
Come ricorderete, nel novembre dello scorso anno la Corte europea dei diritti dell’uomo si era pronunciata sulla questione dell’esposizione dei crocifissi nelle aule scolastiche italiane, sulla base del ricorso presentato dall’ormai celebre signora Lautsi.
Il giudice di Strasburgo, in quell’occasione, aveva affermato che l’esposizione obbligatoria del simbolo costituisce “una violazione del diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni”, nonché della libertà di religione degli stessi alunni.
Il Governo ha chiesto ed ottenuto successivamente un riesame della pronuncia da parte della Grande Camera della Corte. Ieri si è svolta l’udienza, ma bisognerà attendere ancora un po’ per il verdetto finale. In udienza, da un lato, il giudice Nicola Lettieri, rappresentante dello Stato italiano, ha sostenuto che non vi sarebbe alcun pregiudizio per la cittadina ricorrente…
…poiché l’unico limite da non varcare, in base alle garanzie assicurate dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, sarebbe quello dell’indottrinamento e del proselitismo di Stato. Ipotesi che - secondo Lettieri - non sarebbe dato ravvisare nel caso in questione, dal momento che la semplice esposizione di un simbolo come il crocifisso, espressivo del sentimento popolare a base dell’identità nazionale, non attenterebbe alla libertà di religione e di coscienza di nessuno.
Dall’altro lato, gli avvocati della Lautsi, Nicolò e Natalia Paoletti, hanno ricordato come l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche sia stabilita, in Italia, da una normativa prerepubblicana e come la Corte costituzionale abbia successivamente riconosciuto il supremo principio di laicità dello Stato. Lo stato laico, hanno sostenuto gli avvocati evocando il rischio di una “tirannia della maggioranza”, non può identificarsi con alcuna religione, neanche con quella della maggior parte della popolazione italiana. La questione è molto controversa e ha suscitato aspre polemiche anche in altri Stati (diversi Paesi, come Armenia, Bulgaria, Cipro, Grecia, Lituania, Malta, Russia e San Marino, hanno chiesto di intervenire a favore dello Stato italiano). Cosa ne pensate?
(Foto di Stefano Micheli, tratta da Flickr.it)
ice
01 lug 2010 - 09:48 - #1l’orgine della questione spiega la vera natura della cosa:
il ricorso alla corte europea è stata fatta dalla madre di origine finlandese di un ragazzo che frequenta le scuole medie inferiori in italia.
La Finlandia ha un senso dello Stato che noi italiani nemmeno possiamo concepire
da li nasce tutto
la difesa del crocefisso sono tutte in contrapposizione ad altri simboli religiosi “estranei”
quindi mentre l’accusa afferma che in uno stato Laico non puo esserci una religione si stato imposta
la difesa afferma che vista l’influenza che storicamente ha avuto la Chiesa (e che ha tuttora…anche se questo non fa parte della tesi difensiva) e il cristianemsimo nella storia dello stivale…è importante mantenere quel smvbolo che nei secoli è diventato anche simbolo di valori che poi sono finiti nella costituzione
E i piu strenui difensori della croce sono diventati quegli stessi Leghisti che fino a pochi anni fa vilipeggiavano la chiesa terrona di ROma in favore dei loro miti Celtici
.
questo dimostra che la difesa della croce è puramente pretestuosa ed è diventata solo una scusa per difendere la propria identità verso gli stranieri tipicamente identificati con la religione Musulmana
rief
01 lug 2010 - 09:52 - #2Art. 3 della costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”
Per un bambino di un’altra religione, qualunque essa sia e poco importa, avere il crocifisso in una classe di un paese laico non significa trattarlo a “pari dignità sociale”.
In classe si deve insegnare in rispetto per gli altri, ma come fai ad insegnarlo se già discrimini in base alla religione?
