inchiesta sulla Freedom Flotilla: no di Netanyahu . Le sparate dell’Iran arrivano dopo che, domenica, il primo ministro israeliano Netanyahu rifiutava la proposta avanzata dal segretario generale dell’ONU Ban Ki Moon di una commissione d’inchiesta internazionale sulla vicenda della Freedom Flotilla.
Netanyahu afferma di aver detto a Ban Ki Moon che alcuni passeggeri a bordo della Mavi Marmara erano membri di un’organizzazione turca che appoggia i terroristi. Ha aggiunto che qualsiasi commissione di inchiesta dovrebbe chiarire chi abbia organizzato, finanziato e appoggiato questi estremisti e come siano finiti su quella nave.
“Rifiutiamo una commissione internazionale. Stiamo discutendo con l’Amministrazione Obama il modo in cui possa svolgersi la nostra inchiesta.” Ha affermato domenica l’ambasciatore israeliano a Washington Micheal Oren, aggiungendo che Israele è uno Stato democratico in grado di svolgere un’inchiesta e che non deve essere indagato da alcun organismo internazionale.
Al rifiuto di Tel Aviv è seguita la secca replica del ministro degli esteri turco Ahmet Davutoglu, per il quale l’ostilità di Israele all’inchiesta è “un’altra prova della loro colpevolezza”.
Parole pesanti, ma alle quali segue qualche parziale segnale di distensione. Il ministro degli esteri turco ha, infatti, affermato che Ankara e Tel Aviv rimangono alleati, ma che ci sono problemi con l’attuale amministrazione israeliana e che non si possono tollerare né il blocco di Gaza né le politiche di punizione collettiva del popolo palestinese.
Affermare questo equivale ad auspicare un cambio di rotta a Tel Aviv, ma senza sconfessare l’alleanza con lo stato ebraico nè tantomeno negarne la legittimità come fa l’Iran. In questo modo la Turchia si presenta all’opinione pubblica internazionale come uno Stato fermo nel condannare gli errori di Israele, ma responsabile e disponibile a cercare di risolvere la crisi di Gaza con la diplomazia.
E’ un atteggiamento da media potenza regionale, quale Ankara aspira a diventare. Una potenza che tenta di dettare l’agenda al resto della comunità internazionale.
dex85
07 giu 2010 - 13:07 - #1aggiungiamo per favore anche questa notizia a polisblog.
3500 morti, 25 anni per le prime condanne (ridicole) e 10600 dollari di multa alla compagnia.
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o forse fa niente perchè sono indiani?!??!
facciamo girare la notizia grazie
dex85
07 giu 2010 - 13:07 - #2scusate manca il link: http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE65601Q20100607
chicomarx
07 giu 2010 - 15:08 - #3dex tutto inutile, sono anni che la unioncarbide e’ sotto inchiesta ma ha saputo abilmente (grazie alla lungimirante amministrazione Bush) scaricarsi di ogni responsabilita’……………..e scommetto un centesimo che se chiedessimo ad un ministro dell’attuale governo risponderebbe “non si puo’ condannare un’azienda perche’ da lavoro, gli incidenti accadono e sono casualita’ e spesso e’ colpa degli stessi dipendenti inadempienti nelle regole sulla sicurezza e sempre pronti ad abbandonare il uogo di lavoro”…viva il libero mercato senza regole”…andando poi a sedersi alla cena offerta dalla union carbide……
#gio#
07 giu 2010 - 15:22 - #4Un’altra cosa successa….
Pubblichiamo di seguito la lettera di Costanza, una partecipante al corteo a sostegno di Gaza e della Freedom Flotilla di venerdì scorso a Roma. Al termine della manifestazione la ragazza e il suo amico Sergio sono state vittime di un pestaggio in strada da parte di un gruppo di adolescenti al grido “Viva Israele”. Sergio - iscritto a Sinistra Critica - è dovuto andare al pronto soccorso
Se “Il Giornale” titola “Hanno fatto bene a sparare”, se il Tg1 continua a raccontare che i soldati israeliani erano stati aggrediti, se gli editorialisti del “Corriere della sera” etichettano i pacifisti come “amici di Hamas”, se anche il Governo italiano, in compagnia di quello americano, vota contro un’inchiesta su quello che è accaduto, magari 4 ragazzini si sentono in diritto di aggredire due manifestanti al grido di “Viva israele”. Un episodio inquietante che si aggiunge alla tragedia del massacro a cui abbiamo assistito, e che parla di quanto sia urgente rilanciare il movimento contro la guerra e per i diritti del popolo palestinese.
