
Nuovo capitolo nell’annosa e infinita questione dell’abolizione delle province. Il Governo aveva dapprima smentito le indiscrezioni riguardo al progetto di eliminazione delle più piccole (escluse frontaliere e regioni autonome) ma ora pare che si sia alla vigilia di una votazione sulla riforma.
L’eventuale taglio prevederebbe la cancellazione di tutte le province al di sotto dei 2o0.000 abitanti; soglia che includerebbe le nove qui di seguito elencate: Vercelli, Fermo, Vibo Valentia, Isernia, Biella, Verbania, Rieti, Crotone e Sondrio.
Una cifra come si vede piuttosto esigua sul totale di 110 (nemmeno il 10%). E che purtuttavia potrebbe ulteriormente ridursi se sarà applicata il cosiddetto “sconto montagna”.
Si tratta di una norma che prevede di salvare gli enti che abbiano almeno il 50% di territorio “montagnoso” e che salverebbe ben 5 delle sunnominate, da ritrovarsi ordinate nella seconda metà dell’elenco.
Tutta questa foga, condita da ovvie polemiche, per far fuori quattro sole province, dunque. A questo punto meglio non fare nulla. Si fa miglior figura.
nchomsky
09 giu 2010 - 11:17 - #1OPS!!!…CI SIAMO DISTRATTI UN ATTIMO, POSSIAMO RIPETERE?
Il decreto che fa un favore agli abusivisti campani è decaduto. Forse. A meno che la capigruppo convocata per stamattina da Gianfranco Fini, che però non ha giurisdizione sul merito, o magari l’ufficio di presidenza della Camera decida di annullare la contestata votazione con cui ieri sera l’aula di Montecitorio ha affossato il cosiddetto “dl demolizioni”, quello che bloccava fino al 30 giugno 2011 la demolizione di edifici abusivi nella regione Campania (tranne per quelli costruiti in zone vincolate). Il centrodestra, infatti, incolpa della sua debacle Rosi Bindi, in quel momento presidente di turno, rea di aver chiuso troppo in fretta la votazione impedendo ad alcuni deputati di maggioranza che bivaccavano in Transatlantico o nel cortile interno di raggiungere in tempo il loro scranno. Uno psicodramma in piena regola, con tanto di richiesta di dimissioni da vicepresidente per l’o n o re - vole democratica e “fa s c i s t a ”, secondo la definizione di Nunzia Di Girolamo (PdL) fuori dall’aula, seguita a stretto giro da un più prosaico “tacci sua” di Alessandra Mussolini, per la cronaca entrambe campane. Questi i fatti. Alle 18.50 si vota la cosiddetta pregiudiziale di costituzionalità presentata dall’Italia dei Valori. In 51 secondi votano 480 deputati (64 assenti del PdL e 15 della Lega) col risultato di 249 sì e 231 no. Tradotto: per la Camera quel decreto è incostituzionale. A quel punto scoppia il casino. Alcuni deputati del PdL stavano rientrando in aula e accusano la Bindi di aver deciso deliberatamente di non farli votare. Il capogruppo Fabrizio Cicchitto accusa la vicepresidente di “prevaricare il Parlamento”, l’ex finiano Amedeo Laboccetta di “of fenderlo”, il leghista Luciano Dussin, paonazzo, invoca prima la moviola per controllare quanti deputati stessero entrando in aula e poi chiede le dimissioni di Bindi: “Ne guadagnerà la Cam e ra ”. La maggioranza pretende subito l’a n nu l l a m e n t o della votazione o, almeno, la convocazione immediata di una riunione dei capigruppo: quest’ultima le viene concessa ma, non essendo presente GianfrancoFini, viene rinviata a stamattina. “Dimissioni? Ma non scherziamo. E poi Dussin farebbe meglio a pensare al suo doppio incarico (è anche sindaco di Castelfranco Veneto, ndr)”, sbotta Bindi parlando col Fatto : “Ho tenuto la votazione aperta quasi un minuto, un tempo normale, il cicalino che avvisa i deputati che si sta per votare suonava da 10 minuti, ho sempre consentito a chiunque fosse seduto di votare quando c’era qualche difficoltà, che dovevo fare di più?”. La vicepresidente della Camera non sente di avere nulla di cui pentirsi: “Respingo qualunque ricostruzione malevola di quanto accaduto, sono sempre stata imparziale nel mio ruolo. E’ chiaro che esiste una discrezionalità di chi presiede l’aula per la chiusura delle votazioni, ma ricordo che il vicepresidente Lupi venne messo sotto accusa perché l’aveva tenuta aperta troppo a lungo. Che vogliamo fare? Esiste il diritto, anzi il dovere, di votare, non quello di prendersi tempi di pausa più lunghi del necessario”. Quanto al merito, sostiene il democratico Realacci, “grazie ad una debacle e alle assenze tra i banchi della maggioranza, il Parlamento ha almeno fermato uno scempio ai danni del paese e degli italiani onesti”. Secondo i tecnici infatti, anche se manca ancora l’uf ficialità, non c’è possibilità di ripetere la votazione: “Non esiste il diritto ad andarsi a fumare una sigaretta invece di stare in aula”, sintetizza pittorescamente uno. Il decreto demolizioni, insomma, è defunto. Riposi in pace.