Inoltre io non sono cristiano e non voglio che i miei figli abbiano in classe un simbolo religioso solo perchè imposto. Se vorranno essere cristiani lo decideranno loro e non perchè “così fan tutti”.
proust
01 lug 2010 - 09:55 - #3che se poi vogliamo ben vedere le radici della nostra cultura sono solo in parte cristiane, la più parte viene dalle culture antiche Romana e Greca.
il Diritto Romano ad esempio è ancor’ oggi la base dei nostri sistemi giudiziari, l’arte e la letteratura sono derivazioni classiche ellenistiche, la stessa struttura politica deriva dalle suddette culture… del cristianesimo, tolto ciò che è imposto, resta ben poco se non la carità e il volemosebbene (che a pensarci bene sono concetti generici, mica sono copyright della Chiesa cattolica)
white
01 lug 2010 - 09:58 - #4infatti. è tutto populismo.
una mossa politica per rappresentare alcuni nostri politici belli bravi e cristiani. poi non sanno cosa è la bibbia e di nascosto fanno e peggio porcate. la religione è dentro di noi nno fuori
nchomsky
01 lug 2010 - 10:05 - #5Ma io difendo quella croce
Dipendesse da me, il crocifisso resterebbe appeso nelle scuole. E non per le penose ragioni accampate da politici e tromboni di destra, centro, sinistra, della lega e persino dal Vaticano. Anzi, se fosse per quelle, lo leverei anch’io. ,
Fa ridere Feltri quando, con ignoranza sesquipedale, accusa i giudici di Strasburgo di “combattere il crocifisso anziché occuparsi di lotta alla droga e all’immigrazione selvaggia”: non sa che la Corte può occuparsi soltanto dei ricorsi degli Stati e dei cittadini per le presunte violazioni della Convenzione sui diritti dell’uomo. Fa tristezza Bersani che parla di “simbolo inoffensivo”, come dire: è una statuetta che non fa male a nessuno, lasciatela lì appesa, guardate altrove. Fa ribrezzo Berlusconi, il massone pu77aniere che ieri pontificava di “radici cattoliche”. Fanno schifo i leghisti che a giorni alterni impugnano la spada delle Crociate e poi si dedicano ai riti pagani del Dio Po e ai matrimoni celtici con inni a Odino. Fa pena la cosiddetta ministra Gelmini che difende “il simbolo della nostra tradizione” contro i “genitori ideologizzati” e la “Corte europea ideologizzata” tirando in ballo “la Costituzione che riconosce valore particolare alla religione cattolica”. La racconti giusta: la Costituzione non dice un bel nulla sul crocifisso, che non è previsto da alcuna legge, ma solo dal regolamento ministeriale sugli “arredi scolastici”.
Alla stregua di cattedre, banchi, lavagne, gessetti, cancellini e ramazze. Se dobbiamo difendere il crocifisso come “arredo”, tanto vale staccarlo subito. Gesù in croce non è nemmeno il simbolo di una “tradizione” (come Santa Klaus o la zucca di Halloween) o della presunta “civiltà ebraico-cristiana” (furbesco gingillo dei Pera, dei Ferrara e altri ateoclericali che poi non dicono una parola sulle leggi razziali contro i bambini rom e sui profughi respinti in alto mare).
Gesù Cristo è un fatto storico e una persona reale, morta ammazzata dopo indicibili torture, pur potendosi agevolmente salvare con qualche parola ambigua, accomodante, politichese, parakula. È, da duemila anni, uno “scandalo” sia per chi crede alla resurrezione, sia per chi si ferma al dato storico della crocifissione. L’immagine vivente di libertà e umanità, di sofferenza e speranza, di resistenza inerme all’ingiustizia, ma soprattutto di laicità (“date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”) e gratuità (“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”).
Gratuità: la parola più scandalosa per questi tempi dominati dagli interessi, dove tutto è in vendita e troppi sono all’asta. Gesù Cristo è riconosciuto non solo dai cristiani, ma anche dagli ebrei e dai musulmani, come un grande profeta. Infatti fu proprio l’ideologia più pagana della storia, il nazismo – l’ha ricordato Antonio Socci – a scatenare la guerra ai crocifissi. È significativo che oggi nessun politico né la Chiesa riescano a trovare le parole giuste per raccontarlo.
Eppure basta prendere a prestito il lessico familiare di Natalia Ginzburg, ebrea e atea, che negli anni Ottanta scrisse: “Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente… Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli scolari ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato morto nel martirio come milioni di ebrei nei lager? Nessuno prima di lui aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali e fratelli.
