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Ore 12 - L'Italia dei dossier avvelenati. Puzza di bruciato

Pubblicato: 18 ago 2010 da Massimo Falcioni

Commenti dei lettori

altroChi pensava all’Italia Repubblica delle banane o a un sultanato si dovrà ricredere.

La guerriglia dei dossier avvelenati e preconfezionati dai servizi deviati contro chi si oppone al capo dei capi Silvio Berlusconi è l’anteprima di un vero e proprio “golpe bianco” e prefigura un Paese in pre agonia democratica.

Dopo Gianfranco Fini (sempre sotto tiro), sembra che la prossima polpetta all’arsenico toccherà a Giorgio Napolitano (si sta rovistando sul suo passato di ministro degli Esteri del Pci e dei rapporti con la nomenclatura sovietica).

Sono “bombe” al napalm per tentare di discreditare e distruggere i due principali esponenti considerati ultima “diga” al regime berlusconiano, agonizzante.

L’irresponsabilità al potere gioca allo sfascio del Paese. Principe, feudatari, vassalli e valvassori, cricche e servi vari, sono pronti a tutto pur di preservare potere e privilegi.

Gli “scoop” giornalistici dei fogli legati al premier sono “pacchetti” preparati da settori deviati dei servizi segreti ad uso e consumo di parti affaristico-politiche che intendono liquidare gli oppositori all’attuale regime.

E’ il grande e sporco gioco spionistico e della “disinformazia” di sovietica e sinistra memoria. Chi è, in questo, più maestro di Putin, ex capo dei servizi segreti russi? E chi è il grande amico di Putin?

C’è puzza di bruciato. E non solo di bruciato.

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11 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di toga_rossa

    toga_rossa

    18 ago 2010 - 11:25 - #1
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    Un nome su tutti Pio Pompa e via Nazionale, l’ufficio deviato sei servizi che regalava al nano di Arcore succulenti dossier (spesso falsi informarsi da Paolo Berlusconi quanto gli son costati a suon di querele).

  • Profilo di marchettino73

    marchettino73

    18 ago 2010 - 11:52 - #2
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    A proposito di dossier:
    Guardatene uno come si deve.

    Digitate “discepolo 1816″ su youtube.
    Altro che le cazzate del giornale……

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    18 ago 2010 - 11:58 - #3
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    mistico falcioni secondo lei quando cade il governo? :D

  • Profilo di alc0r

    alc0r

    18 ago 2010 - 13:14 - #4
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    Falcioni continua a dire che il governo cade… (da mesi)
    C’e’ una sola possibilita’ per la quale questa situazione sia vera…
    Il governo e’ su un satellite e si trova in orbita intorno alla Terra, continua a “cadere” per effetto della forza di gravita’, ma grazie alla sua velocita’ di fuga si mantiene dov’e’ (ovvero la sua traiettoria di “caduta” e’ maggiore del raggio terrestre)…

  • Profilo di alc0r

    alc0r

    18 ago 2010 - 13:24 - #5
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    OT: mi aspetto un articolo sulle varie “santificazioni” fatte nei confronti di Kossiga dai nostri amati leader… ne ho sentita qualcuna e sono da vomito istantaneo…
    Citando una famosa scena di “Tre Uomini e Una Gamba”:
    Giacomo: “Perche’ io ho la maschera di Freddy Krueger?”
    Giovanni: “Non e’ Freddy Krueger… e’ Cossiga”
    Giacomo: “Cossiga… ma a me sta pure sul cul0 Cossiga…”

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    18 ago 2010 - 13:49 - #6
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    da repubblica.it (mi aspetto un bel articolo da polisblog, non deludete i vostri lettori!!!)

    I movimenti delle scorte. Tutto falso ribatte il portavoce del presidente della Camera. E per rendersene conto sarebbe bastato un semplice controllo. “Un semplice accertamento presso le autorità monegasche e italiane che registrano i movimenti delle scorte”, scrive Alfano, “sarebbe sufficiente a dimostrare che la trasferta a Montecarlo del presidente Fini è frutto unicamente della fervida fantasia del signor Mereto”.

