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L'incubo di Berlusconi e l'analisi di Cacciari

Pubblicato: 24 ago 2010 da Alessandro

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Berlusconi

L’ipotesi del Governo tecnico, come mi è già capitato di rilevare, è ancora piuttosto improbabile, anche se - contrariamente a quanto sostenuto da autorevoli esponenti della maggioranza e dallo stesso Presidente del Consiglio - il ritorno immediato alle consultazioni elettorali, in caso di crisi di governo, sarebbe impedito dalle vigenti convenzioni costituzionali.

In questi ultimi giorni, tuttavia, sono accaduti degli eventi che hanno parzialmente modificato il già molto complesso ed instabile quadro politico: così, ad esempio, la radicalizzazione estrema del conflitto tra (una parte) dei finiani e il Pdl (i durissimi attacchi di Filippo Rossi su Farefuturo sono, in questo senso, emblematici) e di quello tra Bossi e Casini.

L’intervento di Bocchino parrebbe alludere, piuttosto, alla concretezza dell’ipotesi di un terzo polo, che potrebbe, per così dire, “sparigliare le carte”. In ogni caso, è certo che lo scenario più catastrofico per il Cavaliere sarebbe davvero quello di un Governo tecnico che approvasse una nuova legge elettorale e che - perché no? - introducesse anche qualche piccola regola volta a limitare i danni del conflitto di interessi.

Una simile soluzione troverebbe ovviamente la strenua resistenza dei berlusconiani, che griderebbero al “colpo di Stato” utilizzando tutti gli strumenti mediatici a loro disposizione. D’altro canto, quel che conterebbe - come ci ha insegnato proprio il Cavaliere - sarebbe soltanto la dura legge dei numeri. Se davvero si formasse una maggioranza orientata in tal senso, ben poco ci sarebbe da protestare.

Ripeto: continuo a credere, allo stato attuale, che l’ipotesi sia improbabile. E, tuttavia, dopo gli eventi degli ultimi giorni (l’esito della votazione sulla mozione Caliendo, le dure parole di condanna della Cei all’attuale classe dirgente, le dichiarazioni di Montezemolo e la radicalizzazione del conflitto tra finiani e berlusconiani), considerata altresì la ferma volontà del Presidente Napolitano di garantire, per quanto possibile, la continuità delle istituzioni, l’idea del Governo tecnico potrebbe costituire una soluzione meno irrealistica di quanto apparisse all’inizio.

In ogni caso, tale prospettiva sarebbe di certo quella più catastrofica per il Cavaliere. Essa rappresenta probabilmente il suo incubo peggiore. Chi ritiene che il berlusconismo sia la manifestazione principale della crisi della nostra democrazia dovrebbe, pertanto, quantomeno provare a verificare la percorribilità di tale strada. E che sia così lo dimostra l’analisi proposta dal Prof. Cacciari in un’intervista pubblicata oggi su Repubblica. Analisi che approda ovviamente a conclusioni opposte…

Questo, in breve, il ragionamento sviluppato dal Professore: nessun Governo tecnico è pensabile, in quanto un’eventuale “coalizione costituzionale” si fonderebbe esclusivamente sulla volontà di liberarsi di Berlusconi. Ecco ritornare l’intramontabile argomento dell’antiberlusconismo, che tante soddisfazioni ha regalato ai berlusconiani… In uno scontro di questo genere il Cavaliere - secondo Cacciari - vincerebbe di sicuro.

Quale sarebbe, dunque, la soluzione ottimale, secondo l’ex sindaco di Venezia? Andare subito alle elezioni, perché tanto al Senato, con questa legge elettorale, il Cavaliere non riuscirebbe mai ad ottenere la maggioranza. Quantomeno nell’ipotesi in cui si formasse un terzo polo.

In questo caso, in base al diabolico piano del Professore, il Pd, dopo le (infruttuose) elezioni, dovrebbe recarsi da Napolitano, il quale, preso atto della situazione, non avrebbe altra scelta (il perché Cacciari non lo spiega…) che conferire l’incarico di dirigere un Governo tecnico a.. Giulio Tremonti!

Un progetto davvero ambizioso per il Pd: andare alle elezioni con la speranza che, alla fine della giostra, si riesca a formare un Governo guidato dall’attuale Ministro dell’Economia (evidentemente l’idea del Governo Tremonti riscuote parecchio successo a sinistra: ricordate le dichiarazioni di Bersani di qualche settimana fa?).