Per fortuna Sergio - iscritto a Sinistra Critica - se l’è cavata con alcune escoriazioni, qualche livido, e qualche battuta antipatica del medico del pronto soccorso. Nel pubblicare la lettera diffusa da Costanza, diamo la nostra piena solidarietà a Sergio e Costanza.
«12 ore dopo, ancora non ci credo. Ancora mi girano le pa.ll.e. Ancora quel senso di inc.a.z.z.atura, frustrazione, rabbia. Saranno i 3 mesi di corso sulla non vio.len.za, la comunicazione orizzontale e tutte le belle parole che poi ti chiedi a cosa sono servite.
Alla manifestazione ieri eravamo veramente quattro gatti. Poche bandiere, qualche slogan, mamme velate con bambini nel passeggino, qualcuno vende fischietti, qualcun altro una kefi.ah, più una rimpatriata di amici che altro. Una bella atmosfera. Dopo un’oretta di chiacchiere, il corteo si muove, direzione piazza del Popolo. Da piazza della Repubblica risaliamo via Orlando, poi scendiamo a piazza Barberini, due chiacchiere, una birra. A Trinità dei Monti ormai ci siamo tutti sciolti. Dietro di noi, un’armata di carabinieri in assetto antisommossa “e che deve succedere??”. Ci fanno quasi pure ridere.
Dai, sono le sette e mezzo, io e Sergio decidiamo di rincamminarci verso la stazione. Prendiamo la metro? No dai, è bello, facciamo due passi per Roma.
Risaliamo via di Quattro Fontane, poi svoltiamo per tornare a piazza S. Susanna. Sempre in chiacchiera. Nessun distintivo, nessuna bandiera. Siamo due passanti come tanti altri, l’idea nemmeno mi sfiora il cervello.
All’incrocio con la piazza, quattro pis.chelli in motorino, Scarabeo, polo col colletto rialzato, casco a “scodella”, ci chiedono, senza nemmeno troppo fingere di fare gli attori, se “le strade erano libere, la manifestazione è passata, è finita, ma voi venite da lì?”. Non ci torna, ma lì per lì non ci pensiamo. Certo, salta agli occhi che mai avrebbero pensato di unirsi alla manifestazione. Io, ingenuamente, penso che forse “volevano solo evitarci”, a noi ze.cc.he comu.ni.ste che manifestiamo per quel popolo ancora più ze.cc.a e comu.ni.sta dei palestinesi.
Proseguiamo, arriviamo in piazza S. Susanna, svoltiamo a destra per via Orlando.
Succede in un attimo.
Il ragazzetto dal colletto rialzato si avvicina da dietro, finge una telefonata al cellulare. Sergio lo vede con la coda dell’occhio, io sento solo un botto, il botto del casco sulla testa di Sergio. Agguanta Sergio da dietro e inizia a colpirlo violentemente con il casco. Lo stringe, lo butta a terra sul marciapiede e continua a picchiarlo con il casco, gli tira dei calci in petto. È un pe.stag.gio in piena regola.
Io inizio ad urlare. Non mi viene in mente di strapparlo, di tirargli un calcio, nonostante tiri calci per sei ore alla settimana, ma urlo come una paz.za, lo inseguo in quei tre metri tra marciapiede, macchine parcheggiate e strada. Accanto, in strada, gli altri tre lo aspettano in motorino. Lui, finita la sua bravata, urla un “Forza Israele” che suona più fuori luogo che mai, monta in sella e scappano. Dieci secondi di terrore. Di rabbia, di un’aggressione più inutile e gratuita che mai.
Rimaniamo lì, nella folla dei passanti, increduli, mentre spiego al 113 che sì siamo stati aggrediti, no non ci siamo fatti male, sì ho preso la targa “però non so se è giusta”, “è giusta o no?!” mi fa il poliziotto al telefono, ma che ne sooooo gli vorrei urlare, dov’eravate voi, quando fino a 5 minuti fa eravamo ricoperti di carabinieri e nemmeno una scorta al corteo che si scioglie. Aspettiamo inutilmente una fantomatica volante che “è in arrivo”. Dopo un’ora decidiamo di andarcene, ormai non c’è più nessuno.
