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La scuola italiana: il migliore dei mondi possibili?

Pubblicato: 13 set 2010 da Alessandro

Commenti dei lettori

Gelmini

Oggi è una “giornata storica” per il Ministro dell’Istruzione: è il giorno in cui, con l’avvio dell’anno scolastico, parte anche quella che la Gelmini definisce la “riforma attesa da decenni”, una riforma che, tra le altre cose, ridisegna la struttura della scuola superiore, “all’insegna della chiarezza e della modernità”, impone il rispetto del tetto del 30 per cento di alunni stranieri per classe (al fine di evitare la formazione di “classi ghetto”) e stabilisce che il superamento di 50 giorni di assenze in un anno comporterà l’automatica bocciatura dello studente.

Ai tanti precari che, in queste ore, protestano furiosamente contro gli ennesimi tagli disposti dal Governo, la Gelmini risponde con promesse che odorano di campagna elettorale: entro il 2018 ne dovrebbero essere assorbiti 220 mila (dati che, peraltro, contrastano con quelli forniti da qualche pubblicazione dello stesso Ministero dell’Istruzione).

In realtà, quello della scuola in Italia non è certo il migliore dei mondi possibili. In base al rapporto Ocse 2010 sullo stato dell’Istruzione nel mondo, presentato a Parigi lo scorso 7 settembre, tra i 33 paesi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, l’Italia si colloca al penultimo posto per spesa nell’istruzione pubblica (subito sopra la Slovacchia). Se la media Ocse di investimenti nel settore è del 13 per cento della spesa complessiva, il nostro Paese impiega soltanto il 9 per cento delle risorse disponibili.

A ciò si aggiunga che il mondo della scuola, in Italia, subisce una delle più sfacciate campagne di disinformazione che la storia repubblicana del nostro Paese ricordi: solo qualche giorno fa il Ministro Brunetta affermava, ad esempio, che negli altri paesi europei gli insegnanti guadagnano di più perchè lavorano di più (il che non è affatto vero: si guardi alla Germania, dove, a parità di ore di lavoro, un docente di scuola secondaria superiore dopo quindici anni di insegnamento guadagna 45.000 euro lordi all’anno, a fronte dei 27.500 euro lordi annui di un collega italiano nelle stesse condizioni) e che molti precari sono persone incapaci, che non hanno vinto un concorso in quindici anni, asserzione piuttosto azzardata, che non tiene conto del fatto che l’ultimo concorso nel mondo della scuola è stato bandito undici anni fa!

Anche la necessità dei tagli viene giustificata sulla base di argomenti che non tengono in minimo conto alcuni dati incontrovertibili: così, ad esempio, la progressiva riduzione delle cattedre comporta la creazione di classi “fuorilegge”, che superano il tetto massimo di 25 alunni stabilito per legge. La creazione di classi di 30 o di 35 studenti, spesso accalcati all’interno di strutture fatiscenti e inadeguate, viola un considerevole numero di norme sulla sicurezza. E il dato è stato più volte denunciato dal Codacons.

A fronte di un quadro del genere, non sembra avere lunga vita un paese che preferisce mantenere un numero spaventoso di enti pubblici superflui (prime fra tutte le Province) e destinare le proprie risorse per le cospicue indennità di consiglieri, assessori, presidenti e burocrati di tutti i tipi, piuttosto che all’istruzione e alla formazione delle generazioni future.

Foto | Flickr.it

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12 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Perplessa

    Perplessa

    13 set 2010 - 12:44 - #1
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    Bravo Alessandro!

  • Profilo di SmoQ

    SmoQ

    13 set 2010 - 12:47 - #2
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    Attesa da decenni, ma da chi?

  • Profilo di marchettino73

    marchettino73

    13 set 2010 - 13:00 - #3
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    La riforma attesa da decenni….

    Peccato non sia questa.

  • Profilo di marchettino73

    marchettino73

    13 set 2010 - 13:03 - #4
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    50 giorni di assenze per la bocciatura automatica…..

    Hahahahahahahahahahahahahaha

    Io ero sempre a scuola……….;))
    Avevo la media annuale intorno ai 70 :)
    E ho padellato il 60/60…..

