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Ore 12 - Berlusconi, affari di stato o affari suoi?

Pubblicato: 19 ago 2010 da Massimo Falcioni

Commenti dei lettori

altroDomani Silvio Berlusconi riunisce a Roma i vertici di quello che resta del Pdl e detterà la nuova linea, che nessuna sa quale è.

Ma il premier è in ben altre faccende affaccendato.

Il riferimento è al ruolo internazionale del Cavaliere: avveduto “statista” mediatore tra Est e Ovest, Sud e Nord del mondo o lucroso imprenditore che si fa gli affari suoi?

In pochi giorni, infatti, Berlusconi incontra Gheddafi, Medvedev e Putin. Insomma, i soliti “vecchi amici”, dove nessuno sa qual è il confine fra affari di stato e affari propri, fra nodi diplomatici mondiali e incroci societari.

Nella guerra Pdl degli avvertimenti incrociati i seguaci di Fini hanno contrapposto ai dossier di Feltri la minaccia di rivelazioni bomba sui rapporti di Berlusconi con Putin e Gheddafi. Vedremo se saranno bombe atomiche o solo spazzatura all’italiana.

Intanto John Hooper l’autore inglese dello scoop che ha disvelato le operazioni finanziarie tra Silvio Berlusconi e Muammar Gheddafi, continua a scrivere sul Guardian di «colossale conflitto di interessi». «Il fatto è – ribadisce Hooper – che a unire i due leader non è solo il pugno di ferro contro gli immigrati clandestini. A unirli ci sono anche e per molti aspetti, soprattutto gli affari».

Affari di famiglia, appunto. E gli interessi degli italiani, chi li cura?

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di ice

    ice

    19 ago 2010 - 11:55 - #1
    3 punti
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    L’Italia è l’unico stato Europeo ad aver risarcito le colonie in Africa
    ora non voglio dire che non sia giusto, ma la leggerezza con cui uno come Berlusconi per principio ha staccato un assegno della bellezza di 5 miliardi di dollari, mentre per mancanza di soldi i principi di equità sociale, lo scalone sui pensionamenti, i finti partita iva che pagano oltre il 40% in tasse, inps compresa pur sapendo che non riceveranno mai un euro di pensione, i soldi ai comuni x i servi sociali ai cittadini, gli asili
    tutte queste riforme sacrosantemente giuste non si fanno…perchè non ci sono i soldi
    era chiaro fin da subito che quei 5 miliardi di $ per Gheddafi sarebbero in buona parte rientrati nelle tasche di Silvio, rigirati in vario modo dalle società di ricotruzioni o altro che li intascheranno in prima battuta

  • Profilo di steve-robinson-hakkabee

    steve-robinson-hakkabee

    19 ago 2010 - 12:30 - #2
    0 punti
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  • Profilo di marchettino73

    marchettino73

    19 ago 2010 - 12:37 - #3
    1 punto
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    @steve

    Ha 74 anni.Io 37.
    Mi tengo in forma per vederlo crepare.
    Ho una dom perignon pronta.

    Poi se gli danno del mafioso ha il coraggio di incazzarsi…….
    Ringrazi quel dio in cui dice di credere se è sempre vivo.

  • Profilo di marchettino73

    marchettino73

    19 ago 2010 - 14:06 - #4
    0 punti
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    Come diceva guzzanti-santone:
    La seconda che hai detto. ;D

    TE COME LA VEDI?

    Ahahhahahahahaahah

  • Profilo di marchettino73

    marchettino73

    19 ago 2010 - 14:11 - #5
    1 punto
    Up Down

    Casini:”Berlusconi dimostri di saper governare”

    Ahahahhhahahahahahahhahahahahaha
    Ahhahahhahahhahahahahahahhahahaha

    Ma sei scemo o cosa?!!!!
    Dopo 8 anni di governo che cazzo di domande fai……è chiaro che non gli riesce.
    L’unica cosa che gli riesce è intrallazzare….
    Ma gli viene male anche quello,visto che si fa chiappare con le mani nella marmellata da questi magistrati comunisti…….:D

  • Profilo di ventoacqua

    ventoacqua

    19 ago 2010 - 16:47 - #6
    1 punto
    Up Down

    Finalmente (ci sono voluti giusto 16 anni, ‘na bazzecola) a destra hanno capito chi è Berlusconi
    http://www.corriere.it/politica/10_agosto_19/farefuturo-berlusconi-editti-vergogna_b4548626-ab8b-11df-94af-00144f02aabe.shtml

  • Profilo di ella

    ella

    19 ago 2010 - 17:24 - #7
    0 punti
    Up Down

    mah, sembra che qualcuno a destra non l’abbia capito poi così bene:

    da Repubblica
    Intanto da un altro degli uomini vicini al presidente della Camera, il viceministro allo Sviluppo Economico, Adolfo Urso, arriva un’apertura su uno dei fronti più “delicati” tra i due gruppi: la giustizia. “Noi non solo diciamo che potrebbe esserci ma che debba esserci anche la giustizia”, dice Urso, “nel programma per rilanciare l’attività del governo”. Nessuna preclusione anche a un nuovo lodo per la tutela del premier.

