Scrive “Alice” a Concita de Gregorio su l’Unità: “Ragazzi, ho 31 anni e sto pensando seriamente di emigrare in un paese più civile, con qualità della vita migliore, dove magari si respiri aria e non polveri sottili, dove le donne siano rappresentate e trattate da esseri umani e non come bamboline di plastica gonfiabili ed intercambiabili, e magari non siano uccise dagli ex-partner ogni 3 giorni, dove la politica sia davvero partecipazione e condivisione di progetti e non spartizione di favori e immunità, un posto in cui welfare e stato sociale non siano considerati insulti, un posto in cui ci sia spazio per il dialogo fra fedi e culture diverse e in cui il colore della pelle o l’appartenenza religiosa o i gusti sessuali non siano un marchio indelebile sulle persone, un posto insomma in cui il futuro non sembri un buco nero, ma assomigli di più ad un arcobaleno … chissà se esisterà un posto del genere … non mi resta che mettermi in viaggio ed iniziare la ricerca.. ovunque andrò, porterò con me il ricordo dei nonni comunisti e partigiani e dei genitori sessantottini, il loro “siamo realisti, esigiamo l’impossibile” e una copia dell’Unità in tasca”.
Auguri, Alice. Non sarà mica che questa Italia è così anche per gli errori e le illusioni dei nonni partigiani, dei genitori sessantottini, delle tragedie del comunismo, degli interminabili e inutili diatribe delle sinistre, dell’assenza di una reale, democratica, credibile alternativa a Silvio Berlusconi e al “berlusconismo”?
Almeno ai tempi di Togliatti (e di Berlinguer) vigeva … l’”autocritica”.
ilvoto
30 giu 2010 - 17:39 - #51@50
concordo al 100% …
hai totalmente ragione ..
garcetto
30 giu 2010 - 17:45 - #52@53
ecco appunto allora stiamo dicendo la stessa cosa :)
solo che io credo che una bella fetta di casino la facciano politici incapaci di creare perlomeno le infrastrutture, chesso’, almeno in clima di innovazione per farne discendere lavori piu’ appaganti, piu’ valutati.
insomma crsto stiamo a contenderci dei lavori da terzo mondo alle volte, e parliamo di calcio e basta, invece dovremmo essere piu’ moderni, piu’ attenti, ma l’appiattimento e’ anche colpa di questa classe, non solo mia che non faccio il giro delle sette chiese per trovare un lavoro da formattatore di floppy, capisci?
in altri paesi non e’ cosi’, non cosi’ marcatamente perlomeno!
terrone57
30 giu 2010 - 17:55 - #53ecco un motivo per cui varrebbe la pena fuggire all’estero
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/30/dellutri-italia-1-come-la-pravda/34386/
ilvoto
30 giu 2010 - 17:57 - #54@54
è brutto da dire…
ma fan piu’ carriera i furbi dei capaci …
prescindendo dal mondo informatico … a nessuno fa piacere che la meritocrazia in italia non funzioni , ma il top manager che comanda l’it del centro nord europa della ditta pinco pallino international se ne sbatte se governa berlusconi o la sinistra… …
Dopo tanti anni di lavoro ti fai il callo .. svendersi è sbagliato , ma purtroppo …
garcetto
01 lug 2010 - 11:05 - #55sfondi una porta aperta…svendersi per mangiare e’ umano, pero’ girano.