Una bravata del ca.z.z.o, un’azione finto-dimostrativa di pischelli che non sanno nemmeno di cosa parlano, ma che non hanno niente di meglio da fare durante il giorno probabilmente. Non i fa.sci di Ca.sa Po.u.nd, non gli scontri in piazza con il Forum Palestina, no. 4 sedicenni dalla testa bacata, occhi neri di odio de che non se sa, che per fare i fighetti del pomeriggio e avere qualcosa da raccontare agli amichetti di Ponte Milvio il sabato sera, decidono di improvvisarsi piccole SS e di colpire un ragazzo e una ragazza. Isolati. Poveri sce.mi, mica vanno a colpire il corteo, mica vanno a rompere le scatole agli organizzatori, mica scelgono i cristoni bardati di kefieh. No. Scelgono due così. Che se non eravamo noi, sarebbe stato qualcun altro dopo di noi.
Fa inca.z.z.are, ma fa anche paura.
Attenti, stiamo attenti d’ora in poi, che qui, zec.che, fr.o.ci e tutti quanti, siamo a rischio “punizione” gratuita. Che qui c’è una parte della società che si sente autorizzata, intoccabile, impunita, ad andare in giro a picchiare chi “devia”, mossi da un’ignoranza che spaventa, da un odio montato a tavolino che fa impressione. Sarebbero ridicoli, se non andassero in giro a fare male.
È questo il desolante panorama di questo paese.
Stiamo attenti.».
Costanza Pasquali Lasagni
http://ilmegafonoquotidiano.it/news/aggrediti-dopo-il-corteo-sostegno-della-freedom-flottilla
munux09
07 giu 2010 - 15:30 - #5Alcuni israeliani hanno fatto un video sulla “pacificità” di quegli attivisti. L’esercito ha per sbaglio mandato il video agli uffici stampa di mezzo mondo. Il video è traslitterato in italiano su http://www.youtube.com/watch?v=s8NaJuPx3H8
macleod5
07 giu 2010 - 20:12 - #6”Netanyahu afferma di aver detto a Ban Ki Moon che alcuni passeggeri a bordo della Mavi Marmara erano membri di un’organizzazione turca che appoggia i terroristi. Ha aggiunto che qualsiasi commissione di inchiesta dovrebbe chiarire chi abbia organizzato, finanziato e appoggiato questi estremisti e come siano finiti su quella nave.”
per l’appunto…ma si sa che l’ONU è filo-islamica…com’è che non hai processato l’invasione turca di CIPRO!?!?!?!? com’è che non ha mai detto niente del genocidio ARMENO n’è dell’eccidio CURDO!?!??!!!! VERGOGNA!!!!!!!!!!!!
macleod5
07 giu 2010 - 20:13 - #7GLI STATI ISLAMICI CON L’AIUTO DI UTILI IDìOTI DELLA SINISTRA EUROPEA CERCA DI FAR PASSAR GLI ISRAELIANI PER I CATTIVI DI TURNO..QUANDO IN IRAN VIGE UNA DITATTURA E TUTTE LE FORME DI PROTESTA SON SEDATE NEL SANGUE…E UN ALTRO PAESE, LA TURCHIA CHE HA INVASO, UCISSO, PROMULGATO GENOCIDI..E NON MAI STATA CONDANNATA A LIVELLO INTERNAZIONALE!!!!!!!
macleod5
07 giu 2010 - 20:25 - #8ALTRO CHE PACIFISTI…ERANO ESPERTI NEL PICCHIARE CON BASTONI..E I PRIMI SOLDATI SULLA NAVE LI HANNO DISSACRATI DI BOTTE… CHE BRAVI PACIFISTI..:!!!! VERGOGNA!!!!!! DA PAESI SANGUINARI E FOMENTATORI DI ODIO E REALIZZATORI DI ORRIBILI GENOCIDI…CHE SI PUò ASPETTARE…UNA MISSIONE DI PACE???…NON FATEMI RIDERE…SIETE PURE RIDICOLI A DIVEDERE DEI PAESI SANGUINARI COME IRAN E TURCHIA!!!!!!
macleod5
07 giu 2010 - 20:26 - #9LA SINISTR ITALIANA COME MOLTE ALTRE SINISTRE EUROPEE SON SOLO FILO-MUSULMANE…BASTI VEDERE QUANTO CASINO HAN FATTO PER LA GUERRA IN IRAQ…MENTRE PER LE GUERRE DI TUTTO IL MONDO NON HANNO FATTO UNA DI PROTESTA!!!!! E ANCHE ADESSO DIFENDO LA SANGUINARIA TURCHIA A TUTTI I COSTI…VERGOGNA!!!!