  • Profilo di natutan

    natutan

    19 ago 2010 - 17:48 - #8
    1 punto
    Up Down

    La provola fumante
    di Marco Travaglio
    Dopo l’eroico arredatore un po’ strano, il
    commerciante un po’ e vasore,
    l’ambasciatore un po’ ciarliero e l’i n ge g n e re
    un po’ smemorato (smentisce addirittura di
    esistere), altri mirabolanti supertestimoni sono
    pronti a fornire ai segugi del Geniale nuove “pistole
    fumanti” sullo “scandalo Fini-Montecarlo”, anche se
    nella confusione generale nessuno ricorda più in
    che consiste lo “scandalo Fini-Montecarlo” (nel
    fatto che la società che acquistò l’alloggio da An
    l’affittò al quasi-cognato di Fini? che Fini e la Tulliani
    hanno comprato una cucina Scavolini da 4500 euro
    al mobilificio Castellucci? che l’han pagata loro e
    non Anemone? che forse Fini è stato a Montecarlo?
    che il quasi-cognato ha una Ferrari e ogni tanto la
    lava? che Fini va al mare con la fidanzata e le figlie?
    che Fini ha una fidanzata e delle figlie? che Fini è
    incensurato e non è nemmeno stato avvocato o
    socio di mafiosi? Boh). Ormai non c’è nemmeno
    bisogno di cercarli: arrivano a frotte. Pare che la
    sede del quotidiano milanese sia assediata ogni
    giorno fin dall’alba da orde di aspiranti
    supertestimoni che, per un tozzo di pane o al
    massimo per un ministero o un posto da velina tv o
    entrambe le cose, sono pronti a supertestimoniare
    qualsiasi cosa, anche che Fini li ha assassinati, fatti a
    pezzi e sciolti nell’acido. Appena albeggia, il
    condirettore Alessandro Sallusti, coadiuvato dal
    vicedirettore Massimo de’ Manzoni che gli regge la
    biro, prendono le prenotazioni all’uscio di via Negri
    e, protetti da robuste transenne, distribuiscono i
    numeretti come alla mutua. Poi hanno inizio le
    audizioni, che si protraggono fino a notte fonda.
    Grazie a una talpa nel quotidiano di Feltri, siamo in
    grado di anticipare le prossime puntate della
    campagna anti-Fini, supertestimone per
    super testimone.
    Mark Webber, pilota automobilistico della scuderia
    Red Bull, ricorda distintamente che, all’ultimo
    Gran Premio di Montecarlo, percorrendo ai 320
    l’ora il tratto fra la Nouvelle Chicane e la Curva del
    Tabaccaio, ebbe la netta impressione di
    intravedere con la coda nell’occhio Fini, la Tulliani
    e il cognatino appesi a un balcone mentre
    tentavano inutilmente di introdurvi a viva forza una
    cucina Scavolini, perciò Fini deve dimettersi (titolo
    del Giornale: “Ennesima figura da tabaccaio: dalla
    nouvelle chicane alla nouvelle cuisine”).
    Il pizzicagnolo dietro l’angolo di Boulevard
    Princesse Charlotte è pronto a giurare che un
    giorno Fini entrò in negozio e acquistò ben due
    provoloni, che non è proprio sicuro ma dovevano
    essere di marca Auricchio, sicuramente pagati con
    soldi sottratti alle casse di An, ergo deve dimettersi
    (titolo del Giornale: “La provola del nove che
    incastra Fini”).
    La callista dello stabile di fronte rammenta quando
    Fini salì da lei dolorante per un durone sull’alluce
    destro recante l’impronta inequivocabile di una
    cucina Scavolini cascatagli sul piede, dunque deve
    dimettersi (titolo del Giornale: “Calli amari per Fini,
    traditore dalla testa ai piedi”).
    Un gatto randagio di passaggio nel Principato ha
    rilasciato a Feltri un affidavit in cui dichiara sotto
    giuramento che una sera rischiò il pelo a causa
    della Ferrari del Tulliani lanciata a tutta velocità e,
    quando protestò contro il pirata-cognato, lo vide
    sventolare il dito medio e lo udì vantare la
    parentela col presidente della Camera, il quale
    pertanto deve dimettersi (titolo del Giornale: “I
    quattro gatti di Fini scendono a tre”).
    Una pantegana di pedigree francese, ma con
    doppia residenza monegasca per motivi fiscali,
    inseguita quella sera dal felino superstite, ne
    conferma in toto la testimonianza, ma a patto di far
    parte del cast de “La pupa e il secchione” o della
    redazione del Giornale, fa lo stesso, dunque Fini
    deve dimettersi (titolo del Giornale: “Fini sempre
    più nei guai: dopo la topa, il topo”).
    Poi ci sarebbe pure un tizio che annuncia esplosive
    rivelazioni su un conto cifrato “S c avo l i n i ” aper to
    da Fini a Montecarlo: un certo Igor Marini, reparto
    modernariato. Si attendono ancora i riscontri, ma
    Renato Farina garantisce che è tutta roba buona.