Pubblicato: 26 lug 2010 da Pier Franco Brandimarte
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ice
26 lug 2010 - 08:55 - #1il vecchio ordinamento universitario, pur con tutti i suoi limiti dava una solidissima base teorica in tutte le materie scientifiche
questo eprmetteva ai laureati italiani che decidessero di intraprendere carriere di ricerca di avere ottimi risultati
Perchè se la pratica e l’esperienza si acquisiscono sul campo….non è che un chimico a 35 anni si mette a studiare analisi2 o geometria per avere dei fondamenti matemiti nello sviluppo di formule complesse
Le università di ogi sono diventate dei “laureifici” e poco piu
HO personalemnte assitito a quello che sono diventati di primi 2 anni di ingegneria…..analisi_1 dallo studio dei teoremi e della loro dimostrazione è diventata poco piu che un compitino di matematica delle superiori
Certo adesso rivaleggiamo con la media eu di laureati sfornati ogni anno
Ma che preparazione hanno questi laureati?
L’ordinamento 3+2 che comprime in poco piu di 1 anno quelli che erano i noiosi insegnamenti sulle materie teoriche di base, tanto piu noiosi perchè apparentemente nulla avevano a che fare col lavoro che si aveva in mente iscrivendosi al corso di laurea…..quelli erano la differenza tra un tecnico e un dottore
E sono fondamenti che non si possono recuperare nemmeno con millemila MASTER che altro non servono che tappezzare le pareti e finanziare gli enti di formazione che li erogano
giangius
26 lug 2010 - 09:08 - #2Davvero di una tristezza infinita questa vignetta. Io che sto vivendo proprio questo pensiero.
Per l’Italia attuale, non ho nulla in mano che non un pezzo di carta, che mi possa garantire un futuro.
#ice: io faccio scienze informatiche, posso dirti che la triennale può “garantirti” una lavoricchio nel campo informatico, nulla di che, ma pur sempre ti da delle basi teoriche (matematiche e informatiche) e pratiche.
Io che voglio fare però la magistrale, devo farmi una tesi per poter accedere ai 2 anni di specializzazione e questo comporta 1 anno buttato.
3*2 come minimo per finire.
lesbichina
26 lug 2010 - 09:56 - #3Ho fatto l’università proprio quando era appena iniziato il nuovo ordinamento… da me la situazione era: laurea di vecchio ordinamento “compressa” in tre anni, con un paio di ammennicoli in meno, ma i prof non avevano troppa voglia di sbattersi a inventare dei corsi specifici. Così ci ho messo quattro anni a laurearmi, ho un titolo triennale e ai colloqui mi scartano lo stesso.
L’università italiana non sa dare valore alle proprie risorse, uno studente bravo e uno scarso son di pari livello. Con la conseguenza che lo studente bravo si sente sprecato, buttato via, mentre quello scarso ha il cugino cardinale che gli fa avere un posto nella pubblica amministrazione.
Lesby
ice
26 lug 2010 - 10:48 - #4@ #3
sfatiamo un mito
i figli di papà e i raccomandati non sono un esclusiva del pubblico
In Maserati c’era pieno di Invernizzi & Co
e anche in altre aziende
Le assunzioni dei figliocci/parenti sono come i matrimoni tra reali di un tempo
Un modo come un altro per tessere una rete di favori/conoscenze
Basti vedere come le firme dei giornalisti itlaiani siano al 90% figli di altri giornalisti o figli di industriali (in cambio di spazi pubblicitari dell’azianda)
Senza contare che molti gruppi industriali italiani hanno una dirigenza che non c’èntra nulla col capitale
Nel senso quella che si spaccia per proprietà detiene una sparuta manciata di azioni
E in realtà sono essi stessi degli amministratori delegati dalle banche che sono le vere proprietarie delle azioni
E come amministraotri delegati non potendosi ingrassare con la remunerazione del capitale (visto che il capitale non è il loro, ma quello delle banche), si ingrassano autoassegnandosi benefit, o usando l’azienda e le sue risorse x scambi di favori (sempre con altri “amiinistratori delegati” che ricambiano)
boh1
27 lug 2010 - 02:41 - #5@1 …purtroppo non so che università abbia fatto..e non so nemmeno se hai veramente provato sulla tua pelle quello che dici.
Io sì, con gli studi fatti proprio a cavallo della riforma. So cosa significa vecchio e nuovo ordinamento e nel mio caso non si parla certo di laurificio.
La riforma è stata fatta male , malissimo. Ma non in tutti casi si è passato a un sistema più semplice anzi.
Il discorso è complesso.
Considerando i vecchi esami da 1 annualità ovvero 10 crediti, ho assistito a professori che nonostante la sottrazione di crediti passando magari a 7.5 o addirittura 5 dagli esami di partenza hanno semplicemente tolto parti ridicole e irrilevanti del programma (che comunque assorbivano ore di lezione , ma erano scempiaggini ) lasciando intatto il “nocciolo duro” che costituiva la vera difficoltà dell esame , ovvero magari era più facile raggiungere votazioni eccellenti , ma per raggiungere votazioni alte il lavoro per l apprendimento e l esercizio era identico.
Io tornerei indietro perchè so per certo che lo sforzo fatto per la laurea triennale sarebbe pressochè identico a quella del V.O.
Chiunque della mia facoltà con la mia stessa esperienza concorda.
boh1
27 lug 2010 - 02:44 - #6Giusto per ulteriore dimostrazione, considera che nessuno dei professori della mia facoltà ha cambiato eserciziari o libri di testo..e già questo.