Pubblicato: 08 giu 2010 da Massimo Falcioni
Commenti dei lettori
Sandro Bondi: lucidamente. Voto 3. Il ministro “taglia” e imbavaglia la cultura. Prima bruciavano i libri, adesso i teatri e i cinema. La cultura è un diritto e una risorsa. Ma non in Italia. Governicchio del Cav(olo). E vai, con nani, veline e ballerine. E zerbini.
Mariastella Gelmini: asinate. Voto 3. Ultimi giorni nelle aule tra scioperi e proteste: via al blocco a scacchiera degli scrutini. La scure della manovra e la riforma della “ministra” mettono in ginocchio la scuola. Paese “geniale”, dei balocchi e degli .. allocchi.
mariastella gelmini, sandro bondi
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enricoxc
08 giu 2010 - 08:59 - #1la casta degli statali cerca di mantenere i privilegi, storia vecchia…
aldebaran85
08 giu 2010 - 09:03 - #2la casta degli statali, quella dei magistrati, dei giornalisti, dei pescivendoli, degli insegnanti, degli ufo
la colpa è sempre degli altri
avorio
08 giu 2010 - 09:16 - #3Certo che se riuscite a rigirare il termine “casta” lontano dai vostri rappresentanti, siete proprio ma proprio bravi… O.o
nchomsky
08 giu 2010 - 09:38 - #4Il commissario Panebianco
Ci vuole tanta pazienza, col Pompiere della Sera.
Domenica auspicavamo che l’i m p rov v i s a
aggressività usata contro Di Pietro dal quotidiano
più conformista d’Italia segnasse una svolta e
l’articolo “Ambiguità e silenzi di Di Pietro” i n a u g u ra s s e
una saga a puntate (“Ambiguità e silenzi di Berlusconi”,
“di Casini”, “di Bossi”, “di Bersani”, “di D’Alema” e,
perché no, “di Schifani”). Invece no: siamo fermi alla
prima puntata. Almeno per i politici. Perché, sommerso
dalle repliche e dalle carte di Di Pietro, il Pompiere
incendiario ha deciso di aprire un altro fronte,
appiccando il fuoco all’opera di un intellettuale che ha il
brutto vizio di opporsi al regime berlusconiano: Andrea
Camilleri. Si cura di lui e del suo commissario
Montalbano, anch’egli inguaribilmente
antiberlusconiano, il professor Angelo Panebianco. Due
settimane fa, nel supplemento Sette, il noto intellettuale
bolognese scriveva: “Vuoi vedere che Montalbano è un
‘colluso’?”. Colluso con la mafia, s’intende, perché in una
puntata della serie tv “intrattiene rapporti telefonici con
un vecchio capomafia… e, addirittura, ferma una guerra
di mafia convocando i capi cosca in una località segreta e
obbligandoli a stipulare un accordo. Non ce n’è
abbastanza per attirarsi addosso un ‘concorso esterno in
associazione mafiosa’, quel famoso reato che non esiste
in nessun codice… e che è stato tuttavia alla base di tutti
i processi per mafia a personaggi eccellenti (Andreotti,
Contrada, Dell’Utri e altri)?… Montalbano (o Contrada?),
quando si muove nelle questioni di mafia, opera anche
lui, inevitabilmente, in una zona grigia dove il confine fra
legalità e illegalità è sempre incerto”, ma ciò che conta
sono “le intenzioni onestissime”. Dieci righe, un’i n fi n i t à
di vaccate. Andreotti non fu imputato di concorso
esterno, ma di partecipazione diretta a Cosa Nostra. Il
concorso esterno esiste eccome, nel Codice: come il
concorso in omicidio, in rapina, in occultamento di
cadavere e così via. L’applicazione del reato concorsuale
risale addirittura a metà Ottocento per il concorso
esterno in brigantaggio da parte dei non briganti che si
mettevano al servizio dei briganti. A definirla per la mafia
provvidero Falcone e Borsellino nella celebre
ordinanza-sentenza del processo maxi-ter e la
confermarono numerose sentenze della Cassazione a
sezioni unite. Montalbano che incontra un vecchio boss
e lo induce a fermare una guerra di mafia è roba da
