La storia sono loro: domande e risposte sulla P2

Continuiamo il nostro salto indietro nel tempo. Come anticipato lo scorso venerdì, oggi parleremo ancora dei rapporti tra la Loggia di Licio Gelli e i servizi segreti "deviati". In particolare vi parleremo del coinvolgimento di numerosi affiliati alla P2 negli episodi della strategia della tensione. La strage di Piazza Fontana del 1969, la strage di Piazza della Loggia a Brescia del 1974, la bomba alla stazione di Bologna del 1980: attentati sui quali ci sono più ombre che luci e per i quali la verità sembra essere ancora lontana.

Il quadro che emerge da inchieste giornalistiche, testimonianze e atti giudiziari delinea una forte connivenza di apparati "deviati" dello Stato nel depistaggio delle indagini. Stragi di Stato? Stragi inserite all'interno delle strategie della Guerra fredda? Sicuramente la formula "destabilizzare per stabilizzare" porta a pensare che il termine "strategia della tensione" non sia tanto fantasioso.

Cosa significa “destabilizzare per stabilizzare”? E’ una definizione contenuta nel Field Manual, firmato nel 1970 dal generale William Westmoreland, capo di Stato Maggiore dell’esercito Usa. Il nome completo del documento, classificato come top secret, è Operazioni di stabilità e servizi segreti – sezioni speciali. Al suo interno si trovano indicazioni su come fare ricorso ad “operazioni speciali” e utilizzare “azioni violente o non violente, a seconda del caso” per impedire che il Partito comunista italiano potesse avere accesso al Governo.

Il documento era riservato ai soli “destinatari elencati in apposita lista”. E’ un fatto che una copia del Field Manual sarà trovato il 15 luglio 1981 (pochi mesi dopo lo scoppio dello scandalo della P2) nel doppio fondo della valigia della figlia di Licio Gelli, Maria Grazia, nel corso di un controllo alla dogana dell’aeroporto di Fiumicino. Insieme al documento top secret verrà trovata anche una cosuccia come quel Piano di Rinascita, sul quale avremo modo di tornare più volte.

In che modo la P2 è legata agli episodi della strategia della tensione? Parlare del coinvolgimento che gli affiliati alla P2 all’interno dei servizi segreti hanno avuto con l’estrema destra e i fautori del colpo di Stato richiederebbe decine di pagine.

Vorrebbe dire parlare del “SID parallelo” del fratello P2 Vito Miceli, di come quest’ultimo collaborò col Golpe Borghese e con la Rosa dei Venti, quella che nelle parole del generale piduista Ambrogio Viviani sarebbe stata “un’organizzazione Nato legittima spacciata per eversiva”.

Vorrebbe dire parlare del suo vice e successore, Gianadelio Maletti, capo piduista dell’ufficio D (controspionaggio) del SID, condannato per depistaggio nell’inchiesta sulla strage di Piazza Fontana e attualmente latitante in Sudafrica, Paese dal quale, a distanza di anni, rilascia interviste per divulgare la sua versione dei fatti.

Vorrebbe dire parlare dell’intensa attività di depistaggio sulle stragi di Piazza Fontana e Piazza della Loggia compiuta da Federico Umberto d’Amato, affiliato alla P2 e capo dell’Ufficio Affari riservati del Ministero dell’Interno negli anni compresi tra il 1969 e il 1974.

Vorrebbe dire parlare di come lo stesso Licio Gelli sia stato condannato a dieci anni per “Calunnia aggravata dalla finalità di terrorismo” per aver tentato di depistare le indagini sulla strage alla stazione di Bologna.

Basta, del resto, riportare le parole del Pubblico Ministero di Bologna, citato nella sentenza ordinanza del Giudice istruttore del Tribunale di Bologna Leonardo Grassi del 3 agosto 1994, quando tira in ballo Federico d'Amato, i generali Giovanbattista Palumbo, Gianadelio Maletti, Giuseppe Santovito, Pietro Musumeci, i colonnelli Giancarlo d'Ovidio, Federigo Mannucci Benincasa, Giuseppe Labruna “ed il capo della P2 Licio Gelli, la Loggia cioè alla quale appartengono o sembrano appartenere tutti gli altri. "

"Tutti costoro hanno organizzato, orientato, tollerato, bande paramilitari neofasciste, pur avendo l'obbligo giuridico di neutralizzarle; hanno ispirato tentativi di golpe, attentati e stragi consumate o solo programmate, ovvero non le hanno impedite assicurando l’impunità agli autori di questi fatti, favorendone persino la fuga; hanno svolto attività di provocazione, di disinformazione e condizionamento politico attraverso detenzione illegale di armi e di esplosivi, e di altri episodi criminosi da essi stessi orchestrati per attribuirli alle sinistre; arruolamenti illegali e protezioni di latitanti per fatti eversivi e stragi”.

In che misura la P2 è presente nei servizi segreti italiani a fine anni ’70? Nel 1978, un anno prima del sequestro Moro, avviene la seconda riforma dei servizi segreti italiani. Nascono il SISMI, Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Militare e il SISDE, Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica, coordinati dal CESIS, Comitato Esecutivo per i Servizi di Informazione e Sicurezza.

Scopo della riforma è tutelare il rispetto delle garanzie di democraticità e costituzionalità da parte dei servizi. Peccato che a Capo del SISMI venga chiamato il generale Giuseppe Santovito, P2, mentre la direzione del Sisde sarà assegnata a un altro piduista, Giulio Grassini.
Un anno dopo, in pieno sequestro Moro, l'affiliato alla P2 Walter Pelosi viene posto a capo del CESIS. Nello stesso periodo Santovito pone alla direzione dell’Ufficio Controllo e Sicurezza del SISMI il generale Pietro Musumeci, amico di Gelli.

Nell’anno della strage alla stazione di Bologna, il 1980, i servizi segreti sono tutti in mano ad elementi piduisti.

Il controspionaggio militare è in realtà amministrato da una struttura parallela, tenuta segreta all’interno dello stesso servizio: il cosiddetto Supersismi. Ai vertici vi sono Giuseppe Santovito, Pietro Musumeci, Giuseppe Belmonte e Francesco Pazienza. Piduisti i primi due, fratelli “all’orecchio” gli ultimi.

Formalmente il capo sarebbe Santovito, ma la vera mente è Francesco Pazienza. Quest’ultimo giunge in Italia tra 1978 e 1979 con l’incarico affidatogli da ambienti dell’amministrazione USA (come lui stesso ha sostenuto anche in una recente intervista) di sostituire Gelli ai vertici della Loggia P2.

Negli Stati Uniti, Paze aveva mantenuto rapporti con il CSIS, un centro che faceva riferimento alla Georgetown University. Del CSIS facevano parte Henry Kissinger, che Pazienza afferma di aver conosciuto, l’ex vice direttore della CIA Ray Cline e Micheal Ledeen, che lo inserirà nei servizi italiani indicandolo come esperto di terrorismo.

La storia sono loro va in vacanza e torna a fine agosto, per provare a rispondere ancora a qualche domanda sulla storia della Loggia P2 e sull'influenza che ha avuto sulla storia e la politica del nostro Paese.

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