A me sembra un bene che i bambini, i ragazzi lo sappiano fin dai banchi di scuola”. Basterebbe raccontarlo a tanti ignorantissimi genitori, insegnanti, ragazzi: e nessuno – ateo, cristiano, islamico, ebreo, buddista che sia – si sentirebbe minimamente offeso dal crocifisso. Ma, all’uscita della sentenza europea, nessun uomo di Chiesa è riuscito a farlo. Forse la gerarchia è troppo occupata a fare spot per l’8 per mille, a batter cassa per le scuole private e le esenzioni fiscali, a combattere Dan Brown e Halloween, e le manca il tempo per quell’uomo in croce. Anzi, le mancano proprio le parole. Oggi i peggiori nemici del crocifisso sono proprio i chierici. E i clericali.
(Marco travaglio da Il Fatto Quotidiano)
M.B.
01 lug 2010 - 10:08 - #6Sono favorevole al crocifisso nei locali pubblici , ma vista la laicità del nostro stato (lo stato italiano è laico) deve essere una scelta di chi vive in quel locale.
Poi vorrei vedere quanti di costoro che reclamano la presenza del crocifisso, lo hanno in casa propria.
fc77
01 lug 2010 - 10:11 - #7mah,una ca77ata,vedere un crocefisso non ha mai ucciso nessuno,ci sono problemi più seri di questo.
vk
01 lug 2010 - 10:12 - #8@ 5 mi è bastata la prima riga per riconoscerlo…. grande marco….
marchetto73
01 lug 2010 - 10:22 - #9@fc77
Non sono d’accordo.
È un problema bello grosso invece.
La signora finlandese ha toccato un tasto off-limits:
L’ingerenza della chiesa nella vita di tutti noi.
In Italia se professi un’altra religione o sei ateo (come me) ti guardano come se tu venissi da Marte (se non peggio),e questo ti dimostra quanto siamo provinciali su certi argomenti.
Ma la colpa non è degli italiani,la colpa è della chiesa che in 60 anni di repubblica si è insediata piano piano nella politica,nel nostro stile di vita.
l’Italia nasce come stato laico,la costituzione tutela la libertà di culto.
A prima vista può sembrare poco importante,ma mettere in discussione il crocifisso significa andare a toccare poteri forti,e occulti,che ci condizionano con l’unico motivo di sempre: il potere.
La chiesa ha rotto i coglioni :D
emanuele777
01 lug 2010 - 10:28 - #10Per me da un lato può anche essere giusto che si tolga.
Dall’altro però, è una parte fondante della nostra cultura, che va pure al di là del discorso religioso o meno.
Credo che sarebbe un interessante referendum, e tuttavia mi dà un po’ fastidio se a chiederne la rimozione sono immigrati dove al paese d’origine vi è una intolleranza religiosa totale.
Un po’ come dire, se vieni a casa mia basta che baci in pubblico la tua ragazza (è successo veramente) e puoi essere arrestato perché la religione è legge, ma se invece siamo a casa tua deve valere la laicità totale dello stato e il crocifisso mi dà fastidio?
Così francamente la cosa non mi va giù, anche perché nessuno li ha obbligati a venire in un paese con una religione e una cultura differenti
fc77
01 lug 2010 - 10:29 - #11marco,non è un crocefisso che mi rende schiava della chiesa,anch’io sono cresciuta con i valori cristiani,ma non sono una cattolica praticante,non amo i preti e nemmeno il papa,non amavo Wojtyla figuati questo. se vado in un ufficio e vedo il crocifisso non mi scandalizzo,è una polimica inutile.Adesso chiedo al barista di togliere il calendario della tettona xchè mi offende…
nchomsky
01 lug 2010 - 10:31 - #126-
IL MASSIMO DELLO “SCHIFO DEMAGOGICO” ERA BORGHEZIO FUORI DAL PARLAMENTO EUROPEO.
UNO CHE NON SA NEMMENO IN CHE VERSO VA APPESO IL CROCIFISSO CHE PONTIFICAVA SULLE RADICI CRISTIANE, A UNO COME LUI SE GLI APPARE ORA SAN FRANCESCO SI PRENDONO A PEDATE.
marchetto73
01 lug 2010 - 10:36 - #13E non venitemi a parlare di radici cristiane .
