Rassegna stampa estera: la legge intercettazioni vista dal resto del mondo


In queste fasi finali dell'approvazione di quella che molti chiamano "legge bavaglio", l'attenzione dei media stranieri verso l'Italia (e viceversa) sembra essere tornata ai livelli di intensità degli scandali legati ai nomi di Noemi Letizia e Patrizia D'Addario.

Il britannico Guardian, ad esempio, ha titolato "Le minacce alla libertà di stampa in Italia sono un problema anche per l'Europa":

Si tratta di un insulto a qualsiasi cosa si possa chiamare libertà di stampa in una democrazia che funziona solo a metà. In qualche putrescente vecchia dittatura del Terzo Mondo chiamata Berlusconia forse: ma questa è l'Europa, la nostra Europa

L'Economist, come ha notato Il Nichilista, riconosce che esiste un problema di abuso delle intercettazioni, ma propone un articolo con un incipit da brividi:

Tra le conseguenze del lungo dominio di Silvio Berlusconi sull'Italia è il progressivo indebolirsi della sensibilità democratica degli italiani. Ad esempio il fatto che la controversa legge all'esame del parlamento venga messa a punto nel corso di incontri presieduti dall'avvocato di Berlusconi, sembra non meritare nemmeno più commenti

Sul Daily Telegraph Adrian Michaels giudica il provvedimento del governo "degno dell'epoca di Mussolini":

Molte persone che lavorano nel sistema giudiziario italiano si comportano scorrettamente. Essendo convinti che non riusciranno mai ad ottenere l'arresto di una persona ricca e potente, sono abituati a lasciar trapelare gli atti delle inchieste ai giornali, in modo da riuscire almeno a mettere in difficoltà gli imputati nei confronti dell'opinione pubblica. E' un modo vergognoso di superare le difficoltà di un processo, e non importa quanto possa essere giustificato. (..) Però - e si tratta di un "però" grosso come una casa - gli attacchi di Berlusconi ai giornalisti che pubblicano le trascrizioni delle intercettazioni o di altre informazioni ottenute da fonti giudiziarie è completamente indifendibile. Si dovrebbe inasprire in ogni modo le sanzioni per le talpe nei tribunali, ma i giornalisti della stampa libera, in un mondo occidentale post-illuminista, hanno il dovere di informare. Hanno il dovere di pubblicare le notizie che trovano, e di portare alla luce fatti di pubblico interesse

In Francia Libération ha dedicato spazio alla prima pagina bianca de "La Repubblica", così come Le Monde, che si è concentrato anche sul comportamento dei media televisivi italiani:

Il principale telegiornale della Rai, il Tg1, non ha ritenuto utile mettere tra i suoi titoli la mobilitazione della stampa e si è limitato a trattare la questione come se fosse una normale disputa tra maggioranza e opposizione. Non ha potuto evitare tutta via di trasmettere, alla fine, il durissimo comunicato del sindacato dei giornalisti Rai che denunciano a loro volta la legge e si preparano a partecipare alle iniziative che saranno previste per contrastare le nuova norme

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