Ecco il video in cui Gianfranco Fini racconta la sua verità. L’affaire dell’abitazione monegasca si arricchisce quindi di un nuovo capitolo, forse quello definitivo, difficile dirlo ora, sarà meglio attendere ancora qualche ora. Fini ha spiegato dettagliatamente tutto quanto riguarda la casa pietra dello scandalo, maneggiata come una clava dai giornali filo-berlusconiani.
“Se Gianfranco Tulliani fosse il vero proprietario dell’immobile lascerei la presidenza della Camera”. Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini nel videomessaggio sul sito di Generazione ITalia. “Chi e’ il vero proprietario?” ha domandato “non lo so”
dani83
25 set 2010 - 20:09 - #1perchè il premier quei 400 mila li aveva bisogno!!!due legislature e il berlusca quante ne ha fatte???
fabio-p
25 set 2010 - 20:11 - #2la cosa più bella è sentire berlusconi al tg1 che si dice rammaricato del clima politico di questi giorni e bla bla bla… intanto scorrono immagini di un uomo sorridente e in pose perfette in classico stile dittatoriale
buffoni tutti quanti
gerry-giba
25 set 2010 - 20:24 - #3Berlusconi parlaci di Mills e del giudice Metta, delle corruzioni alla Guardia di Finanza, delle tue società offshore, delle tue prescrizioni, dei tuoi attuali processi, dei rapporti con Cosa Nostra, delle tue leggi ad personam!! Che ci dici Silvio??
adriantaps
25 set 2010 - 20:27 - #4@Fabio
Io non ho visto il servizio del TG1 ma da quello che racconti tu in entrambi i TG ci deve essere lo stesso identico “spacciatore” di foto di B… infatti ho notato anche sul TG5 la stessa identica cosa da te descritta, ovvero lui che straparla, come sempre, e in sovraimpressione diverse immagini con B. in “mussolini-style”… questo secondo me dimostra ulteriormente, anche nel caso ce ne fosse ancora bisogno, che i servizi e le notizie dei 2 principali TG hanno sotto sotto lo stesso manovratore a muovere i fili di quei 4 burattini che si spacciano per giornalisti…
Il TG di Mentana in confronto ’sta proprio su un altro pianeta, e questo non perchè Mentana sia un “fenomeno”, ma semplicemente perche lui si limita a fare il suo lavoro, ovvero dare le notizie e senza leccare gli stivali di nessuno…
#gio#
25 set 2010 - 20:30 - #5Lasciando perdere i troll che mandano in vacca ogni discussione su questo blog e che spingono a guardare altrove, c’è da riflettere su un passaggio importante del messaggio: se la casa è di Tulliani Fini si dimette.
Più chiaro di così… Adesso l’onere della prova passa agli altri, si spera senza patacche.
L’impressione mia, però, è che il Fini stia tirando a campare. E non è una buona cosa, per tutti noi…
fabio-p
25 set 2010 - 20:36 - #6sì adriantaps, i servizi erano probabilmente gli stessi, basta fare un po’ di attenzione e si scopre che un sacco di servizi di politica che compaiono sui vari tg (non solo tg1 e tg5) sono esattamente gli stessi
adriantaps
25 set 2010 - 20:36 - #7Poi visto che molti si sono fissati con i “beni immobili” la vogliamo fare una bella inchiestuccia per fare chiarezza in merito a come B. “aquistò” villa San. Martino, o se preferite la sua villa di Arcore negli anni ‘70 estorcendola ad una ereditiera minorenne ed orfana tutelata all’epoca da udite udite “previti”, e svenduta per una pippata di tabacco per qualche centinaio di milioni di lire a dispetto di svariati miliardi di valore reale?
Ma come, un microscopico appartamentino di 50mtq di montecarlo crea tutti questi scandali per i benpensanti pagati da B. , mentre una villa antica con 1.500 stanze e corredata da affreschi, quadri e mobili originali del ‘700 passa invece cosi, all’acqua di rose…?!?!?
Mi da che qui qualcuno usa due pesi e due misure…
dani83
25 set 2010 - 21:28 - #8memegt … secondo te e secondo voi è una cosa buona che resista ??? non c’è il rischio che B si rafforzi col tempo avvicinandosi ad delle eventuali elezioni?
ah piacere a tutti sono daniele!
naruto1685
25 set 2010 - 22:13 - #9Mah, il pres della camera ha praticamente ribadito le stesse cose di 3 mesi fa, piena fiducia nella magistratura (una frecciatina a silvio), i seguaci di silvio si occupano dei azzi miei snobbando i problemi veri, bla bla bla, forse e scrivo forse, l’unica novità sta nella frase ” “Se Gianfranco Tulliani fosse il vero proprietario dell’immobile lascerei la presidenza della Camera”. Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini nel videomessaggio sul sito di Generazione ITalia. “Chi e’ il vero proprietario?” ha domandato “non lo so” tutto il resto non mi sorprende. Dimissioni? ma anche no! se penso a silvio berlusconi e renato schifani considero Gianfranco Fini l’extravergine immacolato e puro del centrodestra italiano!!