Io ,come cittadino ,vivo seguendo la legge.
La religione me la scelgo,se mi pare.
Perché il punto è anche questo:
Quando mi dimostreranno scientificamente che un Dio esiste,prenderò in considerazione la cosa.Forse.
Fino a quel giorno ognuno per la sua strada.
E con reciproco rispetto: io non rompo i coglioni a loro,loro non devono romperli a me.
Nel momento in cui ti prendi la libertà di volermi condizionare la vita senza autorizzazione (e sono millenni che lo fanno) io mi incazzo.
nchomsky
01 lug 2010 - 10:37 - #14L’eurodeputato della Lega Nord, Mario Borghezio, ha chiesto e ottenuto di poter presenziare all’udienza della Corte europea per i diritti umani di Strasburgo, chiamata a decidere sul ricorso presentato dal governo italiano sulla questione del crocifisso.
“Ritengo doveroso – dichiara Borghezio in un comunicato – dare di persona testimonianza del nostro impegno per la difesa del diritti dei cittadini italiani ed europei alla presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche e nei luoghi pubblici“. “Si tratta di un simbolo che rappresenta i valori profondi della civiltà europea che, come hanno sottolineato i presuli dei Paesi dell’Est, era stato proibito finora solo dalle dittature comuniste ed è quindi assurto anche a simbolo metapolitico di libertà. Sarebbe quindi particolarmente inaccettabile – conclude l’europarlamentare – la sua rimozione in un Paese come l’Italia dove i valori cattolici sono profondi e radicati nel popolo”.
ECCO QUANDO ASCOLTO “TALI KAZZATE” PROFERITE DA “TALE KAZZONE” MI VIENE VOGLIA DI DIVENTARE “ISLAMICOMUNISTA INTEGRALISTA” SOLO PER IL RIGETTO CHE MI PROVOCA…
fc77
01 lug 2010 - 10:38 - #15marco,nessuno ti chiede di seguire le leggi della chiesa,x fortuna.
darkvhox
01 lug 2010 - 10:41 - #16Spero che rimanga, credo che il crocifisso in classe non sia una delle tante misure del vaticano radicato nella politica, ma un simbolo del cristianesimo del nostro paese, Padania o Italia. Non del cattolicesimo.
Oltre al fatto che i valori cristiani possono essere condivisi anche dagli atei, ma se il bambino islamico è offeso ci faccia il piacere di tornarsene nel deserto. Poi il bambino non è minimamente coinvolto, sono sempre i genitori, è bene chiarirlo, gli stessi che li usano come uno strumento mettendogli le magliette contro la Gelmini o si lamentano perché non sanno dove piazzarli quindi è bene un mese di scuola in più.
Come al solito Travagghio non ha mancato l’occasione per prendersela con SB, la Lega e tutti gli altri. Farà lui schifo, noi non crediamo nel Dio Po, onoriamo le tradizioni dei nostri avi, ricordandoci che non siamo romani o coloni greci o mediterranei, per questo onoriamo quelle tradizioni.
fc77
01 lug 2010 - 10:45 - #17bè certo,voi gonnellini fate della carità cristiana il vostro simbolo,ma x favore oltre ad accendere il modem accendi il cervello,sentir parlare voi di valori cristiani e come ascoltare un editoriale di minzolin, da voltastomaco…
marchetto73
01 lug 2010 - 10:45 - #18@fc77
Ah no?
Il battesimo,il matrimonio,la comunione,la cresima come li chiami?
Per me sono imposizioni radicate nel nostro vivere civile……
Il crocifisso è lì sul muro per tutelare il potere della chiesa,altro che cazzi.
darkvhox
01 lug 2010 - 10:46 - #19Grande Borghezio, è il mio politico preferito, ha capito che l’islam un male da estirpare e per farlo bisogna tener vivi anche i valori cristiani o cattolici, non ha paura di essere apostrofato razzista o xenofobo, o di continuare la sua battaglia dopo essere stato quasi linciato da decine di terroristi no Global, è una persona da cui bisognerebbe prendere esempio.
