
In periodo elettorale sono state fatte moltissime considerazioni sui livelli dei salari, tra i più bassi d’Europa. Ma stanno tutti così male o qualcuno sta più male degli altri? Abbiamo provato a rispondere a questa domanda elaborando dati dell’Indagine sui bilanci delle famiglie italiane, condotta dalla Banca d’Italia (anni 2002, 2004 e 2006). In particolare, abbiamo cercato di rilevare l’effetto netto, sulla variabile “Reddito da lavoro dipendente lordo annuo”, di genere, titolo di studio, età e condizione geografica.
Abbiamo scoperto in questo modo che gli uomini tra i 51 e i 65 anni, laureati e del Nord-Ovest hanno guadagnato nel 2006 in media 27.300 euro (lordi) annui. Rispetto a loro - e a parità di altre condizioni - i diplomati guadagnano in media 4900 euro in meno, mentre i giovani accusano uno svantaggio di circa 7000 euro annui. Questo è ovvio in un paese come il nostro, in cui il salario si decide prevalentemente in base all’anzianità di servizio. Infine, come prevedibile, il divario tra aree geografiche é significativo solo per il Sud.
C’è da dire però che tutti i divari elencati finora sono stabili o vanno riducendosi, anche se lentamente, nel corso del periodo 2002-2006. E il genere? Questo è sicuramente il capitolo più dolente: infatti mentre è relativamente semplice cambiare residenza e trasferirsi al Centro-Nord, acquisire un diploma e, inevitabilmente, invecchiare, cambiare genere diventa impegnativo.
E lo svantaggio dell’essere donna, quantificato in 4490 euro nel 2002, invece che abbassarsi si alza, toccando ora i 4800 euro. Questo nonostante ci siano sempre più laureate che laureati, e che queste laureate ottengano i risultati migliori.
Sarà interessante vedere cosa farà a questo proposito il neo-Presidente del Consiglio Berlusconi, se si accontenterà di dare un segnale simbolico attraverso le 4 donne-ministro (su 21) del nuovo governo, o se, al contrario, darà ascolto ai frequenti appelli del Capo dello Stato alla lotta contro le disparità di genere. E voi cosa ne pensate? Secondo voi perché le donne sono così svantaggiate in Italia?
panoramix
08 mag 2008 - 11:16 - #1Nell’ ambiente che frequento non vedo tutta questa disparità. La mia commercialista è una donna, tra l’altro con uno studio anche grande; la mia dirirettrice di banca è donna; il mio medico di famiglia è donna… E posso continuare per ore. La difficoltà iniziale che una persona affronta quando apre uno studio o una qualunque attività è assolutamente identica e non varia a seconda del sesso. L’unico aspetto triste di tutta la faccenda è che , quantomeno in Italia , chi ha conoscenze e soldi va avanti mentre tuttui gli altri purtroppo stanno a guardare.
panoramix
08 mag 2008 - 11:16 - #2Nell’ ambiente che frequento non vedo tutta questa disparità. La mia commercialista è una donna, tra l’altro con uno studio anche grande; la mia dirirettrice di banca è donna; il mio medico di famiglia è donna… E posso continuare per ore. La difficoltà iniziale che una persona affronta quando apre uno studio o una qualunque attività è assolutamente identica e non varia a seconda del sesso. L’unico aspetto triste di tutta la faccenda è che , quantomeno in Italia , chi ha conoscenze e soldi va avanti mentre tuttui gli altri purtroppo stanno a guardare.
panoramix
08 mag 2008 - 11:17 - #3Nell’ ambiente che frequento non vedo tutta questa disparità. La mia commercialista è una donna, tra l’altro con uno studio anche grande; la mia dirirettrice di banca è donna; il mio medico di famiglia è donna… E posso continuare per ore. La difficoltà iniziale che una persona affronta quando apre uno studio o una qualunque attività è assolutamente identica e non varia a seconda del sesso. L’unico aspetto triste di tutta la faccenda è che , quantomeno in Italia , chi ha conoscenze e soldi va avanti mentre tuttui gli altri purtroppo stanno a guardare.
abracadourcix
08 mag 2008 - 15:19 - #4guarda che trattasi di medie nazionali…il tuo intorno che osservi conta, certo, come il due di picche.
quando il saggio indica la luna…
panoramix
08 mag 2008 - 18:45 - #5Be allora ca22i loro