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Caos PDL: finiani contro tutti. Il caso Verdini - Carboni: una nuova P2?

Pubblicato: 12 lug 2010 da Bruno Marino

Commenti dei lettori


Il recente arresto di Flavio Carboni, faccendiere già coinvolto, anni fa, nel caso Calvi, ha riaperto lo scontro nel PDL. I finiani, quasi inutile dirlo, fanno la parte del leone nel colpire duramente il governo. Intanto, per chi si fosse perso le puntate precedenti, ecco qui e qui un breve riassunto della vicenda.

I soliti elementi: logge massoniche, incontri tra magistrati e politici, dossier falsi su importanti politici, ombre sulla costruzione di centrali eoliche. E il PDL continua ad implodere, con Bocchino che chiede l’intervento di Berlusconi:

“Il Berlusconi ‘ghe pensi mi’ come ha risolto il caso Brancher così deve risolvere il caso Verdini”

Intanto, Fabio Granata, deputato del Pdl e finiano, ha scritto, sul blog che tiene sul sito del Fatto Quotidiano:

“Gli arresti di Flavio Carboni e compagnia bella sembrano confermare con un ulteriore gravissimo tassello l’esistenza di una ciclopica questione morale che attraversa la politica italiana e il partito nel quale abbiamo fatto confluire la storia antica, nobile e trasparente della destra italiana.

Logge coperte, intrighi, collegamenti mafiosi, personaggi che ritornano dalle pagine buie della Repubblica, ci hanno catapultato in uno scenario, un po’ vintage, da Romanzo Criminale.”

Già questo basterebbe per etichettarlo come pericoloso eversore e cosacco mangiatore di bambini. Ma c’è dell’altro.

“Il ministro Bondi è arrivato a sottolineare disappunto e profonda amarezza per “aver lavorato tanto al progetto Pdl per poi ritrovarsi nello stesso partito di Fabio Granata”.

A Bondi, come a Stefania Prestigiacomo a Fabrizio Cicchitto come a Frattini (per non parlare dei vecchi amici – si fa per dire – di AN) non ho mai sentito profferire verbo o manifestare imbarazzo alcuno verso chi sembra essere diventato protagonista stabile (almeno fin quando le intercettazioni ci consentiranno di apprenderlo..) in opache dinamiche molto di confine tra politica, affari e criminalità organizzata.”

La resa dei conti sembra avvicinarsi. Con i finiani sempre più in disaccordo col premier (salvo, è giusto ricordarlo, non averlo mai “tradito” in occasioni di votazioni importanti in Parlamento), la Lega contraria all’ingresso dell’UDC al governo (probabilmente al posto dei finiani), l’UDC che attende ai confini la caduta dell’Impero Berlusconiano, per creare il “governo di salute pubblica”. E il PD?

Foto | Flickr

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11 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di naruto1685

    naruto1685

    12 lug 2010 - 12:03 - #1
    1 punto
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    Il pd sceglierà un leader presentabile per un’alternativa solo quando gli italiani si renderanno conto che l’italia è un paese fallito, quindi, non vogliono commettere lo stesso errore di 4 anni fa proprio per non ritrovarsi i soliti pappagalli italioti che sbraitano pronunciando frasi tipo “le tasse sono comuniste”… Al posto loro schiererei Vendola.

  • Profilo di marchetto73

    marchetto73

    12 lug 2010 - 12:33 - #2
    2 punti
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    …….una ciclopica questione morale…..

    La “questione morale” è una stronzata.
    Cari politici fate il vostro dovere e non rubate.
    Fine dell’argomento “questione morale”.
    Ce l’avete la spina dorsale per non cedere alla tentazione e l’ambizione di agire soltanto ed esclusivamente nell’interesse del paese e dei cittadini?
    Se non ce l’avete non siete degni di amministrare una emerita fava,indipendentemente dalla tessera.
    Il nocciolo è tutto qui.
    Smettiamo di girarci intorno con tante cazzate.

  • Profilo di fc77

    fc77

    12 lug 2010 - 13:08 - #3
    0 punti
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    toh!!!!!!! ma guarda un pò….non ci posso credere..
    Casalesi e politica, arrestato l’ex consigliere regionale di Mastella

  • Profilo di giangius

    giangius

    12 lug 2010 - 14:03 - #4
    1 punto
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    Non vedo l’ora di vedervi tutti schiacciati dai vostri stessi schifosi affari. Spero che veniate puniti con sofferenza, come avete fatto soffrire gli Italiani.

    Shifosi politici che mangiate alla tavola degli Italiani, trattate i cittadini come i cani del Medioevo che mangiano i rifiuti sotto il tavolo. Spero tanto che questi cani un giornio siate voi.

    Con tutto l’odio vi porgo il peggio che possa portare la giustizia.

  • Profilo di marchetto73

    marchetto73

    12 lug 2010 - 14:57 - #5
    0 punti
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    @giangius
    Quoto tutto.
    Alla fine c’avrei scritto “cordiali vaffanculo” :DD

  • Profilo di Perplessa

    Perplessa

    12 lug 2010 - 15:04 - #6
    0 punti
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    Spesso mi piace pensare che la Legge del Contrappasso esista veramente…..ah che soddisfazione

  • Profilo di marchetto73

    marchetto73

    12 lug 2010 - 15:16 - #7
    0 punti
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    @perplessa
    Ma la legge del contrappasso esiste.
    Basta avere Fede.
    E Minzolini,Vespa,Signorini,Feltri,Belpietro………….. :D

  • Profilo di ice

    ice

    12 lug 2010 - 15:20 - #8
    0 punti
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    certo che Bocchino ha delle belle pretese
    prima mettono dei paletti alla legge anti-intercettazioni alla camera
    poi pretendono che Belrusocni risolva l’ennesimo caso di esponneti PdL beccati con le mani nella marmellata
    dico io ci fa o ci è?!?!?!
    la soluzione ai casi di esponenti PdL beccati con le mani nella marmellata è quella di tagliare pesantemente le intercettazioni, fare in modo che tutte le intercettazioni a esponneti politici siano prima comunicate ai diretti interessati (scusi onorevole, possiamo intercettare il suo commercilista?)