    Gelmini vacci te a scuola

  • stuf(ato)

    13 set 2010 - 13:24 - #5
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    anche se non sono registrato vorrei lasciare un commento per far capire in che stato si trovano le università italiane: oggi è il 13 settembre, mi sono iscritto al primo anno di ingegneria a pisa e ancora non so neanche se, per questo semestre, le lezioni ci saranno, in quanto praticamente tutti i professori del primo anno erano ricercatori( così mi hanno detto in segreteria didattica). ora devo aspettare il 16 settembre per una votazione nella quale si decideranno quali corsi mandare deserti.
    Ma le tasse le hanno riscosse subito…a noi l’istruzione quando ce la danno?

  • Profilo di marchettino73

    marchettino73

    13 set 2010 - 13:41 - #6
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    Neanche il tempo di tornare dalla Russia del suo amico Putin che Berlusconi offende ancora gli italiani.
    Mentre a Messina, e in tante altre piazze, migliaia di precari del mondo della scuola manifestano contro i tagli del Governo, il presidente del Consiglio si lascia andare nell’ennesima frase sconsiderata. “La riforma della scuola e dell’università - secondo Berlusconi - dovrebbe formare giovani più preparati e pronti a lavorare in azienda”. Mi chiedo, anche stavolta volta, se il Premier ci è o ci fa.

    E’ evidente che dalle sue ville sparse per il mondo Berlusconi non segue le vicissitudini che stanno colpendo il Paese e il mondo scolastico in particolare. Non sa, lui, delle classi da 35 alunni, della difficoltà dei dirigenti scolastici di garantire anche un’aula pulita, del dramma di migliaia di insegnanti che il suo Governo ha gettato in strada, grazie alle gesta della bresciana (ma avvocato a Reggio Calabria) Mariastella Gelmini.
    Come si può migliorare la formazione dei giovani con una didattica striminzita, bocciata sonoramente dall’Ocse che ci classifica penultimi, davanti solo alla Slovacchia? Come fa a parlare del futuro delle aziende se il suo governo licenzia migliaia di statali aumentando, di fatto, la povertà del Paese? Come si può immaginare una futura classe dirigente preparata e competitiva se il pilastro italiano della scuola pubblica è soffocato, quotidianamente, dalle scelte di una maggioranza che punta tutto sull’istruzione privata, regalando lauti finanziamenti alle strutture vicine ai ministri leghisti?

    Quella di Messina, e di tutte le altre piazze italiane, è l’ennesima prova di un Paese stanco ed esasperato. Il vero obiettivo di Berlusconi è ormai chiaro a tutti: grazie ai burattini che gli reggono i ministeri, il presidente del Consiglio sta cercando di fare dell’Italia un Paese di ignoranti: lo fa imbavagliando l’informazione e distruggendo il sistema scolastico, affinché il suo successo elettorale e quello di chi gli succederà non corra pericoli.
    L’Italia dei Valori anche oggi è al fianco dei precari e di chi vuole un’Italia migliore. Mandiamoli a casa e riprendiamoci il Paese.
    (Antonio Di Pietro)

  • Profilo di white

    white

    13 set 2010 - 13:53 - #7
    -1 punto
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    mamma mia

  • Profilo di alessandro_m

    alessandro_m

    13 set 2010 - 13:55 - #8
    0 punti
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    # 1. Grazie, Perplessa!

  • Profilo di _marco_

    _marco_

    13 set 2010 - 14:11 - #9
    -1 punto
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    Ci vorrebbe una valanga di denunce per tutte le classi fuori norma.
    Qualche migliaio di provvedimenti dovrebbero sortire qualche effetto, no?

  • Profilo di mr-lorenz

    mr-lorenz

    13 set 2010 - 15:54 - #10
    -1 punto
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    @9
    ma guarda, io suggerisco denunce a tappeto
    Denuciate e fate chiudere le scuole. Poi vediamo se Tremonti e Gelmini ci dicono che proteggere i bambini contro i rischi di incendio “costa troppo e non ce lo possiamo permettere”

  • Profilo di a1

    a1

    13 set 2010 - 17:20 - #11
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    FATEVE 4 RISATE questi stan fuori de capoccia:

    Stracquadanio: “Legittimo prostituirsi
    se si vuole fare carriera”
    Il deputato del Pdl: “Se anche una deputata o un deputato ammettessero di essersi venduti per fare carriera o per un posto in lizza non sarebbe una ragione sufficiente per lasciare la Camera o il Senato”. E scoppia la polemica

