Gli amici di Tvblog ieri hanno seguito dettagliatamente la conferenza stampa di Michele Santoro riportando i passaggi più importanti dell’evento che appare incentrato sulla scelta che il giornalista impone alla Rai e ai berluscones: se mi garantite che AnnoZero andrà in onda, andiamo avanti. Altrimenti siete voi a deciderne la soppressione e si seguono altre strade, come quelle di cui molto si è parlato nelle settimane passate, che prevederebbero una lauta liquidazione per Santoro.
A proposito di vil denaro, Michele Santoro ha evidenziato: “Posso dire con una certa soddisfazione che io soldi dalla Rai non ne ho presi, se non in una parte scarsamente proporzionale ai soldi che io e il mio gruppo di lavoro abbiamo portato dentro le casse di questa azienda”.
Nella sua analisi dei fatti, Santoro si è anche soffermato su Paragone la sua Ultima parola: “Sono felice di contribuire al fatto che ci siano tanti programmi - anche i 600.000 di Paragone hanno la loro importanza - ma che il core business sia da un’altra parte e questo dobbiamo vederlo”. [I numeri di AnnoZero: nella stagione 2006-2007 lo share del programma è stato in media di 13,54%. Stagione 2008-2009: 16,69%. Stagione 2009-2010: 20,25%].
Uno spunto, questo, piuttosto interessante dato che sulla eccessiva presenza dei giornalisti di sinistra molto e a sproposito si è detto in passato: quand’è che i vertici della Rai e i raffinati intellettuali del centrodestra andranno in conferenza stampa a spiegare i flop e i fallimenti delle loro trasmissioni di punta, realizzate per decreto per poter fare qualche puntata contro Di Pietro e D’Alema ? I soldi pubblici del canone Rai utilizzati per dare spazio agli amici di Libero e del Giornale regalandogli programmi insipidi e teleguidati da Arcore non fanno rumore?
enricoxc
08 giu 2010 - 06:08 - #1la morale sarebbe “denigrare il pdl fa ascolti quindi andiamo avanti cosi”? ma basta…
giacomo-il-serpente-roberti
08 giu 2010 - 07:29 - #2d’altronde negli ultimi anni, con l’imbarbarimento della tv portato da costanzo, gentaglia come la perego, la de filippi e santoro, con le loro trasmissioni trash, fanno un mare di ascolti.
mattia77
08 giu 2010 - 07:53 - #3Non denigrare, ma dargli dei mafiosi.
Io ho sempre bisogno che qualcuno me lo ricordi.
ice
08 giu 2010 - 08:43 - #4@ #2
si vede che quelli di sinistra si smutandano a guardare trasmissioni come Report e Annozero, mentre quelli di destra si smutandano a guardare De Filippi e GF
.
MA FAMMI IL PIACERE
già ieri avevo postato scrivendo come i porgrammi di tribuna politica apertamente schierati col regime come Matrix del post-Mentana o il programma di Paragone (ex direttore de La Padania, quindi vice di Libero) NON SE LI FILA NESSUNO!!!!!
ice
08 giu 2010 - 09:08 - #5@ #5
per cortesia, quando fai un copia/incolla di una colonna de “Il Fatto” passa da un editor tipo Notepad++ e fai un sostituisci di tutti i “n” “r” in modo da togliere gli a capose vuoi vere una ifnezza puoi aggiungere un sostituisci di tutti i “. ” con un “. n r” per mettere gli a capo in corrispondenza dei punti di fine periodo
E’ una questione di rispetto verso gli altri frequentatori del sito
tu ci perdi 1 minuto in piu
e direi che dalla frequnza e numero dei tuoi post qotidiani su Polis….non credo cheil tempo ti manchi…….
ice
08 giu 2010 - 09:10 - #6prima di N e R devi mettere un backslash (quello del prompt del dos per intenderci)
scusa ma il parser di polis mi ha cancellato il carattere
moderatore
08 giu 2010 - 09:39 - #7@nchomsky: Ice ha ragione. Cerca piuttosto di lasciare solo il link all’articolo, specificando nei dettagli la fonte.
Grazie e buona giornata
ice
08 giu 2010 - 09:50 - #8@ moderatore
1_hai cancellato parte delle mie istruzioni
2_gli articoli de IL FATTO che copia/incolla “nchomsky” non sono liberamente disponibili in rete, ma solo agli utenti che hanno pagato l’abbonamento per scaricare la versione pdf del quotidiano. quindi non puo postare nessun link
moderatore
08 giu 2010 - 10:10 - #9@ Ice: quindi, per giustezza, il suddetto articolo non dovrebbe essere riportato perché protetto da diritti d’autore. Cercherò informazioni in merito.
