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“‘E’ vero che la norma transitoria (sul processo breve) non fa parte del programma elettorale del Pdl”
Maurizio Gasparri
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Lo scontro tra finiani e berluscones sul documento in 5 punti su cui si giocheranno le sorti del governo a settembre ruota tutto attorno a una questione fondamentale: cosa fa parte del programma e cosa no.
Nell’intervista a La Stampa di ieri, il capogruppo PdL Maurizio Gasparri ha pronunciato a questo proposito delle parole di verità. Il programma elettorale del PdL del 2008 infatti, alla voce “giustizia” cita molte cose, ma non il processo breve.
Dichiarazioni di tenore del tutto opposto erano state attribuite qualche giorno fa all’ex colonnello di AN:
Il processo breve è una priorità, è stato già approvato dal Senato ed è un punto che fa parte del nostro programma. Siamo convinti che» con la componente finiana della maggioranza si troverà un’intesa: ma se qualcuno volesse derogare a questo patto dei 5 punti illustrato ieri, l’unica alternativa sarebbe il ricorso alle urne per ridare la parola agli elettori
L’intervista di ieri corregge la rotta, ma solo parzialmente. Ecco l’argomentazione di Gasparri nella sua interezza:
“Credo ancora che si possano scongiurare le elezioni se prevarrà lo spirito positivo espresso per esempio nell’intervista ad “Avvenire” dal finiano Pasquale Viespoli. Sul punto controverso della giustizia sottoscrivo quello che ha detto».
Si riferisce al processo breve?
«Preferisco parlare di processo di ragionevole durata. E’ vero che la norma transitoria non fa parte del programma elettorale del Pdl, ma in quel programma è scritto chiaramente che vogliamo dare piena attuazione al principio costituzionale del giusto processo per le vittime e per gli imputati. Pasquale Viespoli ha sostenuto che il testo approvato al Senato è il punto di sintesi anche per la Camera. Sono d’accordo»
adriantaps
24 ago 2010 - 02:28 - #1Quindi se nella legge sul processo breve non si attuasse la norma transitoria, la legge stessa diventerebbe inutile per berlusconi… mah, mi sembra strano… fatta in questa maniera una simile legge perderebbe “l’utilita” per la quale è stata proposta, ovvero unicamente per l’impunità dell’impunito…
io non ci credo a questa storia… hanno sicuramente qualcosa in mente…
pigi
24 ago 2010 - 07:58 - #2Cavilli.
Se non fosse il “processo breve” sarebbe il doppio CSM, indispensabile per effettuare una vera separazione delle carriere dei magistrati.
I finiani direbbero che non c’è nel programma del governo, ma ogni programma presentato agli elettori non può scendere a tal punto nei dettagli.
La verità è che i finiani non vogliono alcuna riforma seria della giustizia, perche Fini, come il PD, fa parte dei benficiati della rivoluzione giudiziaria iniziata nel 1992, quindi non può fare niente contro la nostra inefficiente e boriosa casta magistratuale, la peggiore dell’occidente.
Meglio comunque che sia di dominio pubblico, perché sinora i cittadini vedevano certi comportamenti e non ci capivano un tubo: Fini è il rappresentante della nostra peggiore e parassitaria burocrazia, per la maggior parte residente nella capitale.
16db
24 ago 2010 - 11:32 - #3Tre parole - due sostantivi ed una preposizione semplice
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“chiappe d’oro”