fandango
09 giu 2010 - 11:35 - #2troppe province del nord per non fare modifiche, la lega non cancellerà mai una provincia importantissima come quella di sondrio, come potrebbe mai reggere il nostro paese senza?
emanuele777
09 giu 2010 - 11:35 - #3Non sono d’accordo. Un piccolo passo è pur sempre un’inizio. L’importante è che si cominci ad invertire la rotta
nchomsky
09 giu 2010 - 11:39 - #43-
E’ SOLO FUMO NEGLI OCCHI: DI SOLITO PER SEGUIRE UNA BUONA ROTTA BISOGNA VEDERCI BENE…
steve-robinson-hakkabee
09 giu 2010 - 11:56 - #5#3 eliminano 5 provincie (forse) per poter dire poi in campagna elettorale fra 3 anni:
“Abbiamo eliminato le provincie inutili”, facendo sembrare una breve passeggiata in una grande maratona (e gli italiani ci cadranno di nuovo).
emanuele777
09 giu 2010 - 12:01 - #6@4 e @5
insomma, da qualche parte si dovrà pur sempre partire! credete che un mattino i parlamentari si sveglieranno e decideranno che il loro stipendio va tagliato del 70%? O che circa la metà della pubblica amministrazione è inutile?
Fino all’altro ieri facevano la fila per costituire province, associazioni ed enti vari completamente inutili, al fine di trovare parcheggio a braccia che avrebbero reso tanto di più con una bella zappa.
So anch’io che eliminare cinque province è un topolino da una montagna, così come il taglio del 5% dello stipendio dei parlamentari.
Tuttavia per sono entrambi segno di un piccolo cambiamento, se e sottolineo SE poi lo faranno sul serio
macleod5
09 giu 2010 - 12:17 - #7LA MANOVRA è POCA COSA, MA è PUR SEMPRE UN INIZIO!!!!!
teseo
09 giu 2010 - 12:19 - #8Figuriamoci se Bossi la approverà…a Sondrio, Biella e Vercelli fa sempre il pieno di voti…e poi loro sono quelli a cui le poltrone non interessano…
steve-robinson-hakkabee
09 giu 2010 - 12:29 - #9Macleod guarda che questo articolo l’ha scritto Landoni NOTISSIMO COMUNISTA, e cmq te ti fidi dei politici che hai votato io no (anche se ci fossero su quelli che ho votato) perchè ormai sono giunto alla conclusione che tutti i politici stanno lì a farsi i c4zzi propri, senza mai rendere conto a nessuno. E l’evidente dissesto italiano lo dimostra. O pensi siamo i migliori al mondo, con uno sviluppo da far paura alla Norvegia? Una sicurezza da Svizzera? La disoccupazione della Danimarca? Spero tu non sia così ingenuo e sopratutto così sprovveduto da prendere una fazione politica per la “squadra del cuore” da tifare cmq e sempre e da considerare gli avversari non come competitori ma come nemici. Altrimentri tra te e le Brigate Rosse (o i NAR) passa poco differenza ed è meglio ignorarti.
ice
09 giu 2010 - 13:00 - #10@ MacLeod
ma tu dove vivi?!?!?!
forse la sinistra non ne ha abolite, ma in compenso la TUA Lega le ha fatte aumentare
e per averla ha pure controfirmato tutte le porcate di Berlusconi e dei ciellini lombardi per avere in cambio 4-5 province in piu nei “suoi” territori
a cominciare da Lodi oltre 10 anni fa sulla spinta del successo elettorale del ‘92
vx_220
09 giu 2010 - 15:12 - #11@7
Sembra un po’ singolare che lo stesso governo che ha istituito 7 nuove province tra il 2001 e il 2004 ora ne voglia abolire 5, di cui una divenuta operativa solo l’anno scorso.
ice
09 giu 2010 - 15:40 - #12@ # 11
senza considerare che le parti piu strutturali della manovra (non le una tantum) sono porprio il ripescare norma contro l’evasione fiscale introdotte da Prodi e abolite da questo governo appena entrato in carica