Ora voglio sentire l’insulto più bello che mi diverto vedervi rosicare ahahaha
marchetto73
01 lug 2010 - 10:47 - #20Ma io sono un ateo bastardo,non faccio testo :D
marchetto73
01 lug 2010 - 10:49 - #21Il problema è che tutta la nostra società italiana “vive” seguendo certi principi in modo “automatico,senza farsi domande….
Leggete ciò che ha scritto ice al commento 1,e allargate la vostra visione del mondo….
In Giappone ci sono 57,dico 57,credenze religiose………
nchomsky
01 lug 2010 - 10:49 - #2216-
I nostri avi? anche in “padania” (qualsiasi cosa geografica tu voglia intendere) è passato di tutto: con un tale rimescolo genetico ci vieni a parlare delle tradizioni degli avi padani? ma và da vìe el ciùl!!!!!
fc77
01 lug 2010 - 10:53 - #23marco battesimo e comunione ti sono stati imposti dai tuoi, x quanto riguarda la cresima se vuoi la fai altrimenti no,il l’ho fatta xchè mia madre rompeva le balle,il matrimonio in chiesa x far contento mio marito.
emanuele777
01 lug 2010 - 10:53 - #24Marchetto sei libero di essere ateo ma non di parlare da ignorante.
Le radici cristiane fanno parte della tua cultura anche se non sei mai entrato in una chiesa in vita tua
nchomsky
01 lug 2010 - 10:53 - #2519-
Come no borghezio un eroe dei nostri tempi “un attaccabrighe violento che diventa subito pacifista quando c’è da buscarne”…
fc77
01 lug 2010 - 10:54 - #26l’isulto più bello lo hai scritto tu…..
a1
01 lug 2010 - 10:55 - #27POLISBLOG, PROTESTO contro gli articolisti (e la loro ipocrisia) che stanno VOLUTAMENTE IGNORANDO UN ALTRO GRAVE FATTO, LO RIPOSTO MA TANTO NON LO PUBBLICATE AVETE GIA’ IL BAVAGLIO:
Per chi non vuol vedere e sapere, tanto per risvegliarvi e magari riflettere un pò.
VIVA il più BECERO NEPOTISMO, Brambilla grazie di esistere:
La Brambilla commissaria l’Aci amici e parenti per il nuovo cda.
Per sostituire il vecchio organismo, una squadra con il compagno del ministro e il figlio di La Russa
Sono cinque lettere di dimissioni in due mesi, a fine 2009, a far precipitare l’Automobile Club nella bufera, a decapitare l’ente che gestisce il Gp di Monza e un appetitoso patrimonio immobiliare e a sprofondarlo in un vortice di polemiche e sospetti, oggi raccolti in un esposto alla procura di Milano e Monza. Le dimissioni portano al commissariamento dell’ente. Con il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla che nomina commissario straordinario Massimiliano Ermolli, 38 anni, figlio di uno degli uomini più vicini al premier. E una lista di candidati che si forma per sostituire la vecchia governance, mettendo insieme tra gli altri lo stesso Ermolli junior, Geronimo La Russa, figlio del ministro della Difesa, e Eros Maggioni, il compagno del ministro Brambilla.
Nella lista anche due dei dimissionari che hanno fatto cadere il vecchio consiglio: Michele Nappi, da una vita in Aci e candidato presidente, e l’avvocato Gian Galeazzo Monarca. “Dimissioni non motivate - ricorda oggi Pier Lorenzo Zanchi, ex presidente del consiglio direttivo - . Poco prima avevo accusato i manager di Sias, la Società incremento automobili e sport che gestisce l’autodromo. Avevo parlato di rischio fallimento, perché l’80% del fatturato è legato alla Formula 1. Le dimissioni a catena servivano solo a provocare il commissariamento, il primo dell’Aci di Milano”.
