Anche il non esaltante gioco del cerino durerà poco.
Questo palleggiarsi la palla l’un l’altro (che tradotto significa Berlusconi che vuole incolpare Fini, e viceversa, per la eventuale caduta del governo con probabile sbocco del voto anticipato) terminerà con la riapertura del Parlamento.
Anzi, proprio oggi ci sarà un assaggio del’aria che tira in casa Pdl, con il vertice romano del “fu” partito del “predellino”.
A Palazzo Grazioli il premier farà finta di rilanciare l’azione del governo che non c’è più, i finiani faranno finta di non sentire, e di fatto Berlusconi darà l’ok per predisporre la gioiosa macchina da guerra e tentare di fare cappotto nelle imminenti (?) elezioni anticipate.
Già, perché il Cavaliere non vuole cuocere a fuoco lento sotto i durissimi colpi dei finiani (ieri la goccia che ha fatto traboccare il vaso, con FareFuturo che “scopre” nel cavaliere il Caimano e spiega il berlusconismo come un mix di “editti bulgari”, “propaganda stupida e intontita” e altre amenità, peggio di Santoro e Travaglio) e non vuole concedere all’ex cofondatore alcun vantaggio nel costruire un proprio partito e relative alleanze anti Cav.
L’ultimo (?) ostacolo è la scelta della data: il premier vuole aprire le urne a novembre e il “padroncino” Bossi punta sul voto ai primi di dicembre, giusto in tempo per il panettone natalizio. Non fa una grinza. Napolitano permettendo.
Questo agosto pieno di fumo velenoso, lascerà presto spazio ai venti di guerra. In attesa delle prime dense brume autunnali. Tanto si sa già chi paga il conto.
steve-robinson-hakkabee
20 ago 2010 - 11:27 - #1Col cerino in mano mi sa che restano tutti e due. Sta cosa non fa bene ne ha SB ne a GF.
E intanto Bossi gongola…
teseo
20 ago 2010 - 12:29 - #2Bossi farà il pieno al nord, la sinistra al centro e Fini e Casini al sud…a me sembra chiaro chi rimarrà col cerino in mano…
jack-bauer
20 ago 2010 - 12:59 - #3E come al solito vincerà B. che la gente rivoterà senza un minimo di pudore.
sentenza
20 ago 2010 - 13:52 - #4Credo che il cerino in mano resterà a Berlusconi,ma quello che più mi turba è il cero da processione che ho nel c. , quando me lo togloeranno ?
natutan
20 ago 2010 - 18:18 - #5Farepassato:
Sarebbe facile maramaldeggiare sui finiani di Farefuturo che, a 16 anni e mezzo dalla cacciata di Montanelli dal Giornale che aveva fondato e non voleva trasformare in quel che è diventato, riabilitano il grande Indro. Facile irridere alla scoperta tardiva della vera natura del berlusconismo: un mix di “dossieraggio, ricatti, menzogna per distruggere l’avversario, propaganda stupida e intontita, slogan, signorsì e canzoncine ebeti”. Facile farsi beffe di chi, dal 1994 a oggi, ha scambiato B. per un potenziale “grande politico e statista”, un “leader atipico ma liberale”. Facile ricacciare questa parte della destra italiana nelle fogne del neofascismo da cui molti suoi esponenti provengono. Facile, ma anche ingiusto. Per diversi motivi.
1) Il brusco distacco, non solo politico ma anche culturale, dal Caimano e dalle sue putride paludi non è roba da voltagabbana a caccia di prebende e poltrone: anzi, se cercassero quelle, i finiani sarebbero rimasti con B., ben protetti dai suoi scudi giudiziari e mediatici, anziché offrire il petto ai suoi killer catodici e a mezzo stampa. Quando uno cambia idea, bisogna sempre controllargli la bottega e verificare se gli conviene o no. Ai finiani non conviene affatto, anzi conveniva restare dov’erano.
2) L’autocritica, almeno a giudicare dalle parole di Farefuturo, non è una disinvolta operazione di facciata, come quella di tanti che dall’oggi al domani cominciano a dire il contrario di quel che dicevano ieri, con l’aria spocchiosa dei maestri che hanno sempre ragione anche se hanno sempre avuto torto. Farefuturo riscrive il recente passato, confessa un “senso di colpa per non aver capito prima, per non aver saputo e voluto alzare la testa”, riconosce che “oggi che gli editti toccano da vicino, è fin troppo facile cambiare idea” e persino che “ha ragione chi dice: perché non ci avete pensato prima?”, infine ammette che “non c’è una risposta che non contempli un pizzico di vergogna. Un vergogna che, però, non prevede ora il silenzio, il ripetersi di un errore”. Chi parla così merita un’apertura di credito: cioè di essere giudicato non da quel che ha fatto ieri, ma da quel che farà domani (specie in tema di libertà d’informazione e legalità).