Se, invece, il terzo polo non si formasse e qualora si profilasse un accordo di non belligeranza tra Pdl e finiani, allora il Pd - sempre secondo Cacciari - dovrebbe cercare l’accordo con Casini.

In sintesi il piano è questo: andare subito alle elezioni come vogliono Berlusconi e Bossi, aspettare quello che decide di fare Berlusconi ed eventualmente, se Berlusconi e Fini raggiungono l’accordo, all’ultimo momento cercare disperatamente un’intesa con l’Udc. Tutto questo per aspirare, nella migliore delle ipotesi, alla formazione di un Governo Tremonti. Complimenti! Un piano davvero geniale.

Alla luce di tale analisi mi vado convincendo che l’ipotesi migliore per il Pd sia proprio la formazione di un Governo tecnico decisamente antiberlusconiano.

Foto | Flickr.it

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22 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di 16db

    16db

    24 ago 2010 - 14:01 - #1
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    Ieri mentre tornavo in macchina dal lavoro mi sono sentito un intervento di Giovanardi (UOMO DI MER*AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!! - scusate la parentesi ma fa tutto parte di un metodo di controllo della rabbia ;) ) a “La Zanzara” su Radio 24, che ha parlato di governo tecnico, come di un’eventualità tutt’altro che improbabile.

  • Profilo di tigre2010

    tigre2010

    24 ago 2010 - 14:04 - #2
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    Almeno uno ci prova…. a di du str

  • tigre2011

    24 ago 2010 - 14:30 - #3
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    Prendetela con le molle, ma Cacciari (ex presunto di Veronica Lario) probabilmente diventerà il nuovo direttore generale del San Raffaele, quello di Don Verzè, che vorrebbe far vivere Berlusconi altri 150 anni, quello in cui si vorrebbe creare una cattedra/ufficio ad hoc per la figlia di Berlusconi, neolaureata TRIENNALE in filosofia… .
    Non vorrete mica che quel nobile e dottissimo filosofo, ex-comunista e dalemiano di ferro, di Cacciari resti disoccupato ora che non è più sindaco di Venezia?
    Una voce autorevole e priva di interessi, dunque. :D
    Auguri. ;)

  • Profilo di mr-lorenz

    mr-lorenz

    24 ago 2010 - 14:46 - #4
    1 punto
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    La soluzione migliore e’ dire a Cacciari di ritirarsi a vita privata e specificare che se e quando parlera’ in futuro sara’ sempre e solo a titolo personale, mai a nome dl PD
    Cacciari e’ un’altro relitto umano che spero affondi presto

  • Profilo di ice

    ice

    24 ago 2010 - 14:51 - #5
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    @ #1
    sono di Modena e conosco bene Giovanardi (anche se non di persona)
    in questi giorni proprio lunedì sull’edizione locale de l’Informazione è stato pubblicato un articolo in cui Giovanardi si mostrava offeso perchè il collega di corrente Rotondi (quanto lo odio con quel ghigno in faccia qua do parla dei porblema dell’Itlia….mostra apertamente ch elui col suo stipendio da oltre 100.000E l’anno se la ride alla faccia nostra di tutti i porblemi di quesot stato) non è stato convocato alla riunione programmatica dei 30, lui che non solo è il ministro per l’attuazione del programma di governo ma che insieme a Giovanardi stesso è tra i fondatori del PdL
    …tra i fondatori del PdL!?!?!?!?!
    c’è solo 1 fondatore del PdL= Silvio Berslucosni
    che ha annunciato il partito da solo, mentre gli altri ancora stavano discutendo del se, del perchè e del percome
    A volte mi chiedo se Giovanardi rientra nella schiera dei beoti insieme a Bondi….gente che vive in una realtà parallela e veramente crede a tutte le fregnacce che dice
    o se Giovanardi ripeta a se stesso e al suo pubblico il fatto di essere uno dei fondatori del PdL….sperando che a forza di ripeterla diventi vera……

  • Profilo di marchettino73

    marchettino73

    24 ago 2010 - 15:19 - #6
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    Cacciari è come le zanzare e le mosche.
    Serve a qualcosa,oltre a rompere i coglioni? :D

  • Profilo di spleen

    spleen

    24 ago 2010 - 16:27 - #7
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    “il ritorno immediato alle consultazioni elettorali, in caso di crisi di governo, sarebbe impedito dalle vigenti convenzioni costituzionali.”

