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Terry Jones, il rogo del Corano e Obama: la libertà di espressione in USA

Pubblicato: 10 set 2010 da Bruno Marino

Commenti dei lettori

Terry Jones non si ferma: è di oggi la notizia che il pastore protestante non avrebbe rinunciato all’idea di bruciare pubblicamente il Corano. La notizia ha causato una nuova ondata di proteste: mondo musulmano, politici americani ed europei, cattolici ed ebrei:

“Il rogo del libro sacro dei musulmani è un atto moralmente ripugnante”, ha detto un portavoce del Simon Wiesenthal Center.”

Tutto il mondo sembra indignato. “Fermate quel pastore!”, “Impeditegli di compiere quel gesto!”. Anche Barack Obama è intervenuto (qui sopra un video in cui il Presidente ricorda i valori di libertà religiosa e di tolleranza religiosa). Il problema è che il Primo Emendamento della Costituzione americana garantisce, tra le altre cose, la libertà di espressione.

“Il Congresso non potrà porre in essere leggi per il riconoscimento ufficiale di una religione o per proibirne il libero culto, o per limitare la libertà di parola o di stampa o il diritto dei cittadini di riunirsi in forma pacifica e d’inoltrare petizioni al governo per la riparazione di ingiustizie.”

Infatti, negli Stati Uniti è permesso bruciare addirittura la “Stars and Stripes”, come ha più volte ricordato la Corte Suprema. Facendo un rapido paragone con l’Italia, esiste il reato di vilipendio alla bandiera (ricordate la storia di Umberto Bossi? “Io con la bandiera italiana mi pulisco il c…!”). Negli Stati Uniti invece no. Cosa vuol dire? Che in America non si hanno a cuore i simboli dello Stato? Ovviamente no, il discorso è più complesso.

Gli Stati Uniti sono stati fondati in nome della libertà. Pur con enormi problemi e contraddizioni (lo schiavismo, abolito solo molti anni dopo la Rivoluzione, la segregazione razziale, le enormi differenze tra ricchi e poveri, un rampantismo sociale che sfocia alcune volte in un egoismo sfrenato), la Costituzione americana garantisce a tutti i cittadini molti diritti. Uno di questi è la libertà di espressione: se un pastore protestante della Florida vuole bruciare il Corano, ha il diritto di farlo. E nessuno può impedirglielo, tant’è vero che il segretario alla Difesa, Bob Gates, ha dovuto chiamare il reverendo Jones per chiedergli (non ordinargli) di non mettere in atto i suoi propositi.

Il segretario alla Difesa ha dovuto compiere un atto di grande umiltà, ponendosi quasi al livello del semplice cittadino, per inoltare una richiesta del governo federale. Non ha mandato l’FBI o la Guardia Nazionale in Florida. Non avrebbe potuto farlo. Come ha ben spiegato Federico Rampini oggi su Repubblica, il governo federale è, di fatto, ostaggio di un fanatico religioso.

Il dibattito sembra simile a quello sorto in occasione delle leggi che, in varie parti del mondo, puniscono la negazione dell’Olocausto. Da una parte, c’è chi ricorda che le grandi tragedie della storia nascono dall’oblio, quando l’uomo perde la cognizione degli abissi in cui, nel corso dei secoli, è caduto. Dall’altra, si mette in evidenza il fatto che se si comincia a punire una persona per aver espresso idee “deviate”, fuori dal coro, controcorrente, lo spazio per la libertà individuale potrebbe restringersi di molto. Senza dimenticare, naturalmente, che mettere in discussione l’Olocausto come fatto storico è qualcosa di miserabile e ignobile.

Tornando agli Usa, tutta la storia può sembrare una follia. A ben vedere, però, è solo la conferma della solidità del Primo emendamento della Costituzione. La libertà di espressione è un diritto inviolabile, e va garantito a tutti.

