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Ore 12 - Berlusconi, più forte o più debole?

Pubblicato: 01 ott 2010 da Massimo Falcioni

Commenti dei lettori

altroDomani si vedrà. Ma oggi Silvio Berlusconi, dopo la due giorni “horribilis” (fra Camera e Senato), può tirare un sospiro di sollievo.

Il premier fa proprio l’aforisma di Giulio Andreotti: “Meglio tirare a campare che tirare le cuoia” e prova a ripartire, tentando il rilancio del governo di legislatura.

Berlusconi ha voluto da Fini la tregua, ottenuta grazie al (dolorosissimo) riconoscimento politico di Futuro e Libertà, nuova, indispensabile “terza gamba” della coalizione. Adesso il capo del Governo parla di maggioranza “più ampia e articolata”, e i numeri dicono che è così.

Ma il riconoscimento della “terza gamba” sancisce il fallimento del Pdl (perla del Cavaliere) e il mancato traguardo dell’autosufficienza pesa come una gravissima sconfitta sul premier, aprendo prospettive tutt’altro che stabili.

Ha ragione Vittorio Feltri che scrive sul Giornale: “Berlusconi e Fini condannati a stare insieme”. Il primo è stato costretto a un passo più “dimesso”, senza sparate, più dialogante e realista, pena il ko immediato. Il secondo a non tentare il colpo di mano del “no” alla fiducia al governo, certo dei rischi di un voto anticipato con un partito ancora di fatto inesistente.

Ma entrambi sanno di camminare sulle uova. E’ Bossi a tradurre: “Al primo sbaglio si vota”. E, davanti, ce ne sono di bucce di banane.

In effetti il premier procederà su un terreno minato: arriverà la prova della legge elettorale, prima quella della giustizia, prima ancora quella del voto di sfiducia sulla sua posizione di ministro ad interim allo Sviluppo. Quindi, un governo debolissimo, ostaggio di Fini e di una manciata di centristi siciliani, con la Lega che scalpita.

Tattica e guerra di posizione si mischiano. Dopo il violentissimo corpo a corpo delle ultime settimane, né Berlusconi né Fini si ritireranno nei loro accampamenti. La tregua reggerà fino a che uno dei due sarà pronto a sferrare un nuovo, decisivo, attacco contro l’altro nella logica che l’avversario non va sconfitto, ma eliminato.

Il pallino è e resta in mano a Berlusconi, che rischia però di diventare sempre più un autocrate impotente. Chamberlaine e Chirac avevano in Churchill e Sarkozy due nemici, politici e personali; ma mai si sarebbero sognati di chiederne l’espulsione per tradimento. E di perseguirne poi l’eliminazione politica o l’assassinio mediatico.

Questo Berlusconi voleva di Fini. E il Cavaliere non è uno che certe cose se le dimentica. Nemmeno Fini. Tutto qui.

Presto sarà di nuovo caos. Intanto, navigazione a vista per il Governo e liti per la maggioranza. E per il Paese? Non cambierà niente, resterà in brache di tela. Poi, in primavera, il voto.

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di magoselvo3d

    magoselvo3d

    01 ott 2010 - 12:11 - #1
    0 punti
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    Falcioni ma non doveva essere l’atto finale questo? cavoli non ne azzecchi una. Cambiare mestiere no eh?

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    01 ott 2010 - 12:37 - #2
    1 punto
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    SCUDI UMANI

    Due notizie all’apparenza scollegate. La prima: il 16 settembre il ministro della Giustizia di St. Lucia, Rudolph Francis, scrive un appunto riservato al suo premier in cui afferma che il proprietario della casa affittata a Montecarlo da Giancarlo Tulliani è lo stesso cognato di Fini; la lettera rimbalza sulla stampa di Santo Domingo e di lì su quella italiana, rovinando la reputazione dell’atollo caraibico che campa sulla riservatezza garantita agli esportatori di capitali e alle loro società offshore. La seconda: il 20 settembre i carabinieri di Strambino (Torino) arrestano Igor Marini, che deve scontare una pena di 5 anni per aver calunniato il pm Beatrice Barborini, accusandola di aver insabbiato le sue accuse a Prodi, Fassino e Dini sullo scandalo Telekom Serbia; il processo per le calunnie di Igor a Prodi & C. è ancora in corso a Roma. Francis e Marini, geograficamente e antropologicamente lontani le mille miglia, sono apparentati da un paio di denominatori comuni: hanno screditato due avversari di Silvio Berlusconi e ne hanno pagato pesantissime conseguenze. Ma non sono casi isolati.

    La biografia del Cavaliere è zeppa di scudi umani pronti a immolargli la propria vita, faccia e carriera senza un apparente tornaconto, poi finiti in rovina, ma contenti e silenti. Previti corruppe un giudice per regalare la Mondadori a Berlusconi, poi fu condannato, arrestato ed espulso dalla Camera. Dell’Utri, secondo i giudici di Palermo, fece da “cerniera” fra Cosa Nostra e Berlusconi e, se la Cassazione confermerà la sua condanna in appello a 7 anni, traslocherà dal Senato al più vicino penitenziario. I marescialli Giovanni Strazzeri e Felice Corticchia si attivarono nel 1995-96 per supportare le “notizie agghiaccianti” che Berlusconi aveva portato alla Procura di Brescia per far incriminare il pool Mani Pulite, poi finirono in manette e patteggiarono 2 anni per calunnia. L’avvocato David Mills aprì per conto di Berlusconi decine di società offshore nei paradisi fiscali, testimoniò il falso in due processi per “salvare Mr. B da un mare di guai”, poi fu scoperto, processato, lasciato dalla moglie e dai clienti, condannato in primo e secondo grado, salvato dalla prescrizione in Cassazione, ma costretto a sborsare 250 mila euro di risarcimento alla presidenza del Consiglio.

    Flavio Carboni, già socio e confratello piduista di Berlusconi, è in carcere da due mesi per le pastette giudiziarie della P3 a beneficio di “Cesare” (il solito Berlusconi). Il mese scorso un consulente del mobilificio romano Castellucci e la sua consorte rinunciavano al posto di lavoro per poter rivelare al “Giornale” certe voci su una cucina da 4.500 euro acquistata da Fini e dalla Tulliani e destinata, a loro dire, all’appartamento di Montecarlo. L’elenco degli scudi umani si ferma qui, per motivi di spazio. Chi osa insinuare che siamo un paese di furbi materialisti, si vergogni e arrossisca

  • Profilo di ziopaperone

    ziopaperone

    01 ott 2010 - 13:07 - #3
    -1 punto
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    berlusconi e’ fortissimo, non esiste alternativa, parlano poi di governo tecnico, ma al senato non avrebbero mai i numeri, la loro speranza di creare una legge elettorale pro sinistra e’ vana.
    che si lasci lavorare questo governo fino alla fine legislatura.

  • Profilo di pass

    pass

    01 ott 2010 - 14:42 - #4
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    Ormai si va fino alla fine. Speriamo almeno continui a non far niente per non rovinare ulteriormente questo paese.

    http://oblioilblog.altervista.org/