Comunque la si giri, questa nuova “puntata” del Travaglio pensiero, comincia a puzzare. Sa di pesce putrefatto. O, se più aggrada, di minestra riscaldata.
Qui non si discute né sulla libertà di stampa (da garantire sempre), né sulle epurazioni (ridicole!), né sulla legittimità di quel che Travaglio, o chiunque, dice. Ognuno è responsabile di quel che dice. E chi accusa, deve dimostrare il fondamento di tali accuse. Travaglio non è né la pecora nera (o rossa), né il male assoluto d’Italia. Ovvio.
Ma non è automatico che chi accusa ha ragione e gli altri (gli accusati) devono essere per forza colpevoli e “ipocriti” solo per il fatto di essere dei “politici”. Lui, Travaglio, il “questurino” più ricco d’Italia, vuole fare la “vittima”. Per questo si è ripreso la scena (è il solito refrain con speculazioni, indignazioni, ritrattazioni ecc,) mettendo nel mirino, stavolta, il neo presidente del Senato.
Schifani, seconda autorità dello Stato, ha il diritto- dovere di replicare per la propria dignità e più ancora per quella delle Istituzioni. Deve dire tutto, e alla luce del sole, dei suoi rapporti sulla vicenda della Sicula Brokers, società di cui (così sta scritto nel libro “I complici”) avrebbe fatto parte molti anni addietro insieme a personaggi poi condannati per mafia.
L’intervista riparatoria del Presidente del Senato al Tg1 non ha fatto chiarezza. Schifani ha solo detto che quei fatti sono “inconsistenti, manipolati e che non hanno dignità di generare sospetti”. Proprio per evitare ulteriori speculazioni Schifani può e deve dire di più. Tutto il resto, (le scuse del conduttore di “Che tempo che fa” Fazio, quelle della Rai ecc) fa parte del solito copione: aria fritta.
Però. C’è un però. Ed è il lato politico del “fenomeno Travaglio”. Il giornalista dell’Unità e dell’Espresso incarna, almeno mediaticamente, il giustizialismo Made in Italy. Fa da sponda, in un’area di confine della sinistra, al partito di Di Pietro. Ma l’obiettivo vero è influenzare il Pd, spostarlo su una linea opposta a quella della “riconciliazione” di Veltroni.
Comunque far crescere un’area di pressione, come “cavallo di Troia” per dividere il Partito democratico e collocare l’intera sinistra fuori da una linea riformista e garantista. Da tutto ciò, e dal riproporre la linea dell’antiberlusconismo, potrebbe guadagnarne proprio il leder del Pdl. Ma non è così. Perché il neo Premier, specie in proiezione futura, non ha più interesse a radicalizzare lo scontro, a tornare alla demonizzazione reciproca.
Scontro che, comunque, farebbe male all’Italia e agli italiani. Certo, non sarebbe una guerra civile con fucili e coltelli. Sarebbe la guerra “incivile” delle parole, delle ingiurie e contro ingiurie. A Travaglio poco importa di Schifani: vuole, da vittima, riaprire la guerra nella sinistra e quella fra destra e sinistra. Già visto. Già, non finirà qui. Altri danni. E non per Travaglio.
OTAMADA
13 mag 2008 - 14:59 - #101Claudia, Travaglio si è sempre occupato di inchieste giudiziarie non di politica ed ha sempre pubblicato solo estratti di verbali e sentenze di processi.
Stai tranquilla che il giorno in cui ci fosse un processo su Bassolino Travaglio ci si fionderebbe come un falco. Per ora si è limitato a darne dei giudizi politici e se lo seguissi sapresti che non ha fatto sconti.
Gustavo Lapassera (al catasto)
13 mag 2008 - 19:59 - #102“Se l’inchiesta è stata archiviata significa che non vi era fondatezza”
Si certo…credo dovresti studiarti qualcosina(le basi basi) di diritto….
E poi,se fosse 1 ci può stare il dubbio di infondatezza,magari è una’indagine partita da un calunniatore ,ma 6(!!!!) solo a palermo + 1 a milano per droga +2 per stragi,di un TIZIO (mettiamo caso non sia silvio) che aveva uno stalliere in casa scoperto poi un noto mafioso,che ha visto condannato per conc. esterno per mafia un suo conoscente intimo fondatore del partito in cui ne è il leder indiscusso,che è stato nominato nell’ultima intervista da un martire antimafia come tale borsellino che ha militato nelle fila di una organizzazione massonica nota per infiltrazione mafiose e che,piccolo particolare, ha un mano un eorme potere mediatico per farti credere che tutto questo sia una roba da niente o comunque tutte invenzioni di una certa parte dell’organismo di giustizia italiano alui avverso….
..ca..z.zo non dico 100, MA 1 DUBBIO VE LO SIETE MAI POSTO ?
..Io vi invidio, vi invidio e basta…
Liberty Valance
13 mag 2008 - 21:07 - #103#100
SeD, non mi riferivo a te x l’hdemia della crusca, c’è in giro un certo Gianny con tanto di avatar aggressivo che corregge gli intellettuali di sinistra che inciampano in clamorose storpiature grammaticali.
Ma stai a vedere che adesso non conosco il caso Forleo perchè ho sbagliato il nome?
Liberty Valance
13 mag 2008 - 21:18 - #104#102
hai ragione, il Berlusca è dentro con la droga fino al collo!!!
Una sera ero al parco Trenno, e Silvio è venuto da me con aria furtiva e mi ha chiesto se volevo un deca di pakistano.
Alla fine ci siam fumati un cylum da 5 sigarette, e poi per rimanere in tema, colti da irrefrenabile fame chimica ci siam fatti 3 cannoli siciliani freschissimi che gli ha mandato un suo amico palermitano del quale non ha potuto farmi il nome, ma solo il cognome, Mangano!!!!
Per cui, Travagghiu tene raggione, burlusconi è maffiuso, e colluso.
claudia161
13 mag 2008 - 23:25 - #105c’è un errore di fondo:io non sono una ”fan” di Berlusconi ma sono semplicemente stanca di tutto questo blablablabla
noi siamo i buoni e lui è l’uomo nero!!!!
non credo nella politica ”in toto” nessuno sta lì seduto tra le comode poltroncine per farmi guadagnare di + o per tutelare la mia citta’, me e la mia famiglia….
allora non mi venite a dire Berlusconi pensa ai ca22i suoi perchè gli altri cosa fanno????
iperuranio
09 feb 2009 - 14:57 - #106A chi di riferimento,
nn condivido affatto la perversione dei suoi ragionamenti vs. marco travaglio. semplicemente: io nn li seguo. probabilmente, è una mia deficienza, ma proprio nn riesco a capire la sua linea di coerenza. se analizzato dal punto di vista della logica, il suo commento/articoletto sarebbe classificato come “discorso equivoco”: dunque, confusionario. qust perchè sfrutta l’oscurità che vorrebbe dissolvere. io ho vari principi che mi guidano, come stelle fisse nel mio cielo; 1 di qst è che combatto ogni mio istintivo comportamento mosso dal funesto “mito della personalità”. partire da qst specifico punto, nn sarebbe male per discutere in modo ragionevole pro bene collettivo, nn le pare? le parole sono azioni, mi ricordo sempre (altro principio principe); e devono pertanto essere pronunciate soltanto dopo che qst medesime si siano guardate tutt’intorno, da vari punti di vista, a 360 gradi magari e ancora oltre…
con tristezza per l’oscurità del suo commento,
marco tebe