    “Dal momento che verificare la falsità di certe dichiarazioni”, continua Alfano, “è così facile anche per chi non è un giornalista, c’è da chiedersi per quale ragione chi ha il dovere di riscontrare la veridicità di una notizia prima di pubblicarla trascuri sistematicamente di farlo. Viene quasi il dubbio che vi sia, a monte, la volontà di immettere nel circuito mediatico illazioni, sospetti e accuse anche quando si ha la consapevolezza che basterebbe un controllo di routine a dimostrarne l’infondatezza”.

    Volgare telenovela. Una deriva che trasforma l’informazione in gossip. “In simili circostanze”, sostiene il portavoce del presidente Fini, “quando cioè l’informazione viene degradata a licenza di diffondere plateali falsità e pettegolezzi per offendere un avversario politico anche sul piano personale e familiare, significa che l’inchiesta giornalistica ha smesso da tempo di essere tale ed è degenerata in volgare telenovela”.

    Feltri dovrà rispondere in tribunale. Una responsabilità di cui dovrà rispondere nelle sedi competenti il direttore Feltri. “In questo contesto, il presidente Fini non intende contribuire a scriverne le nuove puntate offrendo quotidiane smentite. Una puntuale e dettagliata ricostruzione dei fatti sarà invece offerta nelle sedi competenti (consiglio dell’ordine e tribunali), dove sarà il dottor Vittorio Feltri, direttore de ‘Il Giornale’, a dover fornire tutte le spiegazioni del caso”.

  • Profilo di jack-bauer

    jack-bauer

    18 ago 2010 - 15:10 - #7
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    Il dossier su Napolitano sarebbe scontato. Poi gli ha firmato tutto,non vi siete chiesti il perché ?

  • Profilo di carolus

    carolus

    18 ago 2010 - 16:03 - #8
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    Mi domando quanto questi dossier, perlopiù inventati di sana pianta e preannunciati (vedi le dichiarazioni di Stracquadanio sul “trattamento Boffo” per Fini), siano a lungo andare efficaci e non si ritorcano invece contro la credibilità di chi li usa. Già ci provarono contro un altro presidente della Repubblica, Scalfaro, reo di aver seguito rigorosamente le procedure previste dalla Costituzione. Ora potrebbero riprovarci ma il gioco mi sembra scoperto e decisamente poco efficace.

  • Profilo di natutan

    natutan

    18 ago 2010 - 18:53 - #9
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    Malcostume mezzo gaudio:
    Hanno arrestato il ladro più stupido del mondo. L’hanno preso a Torino, la notte di Ferragosto. Giuseppe C., 38 anni mal portati, usciva dall’ospedale Molinette con un sacco nero in spalla, come quelli della Banda Bassotti, mancava solo il numero di serie. Quando il vigilante l’ha notato, e non poteva non farlo, ha tentato la fuga. Ma un po’ per la pancia prominente, un po’ per gli occhiali a fondo di bottiglia, l’inseguimento è durato pochi metri. Subito sequestrato il prezioso bottino: una tastiera, un monitor e un cavo di computer. Il giudice, dopo una notte in guardina, l’ha mandato a casa con obbligo di dimora in attesa del processo, perché “la pericolosità dell’imputato non può essere ritenuta particolarmente elevata”.

    Peccato, ancora poche ore e avrebbe ricevuto la visita dei cento parlamentari che han trascorso il Ferragosto nelle carceri, alcuni per constatarne le condizioni disumane, altri per imparare la strada e fare un po’ di pratica. C’erano, fra gli altri, gli on. Cosentino e Dell’Utri, entrambi destinatari nel tempo di un mandato di cattura rispettivamente per storie di camorra e di mafia, entrambi coperti dal Parlamento. L’altro giorno, con grave sprezzo del pericolo, sono entrati in cella, poi inspiegabilmente li hanno fatti uscire. Difficile spiegare a Giuseppe perché lui, per un monitor, una tastiera e un cavo, sia finito in gattabuia mentre, per dire, un Verdini accusato di avere svaligiato una banca per 60 milioni “prestati” ad amici o addirittura a se stesso, sta in Parlamento e coordina il partito di maggioranza denominato PdL, e soprattutto che significhi la L.