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di lapo

    lapo

    10 set 2010 - 12:03 - #1
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    davvero interessante che il segretario alla difesa della nazione più potente al mondo deve chiedere a questo Pastore/contadino di non fare una minc.hiata del genere.
    certo libertà per carità, ma la libertà non è per tutti, se hai la libertà le vaccate le devi filtrare nella tua testa..e se la tua testa è bacata le minch.iate le puoi fare tranquillamente.
    costui ha la libertà di fare questo gesto, ma non subirà mai le eventuali conseguenze del suo gesto.

    la libertà non è per tutti, rimpiango il colonialismo

  • Profilo di tigre2010

    tigre2010

    10 set 2010 - 12:08 - #2
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    La libertà finisce dove inizia la libertà degli altri… qui parecchia gente rischia la vita per stò pazzo… non è abbastanza per fermarlo?

  • Profilo di marchettino73

    marchettino73

    10 set 2010 - 12:17 - #3
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    Un mio bellissimo post a riguardo su

    http://2010fugadapolis.wordpress.com

  • Profilo di albert1

    albert1

    10 set 2010 - 12:40 - #4
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    U.S.A.: “The Land of Opportunity”.

    Tutti sono liberi, tutti possono fare liberamente ciò che ritengono opportuno.
    Quindi, se alcuni riterranno di costruire una moschea a Ground Zero, la Grande e Libera America permetterà loro di farlo.
    E se poi altri riterranno di raderla al suolo e darle fuoco, la Grande e Libera America troverà il modo di permetter loro di farlo.

    Così siamo pari.

    E liberi.

  • Profilo di ermejo74

    ermejo74

    10 set 2010 - 14:15 - #5
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    Bisognerebbe mettere questo evento in prospettiva.

    Se non ci fosse l’enorme cassa di risonanza dei media, questo tizio potrebbe bruciare il corano e non ci sarebbero conseguenze.

    Il fatto e’ che fa comodo a molti che questa storia venga amplificata.

    Apliando appena un attimino la prospettiva, si nota come questa storia sia semplicemente il seguito della faccenda della moschea ‘vicino’ a ground zero.

    In USA le elezioni stanno arrivando e i repubblicani stanno legittimamente creando dei casi ad arte per mettere in difficolta’ Obama.

    In entrambi i casi ci sono due entita’ che compiono gesti assolutamente legittimi dal punto di vista legale ma che urtano le sensibilita’ di alcuni.

    Il presidenti ha come unica possibilita’ di ricordare la legge, ma cosi’ facendo alcuni media hanno vita facile a tacciarlo di debolezza (per tacere delle teorie complottistiche secondo le quali sarebbe mussulmano).

  • Profilo di blogattelle

    blogattelle

    10 set 2010 - 18:08 - #6
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    va rivolto un pressante appello alle popolzioni, soprattutto ai giovani affinché organizzino filmino e pubblichino roghi di corano bibbia torah&talmud e crocifisso, per rivoltarsi contro la dittatura della religione com’è oggidí che non si vedeva dai tempi di ra o dei primi crociati: con l’artificio del rispetto s’impone la propria legge a tutti, e il vaticano s’è affrettato a metter la mitria anche su questo: -è sacrílego!-, e proprio per questo va fatto, perché la religione, se proprio ci dev’essere, resta un fatto privato; il dramma della vita (nel senso etimologico: opero, agisco) è già abbastanza complicato senza dovervi aggiungere regole astruse imposte dalla religione: quel che per essa è sacro a me può far ridere, oppure repellermi, o farmi venir voglia di dileggiarlo nel modo piú crudo: si chiama libertà di pensiero e d’espressione e guarda caso le religioni piú diffuse limitano la libertà come minimo quando non attentano violentemente quindi non meritano quel rispetto che pretendono e che guarda caso va sempre fissato su la linea del piú integralista, pronto in ogn’istante ai sacrifici umani (e chi è disposto a rischiare la sua vita è padrone della tua, diceva tal lucio anneo seneca)