Enzo Moavero Milanesi, chi è il Ministro per gli Affari Europei

Fedelissimo di Monti e saggio per Napolitano


Insieme ad Anna Maria Cancellieri e Filippo Patroni Griffi, Enzo Moavero Milanesi è uno dei "superstiti" del Governo Monti, e l'unico dei tre ad avere conservato lo stesso ministero. Pare che sia stato lo stesso Mario Monti a porre come condizione che il suo braccio destro a Bruxelles rimanesse al suo posto, dove ha avuto modo di farsi conoscere e apprezzare a livello Europeo.

Nato a Roma nel 1954, giurista, pronipote di Fernando Bocconi, fondatore dell'omonima università privata, dopo la laurea in Italia ha proseguito gli studi in legge prima in Belgio e poi negli Stati Uniti. È stato poi docente alla Sapienza e alla Bocconi prima di iniziare a ricoprire incarichi nella pubblica amministrazione: nel 1992 il governo Amato lo incarica del risanamento degli enti pubblici, e l'anno successivo Carlo Azeglio Ciampi lo nomina sottosegretario agli Affari Europei.

Nel 1995 Mario Monti, nominato commissario Ue, lo chiama come capo di gabinetto e inizia un sodalizio tra i due che non si interrompe neanche quando Moavero viene promosso vicesegretario generale della Commissione Europea.

Appena nominato premier, Mario Monti lo richiama a sé affidandogli il ruolo chiave di ministro degli Affari Euroei: Moavero diventa l'alter ego di Monti in Ue e si fa carico anche di competenze aggiuntive rispetto a quelle tradizionalmente affidate al suo ministero.

È fra i pochi ministri del governo tecnico a entrare nelle liste di Scelta Civica, ma non viene eletto. Il 30 marzo Giorgio Napolitano lo chiama nel gruppo dei dieci saggi, per la commissione per le riforme economico-sociali ed europee.

Foto © Getty Images

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