    Ma questo è il bello dell’Italia. Non importa se uno ruba: il segreto è rubare molto, moltissimo. Nel 2006 l’imprenditore, anzi prenditore Luciano Gaucci fuggì a Santo Domingo inseguito dalla Guardia di Finanza per il crac del Perugia Calcio (solo all’Erario la società doveva 35 milioni, in compenso pagava l’ingaggio al figlio di Gheddafi, noto fuoriclasse). Al posto suo, lasciò che arrestassero i suoi due figli, Alessandro e Riccardo. Un vero gentleman. Rientrò in patria due anni più tardi, dopo aver patteggiato a distanza 3 anni per bancarotta fraudolenta. Si pensava che sarebbe andato a nascondersi. Invece nelle ultime settimane, da quando è partito il linciaggio di Gianfranco Fini, compagno della sua ex fidanzata, l’avvenente prenditore è gettonatissimo: rilascia un paio d’interviste al giorno ai tg e agli house organ del Banana, dove spara a zero contro Elisabetta, accusata fra l’altro di essersi messa con lui “per interesse”.

    Notizia sconvolgente: si pensava che la ragazza fosse caduta ai suoi piedi rapita dalla sua bellezza statuaria da bronzo di Riace. Il Giornale poi, sempre per fare la morale a Fini, ha riesumato un altro magister elegantiarum, Giuseppe Ciarrapico detto Peppino er Ciarra, che definisce la storia della casa a Montecarlo “brutta brutta brutta”. A suo dire “Fini ha irrimediabilmente aggravato la sua posizione” e “chissà che non abbia altri scheletri nell’armadio”. Almirante aveva previsto tutto: “Negli ultimi mesi si confidò col sottoscritto: ‘Peppino, io di Fini non mi fido’…”. Ce n’è abbastanza per invocare le dimissioni da presidente della Camera, perché la vicenda monegasca “è come rubare alla cassetta della chiesa”. Eppoi Fini “ha rinnegato i valori della destra”, fortunatamente custoditi dal Ciarra. Il quale ha visitato più volte le patrie galere, ma come detenuto. E, oltre a un’inchiesta in corso per truffa allo Stato per vagonate di milioni incamerati dalle sue “cooperative giornalistiche”, vanta varie condanne definitive, fra cui una a 3 anni per il crac della Casina Valadier, una a 4 e mezzo per il crac dell’Ambrosiano e persino una per violazione della legge che “tutela il lavoro dei fanciulli e degli adolescenti”. Da anni i creditori dell’Ambrosiano tentano di pignorargli qualcosa, ma non ci riescono perché il nostro risulta residente in una camera con servizi annessa a un capannone a Montecassino. Infatti è senatore della Repubblica. Poi dicono che non c’è selezione della classe politica.

    (di Travaglio su “Il Fatto”)