mikbas
25 set 2010 - 22:17 - #10Grande come sempre, meriti la nostra stima ed il nostro rispetto! ma senti da dove arriva la predica! la villa di Milano… quelle in Sardegna… guarda di chi si circonda!…. guardate di chi è figlio CORALLO….. ! Fate un collegamento con altri personaggi politici siciliani….. altro che appartamento a Montecarlo!… Ne vogliamo parlare?
naruto1685
25 set 2010 - 22:24 - #11Ciao Daniele, Benvenuto su polis ma ti consiglio 2010 fugadapolis (piattaforma wordpress, ma polisblog non mi fa mettere il link esatto) , faccio pubblicità occulta, lo so! :))
marchettone73
25 set 2010 - 23:38 - #12#13
Leggi :
ECCO IL TESTO DI FINI
Purtroppo da qualche tempo lo spettacolo offerto dalla politica è semplicemente deprimente.
Da settimane non si parla dei tanti problemi degli italiani, ma quasi unicamente della furibonda lotta interna al centrodestra.
Da quando il 29 luglio sono stato di fatto espulso dal Popolo della libertà con accuse risibili, tra cui spicca quella di essere in combutta con le procure per far cadere il governo Berlusconi, è partita una ossessiva campagna politico giornalistica per costringermi alle dimissioni da Presidente della Camera, essendo a tutti noto che non è possibile alcuna forma di sfiducia parlamentare.
Evidentemente a qualcuno dà fastidio che da destra si parli di cultura della legalità, di legge uguale per tutti, di garantismo che non può essere impunità, di riforma della giustizia per i cittadini e non per risolvere problemi personali.
In 27 anni di Parlamento e 20 alla guida del mio partito non sono mai stato sfiorato da sospetti di illeciti e non ho mai ricevuto nemmeno un semplice avviso di garanzia.
Credo di essere tra i pochi, se non l’unico, visto le tante bufere giudiziarie che hanno investito la politica in questi anni.
E’ evidente che se fossi stato coinvolto in un bello scandalo mi sarebbe stato più difficile chiedere alla politica di darsi un codice etico e sarebbe stato più credibile chiedere le mie dimissioni.
Così deve averla pensata qualcuno, ad esempio chi auspicava il metodo Boffo nei miei confronti, oppure chi mi consigliava dalle colonne del giornale della famiglia Berlusconi di rientrare nei ranghi se non volevo che spuntasse qualche dossier – testuale - anche su di me, “perchè oggi tocca al Premier, domani potrebbe toccare al Presidente della Camera”. Profezia o minaccia?
Puntualmente, dopo un po’, è scoppiato l’affare Montecarlo.
So di dovere agli italiani, e non solo a chi mi ha sempre dato fiducia, la massima chiarezza e trasparenza al riguardo.
I fatti:
An, nel tempo, ha ereditato una serie di immobili. Tra questi, nel 1999, la famosa casa di Montecarlo, che non è una reggia anche se sta in un Principato, 50-55 metri quadrati, valore stimato circa 230 mila euro. Essendo in condizioni quasi fatiscenti e del tutto inutilizzabile per l’attività del Partito, l’11 luglio 2008 è stata venduta alla Società Printemps, segnalatami da Giancarlo Tulliani. L’atto è stato firmato dal Segretario amministrativo, senatore Pontone da me delegato, un autentico galantuomo che per 20 anni ha gestito impeccabilmente il patrimonio del partito, e dai signori Izelaar e Walfenzao.
Il prezzo della vendita, 300 mila euro, è stato oggetto di buona parte del tormentone estivo. Dai miei uffici fu considerato adeguato perchè superava del 30 per cento il valore stimato dalla società immobiliare monegasca che amministra l’intero condominio.
Si poteva spuntare un prezzo più alto? E’ possibile. E’ stata una leggerezza? Forse. In ogni caso, poichè la Procura di Roma ha doverosamente aperto una indagine contro ignoti, a seguito di una denunzia di due avversari politici e poichè, a differenza di altri, non strillo contro la magistratura, attendo con fiducia l’esito delle indagini.
Come ho già avuto modo di chiarire, solo dopo la vendita ho saputo che in quella casa viveva il Signor Giancarlo Tulliani.
Il fatto mi ha provocato un’arrabbiatura colossale, anche se egli mi ha detto che pagava un regolare contratto d’affitto e che aveva sostenuto le spese di ristrutturazione.
Non potevo certo costringerlo ad andarsene, ma certo gliel’ho chiesto e con toni tutt’altro che garbati. Spero lo faccia, se non fosse altro che per restituire un po’ di serenità alla mia famiglia.
E’ stato scritto: ma perchè venderla ad una società off shore, cioè residente a Santa Lucia, un cosiddetto paradiso fiscale? Obiezione sensata, ma a Montecarlo le off shore sono la regola e non l’eccezione.
E sia ben chiaro, personalmente non ho nè denaro, nè barche nè ville intestate a società off shore, a differenza di altri che hanno usato, e usano, queste società per meglio tutelare i loro patrimoni familiari o aziendali e per pagare meno tasse.
