Gaetano Quagliariello, chi è il Ministro per le Riforme Costituzionali

Dal Partito Radicale al Pdl


Da quando Giorgio Napolitano lo ha nominato nel gruppo dei saggi chiamati a occuparsi di riforme, il nome di Gaetano Quagliariello è entrato di prepotenza nel totoministri, non tanto come nome in quota Pdl quanto in quota Napolitano. Sarebbe infatti proprio il Capo dello Stato il suo principale sponsor.

Nato a Napoli nel 1960 ma cresciuto a Bari, dove suo padre Ernesto è stato rettore dell'università, Gaetano Quagliariello si iscrive giovanissimo al Partito Radicale di cui diventa segretario cittadino e poi vicesegretario nazionale. Nel frattempo si laurea in Scienze Politiche e intraprende la carriera universitaria seguendo le orme del padre, senza mai tralasciare però l'impegno politico: con i radicali partecipa alle campagne referendendarie sull'aborto e la caccia, e contro il nucleare. Wikipedia riporta che Durante una manifestazione alla base americana de La Maddalena viene anche fermato, in compagnia di Francesco Rutelli, per essere entrato in una zona off-limits.

Nel 1994 arriva la "conversione": Quagliariello lascia i Radicali e aderisce a Forza Italia, attratto dagli ideali liberali portati dall'ingresso di Berlusconi in politica. Per diversi anni la sua militanza politica avviene lontano dal Parlamento, e nel frattempo diventa professore ordinario di Storia Contemporanea alla Luiss.

La nuova svolta arriva nel 2001, quando Marcello Pera, eletto presidente del Senato, lo chiama come consigliere culturale a Palazzo Madama. Grazie al suo mentore Pera, entra nelle liste di Forza Italia alle elezioni del 2006 e viene eletto senatore. Entra nella commissione Affari Costituzionali e finisce nell'occhio del ciclone per aver votato contro l'abolizione della pena di morte nei casi previsti dalle leggi di guerra.

Rieletto nel 2008, viene nominato vicecapogruppo del Pdl al Senato e membro della Commissione Giustizia. In barba ai trascorsi radicali, è uno dei parlamentari più attivi durante il caso Englaro per impedire che venissero spenti i macchinari che tenevano in vita Eluana, arrivando a dire che la ragazza "era stata ammazzata".

Rieletto nel 2013, viene fatto il suo nome come possibile candidato alla Presidenza del Senato. Scelta Civica lo appoggerebbe, ma il Pdl preferisce insistere su Renato Schifani. Arriva però la chiamata dal Quirinale come "saggio" e gli si spalancano le porte del Ministero per le Riforme.

Foto © Getty Images

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