Poco dopo il ribaltone. Anche se le elezioni si terranno il 22 luglio, saranno Ermolli, Maggioni e La Russa a governare l’Aci. L’altra lista in gara, “Per la trasparenza”, non è stata ammessa dallo stesso commissario Ermolli per vizi di forma, decisione che ha provocato un ricorso al Tar. “Noi sentiamo l’Aci come un’istituzione da difendere - dice Iacopo Bini Smaghi, uno dei candidati esclusi - . Vogliamo evitare che arrivi chi la spogli del suo patrimonio”. C’è il Gran Premio che vale circa 50 milioni di euro, ma anche un patrimonio di palazzi - tra cui corso Venezia 43 e 45 - terreni, aree ora occupate da distributori di benzina che valgono altri 70 milioni.
Un piatto ricco per chi controlla il consiglio. “Ci sono stati comportamenti e decisioni che potrebbero far ravvisare ipotesi di reato - scrivono i ricorrenti di “Per la trasparenza” - la procura esaminerà se vi sono gli estremi per l’azione penale”. Contestato è innanzitutto il doppio ruolo di commissario straordinario e candidato di Massimiliano Ermolli. “Posizione incompatibile con il ruolo di garante delle elezioni” dicono i ricorrenti. Ma soprattutto la denuncia fa riferimento al suo ruolo di consigliere di Sinergetica, la società di consulenza e pianificazione aziendale di famiglia, di cui è presidente il padre Bruno. A destare scandalo sono “i rapporti contrattuali di natura commerciale che Sinergetica ha in corso con l’Aci”, un’attività di consulenza che va avanti almeno dal 2008.
La prima indicata (delibera del presidente 7099/08), da 150mila euro per attività di accertamento nei confronti di Sara Assicurazioni (controllata al 51% da Aci); la seconda (procedura negoziata 72/2009), da 100mila euro per servizi di promozione istituzionale e supporto ad attività di comunicazione della 65esima conferenza del Traffico e circolazione. Fino alle recentissime notizie che i soci hanno appreso leggendo il Sole24Ore, dove Sinergetica veniva indicata come advisor per la vendita di Banca Sara (controllata al 100% da Sara Assicurazioni).
“Non esiste nessun conflitto d’interesse - replica ai sospetti Massimiliano Ermolli - . Lavoriamo da 15 anni con Aci Italia, non con Aci Milano”. Sulla compagine esclusa Ermolli assicura che “il regolamento parla in maniera molto chiara”. Sugli altri nomi in lista, è sicuro che “si tratta di persone legate agli interessi del territorio”.
L’esposto definisce invece “nebulosa” la candidatura di Eros Maggioni, compagno del ministro Brambilla. Maggioni, scrivono gli esclusi, “si associa alla sezione milanese dell’Aci solo 48 ore prima dell’indizione delle elezioni, anche se risiede a Lecco”. Accuse che ora sarà la magistratura a verificare. Come quella secondo cui ci sarebbero stati anomali acquisti di tessere per garantire l’elezione a candidati fidati, prima ancora che restasse una sola lista a poter essere votata.
(30 giugno 2010)
http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/06/30/news/la_brambilla_commissaria_laci_amici_e_parenti_per_il_nuovo_cda-5262479/
IL PEGGIO NON HA MAI FINE!!!!!
NANO VATTENE e portati via tutte queste ballerine e tutta la tua CERCHIA incapaci.
P.S. da oggi inizio lo sciopero contro POLISBLOG, visto che ignorando alcuni fatti di fatto la LEGGE BAVAGLIO è entrata in vigore e polisblog la sta già applicando.
nchomsky
01 lug 2010 - 10:56 - #2824-
Il problema non sono le radici cristiane ma chi le ha in bocca troppo spesso.
marchetto73
01 lug 2010 - 10:57 - #29@emanuele777
Hai ragione,infatti essere cristiani non è la stessa cosa che essere cattolici.ho sbagliato un termine ma il concetto è quello.
@fc77
Perché me l’hanno imposto i genitori?
Perché l’ingerenza della chiesa è talmente forte nello stile di vita dell’italiano che ti condizionano.
Grazie per aver confermato le mie parole :)
nchomsky
01 lug 2010 - 11:00 - #3027-
Anche questo è un esempio di salvaguardia delle radici cristiane nel nostro paese.
Il nepotismo era uno dei valori fondanti del soglio pontificio, perchè disconoscerlo in nome di concetti atei e comunisti che non ci appartengono.