  • Profilo di marchetto73

    marchetto73

    12 lug 2010 - 16:08 - #9
    0 punti
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    Che afa fa. :D

    È dalle 9:00 che sono al mare e non c’è uno straccio di topa :)
    Che stress……..

  • Profilo di giangius

    giangius

    12 lug 2010 - 16:23 - #10
    0 punti
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    #5
    ah si scusa, dimentico sempre le buone maniere :))

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    12 lug 2010 - 16:35 - #11
    0 punti
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    SENZA RITEGNO:

    Nel 1993 una classe politica alla canna del gas trovò la forza per un colpo di reni e, nel tentativo disperato di recuperare un minimo di credibilità dinanzi all’opinione pubblica inferocita, rinunciò a due dei suoi privilegi più odiosi: l’autorizzazione a procedere per le indagini (regolarmente negata dal Parlamento a protezione della Casta) e la maggioranza semplice per le amnistie e gli indulti (anzi, autoamnistie e autoindulti) che ogni due-tre anni venivano approvati per dare una ripulita alle fedine penali di politici e amici degli amici. Da allora, per i colpi di spugna occorre la maggioranza dei due terzi e per indagare sui parlamentari non serve più l’ok delle Camere (diversamente che per arresti, intercettazioni, perquisizioni e sequestri). Il doppio harahiri non bastò a salvare il Parlamento degli inquisiti, che però diede almeno l’impressione di aver capito quel che stava accadendo tutt’intorno. Oggi il clima somiglia molto a quello di allora, ma nel Palazzo nessuno se n’è accorto (a parte B., che ha sempre avuto naso, peraltro non suo: infatti parla a ogni pie’ sospinto di leggi anticorruzione, antievasione, antimafia, anche se poi non le fa perché non le può fare). Mentre, oltre il ponte levatoio, si susseguono arresti, anzi retate da accalappiacani, e ogni giorno finiscono dentro cricche e bande larghe, al di qua del fossato si danza e si canta allegramente come nelle ultime ore del Titanic. E se nel 1992-93 i partiti di opposizione (Pds, Rete, Verdi, Lega, Msi) facevano a gara nel cavalcare la questione morale per intercettare il malcontento popolare, oggi, a parte Di Pietro, l’opposizione passa il tempo a erigere sempre nuove difese impunitarie. È dell’altro giorno la trovata da Oscar sull’impunità da regalare al capo dello Stato per tutti gli eventuali reati passati, presenti e futuri. Ma non era un colpo partito per errore: era uno dei tanti sintomi del nuovo virus dei polli che contagia larghe fette del Pd. Infatti metà della delegazione piddina nella giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha appena negato il consenso al Tribunale dei ministri per l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche a carico di Alfonso Pecoraro Scanio, indagato a Potenza per un imbarazzante scandalo di favori, speculazioni, voli e soggiorni a scrocco persino in un hotel a sette stelle: metà Pd ha votato contro assieme al Pdl (compatto come falange sul No ai giudici) e a un rutelliano di passaggio, mentre l’Udc s’è coraggiosamente astenuta. Così i giudici non potranno usare intercettazioni ritenute decisive per giudicare l’ex ministro verdolino. Poi naturalmente tutti in piazza con Bersani e Fassino contro l’ignobile legge bavaglio dell’infame governo B. che vuole impedire ai giudici di intercettare i potenti. Ma ormai il virus dei polli è pandemia e dilaga fino al Sud della Campania: il sindaco Pd di Salerno, Enzo De Luca, già candidato trombato a governatore regionale, s’era impegnato tre mesi fa a rinunciare alla prescrizione nel processo che l’ha visto condannato in primo grado a 4 mesi per la discarica abusiva di Ostaglio con contorno di veleni nelle falde acquifere e nell’atmosfera. In cambio dell’appoggio di Di Pietro, De Luca aveva giurato solennemente di farsi processare oltre i termini per essere assolto nel merito. Ma, per farlo, conviene essere innocenti. In caso contrario, meglio arraffare la prescrizione e accendere un cero alla Madonna. Infatti De Luca, prendendo per i fondelli il Pd, Di Pietro e soprattutto gli elettori, ha arraffato la prescrizione, come un Andreotti o un B. qualsiasi. A proposito di B.: l’altroieri, con scarsa fantasia, è tornato dentro il suo ex socio Flavio Carboni. L’arresto dell’attempato faccendiere piduista è un evergreen con retrogusto di déjà vu, una notizia che ci fa compagnia da quando eravamo piccoli e, temiamo, ci accompagnerà alla canizie. Ogni 4-5 anni lo vanno a prendere. In attesa di diventare ministro dei Rapporti con la P2, Carboni è stato accolto in carcere da boati di giubilo: “’A Fla’, te possino, chi nun more se rivede! E Sirvio? Quanno ariva Sirvietto nostro?”.

    Fonte articolo ‘Il Fatto Quotidiano’