Grazie per le ottime segnalazioni e buona giornata
magoselvo
08 giu 2010 - 10:32 - #10In effetti il Fatto ha bisogno dei….forse 10? lettori in + di questo blog xkè tanto visto il tenore di str*Z* che pubblica nn lo legge nessuno. nchomsky già ke ci sei copia e incolla anche le stro*Z* dell’unità cosi abbiamo la raccolta completa delle barzellette quotidiane. Merci.
nchomsky
08 giu 2010 - 10:53 - #119-
QUELLI DEL “FATTO” NON HANNO PARTICOLARI PROBLEMI DI COPYRIGHT CON CHI FA CIRCOLARE IN RETE I LORO ARTICOLI SPECIE SE LIMITATAMENTE A BLOG DI DISCUSSIONE.
nchomsky
08 giu 2010 - 10:55 - #12aritiè:
(di Antonio Padellaro su “il fatto”)
Domenica, avevamo chiesto
a Sergio Zavoli di battere un
colpo sul tema delicato e
misterioso dei compensi
Rai. Il presidente della Commissione
di Vigilanza ha risposto che il
problema tornerà da oggi all’esa -
me dell’organismo parlamentare
da lui presieduto poiché “l’argo -
mento della trasparenza dei compensi
fa parte delle questioni incluse
nel dibattito sul Contratto di servizio”.
Ne siamo lieti anche se il rifiuto
frapposto dai piani alti di
viale Mazzini, sempre e comunque,
sulla questione
qualche timore lo crea. Vedremo
se prima di svelare
l’arcano di quanti
quattrini sono
stati dati, a chi
e perché, Zavoli
dovrà sudare le
proverbiali sette camicie. Per il momento
siamo riusciti a conoscere il
totale dei compensi versati dal servizio
pubblico. Circa un miliardo e
trecento milioni di euro, di cui circa
903 milioni in salari, 139 milioni
in costi esterni e 268 milioni in produzioni
appaltate fuori. Questa
bella sommetta rende inevitabile
un primo interrogativo sul rapporto
costi-benefici. Ovvero, se la
quantità e la qualità complessive
della programmazione sono in linea
con quanto sborsato dai contribuenti.
Sarà poi interessante
scendere nei dettagli di quei 903
milioni di euro, nome dopo nome,
cifra dopo cifra in modo tale da verificare
quali sono (o sono stati) i
criteri usati dall’azienda nel corrispondere
gli emolumenti. Solo logica
di mercato? Benissimo: fuori
gli elenchi. Non mancheranno poi
le pezze d’appoggio per giustificare
l’esborso di quei 268 milioni di
produzioni esterne. Lungi da noi
pensare che nell’affidarsi a questa
o a quella società siano state adottate
procedure men che limpide.
Ma, come si dice: provare per credere.
Nel ringraziare Zavoli, vogliamo
rassicurarlo che seguiremo da
vicino l’azione di trasparenza promossa
dalla Commissione. Subito il
Fatto promuoverà un’azione di accesso
agli atti (e agli stipendi) che,
trattandosi di una società di diritto
pubblico la Rai in base alla legge
241 del ‘90 è tenuta a esibire.
nchomsky
08 giu 2010 - 10:58 - #13COME SI DICE DA NOI:
Vuoi anche una fettina di kulo?
nchomsky
08 giu 2010 - 11:00 - #1413-
era per ice post 5
sorry
nchomsky
08 giu 2010 - 11:18 - #15http://ilgiornalieri.blogspot.com/2010/06/fuori-gli-elenchi.html
ECCO UN LINK DELL’ARTICOLO DI “PADELLARO”, CHE POI NON è ALTRO CHE IL LINK DI UN BLOG DOVE UN ROPIBALLE UGUALE A ME LO HA SCARICATO DA UN PDF PER ABBONATI…
CONTENTO, CARO MODERATORE?
marchino73
08 giu 2010 - 11:44 - #16Facciamo così nchomsky :
Facci un riassunto :D
Ahahhaahhahahahahahahahhahahahahahahahahahhahahahaah
nchomsky
08 giu 2010 - 11:53 - #1716-
Appena approvano la legge sicuramente ;-)
marchino73
08 giu 2010 - 12:38 - #18@nchomsky
Ahahahahahhaahhahahaahhahahaahhahahahahahahahaahhahahaahhaahhaahhaahhahahaahhahaah
Notare come la realtà superi di gran lunga quello che era semplicemente una battuta……:)
mautasi
09 giu 2010 - 16:25 - #19La fortuna e il successo di Silvio Berlusconi sono il prodotto non tanto delle sue scelte politiche e delle realizzazioni dei suoi governi - fin qui piuttosto mediocri e inconcludenti - ma di un’opera gigantesca e ormai quasi ventennale di propaganda e manipolazione dell’informazione, costruite grazie alla gestione spregiudicata dei canali televisivi di cui è proprietario o controllore politico. Circostanze che in nessun altro paese democratico sono possibili e neppure immaginabili, e che qua in Italia consentono al Cavaliere di mantenere alti livelli di fiducia e popolarità nonostante il fallimento delle politiche dell’esecutivo.