    Scusate, qualcuno potrebbe delucidarmi la questione? grazie mille

  • Profilo di alessandro_m

    alessandro_m

    24 ago 2010 - 17:13 - #8
    1 punto
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  • Profilo di help4desk

    help4desk

    24 ago 2010 - 17:52 - #9
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    Cacciari è un signore che sa bene quel che dice.
    A parte le questioni sull’ex di Veronica Lario, che è una delle ennesime boutade di Berlusconi e vale quanto le sue infinite balle. Lavora con Don Verzé: e non vedo dove sarebbe il conflitto di interesse, visto che credo non sia nemmeno iscritto al PD. Proprio per il suo impegno per una facoltà di filosofia ha rinunciato a incarichi pubblici, e di sicuro il PD avrebbe perso meno ad ascoltarlo in passato.

    Alessandro purtroppo ha interpretato male l’articolo, e lo invito a rileggerlo.

    Cacciari ha visto il machiavellico gioco di Bossi&Tremonti e lo ha detto a chiare lettere: far fuori Berlusconi tramite le elezioni anticipate.

    Non ha assolutamente detto è meglio o è peggio per il PD, ma “questa è la realtà”. Ha sì consigliato la sinistra di unirsi al voto perchè con un gioco di PDL-Lega contro PD-DiPietro-Sinistra e contro Terzo Polo (da solo), Berlusconi vincerà alla Camera ma il Senato lo perde ed è costretto a supportare un governo di Unità Nazionale a presidenza Tremonti.
    A quel punto, il declino del Berlusconismo sarà rovinoso.

  • Profilo di alessandro_m

    alessandro_m

    24 ago 2010 - 18:11 - #10
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    # 9.

    Andare alle elezioni pensando che Bossi e Tremonti possano fare le scarpe a Berlusconi è una considerazione che merita l’attenzione di uno psichiatra, non di un analista politico.

    L’analisi poi è del tutto lacuonosa. Perché il Pd non dovrebbe cercare sin da ora l’accordo con l’Udc? E siamo così sicuri che al Senato Berlusconi non sia in grado di raggiungere la maggioranza anche in presenza di un terzo polo?

    Chi è in grado oggi di quantificare anche in modo approssimativo l’effettiva forza elettorale di questo ipotetico terzo polo?

    E come si può essere così sicuri che, anche nell’ipotesi in cui effettivamente si dovesse arrivare ad una situazione di stallo (per nulla auspicabile, sotto alcun punto di vista), Napolitano (o chi per lui) affiderà l’incarico di formare un Governo tecnico a Tremonti? Ma stiamo scherzando?

  • Profilo di 16db

    16db

    24 ago 2010 - 18:38 - #11
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    @9 Se fosse vero che Cacciari lavora per/con Verzè, anche se non trovo nulla a riguardo in rete (ma si sa che non si può sempre trovare tutto con una ricerca di 5 minuti), allora il conflitto ci sarebbe eccome dato che l’intero S.Raffaele è un presidio PdL + CL (do you remember Formigoni?). Anche perchè Don Verzè, poveretto, ha 94 anni e credo inizi ad essere un pochino distaccato dalla realtà, quindi più che dire che il sig. Cacciari lavora con Don Verzè, si dovrebbe dire che il sig. Cacciari lavora con la dirigenza del San Raffaele… ed ecco che io inizio a vederci fumoso… E di sicuro sarebbe controproducente andare a soffiare sul fuoco da parte sua se per caso ci fosse qualcosa in pentola, no? Qualcosa che si rivelerà essere il solito polpettone all’italiana. Ah per la cronaca: la filosofia NON E’ UN LAVORO! E un’altra idea che mi sono fatto è che il sig. Cacciari, in quanto ex dalemiano, un ruolo di rilievo nel PD forse non l’avrebbe avuto, dato che D’Alema al momento inizia a contare davvero pochino. Ognuno fa quel che può per non sparire, no?

  • Profilo di 16db

    16db

    24 ago 2010 - 18:41 - #12
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    Scusa ma ti pongo la domanda in maniera semplice: secondo te, non sarebbe un problema per il San Raffaele, se il governo passasse da PdL ad altro? Verrebbe meno la connessione diretta Lombardia-Stato Centrale, no? Forse anche il federalismo (e quindi più soldi alle regioni) verrebbe almeno rallentato, no? Elezioni e vittoria-ladrocinio di Bossi-PdL cosa vorrebbero dire per un’istituzione come il San Raffaele?

