
Giusto ieri Marco Travaglio dedicava il suo editoriale sul Fatto quotidiano ad irridere il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, per la sua denuncia circa le presunte intercettazioni a cui sarebbe stato sottosto da una non meglio specificata procura (anzi, forse addirittura due). Oggi il quadro si fa più chiaro e sembra venir fuori che stavolta aveva ragione il direttore del Giornale.
I pm della procura di Napoli Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock hanno infatti avviato una indagine per concorso in violenza privata (per presunte minacce legate all’eventuale raccolta di un dossier contro Marcegaglia in seguito a sue dichiarazioni contro il governo) a carico di Sallusti e del suo vice Nicola Porro. Alla base delle perquisizioni nella sede del quotidiano ci sarebbero alcune conversazioni e messaggi tra i giornalisti e un componente dello staff del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia.
“Siamo molto curiosi di vedere le reazioni di coloro che sono mobilitati per il disegno di legge sulle intercettazioni. Siamo ancor più curiosi di capire le ragioni e le conseguenze di una iniziativa che ha aspetti devastanti” ha subito dichiarato Fabrizio Cicchitto del Pdl. Ma sarà un caso che per fare una perquisizione al Giornale abbiano mandato i Carabinieri del Noe (il nucleo operativo ecologico)?
Foto | Flickr
fc77
07 ott 2010 - 12:12 - #1” Ma sarà un caso che per fare una perquisizione al Giornale abbiano mandato i Carabinieri del Noe (il nucleo operativo ecologico)?”…..x forza, con tutta la monnezza che c’è li, chi dovevano mandare, una ditta di pulizie?
help4desk
07 ott 2010 - 12:31 - #2hahaha!
I carabineri ecologici sono quello che ci vuole per spazzare via la Monnezza che Feltri ha accumulato in decenni di minacce, killeraggi e ritorsioni!!
Al gabbio!!
alatrippa
07 ott 2010 - 12:42 - #3Ai 2 che mi hanno preceduto: ragazzi un po’ di rispetto, prego….
….. per la spazzatura, of course.
fc77
07 ott 2010 - 12:49 - #4ahahahah chiedo umilmente scusa alla “monnezza”. :-)
munky
07 ott 2010 - 13:10 - #5In realtà Travaglio ieri diceva essenzialmente che Sallusti non dovrebbe lamentarsi di essere interecettato: se non ha nulla da nascondere non salterà fuori nulla (cosa che alla luce di questi fatti mi sembra che invece qualcosa da nascondere ce l’abbia). Mi fa ridere Cicchitto che invece di difendere le forze dell’ordine (che ricordiamolo: intercettano sicuramente non a caso e che poi agiscono quando hanno le basi per farlo, non prima) le attacca. A questi politici non piace essere intercettati visto che bene o male hanno tutti qualcosa da nascondere.
stefano1966
07 ott 2010 - 13:10 - #6Ahahaha….se un giornale va avanti mesi con noemi letizia,pubblica video fatte dalla daddario e foto prese da un Km di distanza fatte da zappadu….è libertà di stampa.
Se si fa un’inchiesta non a sinistra e non in funzione anti cav è dossieraggio o killeraggio mediatico.
Che spettacolo.
Gli ultimi arrivi poi sono fenomenali.
Già il Cav ha usato il Milan e il linguaggio calcistico,Forza Italia,per fare presa sull’elettorato.
Ora scende,forse,anche il Luca Luca,che è noto per la Ferrari.
Evvai.
Se poi si ricerca un minimo e si va a vedere come ha organizzato anche solo Italia’90….altro che dossieraggio….
Quanto alla Marcegaglia c’è da dire qualcosa?
Usando un linguaggio vetero sinistroso:una padrona che se ne frega delle condizioni dei suoi operai e che ha una cifra inpressionante di morti sul lavoro.
Se questo è il nuovo.
O è chi si può permettere di dare indicazioni su come “fare meglio”.
Condoglianze.
gatzpacho
07 ott 2010 - 13:25 - #7E qui vediamo che allora i motivi per intercettare lo staff de “Il Giornale” c’erano tutti!
Tralaltro per chi si volesse fare 4 risate, consigliodi andarsi a leggere il blog di questo quotidiano di propaganda! C’è da scoppiare dal ridere, o da scoppiare dalla rabbia, a seconda degli stati d’animo!
william-wallace
07 ott 2010 - 14:04 - #8Ecco un perfetto esempio di coerenza:
Se i carabinieri entrano alla Diaz sono dei fascisti.
Se entrano nella sede del Giornale sono degli eroi.
E tutti questi giudizi arrivano a priori!
Bravi, adesso sotto coi meno dato che per voi è come la masturbazione.
william-wallace
07 ott 2010 - 14:08 - #9Munky
Però il principio del “non ha nulla da nascondere quindi non deve preoccuparsi di essere intercettato” non mi sembra un gran che valido… Non è lo stesso che sta alla base del Grande Fratello di Orwell?
help4desk
07 ott 2010 - 14:15 - #10Stefano, Feltri non ha mai fatto un’inchiesta che sia una.
Per fare un’inchiesta il presupposto è che si sia un giornalista, e quelli non sono altro che pennivendoli. Truppe corazzate della menzogna.
Ha solo raccontato balle (come ammesso in varie occasioni da Di Pietro a Boffo, risarciti con iniezioni di milioni di euro).
Infatti, come è noto, non solo le copie del Giornale non aumentano, ma il mandante della Monnezza è costretto a pagare, e caro, tutti quelli che infanga.
Forse per quello il Berluska ha detto che “i nostri giornali ci fanno più male che bene”?
fc77
07 ott 2010 - 14:16 - #11Ste,ti sembra poco questo?
Dalle conversazioni e da un sms sarebbe emersa la presunta intenzione di una campagna di stampa nei confronti della Marcegaglia. Una fabbrica del fango, secondo gli investigatori, simile alla campagna di stampa condotta nell’estate 2009 contro il direttore di Avvenire,Boffo, costretto poi a dare le dimissioni, mentre l’allora direttore del Giornale, Vittorio Feltri, subì una sospensione dall’Ordine dei giornalisti.
Di particolare rilievo, secondo i magistrati, l’sms inviato il 16 settembre dal vicedirettore Porro a Rinaldo Arpisella, responsabile dei rapporti con la stampa della Marcecaglia: “Ciao Rinaldo domani super pezzo giudiziario sugli affari della family Marcecaglia”. Pochi minuti dopo intercorre una telefonata tra i due. Porro: “…adesso ci divertiamo, per venti giorni romperemo il ca z zo alla Marcecaglia come pochi al mondo!”. Aggiungendo che non si trattava di uno scherzo e di aver “spostato i segugi da Montecarlo a Mantova” con riferimento – spiegano i pm – alla città centro di riferimento degli interessi economici e familiari del presidente di Confindustria.
Gli inquirenti registrano poi una telefonata in cui Arpisella chiede a un responsabile delle relazioni esterne di Mediaset un intervento di Confalonieri. In un colloquio successivo, il responsabile Mediaset parla dell’avvenuto intervento del presidente di Mediaset presso “Il Giornale” e del fatto che la Marcecaglia lo aveva poi ringraziato.
Nel decreto viene poi riportato un passaggio di un’altra telefonata, del 22 settembre, tra Porro e Arpisella. Il giornalista: “…dobbiamo trovare un accordo perché se no non si finisce più qui…la signora se vuole gestire i rapporti con noi deve saper gestire…quello che cercavo di dirti è che dobbiamo cercare di capire come disinnescare in maniera reciprocamente vantaggiosa, vantaggiosa nel senso diciamo delle notizie delle informazioni della collaborazione no…”. Emma Marcegaglia viene interrogata dai pm il 5 ottobre in qualità di “persona informata dei fatti”. Un passaggio della sua testimonianza :”Dopo il racconto che Arpisella mi fece – dichiara la Marcecaglia – ho sicuramente percepito ‘l’avvertimento’ come un rischio reale e concreto per la mia persona e per la mia immagine, tanto reale e concreto che effettivamente ci mettemmo, anzi mi misi personalmente, in contatto con Confalonieri”.
“Il Giornale e il suo giornalista – aggiunge il leader degli industriali – hanno tentato di costringermi a cambiare il mio atteggiamento nei confronti del Giornale stesso concedendo interviste che, per la verità, io sul Giornale almeno recentemente non avevo fatto…Non mi era mai capitata una cosa simile, e cioè non mi era mai capitato che un quotidiano ovvero qualsivoglia altro giornale tentasse di coartare la mia volontà con queste modalità per ottenere un’intervista ovvero in conseguenza di dichiarazioni precedentemente rilasciate”
help4desk
07 ott 2010 - 14:19 - #12Feltri: 20 anni di patacche!
La prima patacca accertata è del 1990, ai tempi in cui Vittorio Feltri dirige “L’Europeo”: un’intervista sul rapimento Moro a tale Davide, “carabiniere infiltrato nelle Br” che avrebbe fatto irruzione nel covo di via Montenevoso.
E’ un racconto “esplosivo” su presunti memoriali e audio di Moro dalla prigionia, con tanto di dettagli erotici sui brigatisti Franco Bonisoli e Nadia Mantovani sorpresi nudi a letto. Peccato che sia tutto falso, dalla prima all’ultima riga, e il “Davide” in questione non esista neppure.
Segue un falso scoop sulla morte di Pinelli, un attacco a Indro Montanelli (”è arrivato il tuo 25 luglio”), e il linciaggio di Norberto Bobbio (”mandante morale dell’omicidio Calabresi”), più un po’ di insulti alla Guardia di Finanza (che in quel periodo sta indagando sul Cavaliere).
Quasi inevitabile nel ‘94 la promozione al “Giornale”, appena lasciato da Montanelli. Qui Feltri si fa riconoscere subito per i titoli farlocchi tra cui un mitico “La lebbra sbarca in Sicilia, contagiati a Messina quattro italiani” (vero niente). Notevole anche “Berlusconi vende la Fininvest”, così come la patacca sui miliardi di Milosevic “trasportati in sacchi di juta dalla Serbia all’Italia”.
Altrettanto sballate le accuse ai giudici Piercamillo Davigo e Francesco Di Maggio di essere soci in una cooperativa edilizia con Curtò e Ligresti. Non mancano nuove “inchieste” revisioniste sul fascismo, come quella sull’attentato di via Rasella corredata da una foto falsificata della testa di un bambino staccata dal tronco: la cosa arriverà alla Cassazione, che nell’agosto 2007 condannerà il direttore parlando di un “quadro di vere e proprie false affermazioni”.
Avanti così, e nel ‘95 Feltri si inventa che “la scorta del presidente Scalfaro ha sparato a un elicottero dei pompieri” (ovviamente è il periodo dello scontro politico fra il Quirinale e Berlusconi).
Di due anni dopo è un’intervista taroccata a Francesco De Gregori contro il Pci, un pezzo per cui il cantante porta Feltri in tribunale ottenendone la condanna. Sempre nel ‘97 una nuova – più grave – patacca costa a Feltri il posto: è quella sul presunto “tesoro” di Antonio Di Pietro, cinque miliardi di lire che l’ex pm è accusato di aver preso da Francesco Pacini Battaglia. Dopo parecchie querele, alla fine è lo stesso direttore a dover ammettere che si tratta di “una bufala”.
help4desk
07 ott 2010 - 14:21 - #13Feltri: altri 10 anni di patacche!