Ho sbagliato? Con il senno di poi mi devo rimproverare una certa ingenuità. Ma, sia ben chiaro: non è stato commesso alcun tipo di reato, non è stato arrecato alcun danno a nessuno. E, sia ancor più chiaro, in questa vicenda non è coinvolta l’amministrazione della cosa pubblica o il denaro del contribuente. Non ci sono appalti o tangenti, non c’è corruzione nè concussione.
Tutto qui? Per quel che ne so tutto qui.
Certo anche io mi chiedo, e ne ho pieno diritto visto il putiferio che mi è stato scatenato addosso, chi è il vero proprietario della casa di Montecarlo?
E’ Giancarlo Tulliani, come tanti pensano? Non lo so. Gliel’ho chiesto con insistenza: egli ha sempre negato con forza, pubblicamente e in privato. Restano i dubbi? Certamente, anche a me. E se dovesse emergere con certezza che Tulliani è il proprietario e che la mia buona fede è stata tradita, non esiterei a lasciare la Presidenza della Camera.
Non per personali responsabilità – che non ci sono – bensì perchè la mia etica pubblica me lo imporrebbe.
Di certo, in questa brutta storia di pagine oscure ce ne sono tante, troppe. Un affare privato è diventato un affare di Stato per la ossessiva campagna politico-mediatica di delegittimazione della mia persona: la campagna si è avvalsa di illazioni, insinuazioni, calunnie propalate da giornali di centrodestra e alimentate da personaggi torbidi e squalificati.
Non penso ai nostri servizi di intelligence, la cui lealtà istituzionale è fuori discussione, al pari della stima che nutro nei confronti del Sottosegretario Letta e del Prefetto De Gennaro.
Penso alla trama da film giallo di terz’ordine che ha visto spuntare su siti dominicani la lettera di un Ministro di Santa Lucia, diffusa da un giornalista ecuadoregno, rilanciata in Italia da un sito di gossip a seguito delle improbabili segnalazioni di attenti lettori.
Penso a faccendieri professionisti, a spasso nel Centro America da settimane (a proposito, chi paga le spese?) per trovare la prova regina della mia presunta colpa. Penso alla lettera che riservatamente, salvo finire in mondovisione, il Ministro della Giustizia di Santa Lucia ha scritto al suo Premier perchè preoccupato del buon nome del paese per la presenza di società off shore coinvolte non in traffici d’armi, di droga, di valuta, ma di una pericolosissima compravendita di un piccolo appartamento a Montecarlo.
Ma, detto con amarezza tutto questo, torniamo alle cose serie. La libertà di informazione è il caposaldo di una società aperta e democratica. Ma proprio per questo, giornali e televisioni non possono diventare strumenti di parte, usati non per dare notizie e fornire commenti, ma per colpire a qualunque costo l’avversario politico. Quando si scivola su questa china, le notizie non sono più il fine ma il mezzo, il manganello. E quando le notizie non ci sono, le si inventano a proprio uso e consumo. Così, con le insinuazioni, con le calunnie, con i dossier, con la politica ridotta ad una lotta senza esclusione di colpi per eliminare l’avversario si distrugge la democrazia. Si mette a repentaglio il futuro della libertà. Chi ha irresponsabilmente alimentato questo gioco al massacro si fermi, fermiamoci tutti prima che sia troppo tardi. Fermiamoci pensando al futuro del paese. Riprendiamo il confronto: duro, come è giusto che sia, ma civile e corretto.
Gli italiani si attendano che la legislatura continui per affrontare i problemi e rendere migliore la loro vita. Mi auguro che tutti, a partire dal Presidente del Consiglio, siano dello stesso avviso. Se così non sara’ gli italiani sapranno giudicare. E per quel che mi riguarda ho certamente la coscienza a posto.
Intanto l’avvocato Ellero (ex Lega) dice: «Il mio cliente
non risiede in Italia, non è Fini né i Tulliani»
naruto1685
25 set 2010 - 23:49 - #13Ciao Marco, lunedì mattina sarò libero e commenterò con voi, poi ti racconterò le mie “avventure lavorative”. :))
marchettone73
26 set 2010 - 00:20 - #14Sarò libero anch’io naruto,il lunedì sono chiuso :)
Ciao bbello
naruto1685
26 set 2010 - 00:56 - #15BNotte :))
ziopaperone
26 set 2010 - 08:59 - #16una sfilza di balle senza precedenti, a casaaaaa!
genoeffo
26 set 2010 - 11:57 - #17e il signore di paperone non ha mai detto balle? nè commesso reati
e allora, a casa anche lui…
niente corruzione, niente falso in bilancio, niente veline , niente rapporti con Tarantini , niente società nei paradisi fiscali, niente rapporti con un Dell’utri già condannato in due gradi di giudizio e previti, anche quello un santo…senza contare gli attacchi alla costituzione, alto tradimento e la partecipazione alla P 2.
e i suo sgherri, niente nemmeno loro , operavano a sua insaputa vero?
chi sostiene un simile individuo ha delle affinità, ovviamente non elettive, certo poi il bue cerca di dire cornuto all’asino.