Intervista. Messina (Legambiente) a Polisblog: “Rifiuti a Palermo? Serve chiarezza su Bellolampo”


I numeri contano. E quando i numeri ballano, la storia si fa complicata, il mistero si infittisce. L'emergenza rifiuti a Palermo è storia di numeri che non tornano. Quelli del bilancio Amia innanzitutto: la municipalizzata che dovrebbe tenere pulita la città ha un buco da 80milioni di euro (l'anno scorso erano 180milioni), è stata dichiarata insolvente in febbraio e commissariata in aprile.

Il governo Berlusconi ci aveva messo 230milioni, ma non è bastato per tappare la falla di una gestione a dir poco allegra da parte della vecchia dirigenza della società, guidata dall'attuale senatore Pdl Enzo Galioto. Cene di lusso e viaggi a Dubai per 'missioni d'oro' mentre i dipendenti non ricevevano gli stipendi e scarseggiavano i mezzi di pulizia delle strade.

Poi ci sono i numeri, poco chiari, della collina di Bellolampo, la discarica dell'orrore, la bomba ecologica sulla testa dei palermitani che in passato ha persino alimentato leggende metropolitane sull'occultamento dei cadaveri di mafia tra le scorie della città. Cinque vasche di sversamento, la quarta che non arriverà a fine giugno e un velo di mistero sulla reale capienza della quinta che sta per entrare in funzione. Senza dimenticare l'allarme percolato, mille tonnellate di rifiuti al giorno da smaltire e la prospettiva di un termovalorizzatore che forse pochi in città accetterebbero.

All'inizio sembrava che la quinta vasca potesse contenere 700mila tonnellate – dice a Polisblog.it Giuseppe Messina, portavoce di Legambiente Palermo – E questo ci avrebbe dato respiro per un lungo periodo. Poi sono intervenuti i commissari Amia con lo studio del professore Vagliasindi, dell'Università di Catania, e la capienza si è ridotta a 147mila tonnellate”. Una stima che vuol dire solo una cosa: a metà agosto la città sarà di nuovo in piena emergenza.

Lunedì c'è una riunione con il prefetto, che è commissario straordinario, e speriamo di avere un chiarimento sulla reale capienza della quinta vasca di Bellolampo”, sospira Messina. Poi aggiunge: “La relazione di Vagliasindi è a tinte forti: si pensava inizialmente che ci fossero 10mila tonnellate di percolato sotto i rifiuti della discarica, ora invece si parla di quasi 200mila tonnellate da trattare”. In pratica uno smisurato lago di veleni nelle viscere della collina, un lago che cresce giorno dopo giorno malgrado se ne estraggano quotidianamente 35mila tonnellate.

L'esponente di Legambiente precisa che ad oggi non c'è pericolo per le falde acquifere, però “di fatto, il torrente Celona ha fatto registrare presenze di percolato. E il Celona alimenta il canale Passo di Rigano che poi va a sfociare nel mare dell'Acquasanta, al bacino 5, dentro i cantieri navali”. La situazione è “molto pericolosa” e si faranno “dei pozzi sonda, delle trivellazioni per capire esattamente cosa c'è sotto”, spiega Messina. I risultati dovrebbero arrivare entro una decina di giorni, ma intanto la procura della Repubblica indaga.

In ogni caso, “Palermo avrà altri problemi gestionali, visto che il ciclo dei rifiuti è totalmente inefficiente – rileva il portavoce dell'associazione ambientalista – In discarica arriva di tutto e con il commissariamento non si fa il lavoro di separazione. L'abbancamento è in ritardo e la raccolta viene effettuata a rilento. La differenziata, poi, è solo all'inizio: i risultati sono eccezionali ma assolutamente limitati. Amia ha già difficoltà a gestire questa prima fase, tuttavia i cittadini rispondono bene perché hanno capito che è la soluzione ai loro problemi. Inoltre – chiude Messina – l'ipotesi di un termovalorizzatore sulla testa non fa stare tranquillo nessuno”.

Dunque la quinta vasca darà meno respiro di quanto si sperasse. E c'è chi inizia a parlare di una sesta vasca a Bellolampo. Nel frattempo la città è illuminata dai falò notturni di rifiuti che mandano in fumo pure i cassonetti. Gli interventi dei vigili del fuoco si moltiplicano giorno dopo giorno sia in centro che in periferia. Il sindaco Diego Cammarata è indagato, tra l'altro, per truffa e gestione abusiva della discarica. Ma l'emergenza riguarda tutta la provincia, da Termini Imerese e Altavilla Milicia fino a Balestrate. E' il fallimento dei 27 Ato (Ambiti territoriali ottimali) voluti da Totò 'vasa vasa' Cuffaro quand'era governatore. L'illegalità regna sovrana: basti considerare che dalla data in cui è stata dichiarata l'emergenza rifiuti, il 16 gennaio 2009, a Palermo sono state arrestate 56 persone, 106 in tutta la provincia.

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