  • Profilo di natutan

    natutan

    18 ago 2010 - 18:55 - #10
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    Tirate lo sciacquone:
    Sullo sfondo del Water(closed)gate all’italiana, anzi alla monegasca, fabbricato contro Fini, si comincia a sentire un gorgoglìo di sciacquone. A tirare la catena ha provveduto la Banca d’Italia, contestando al triumviro Verdini un conflitto d’interessi su 60 milioni riciclati dalla sua banca del buco, una cosina che costringe l’informazione (dunque non il Tg1 di Minzolingua) a uscire da tinelli e mobilifici e tornare a parlare di cose serie. Ma ora si apre pure una guerra per bande fra i signorini grandi firme della corte arcoriana: Belpietro contro Feltri. Persino Prettypeter sente puzza di bruciato, o forse di qualcos’altro, nella “pistola fumante” sfoderata da Littorio per abbattere Fini: la testimonianza dell’eroico arredatore sulla cucina Scavolini destinata, secondo voci che nemmeno lui conferma, a Montecarlo. L’autorevole segugio bresciano (non bergamasco, come erroneamente abbiamo scritto domenica, del che ci scusiamo con gl’incolpevoli abitanti di Bergamo, che hanno già i loro problemi con Feltri e Calderoli) teme che l’eroico arredatore, dimessosi con la moglie dal mobilificio per parlare col Giornale, sia una reincarnazione di Igor Marini, il peracottaro che doveva dimostrare le attività tangentizie di Prodi nel caso Telekom Serbia sul conto svizzero “Mortadella”: “Temo che qualcuno sia all’opera per nascondere i guai di Fini, i quali sono seri, anzi serissimi… Non vorrei che i professionisti della polpetta avvelenata stessero provando a rifilare bidoni ai giornali impegnati in un’operazione di trasparenza, facendoli scivolare su un dettaglio per coprire di ridicolo ciò che ridicolo non è…. Suggerisco di raddoppiare i controlli…”.

    Ma anche il Geniale sembra virare lontano da mobili e cucine. Da un editoriale del vicedirettore dal cognome francamente eccessivo, Massimo de’ Manzoni, si intuisce che alla storia della Scavolini recapitata da Roma a Montecarlo non crede più nemmeno il quotidiano berlusconiano e ora prepara la ritirata con un’ipotesi davvero succulenta: “All’ultimo momento Fini e signora hanno cambiato idea, dirottando la cucina in un’altra magione”, forse perché s’erano “accorti che era troppo grande per l’appartamento di Boulevard Princesse Charlotte”. Fantastico: i due ordinano nel mobilificio romano una cucina per l’alloggio di Montecarlo, ma non portano con sé le misure e vanno a spanne, poi scoprono di averla presa troppo grande e, mentre quella è già in viaggio e corre sulle sue rotelline alla volta della Costa Azzurra, la richiamano indietro per “dirottarla in un’altra magione”. Così la Scavolini, dotata di retromarcia e servosterzo, fa inversione a U e se ne torna mestamente in patria, non prima di aver protestato coi proprietari per la mancata villeggiatura monegasca. Tutto molto credibile. Del resto chi seguita ad acquistare il Giornale, riuscendo a leggerlo e addirittura a restare serio dopo le balle su Telekom Serbia, Mitrokhin, Di Pietro, Ariosto, Veronica, Boffo, dev’essere dotato di stomaco forte e squisito sense of humour. Ora dovrà bersi le storia della cucina che vaga per l’Europa in cerca di approdo sicuro e del supertestimone che si licenzia per amore di verità.

    Poi, con comodo, Fini passerà alla cassa dal povero Paolo B., che peraltro è abituato. Quando Feltri dipinse per due anni Di Pietro come un tangentaro e poi gli chiese scusa perché non era vero niente (“Caro Di Pietro, ti stimavo e non ho cambiato idea”), Paolo gli staccò un assegno da 700 milioni. Poi il Geniale ricominciò, accusando l’ex pm di trafficare con case e finanziamenti pubblici. Balle pure quelle: altro assegno da 244 mila euro. Appena Littorio lancia una campagna, Paolo si fa il segno della croce e prepara i contanti. E’ il momento di stringersi con un comitato di solidarietà intorno al pover’ometto, al quale, quando la portinaia voleva sapere di sua madre, domandava: “Dottor Paolo, come sta la mamma del dottor Silvio?”. E’ una vita che, quando gli va male, finisce in galera al posto del fratello e, quando gli va bene, scuce. Ora basta. Nessuno tocchi Paolino.
    (di Travaglio su “Il Fatto”)

  • Profilo di toga_rossa

    toga_rossa

    19 ago 2010 - 10:13 - #11
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    più che puzza di bruciato nel vedere i protagonisti direi puzza di m3rd@