Rebus nuovo governo: nessuno vuole l'incarico

Solo Renzi si fa avanti

Le consultazioni-lampo che Napolitano svolgerà domani, dopo essersi reinsediato con il giuramento di questo pomeriggio, non sono una semplice formalità. Se è vero che, con la rielezione del Capo dello Stato, i partiti che lo hanno appoggiato si sono anche impegnati a formare insieme il prossimo governo, ancora non è chiaro che forma avrà questo esecutivo e chi lo guiderà.

E, per una volta, il problema non è trovare una definizione (larghe intese, governo tecnico, del presidente, istituzionale, a bassa intensità politica), ma trovare chi sia disposto a guidarlo senza veti. Se fino a dieci giorni fa c'era un leader politico, Pierluigi Bersani, che non accettava altre soluzioni se non quella di un governo guidato da lui, ora che lo smacchiatore è stato smacchiato assistiamo a una inedita situazione per cui tutti vogliono partecipare al governo ma nessuno vuole guidarlo.

L'ipotesi che il prossimo esecutivo sia a guida Pd, nello specifico Enrico Letta, è stata bocciata non solo da Rosy Bindi, ma da una buona parte del Pd, che non vuole dare l'idea di allearsi con il centrodestra. Governare senza dare l'idea di guidare il governo è l'unico modo per potersi presentare alle prossime elezioni senza perdere la faccia.

Ma anche il Pdl ha le sue esigenze: già nelle consultazioni aveva escluso l'appoggio esterno a Bersani, chiedendo un governo quasi "alla pari". Ma soprattutto, dopo aver sfiduciato il governo Monti e condotto una campagna elettorale contro l'esecutivo tecnico, sarebbe difficile spiegare ai propri elettori l'appoggio a un altro governo dello stesso tipo, come potrebbe essere quello guidato da Giuliano Amato. Oggi Alfano su Facebook ha così spiegato la posizione del partito:

Non abbiamo ancora deciso di fare un governo Pd-Pdl. Tutto dipenderà dal programma che si intesterà l’ esecutivo che vuole nascere. Perché per noi è assolutamente evidente che quel programma dovrà contenere delle misure per arginare i costi della politica. Per un altro verso, non riesco davvero a immaginare una nostra partecipazione ad un governo che non dovesse avere come priorità il rimborso dell’Imu per il passato e l’eliminazione per il futuro

Insomma, al Pdl andrebbe bene un governo guidato da un esponente Pd – purché con un programma condiviso – mentre il Pd vorrebbe un premier esterno, che però è un'ipotesi sgradita al centrodestra. D'altronde un governo politico Pd-Pdl segnerebbe l'implosione del Partito Democratico, mentre un governo pseudo-tecnico con la stessa maggioranza non piace a Berlusconi. Quindi, se sono tutti d'accordo su cosa fare, è il "come" il nodo da sciogliere.

A questo punto ogni altra soluzione in campo (il presidente della Consulta Gallo, oppure Anna Maria Cancellieri) è bloccata dai veti incrociati. La soluzione Amato non scalda gli animi di nessuno ma potrebbe mettere tutti d'accordo (Lega a parte), perché è un uomo d'area e non un tecnico puro, e la composizione del governo potrebbe essere un mix tra tecnici e politici. Tutti contenti, o comunque non-scontenti.

L'unico che invece va controcorrente è Matteo Renzi, che al contrario dice "Mettiamoci la faccia anche con un nostro premier", pur non specificando quale. Il sindaco non va annoverato tra gli estimatori di Enrico Letta, ma si può leggere l'intervista di stamattina come una sua autocandidatura a Palazzo Chigi?

Foto © Getty Images

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 8 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO