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Attentato a Belpietro: questo strano silenzio

Pubblicato: 07 ott 2010 da V.

Commenti dei lettori

attwntato belpietro strano silenzio

Ieri vi abbiamo raccontato degli ultimi sviluppi nelle indagini sull’agguato al direttore di Libero, Maurizio Belpietro. Accadde tutto settimana scorsa: un attentato con un omicida che non ha lasciato tracce nella fuga, la cui pistola si è inceppata, che sembra riuscito a diventare invisibile in una zona con una densità di telecamere indicibile.

Mi ha colpito però - e non sono stato l’unico a notarlo - come dopo l’onda di informazione di settimana scorsa, giustamente fatta di prime pagine, di speciali in tv, di editoriali infuocati, di dichiarazioni assurde sui “mandanti” sia piombato il silenzio sulla vicenda. Stamane leggo solo un pezzo sul tema, che esce su Libero a firma Filippo Facci: null’altro.

Non so, mi sembra un po’ strano un decadimento così rapido della notizia, e di nuovo, non credo di essere il solo a vederla così. Voglio dire: siamo andati avanti mesi e mesi a suon di prime pagine su un appartamento a Montecarlo, rischiano di fare secco il direttore di uno dei principali quotidiani del centro destra, e se ne parla tre-quattro giorni e via?

Naturalmente il mio parallelo tra le due vicende è puramente retorico: non sono minimamente paragonabili per volume di interesse (e di interessi in gioco…) e gravità oggettiva. Un tentato omicidio non è un cognato che fa il furbetto. Tornando a oggi, nel suo pezzo peraltro Facci non racconta nulla di nuovo sulle indagini, ma si dedica principalmente al lavoro d’archivio - che gli riesce molto bene - ma non c’è davvero nulla di nuovo in quanto leggo su Libero

«Sinceramente non ci ho mai creduto molto…» ha detto venerdì scorso Gerardo D’Ambrosio, già procuratore aggiunto del Pool di Milano e protagonista, il 14 aprile 1995, di un attentato che fu sventato dallo stesso caposcorta che ha difeso a pistolettate il domicilio di Maurizio Belpietro. Non ci ha mai creduto molto, il senatore del Pd D’Ambrosio: però, allora, ci credettero tutti. Persino lui. Anzi: tutti evocarono dei foschi scenari. Gli attuali dioscuri del Fatto Quotidiano ci videro l’ombra della Cia, mentre il sostituto procuratore Armando Spataro - che ora indaga sull’attentato a Belpietro - lesse un allarmatissimo comunicato. Antonio Di Pietro pure. Insomma, ai tempi dubbi non ve n’erano, non servivano

Possibile che dopo la notizia bomba - infilata tra le righe di una breve del Corriere qualche giorno fa - di quelle voci che girano in ambienti di polizia che sostengono l’agente di scorta si sia inventato l’agguato, cada tutto così nel nulla?

In ogni caso, se avete tempo e voglia di approfondire, l’attentato a Belpietro sarà uno dei temi della puntata di Annozero in onda stasera. A dimostrare la tesi del decadimento della notizia, date un’occhiata a Google News, lo screenshot che trovate in alto è preso proprio da lì. La query era “Maurizio Belpietro”, i risultati ordinati per data nell’ultima settimana.

Update! Leggo sul tema un pezzo molto interessante di Giovanni Maria Bellu su l’Unità.

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di help4desk

    help4desk

    07 ott 2010 - 11:28 - #1
    1 punto
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    PATACCA! PATACCA! PATACCA!

    Vi ricordate i tempi della cimice trovata a Berlusconi e trasmessa in TV come prova di mega complotto?
    L’avevano messa gli stessi che l’avevano trovata! Un’azienda a libro paga di Berlusconi…..

    Poi, ovviamente, non se ne è più saputo nulla. Come da copione….

    PS: per i nati ora, cercate berlusconi cimice su google!

  • Profilo di help4desk

    help4desk

    07 ott 2010 - 11:28 - #2
    0 punti
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    Cimici e spie «Ho trovato una microspia dietro il termosifone del mio studio. Mi spiano! Abbiamo procure eversive che calpestano l’immunità parlamentare!». È l’11 ottobre ‘96 quando Berlusconi mostra ai giornalisti una microspia grande quanto un mini-frigo. Luciano Violante convoca la Camera in seduta straordinaria. Buttiglione parla di «uno scandalo peggiore del Watergate». Destra e sinistra invocano immediate riforme delle intercettazioni. Solo Bobo Maroni dice: «Più che una cimice a me pare una mozzarella, anzi una bufala». Mesi dopo si scopre che il microfono era stato messo lì, per fare bella figura, da un tecnico incaricato dagli uomini del Cavaliere di bonificare i locali.

  • Profilo di gatzpacho

    gatzpacho

    07 ott 2010 - 13:30 - #3
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    Beh, visto che è un messinscena e sono stati sgamati ora se ne stanno zitti, sperando che ce ne dimentichiamo, ora è più importante infangare la Marcegaglia

  • Profilo di fc77

    fc77

    07 ott 2010 - 14:40 - #4
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    una bella denuncia per procurato allarme,no eh?

  • Profilo di phen75

    phen75

    07 ott 2010 - 14:40 - #5
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    A questo presunto attentato non ci crede nessuno. D’altra parte ognuno ha la credibilità che si merita sulla base della propria storia professionale, e Belpietro se ne merita poca.

  • Profilo di fabio-p

    fabio-p

    07 ott 2010 - 14:47 - #6
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    prima delle elezioni ci saranno ancora 1-2 attentati ovviamente fasulli… siamo in campagna elettorale!
    Strane anche le parole di Maroni subito dopo l’attentato patacca a Belpietro: “purtroppo non sarà l’ultimo”… e che cavolo ne sa? nessuno ha dato peso a queste parole eppure secondo me sono strane…

  • Profilo di carmila

    carmila

    10 ott 2010 - 19:25 - #7
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    ma sì, questa è un’altra patacca in stile “duomata”…ricordate? chi ne parla più? nemmeno il nano che potrebbe benissimo rinfocolarla ora che siamo in campagna elettorale: ma quando ne potremo ridere finalmente liberi da questo incubo? purtroppo ora la cosa è tragicamente seria