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Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Pubblicato: 15 giu 2010 da R.D.

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Sudafrica: Mondiali di calcio, scioperi e scontri con la polizia. Show must go on. Almeno così devono aver pensato le autorità sudafricane, che hanno mandato la polizia ad assalire con lacrimogeni e proiettili di gomma le centinaia di lavoratori che domenica manifestavano a Durban per chiedere rivendicazioni salariali. Gli scontri hanno avuto luogo dopo la partita tra Australia e Germania.

I responsabili della sicurezza all’interno dello stadio erano in sciopero perché sostenevano di essere stati pagati meno di quanto pattuito. I manifestanti hanno affermato che la protesta era pacifica e che, a seguito degli assalti della polizia, una donna sarebbe rimasta ferita da un proiettile di gomma.

Altre proteste si sono svolte ieri. Gli addetti alla sicurezza e ai metal detector dello stadio di Città del Capo hanno incrociato le braccia per analoghe rivendicazioni salariali. La sicurezza del complesso sportivo (nel quale si è disputata la partita Italia – Paraguay) è stata presa in carico direttamente dalle forze di polizia.
Sempre ieri, uno sciopero degli autisti dei bus navetta di Johannesburg ha lasciato a piedi circa mille persone, costrette a prendere dei treni per poter andare via dallo stadio cittadino dopo la partita Olanda – Danimarca.

Diverse sigle sindacali hanno affermato di essere pronte a paralizzare il Paese durante i Mondiali se le loro richieste non verranno accolte. Il Governo, a sua volta, ha fatto sapere che alle persone sarà consentito di manifestare per avanzare le proprie rivendicazioni, ma che non sarà tollerato nessuno che minacci o danneggi i Mondiali.
Ttemba Maseko, un portavoce del Governo, ha affermato che i comuni cittadini sudafricani “non permetteranno a nessuno di rovinare questa festa”

Il nocciolo della questione risiede nel fatto che per gran parte della popolazione sudafricana i Mondiali di calcio non si sono trasformati in una festa. Il Sudafrica ha uno dei divari tra ricchi e poveri e più alti del pianeta e la Coppa del Mondo non sembra essere divenuta un’opportunità di crescita economica per le fasce più povere (e numerose) della popolazione.

Vedremo nei prossimi giorni se le proteste dei sindacati sudafricani avranno successo o se la ragion di Stato calcistica avrà il sopravvento.

Americhe, Cuba: Yoani Sanchez scrive una lettera a Lula. La blogger cubana, famosa per il blog anticastrista Generacion Y , ha scritto una lettera al presidente brasiliano per chiedere di poter uscire da Cuba, in occasione di un festival del cinema documentario che si terrà a luglio nella città brasiliana di Jequie-Bahia. Yoani Sanchez è stata invitata da un giovane cineasta che presenterà un breve documentario sui blogger cubani. Alla Sanchez è stato negato per sei volte, nel corso degli ultimi due anni, il permesso di uscire dall’isola.

“Chissà” ha affermato la blogger “che il Governo del mio Paese, che non ascolta le richieste dei propri cittadini, non sia invece disposto ad ascoltare quando parla un dignitario straniero.”

Medio Oriente: Freedom Flotilla, l’ONU non rinuncia a un’inchiesta internazionale. Se Tel Aviv è ormai determinata a condurre una propria indagine sui fatti della Freedom Flotilla, le Nazioni Unite non hanno rinunciato a condurre un’inchiesta indipendente. Il Segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon sta continuando a lavorare per formare una commissione internazionale che faccia luce sulla vicenda.

Nel frattempo una nave iraniana di piccole dimensioni (con un equipaggio di circa dodici uomini) è salpata domenica per portare aiuti umanitari alla Striscia di Gaza. E’ inoltre prevista la partenza di un’analoga nave dai porti del Libano

Medio Oriente: Afghanistan, scoperti giacimenti minerari per mille miliardi di dollari. Ne ha scritto anche Marco. Litio, ferro, oro e cobalto per il valore - supposto - di mille miliardi di dollari. E’ il tesoro nascosto che aspetterebbe di essere estratto dal sottosuolo dell’Afghanistan. Lo riferisce il New York Times, citando i risultati conclusivi di uno studio iniziato dall’US Geological Survey (USGS) e da una task force del Pentagono.