    Te lo chiedo solo perchè non capisco quale punto mi sfugge…

  • Profilo di help4desk

    help4desk

    24 ago 2010 - 20:01 - #13
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    alessandro_m la considerazione che bossi e tremonti stiano facendo il doppio gioco sarà da psichiatria, ma la politica ci ha abituati a questo e altro: chi si ricorda il giochetto Amato/Craxi? E quello D’Alema/Prodi?

    Se questi scenari sono troppo da fantapolitica per te, non nominare la salute pubblica ma rivolgiti alle tue credenze limitanti.

  • Profilo di help4desk

    help4desk

    24 ago 2010 - 20:08 - #14
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    Per gli altri che sparano a zero, Cacciari non è mai stato un Dalemiano (trovate centinaia di zuffe tra i due in rete), anche perchè era parlamentare del PCI quando D’Alema era ancora alla scuola delle Frattocchie.
    Nel 2005 ha persino corso per sindaco di Venezia contro la sinistra e la destra, e ha pure vinto!
    La filosofia non sarà forse un lavoro (cosa è un lavoro?), ma una facoltà universitaria in genere assume insegnanti. Avete presente?

  • Profilo di help4desk

    help4desk

    24 ago 2010 - 20:12 - #15
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    Il San Raffaele è un ospedale privato con relativa facoltà universitaria annessa che esiste da decenni.
    Lo si vede bene a Milano dalla uscita Gobba, ultimamente si è parecchio esteso e ha aperto ospedali in Brasile e a Olbia.
    Ovvio che in caso di caduta del governo o di Formigoni, avrebbe meno danè, ma dovrebbe sopravvivere lo stesso.

  • Profilo di alessandro_m

    alessandro_m

    24 ago 2010 - 20:29 - #16
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    # 13

    Tutte le credenze sono limitanti in qualche modo.

    In ogni caso, la questione non è se Tremonti e Bossi stiano facendo o no il doppio gioco. In realtà, essi fanno un solo gioco: il proprio. In qualunque scenario ipotizzabile, tuttavia, la sostanza non cambia: Bossi senza Berlusconi, allo stato attuale, non va da nessuna parte.

    Quello che ha le risorse economiche e i mezzi mediatici è Berlusconi. Il quale, non a caso, sta corteggiando Casini e comincia a battere i pugni sul tavolo anche contro la Lega. Se riuscisse ad avere l’appoggio del Vaticano potrebbe anche fare a meno dei leghisti. Quello “sostituibile” è Bossi. E questo Bossi lo sa bene. Per cui tira la corda fin dove può.

    A ciò si aggiunga che in campagna elettorale Berlusconi sa dare il meglio di se stesso. Non è per nulla scontanto, quindi, che non riesca a raggiungere la maggioranza al Senato. Pertanto, andare alle elezioni in questa situazione è da irresponsabili.

    L’analisi di Cacciari (che - ricordiamolo - al San Raffele non insegna soltanto, ma è anche Prorettore, nominato da quel don Verzé che ha pubblicamente qualificato Berlusconi “uomo della Provvidenza”) non sta in piedi.

    Del tutto improprio è poi l’accostamento del rapporto tra Tremonti, Bossi e Berlusconi ad altre vicende, come quelle relative ai rapporti tra Craxi ed Amato o tra D’Alema e Prodi. Le differenze tra le situazioni che hai richiamato sono tante che non possono essere nemmeno evocate.

    Ma il punto fondamentale è uno: finché Berlusconi sarà capace di intendere e di volere egli potrà comprare (o tentare di comprare) chiunque e “licenziare” chiunque. Egli è il padrone del Pdl e ha mezzi che gli altri non hanno.

    Chi propone di andare alle urne in questa situazione, con questa legge elettorale e contro tutti i precedenti, o non capisce nulla di politica o è in mala fede.

  • Profilo di help4desk

    help4desk

    24 ago 2010 - 20:57 - #17
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    alessandro, se discuti di uno scenario futuro devi anche spostare nel tempo l’analisi.
    Quindi, è vero che Bossi -AD ORA- deve andare per forza con Berlusconi, ma tra sei-mesi, un anno le cose potrebbero essere radicalmente cambiate.

    Casini non enterà infatti nel circo Barbum del PdL, il suo prezzo è troppo alto e sembra che sia ormai ufficiale che Berlusconi abbia rinunciato all’apporto UDC.
    A questo punto ci saranno fuoco e fiamme tra Fini e Berlusconi/Bossi fino alla rottura finale: l’immunità per il premier salterà dato che il legittimo impedimento sarà probabilmente dichiarato incostituzionale questo inverno. E a quel punto ripartirebbero ben tre processi.