3) I finiani non si limitano a difendere Fini, ora che il killeraggio colpisce lui (troppo comodo), ma hanno il coraggio di ricordare il punto più basso del regime: “Il pensiero corre all’editto contro Biagi, Luttazzi e Santoro”. Citano cioè tre personaggi lontanissimi dal mondo della destra, che nel 2002 subirono insieme al loro pubblico l’affronto più sanguinoso: il divieto di lavorare in tv per averne fatto un “uso criminoso” (lesa maestà), divieto che per Luttazzi perdura tuttora.
4) L’autocritica non proviene dai killer, tutti rimasti per selezione naturale alla corte di B., ma da chi appunto ha taciuto per troppi anni sui killeraggi, senza osare “alzare la testa”, e ora che lo fa ne assaggia le prime conseguenze.
5) L’autocritica dei finiani, per quanto tardiva, è comunque in anticipo rispetto a tanti “intellettuali” sedicenti “liberali” e/o “terzisti” che da 16 anni tengono il sacco e fanno da palo a B. paraculeggiando e pompiereggiando con una finta indipendenza che è anche peggio del berlusconismo, perché non ci mette neppure la faccia. Per non parlare dei dirigenti e delle teste d’uovo del centrosinistra “riformista” e della sinistra “radicale” che hanno screditato il valore dell’antiberlusconismo come “demonizzazione” e “giustizialismo”, l’hanno sacrificato sull’altare delle bicamerali, del “dialogo” sulle “riforme condivise”, delle ospitate a Porta a Porta e dei libri Mondadori, non riuscendo o non volendo immaginare una destra diversa da quella abusiva di B. e garantendo lunga vita a B. Oggi dovrebbe vergognarsi e chiedere scusa una vasta e variopinta compagnia. I finiani, con tutte le loro magagne, lo stanno facendo mentre B. è vivo e potente. D’Alema & C. e il Pompiere della Sera aspettano il referto del medico legale.
(di Travaglio su “Il Fatto)
natutan
20 ago 2010 - 18:28 - #64-
Solo quando anche i più “de coccio” che l’hanno votato e appoggiato capiranno che il Nano di Arcore fa sempre e solo bene “gli affari suoi” lasciando il paese sempre più nella kakka…
Come dimensioni, del cero “INTERPOST”, ormai siamo oltre quelli de “la corsa dei ceri” di Gubbio speriamo lo tolgano prima che diventi come la “macchina di Santa Rosa” della processione di Viterbo…
copiaincolla
20 ago 2010 - 18:49 - #7fini si deve andare a nascondere
stefano1966
20 ago 2010 - 21:55 - #8Bello l’articolo di Travaglio.
Da aggiungere solo che Montanelli era considerato Fascista dalla sinistra fino a quando non ha mollato ( che poi è stato cacciato in quanto troppo libero) il Cav.
Fu invitato alla festa nazionale dell’unità.
E si tolse anche il sassolino dicendo “io non ho cambiato idea” davanti ad una folla di sinistra che lo osannava come anti Cav.
Ora succede a Fini,Fascista ieri,riabilitato oggi,per lo stesso motivo.
Poi si chiedono perchè la sinistra perda contro il Cav…ed è il Cav…figuratevi se al suo posto vi fosse un vero politico con le contro b@lle….
Che spettacolo.
A quando un nuovo leader di sinistra,sempre stato di sinistra?
Italioti
21 ago 2010 - 09:10 - #9Nessuna chance per eventuali governi tecnici, dunque: «Il premier scelto dal popolo non si toglie, inaccettabile un esecutivo formato dagli sconfitti»
Italioti
21 ago 2010 - 09:12 - #10intollerabile un governo di perdenti - La sinistra riesce sempre a farsi del male….
forse sanno che gli italioti non li vogliono, si sono mai chiesto il perchè?
( vogliono i voti Italioti x salvare il mondo, a loro chi li salva???)