Secondo il quotidiano della Grande Mela, i giacimenti potrebbero trasformare l’Afghanistan in una delle più ricche nazioni minerarie del mondo. Il litio, in particolare, farebbe la parte del leone. Un memo del Pentagono, citato dal quotidiano statunitense, definisce infatti l’Afghanistan l’ “Arabia saudita del litio”. I giacimenti del prezioso minerale, indispensabile per realizzare le batterie dei cellulari e dei computer portatili, sarebbero grandi quanto quelli della Bolivia (che attualmente ha i più grandi depositi conosciuti).

Comprensibile la soddisfazione del Generale David Petraeus, capo di Stato Maggiore dell’esercito Usa, che ha detto al NY Times che, pur tra molte incognite, “C’è un potenziale eccezionale”. A questo punto i maligni potrebbero pensare che la guerra al terrore in Afghanistan durerà ancora molto e che sia lontano il giorno in cui le truppe Nato e Isaf si ritireranno dal Paese. Ma questo significherebbe attribuire alla “missione di pace” (alla quale anche le nostre truppe partecipano) secondi fini che sicuramente non sono mai passati per la mente di generali e politici.

Per il momento registriamo la soddisfazione del Governo di Hamid Karzai, che ieri, nel corso di una conferenza stampa, ha auspicato benefici economici per il popolo afghano. Un portavoce di Karzai ha inoltre affermato che lo studio dell’USGS era stato commissionato dal Governo afghano, sottolineando quindi la paternità dell’operazione e la sovranità sui giacimenti minerari scoperti. Difficile, però, credere che Karzai potrà negare qualcosa a quella coalizione Nato/Isaf che gli ha sempre garantito l’appoggio indispensabile per rimanere al potere, seppure il suo Governo non brilli per tasso di democrazia ed onestà.

Il “Grande gioco” delle potenze internazionali, comunque, era già aperto prima della pubblicazione del rapporto dell’USGS: Cina e India si sono da tempo lanciate nella corsa per ottenere contratti di estrazione. Pechino – che già fa man bassa di materie prime in Africa - si è accaparrata un grosso contratto per il rame e, nel 2008, ha investito la bellezza di 3 miliardi di dollari per sviluppare i giacimenti di rame di Aynak.

E l’Italia? Al nostro Paese spetterà una qualche forma di “ricompensa” per gli sforzi bellici sostenuti, come nel caso del giacimento petrolifero di Zubair, che l’Eni si è aggiudicata in Iraq nel gennaio 2010?

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    15 giu 2010 - 15:10 - #1
    0 punti
    Up Down

    Un latrin lover a Sofia
    (di Marco Travaglio)