    Stracquadanio: “Legittimo prostituirsi se si vuole fare carriera”

    ROMA - “E’ assolutamente legittimo che per fare carriera ognuno di noi utilizzi quel che ha, l’intelligenza o la bellezza che siano. E’ invece sbagliato pensare che chi è dotato di un bel corpo sia necessariamente un cretino. Oggi la politica ha anche una dimensione pubblica. Ci si presenta anche fisicamente agli elettori. Dire il contrario è stupido moralismo”. Così Giorgio Stracquadanio 1, deputato Pdl, ospite del programma Klauscondicio commenta le affermazioni fatte qualche giorno fa dalla deputata Fli Angela Napoli, che aveva denunciato la “prostituzione” di alcune colleghe in cambio di nomine politiche 2. “Se anche una deputata o un deputato facessero coming out e ammettessero di essersi venduti per fare carriera o per un posto in lizza - insiste Stracquadanio - non sarebbe una ragione sufficiente per lasciare la Camera o il Senato”.

    Le parole del deputato del Pdl provocano un coro di sdegnate reazioni. La prima è quella della stessa Napoli. “Frasi offensive per le donne e in particolare per coloro che fanno politica, la cui carriera dovrebbe essere valutata esclusivamente sul merito” dice l’esponente di Futuro e Liberta’, membro della commissione parlamentare antimafia. “Sul fatto che chiunque sia libero di usare il proprio corpo come meglio crede, e dunque di fare carriera anche prostituendosi ha ragione Stracquadanio, dove invece Straquadanio ha torto marcio sta nel fatto che una simile proposta deve essere respinta seccamente al mittente da chi la riceve, in particolare se si tratta di posti in lista o al governo da assegnare” dichiara Silvana Mura deputata di Idv. E sempre dall’Idv il presidente vicario del gruppo alla Camera, Antonio Borghesi, osserva: “Se le parole di Stracquadanio, che legittima la prostituzione per arrivare al potere, sono vere, sono degne di un ‘pappone’ non di un politico”.

    Sul fronte finiano, Generazione Italia ironizza: “Ci verrebbe da riprendere il grande Corrado Guzzanti e il suo famoso sketch, quello de ’siamo nella Casa della Liberta’ e facciamo un po’ come c… ci pare. Ma visto che potrebbero accusarci di flirtare con il ‘compagno’ Guzzanti e visto che siamo in una fase di difficoltà economiche, ci limitiamo al liberalissimo ‘basta che paghino le tasse’”.

    Ma anche dentro il Pdl non mancano le critiche. “Trovo francamente avvilente che il dibattito sulle pari opportunità continui ad avvitarsi intorno al corpo delle donne. Oggi è il collega Stracquadanio a lanciare provocazioni futili e diseducative, che indignano profondamente”afferma la deputata e responsabile delle Pari opportunità del PdL, Barbara Saltamartini.

    (13 settembre 2010)

    http://www.repubblica.it/politica/2010/09/13/news/stracquadanio_legittimo_prostituirsi_se_si_vuole_fare_carriera-7033057/?ref=HRER2-1

    Anche se c’è veramente POCO da ridere, con il NANO e i suoi scagnozzi al potere al peggio non c’è mai fine.

  • bingoalparlamento

    14 set 2010 - 10:30 - #12
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    Le riforme vanno fatte ma si chiamano riforme proprio perchè non stravolgono l’andamento corrente ma lo migliorano. Voglio dire che sicuramente la scuola andava riformata ma questa + che una riforma mi pare uno stravolgimento.
    Tra l’altro non hanno cambiato di una virgola l’assegnazione delle cattedre e quindi vedremo insegnanti della Sicilia sobbarcarsi oneri (tanti) e onori (pochi) per insegnare a Lodi senza averne la residenza. Non sono leghista ma non penso che nessuno di Lodi andrebbe a Gela ad insegnare per 1300,00 euro al mese, tra affitto e tutto il resto non mi resterebbe niente in tasca. Invece continuiamo a vedere questi esempi nelle nostre scuole tutti i giorni, senza contare quei furboni che dopo aver preso la cattedra e fatto 3 giorni di lezione si danno malati per il resto dell’anno scolastico creando danni alle classi ed all’erario.