Brava Brambilla
marchetto73
01 lug 2010 - 11:03 - #31Tra le radici cristiane c’è la compassione,il perdono,aiutare i bisognosi………
Voi leghisti difendete solo quelli che vi fa comodo di valori……..
albert1
01 lug 2010 - 11:04 - #32Esordisco con un bel “che palle”.
Poi ci aggiungerei una perla di saggezza del Grande Capo Estiqaatsi, ma soprassiedo.
Personalmente credo che chiunque abbia tempo, soldi e voglia da sprecare in queste titaniche imprese legali è pur libero di farlo, quindi facessero un po’ tutti come gli pare.
Ancora, per quanto mi riguarda, una (presunta) imposizione “per legge” di una religione o un simbolo qualsiasi è un’aberrazione indifendibile in un paese civile. Non dico laico, ma semplicemente civile.
Fosse per me, i crocefissi li scardinerei da qualsiasi luogo pubblico, tranne che da quelli di culto. Oppure chiederei al Vaticano i diritti (una specie di “bollo”) per ogni crocefisso fuori posto.
MA… (perchè c’è sempre un “ma”):
Se vale per la croce, vale per TUTTO e per TUTTI.
Cioè, va bene togliere la croce, ma il primo che al di fuori della sua casa (inviolabile) o del suo “tempio” (comprensibile) mi ostenta un qualsiasi simbolo o una qualsiasi usanza che mi giustifichi con la sua “religione” lo prendo a palate in faccia.
Se semo capiti ?
proust
01 lug 2010 - 11:09 - #33qualche anima buona tra di voi mi può fare un elenco, anche corto, di quali siano questi valori cristiani tanto radicati nella nostra cultura? Giuro che non voglio fare polemica è semplicemente per capire cosa ci sia di così esclusivo in quello che professa la chiesa da pretendere di essere unica depositaria di tali valori.
grazie
nchomsky
01 lug 2010 - 11:09 - #34LE FAMOSE RADICI CRISTIANE DELL’ACCOGLIENZA.
Il figlio di Ciancimino non gradito nella scuola cattolica. “Colpa del cognome”.
A Bologna il collegio cattolico San Luigi rifiuta l’iscrizione del piccolo. Il padre: «Allucinante e ridicolo, me lo sarei aspettato nella pubblica».
marchetto73
01 lug 2010 - 11:13 - #35@darkvox
Ti sei qualificato da solo.
Ti manca solo di scrivere “w le crociate”
Le guerre di religione sono un monumento alla stupidità umana.
Complimenti a tutti i leghisti
Siete avanti
darkvhox
01 lug 2010 - 11:16 - #36Dicendo che voglio ricevere insulti mi sono fatto ignorare… va bene uguale, anzi meglio così, sono stufo di leggere insulti senza un minimo di argomentazione.
Io credo che anche se comunque un figlio fa poi quello che vuole, alla fine è comunque pesantemente influenzato da cosa credono sia meglio i genitori. Mia madre è ciellina e frequentava tutti gli ambienti vicini, compreso mandarmi in scuole cattoliche, alla fine mi sono convertito al protestantesimo perché ho visto nel cattolicesimo qualcosa di falso, io credo in Dio ma il cattolicesimo mi faceva vedere solo la Chiesa (al dì là della politica asservita al Vaticano) che strumentalizzava Cristo. Chi ha ha avuto genitori atei invece magari sente il bisogno di fede e si converte al Cattolicesimo, senza troppi problemi Chiesa o non Chiesa.
nchomsky
01 lug 2010 - 11:21 - #3735-
Magari non hanno la più pallida idea di come e quando San Francesco si recò in Terrasanta proprio per fermare le Crociate da lui ritenute un crimine contro Dio e Gesù (come tutte le guerre di religione o in nome di Dio), andando a dialogare direttamente con gli avversari islamici che (dopo ciò) lo rispettarono e lo tennero in grande considerazione (quasi come un uomo mandato da Dio) più dei cristiani (dell’epoca) stessi.
nchomsky
01 lug 2010 - 11:23 - #3836-
Quale protestantesimo?
albert1
01 lug 2010 - 11:25 - #39Con tutta la buona volontà non riesco ancora a capire cosa c’entri la politica con tutto ciò.