concorso esterno? Assolutamente no. Non basta
incontrare mafiosi per essere incriminati per quel reato
(altrimenti il Parlamento e il governo sarebbero
semideserti). Intanto il vecchio boss era a casa sua e non
doveva scontare nessuna pena. E poi il concorso esterno
scatta quando un esterno alla mafia si mette
permanentemente a disposizione della mafia,
favorendola e venendone favorito. Dell’Utri è accusato di
aver messo prima il Berlusconi imprenditore e poi
finanziere nelle mani di Cosa Nostra, ricevendo in
cambio favori e potere. Contrada è stato condannato
perché avvertiva i mafiosi latitanti dei blitz della polizia (di
cui lui stesso faceva parte) e li faceva fuggire, assicurando
loro l’impunità in cambio di favori e potere. Altro che
intenzioni onestissime. Queste cose Panebianco, poco
esperto in diritto penale (come in tutto il resto dello
scibile umano), non le sa. E si adonta perché Camilleri gli
risponde per le rime sull’Unità intervistato da Saverio
Lodato (che Panebianco chiama “un tal Lodato”, non
sapendo ovviamente che Lodato ha scritto per Rizzoli la
più completa storia della mafia): Camilleri è un
“g iustizialista” e quindi “insulta”, “non è un vero signore”,
anzi è “cupo, arrogante”, “troppo preso da sé per entrare
in sintonia con gli altri” (non lo sfiora l’idea che uno non
voglia entrare in sintonia con un tal Panebianco). Tante
parole inutili per nascondere che, dietro l’attacco a
Camilleri e Montalbano, è partita la campagna per
riabilitare Contrada e far assolvere Dell’Utri. Poveretto,
come s’offre.
(di Marco Travaglio)
nchomsky
08 giu 2010 - 09:55 - #5Trapianti in Veneto:
Per i Disabili gravi? Niente intervento
Fuori dalle liste per l’operazione salva-vita gli handicappati. Nessun intervento a chi ha un quoziente intellettivo inferiore a 50 o ha tentato il suicidio. I criteri choc della giunta leghista. La retromarcia dopo la denuncia di due medici del Gemelli su una prestigiosa rivista americana.
Per la rupe Tarpea quanto dovremo aspettare? Non tanto, pare.
nchomsky
08 giu 2010 - 09:56 - #6FUNERALI DI STATO PER L’ISTRUZIONE PUBBLICA
Meno italiano e storia nei licei classici, meno chimica e fisica negli scientifici. Nessuna obiezione: se non si facesse così come impone la signora Gelmini, non ci sarebbero motivi per abbandonare in massa la scuola pubblica italiana e cercare ospitalità nella scuola privata, quella che esiste e che verrà. Del resto, l’italiano è in disuso, oltre che imperialista, mentre la storia è un bla-bla così opinabile che meno ci si tuffa e meglio è, avvelenata com’è da stupidi preconcetti antifascisti e dal silenzio pressocché totale sulle foibe. Poi, c’è la questione della Rivoluzione del 1789 e di quella d’Ottobre: vogliamo che la politica entri nella scuola o vogliamo tenerla al riparo da questa vergognosa intrusione? Gelmini seguita a ripeterci un principio molto raffinato sotto il profilo intellettuale; solo che, minati dal dubbio che il ministro attuale sia una poveraccia, non riusciamo a coglierne il senso profondo: la miglior scuola pubblica è quella che partecipa con gioia ai suoi (della scuola) funerali.
marchino73
08 giu 2010 - 09:57 - #7Stitichezza? Enricoxc………
nchomsky
08 giu 2010 - 10:51 - #8NOMA SALVA PANFILI:
ROMA - È scontro in commissione Trasporti della Camera, dove è in discussione il ddl Brunetta. L’opposizione ha infatti individuato nel disegno di legge una norma sulla nautica da diporto «tesa a “semplificare” la vita ai proprietari dei mega yacht» che potrebbe, stando alla denuncia del Pd, «vanificare le indagini che hanno portato al sequestro di alcune navi da sogno, tra cui quella riconducibile a Flavio Briatore».