    Le elezioni anticipate saranno un male, vero, ma sono oramai virtualmente certe: c’è solo da deciderne la data. A oggi sembrerebbe che si punti per marzo o giugno 2011.

    Poi, è vero che Berlusconi potrebbe comprarsi tutti, ma la realtà è che oramai il suo fascino è in declino, e prima di tutti l’ha capito Tremonti.
    Se non riesce più nemmeno a comprare un Casini qualsiasi, è davvero alla canna del gas.

    Nel successivo governo di Unità Nazionale, avrebbe lo stesso peso che ebbero Craxi&Forlani nel governo Amato. Rileggersi un pò di storia recente aiuta a capire i parallelismi.

    PS: Cacciari ha lavorato a tratti con Don Verzè fin dal 2002 (con una pausa quando si ricandidò a sindaco di Venezia battendo contemporaneamente destra e sinistra con l’appoggio della sola Margherita). Se pensi che sia uno che si venda per un piatto di riso come un Maurizio Costanzo qualsiasi, sei proprio fuori strada.

  • Profilo di 16db

    16db

    24 ago 2010 - 21:17 - #18
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    Credo tu abbia le idee confuse su cosa sia e quanto sia grande “il piatto di riso”. Forse, ma dico forse, hai sottostimato la questione.
    -
    Per quel che riguarda il San Raffaele hai detto bene: è un ospedale privato con relativa università, e, per entrambe le due precisazioni (privato e università) ha una sua connotazione politica. E’ ormai un’istituzione che ha trasceso abbondantemente il concetto di pura carità cristiana che dovrebbe costituirne le fondamenta.
    Sono sicuro che sopravviverebbe facilmente ad eventi ben più consistenti di un’eventuale caduta del governo Berlusconi, ma il prorettore di sicuro non ha interesse nel porsi in contrasto con la linea politica ed ideologica del cda.
    -
    Per quel che riguarda Berlusconi non è semplice questione di “fascino” ma anche di età: prima o poi arriva per tutti quella del ritiro.

  • Profilo di 16db

    16db

    24 ago 2010 - 21:26 - #19
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    Quello che Berlusconi ha capito, e altri ancora no, è che quelli che arrivano in alto, in un modo o nell’altro sono in vendita e/o hanno qualcosa da perdere. Il segreto è solo capire dove colpire.
    -
    Oh… ma magari sono io che dico cazz*te. Me lo dicono tutti che sono un po’ tardo.

  • Soros

    24 ago 2010 - 21:47 - #20
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    Non dimenticatevi che a gennaio si riscuotono i titoli per il finanziamento del debito pubblico. E io sono pronto a farvi appezzi! :D

  • Profilo di naruto1685

    naruto1685

    24 ago 2010 - 22:23 - #21
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    ” Quello che Berlusconi ha capito, e altri ancora no, è che quelli che arrivano in alto, in un modo o nell’altro sono in vendita e/o hanno qualcosa da perdere. Il segreto è solo capire dove colpire.”

    Piccola correzione

    Quello che Berlusconi ha capito, e altri ancora no, è che quelli che arrivano in alto, in un modo o nell’altro sono in vendita e/o hanno qualcosa da NASCONDERE. Il segreto è solo capire dove colpire. :))

    Non solo, Berlusconi avrebbe già purgato la politica se non fosse per tutti questi guai giudiziari, ovviamente i suoi alleati calpestano le sue povere balls.

    Il pres del consiglio non ha rinunciato assolutamente a riconquistare l’udc, anzi, se non erro il leader della lega nord sta con silvio solo ed esclusivamente per averlo salvato dai debiti (porcata convalidata da un notaio), ma se il nano cade prematuramente rischierebbe di ritrovarsi solo soletto con le sue donnine e servitori di regime alla capezzone…

  • Profilo di asterio

    asterio

    25 ago 2010 - 11:24 - #22
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    naruto, secondo me sbagli…. solo su capezzone: è un affidabile servitore di regime tanto quanto una prostituta è un’affidabile amante: finché c’è grane e glora va tutto bene, ma se il berlusca da l’impressione di decadere, quanto credete che ci metta a cercarsi un altro ovile? è un politicante professionista, gli interessa la poltrona, mica gli ideali!!!