Cioè, magari lo capisco, ma non voglio capirlo.
albert1
01 lug 2010 - 11:27 - #40Porca la femmina del porco.
I mean, siamo nel 2010, e ancora ci stiamo ad attaccare sulla RELIGIONE ?
Ma per piacere. E per cortesia. Basta.
.
01 lug 2010 - 11:27 - #41Avete ragione! Bravi! E’ ora di finirla!!!
Insomma via i crocefissi anche dai campanili, dalle facciate delle chiese!
Perchè se io passeggio per strada (luogo pubblico come gli edifici di scuole, comune, ecc.) mi sento discriminato vedendo quell’orrenda effige!!!
.
Insomma non si devono discriminare gli altri, è ora che ad esser discriminati siano SEMPRE e SOLO chi crede in una Religione specifica.
.
Sì è vero non siamo in Finlandia, siamo in un paese (con la p minuscola) di pecoroni, che seguono solo le indicazioni di taluni, anche in ambiti che con la politica nulla hanno a che vedere. Che schifo…
.
01 lug 2010 - 11:29 - #42PS:
ovviamente il mio post era assolutamente sarcastico! tranne che per i pecoroni.
albert1
01 lug 2010 - 11:30 - #43Allora io propongo di chiudere tutti i negozi Ikea.
Sono un affronto all’italico gusto estetico, e sono un palese tentativo di imposizione (anche tramite la diffusione di sovversivi e subliminali cataloghi illustrati) di uno stile di arredamento nordeuropeo in aperto conflitto con il nostro.
Nel letto SVORSK ci dormissero loro.
marchetto73
01 lug 2010 - 11:33 - #44@.
Mettiamola così,vediamo se ti piace di più :
Togliendo i crocefissi (sulle chiese devono rimanerci) poniamo le religioni tutte sullo stesso piano d’importanza.
Una cosa è lo stato,e quello ci appartiene.
Un’altra è la religione,e quella ognuno deve essere libero di scegliersela.
fc77
01 lug 2010 - 11:36 - #45come diceva uno dei tre tre “a me….. me pare na strunzata”
asterio
01 lug 2010 - 11:38 - #46A pensarci, le parole di Marco Travaglio sono condivisibili dalla prima all’ultima… il problema è che nessuno lo interpreta così!!
Voglio dire, il crocefisso è un oggetto, diventa un simbolo nel momento in cui gli applichiamo un significato. Il problema del cfocefisso dunque non è la sua presenza, ma il valore che viene attribuito alla sua presenza. Se serve solo per le preghiere del mattino e del mezzogiorno (come accadeva nella mia infanzia) è decisamente giusto che lo tolgano poiché lo stato è laico. Se però i docenti riescono a dargli il significato che ha, di esempio e di modus vivendi, ancor prima che di fondatore di una religione, allora può tranquillamente starsene al suo posto, magari assieme ai quadri della “scuola di Atene”.
Pensa, io ho un crocefisso al collo, che non è il simbolo del cristianesimo ma il ricordo dello zio che me l’ha regalato… e di fianco ho la chiave della vita e non per questo seguo riti padani.
I leghisti invece difendono i riti pagani non per la tradizione degli avi ma perché, in un impeto di patriottismo, hanno letto padani invece che pagani!!!
marchetto73
01 lug 2010 - 11:41 - #47Uh ….mi sono dato del pecorone da solo…
Maledetto “puntino”
Aahhhahaahahhaaahahahhaahah
albert1
01 lug 2010 - 11:42 - #48Certo è che se ogni volta che Travaglio non sa che scrivere (e magari sarebbe una buona occasione per levarcelo - almeno un po’ - dalle palle) arriva un leghista e gli da’ il destro, stiamo messi bene.
Mastigrancazzi, nun ce li volemo mette ?
asterio
01 lug 2010 - 11:43 - #49P.S.: ma DIO PO è una divinità pagana o è una bestemmia? il mio buon padre se sente uno nominare DIO PO lo manda dal prete a confessarsi per aver bestemmiato!!
marchetto73
01 lug 2010 - 11:45 - #50Albert ho conosciuto gunny. :D