    (vignetta di Claudio Ruiu)
    Mentre il Pd, per bocca del sagace Andrea Orlando, lacrima inconsolabile per la fine del “dialogo sulla giustizia” e nutre addirittura “il sospetto che non sia il ministro Alfano ad avere in mano l’agenda del dibattito” (ma va?), il presidente del Consiglio ha altro da fare. L’altroieri era a Sofia, ridente capitale della Bulgaria, che l’ha sempre molto ispirato. No, stavolta niente editti bulgari per epurare questo o quel personaggio della tv: non c’è più nessuno da epurare. Stavolta inaugura fugacemente un monumento equestre a Garibaldi (a distanza di sicurezza dalla Padania), poi dà il meglio di sé a una cena col premier locale, l’ex bodyguard ed ex campione di karate Bojko Borisov, che potrebbe essere suo figlio. Un tipo fine, noto per aver detto che in Bulgaria “non ci sono lesbiche e, se ce n’è qualcuna, è solo perché non ha ancora incontrato me” (raffinatezza che incredibilmente non era ancora venuta in mente al latrin lover brianzolo). Insomma lo statista ideale – a parte l’età, la statura e la stazza che lo fan sembrare la custodia del nostro – per duettare da pari a pari con il Cavaliere di Hardcore. A ingentilire ulteriormente la compagnia, è pure presente Vittorio Sgarbi. Berlusconi lascia subito il segno invitando l’amico Borisov (che lui chiama inspiegabilmente “Boris”, senza che nessuno osi contraddirlo, a parte l’interessato che seguita a voltarsi alla ricerca di quel tal Boris) a rimuovere un cartellone pubblicitario prospiciente il ristorante (“è un vero orrore, fallo togliere”). Poi, all’arrivo di una procace cantante in abiti succinti e tacchi a spillo, il nostro Lord Brummel dà fondo alle più galanti tecniche di corteggiamento, integralmente tratte dal repertorio di Bombolo e Alvaro Vitali. Strizzatine d’occhio, gomitate al padrone di casa (lui stesso un po’ imbarazzato), eloquenti gesti manuali, apprezzamenti assortiti alla tipa e alle quattro coriste (“faccio la foto con voi solo se mi date il numero di telefono”). Segue immancabile accenno al suo attuale status di ragazzo disponibile: “Non preoccupatevi, ormai sono single. Sotto casa ho la fila di aspiranti fidanzate, tutte mi vorrebbero come marito perché ho la grana, non sono scemo, sono simpatico e anche giovane”. Soprattutto se, come minaccia, camperà un altro mezzo secolo: “Sto finanziando una ricerca per alzare l’età media: io e Boris vivremo 120 anni, me l’ha garantito un istituto scientifico di Verona” (deve trattarsi del centro di igiene mentale che l’ha in cura, con la consegna di assecondarlo in tutto). A quel punto l’amico “Boris”, ormai rassegnato a chiamarsi così, e la ballerina molestata tentano di immaginare come sarà il nostro premier a 120 anni visto che è già così a 74, e soprattutto come devono essere ridotte queste “aspiranti fidanzate” per sognare di portare all’altare uno che somiglierà al maestro Yoda di “Guerre Stellari” e che verrebbe respinto anche da una badante bulgara. L’elegante cerimonia si conclude con le solite geremiadi: “Non ho alcun potere” e “la Costituzione è cattocomunista” e il sacrificio che fa a governarci (“ho ville ad Antigua e alle Bermude e una barca alle Bahamas, ma non posso godermele da otto anni”) e l’assenza di “un leader d’opposizione con cui dialogare” (l’idea che l’opposizione debba opporsi non lo sfiora neppure in Bulgaria, dove la cosa è considerata normale). Infine il simpatico scambio di doni col cosiddetto “Boris”, che compie 51 anni: il bizzarro ospite italiota sfodera il consueto orologio da tre chili in oro massiccio e un intero stock di cravatte e panettoni (quelli avanzati da Natale). Manca soltanto la classica batteria di pentole antiaderenti, ma la farà spedire. Ancora una foto con una fan in piazza: “Sei bella come una fata – le sussurra all’orecchio – peccato solo una foto…”. Poi le guardie del corpo lo portano via un istante prima della denuncia per stalking. Solo allora – riferisce la Repubblica – veste “i panni dello statista”, anzi – per dirla con La Stampa – indossa “un’altra veste e incarna l’uomo di Stato”. Praticamente si rimette le mutande.

    (Fonte articolo ‘Il Fatto Quotidiano’ di martedì 15 giugno 2010)

  • Profilo di paolo192

    paolo192

    16 giu 2010 - 11:54 - #2
    0 punti
    Up Down

    Questo blog, con i suoi commenti, sta diventando illeggibile.
    Mi spiegate che cavolo c’entra la visita di Silvio in Bulgaria con queste notizie?