Siamo seri: il povero Papy ora che ha regalato una sudata barchetta al cocchino trascurato Piersilvio non può permettere che ci paghi troppo di tasse sopra, c’è la crisi CRIBBIO!!!.
nchomsky
08 giu 2010 - 10:52 - #9SCUSATE:
“NORMA” SALVA… NON NOMA, OVVIAMENTE.
avorio
08 giu 2010 - 11:01 - #10E’ incredibile come Silvio riesca sempre (all’ombra di notizie più di primo piano) a trovare norme cavillini e altro ad-personam (o giustamente ad-familiam).
Però se non altro pare che ai partiti di minoranza (non mi va proprio di chiamarla “opposizione”) questo cavillo non sia scappato. Ma perchè la notizia non si diffonde? Perchè non ne parla ancora nessuno? Quando impareranno che non sono solo le TV a diffondere le notizie?
A proposito Nchomsky, la tua fonte qual’è? Dovresti ricordarti di indicarle.
nchomsky
08 giu 2010 - 11:18 - #1110-
LA NOTIZIA E’ SU TUTTI I MAGGIORI SITI DI INFORMAZIONE, PER QUESTO NON HO INDICATO LA FONTE BASTA CLICCARE SU GOOGLE NEWS PER AVERNE UNA SFILZA…
Lea N°1
08 giu 2010 - 11:29 - #12Sono bravi e hanno fatto un ottimo lavoro il resto sono solo bugie.
nchomsky
08 giu 2010 - 11:33 - #1312-
CERTO:
L’ECCESSIVA TASSAZIONE DEI PANFILI E’ UNA PROBLEMATICA MOLTO SENTITA DALLA MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI.
COME L’USO DELLE INTERCETTAZIONI, 9 ITALIANI SU 10 SI LAMENTANO DI ESSERE INTERCETTATI NELLA LORO PRIVACY…
ERA ORA DI INTERVENIRE.
avorio
08 giu 2010 - 14:16 - #14@10
Te l’ho chiesto appunto perchè ho cercato, Repubblica, Ansa, Google News, niente.
A cercare esattamente “NORMA SALVA PANFILI” l’unico che mi compare è (stranamente) ilGiornale!
mautasi
15 giu 2010 - 21:13 - #15I tagli indiscriminati nella pubblica istruzione hanno fatto cassa? Su 42.000 cattedre in meno ammortizzate dai 40.000 pensionamenti i licenziamenti sarebbero dovuti ammontare solo a 2.000, tutti coperti dal c.d. “decreto salvaprecari”. La realtà è diversa: a perdere cattedra sono stati 44.000 docenti, quasi tutti non coperti dal decreto. Ma chi sono questi docenti esclusi dal “salvaprecari”? Sono quelli di terza fascia delle graduatorie d’istituto, privi di abilitazione all’insegnamento, requisito non indispensabile per insegnare ma essenziale per la assunzione in ruolo. Questi precari sono stati nominati dai presidi da graduatorie Ministeriali di terza fascia, solo dopo esaurimento di quelle di prima fascia; hanno svolto per anni insegnamento identico ai colleghi abilitati. I motivi per cui non si sono abilitati sono per lo più dovuti all’alto costo dei corsi abilitanti e agli obblighi di frequenza imposti. Dall’anno scolastico 2009/10 il DM 42/09 ha dato la possibilità ai soli docenti abilitati di fare domanda di insegnamento in tre province in coda alle graduatorie di prima fascia (degli abilitati) ma sempre davanti a quelle di terza fascia.
I non abilitati sono quindi scavalcati da chi, pur abilitato, risulta sprovvisto di esperienza e quindi non avrebbe diritto all’indennità di disoccupazione. Con questo metodo, per almeno 40.000 docenti precari di terza fascia, rimasti senza supplenza, i sussidi di disoccupazione sono stati pagati per posti di lavoro in realtà esistenti. In pratica, per una supplenza nominata, si pagano due persone: il docente titolare della cattedra pagato dallo Stato e il docente perdente cattedra il cui sussidio di disoccupazione dura otto mesi, facilmente prolungato con il conferimento di qualche supplenza breve. Lo Stato ha operato forti tagli per risparmiare; invece non si è risparmiato, ma si è speso addirittura di più per dare meno risorse alla scuola!
La signora (?) Gelmini ha saputo partorire solo un’aborto di riforma… C’e da augurarsi che la figlia le sia uscita meglio!!!!