Segue per Feltri un periodo al “Borghese” e al gruppo Riffeser, fino alla fondazione di “Libero”, dove chiama a scrivere il puparo di Calciopoli Luciano Moggi e l’ex agente del Sismi Renato “Betulla” Farina .
Per lanciarsi, il quotidiano ha bisogno di fuochi artificali: di qui la falsa notizia che un centro sociale milanese è un covo dell’Eta basca, di qui uno “scoop” su Donna Rachele titolato “Mussolini era cornuto”. Poi arrivano le accuse trasversali a Sergio Cofferati per l’omicidio Biagi (”La Cgil indica i bersagli da colpire”) e un altro falso scoop su Berlusconi (”Vuole lasciare la politica”).
Ma non basta, e allora Feltri parla di pedofilia pubblicando cinque foto di preadolescenti nudi in pose inequivocabili (con conseguente radiazione dall’Ordine, poi tramutata in “censura”). Di questa fase resta però ai posteri soprattutto l’elegante prima pagina con un disegno di Prodi nudo a quattro zampe e con il sedere alzato, pronto a farsi sodomizzare da un tappo di champagne con la faccia di Berlusconi.
Richiamato in agosto al “Giornale”, Feltri parte subito con la campagna più desiderata dal suo editore, puntando a tre obiettivi: intimidire i giornalisti non allineati (occhio che se critichi il premier ma poi paghi la colf in nero o non versi gli alimenti all’ex moglie, io lo scrivo in prima pagina); livellare tutti nel fango per provare che Berlusconi non è peggiore di chi lo attacca, in base al “così fan tutti” autoassolutorio; far fuori quanti nella Chiesa osano criticare il premier.
Così in poche settimane “il Giornale” diventa una fabbrica di linciaggi in serie: da Eugenio Scalfari a Enrico Mentana, da Gustavo Zagrebelsky a Concita De Gregorio, da Dino Boffo a Ezio Mauro, fino a Ted Kennedy e Gianni Agnelli (a Feltri infatti piace sparare anche sui morti).
A proposito: negli ultimi anni di vita, Indro Montanelli diceva che non riconosceva più il suo “Giornale”, gli sembrava “un figlio drogato”. Adesso pare entrato in un’overdose senza ritorno.
16db
07 ott 2010 - 14:23 - #14In effetti si… non riesco a fare a meno di pensare con intima gioia e gaudio alle sqaudre antisommossa che irrompono al giornale e smanganellano Feltri, Sallusti e Veneziani. Quanto se lo meriterebbero! Povere vittime di questo sistema malvagio che li strapaga, li straprotegge e gli dona un’immeritata visibilità, per il nulla che scrivono (anticipo obiezioni: no non perdo tempo a leggermi “libri”* di Sallusti, o Veneziani: c’è molto ma molto di meglio in giro! Mi bastano ogni tanto i loro inutili articoli ed editoriali per capirne la grande statura ideologica e letteraria.), si è vero, stanno proprio vivendo una vita tutta in salita, e percorrono ogni giorno un cammino irto di difficoltà di ogni tipo, per uscire dalla fogna che gli fa da casa e recarsi in quel cesso che chiamano posto di lavoro.
[*Non basta che ci sia una copertina e delle pagine con qualcosa di scritto, per definire un oggetto libro]
16db
07 ott 2010 - 14:27 - #15Stefano: una prima differenza tra Repubblica e Il Giornale? A Repubblica prima di pubblicare fanno verifiche… .
una seconda? tra le inchieste spazzatura Repubblica offre anche del buon giornalismo; Il Giornale fa solo spazzatura, e pretende pure di vendertela come se fosse oro.
Libero? Libero non si prende nemmeno la briga di verificare se le interviste vengono effettivamente compiute, prima di pubblicarle (parliamo di gente che si è inventata interviste!!!!), salvo scusarsi quando scoppia il bubbone con un micro trafiletto in ultima pagina.
aldebaran85
07 ott 2010 - 14:45 - #16per stefano e william
leggete l’articolo su repubblica.it spiega per dettaglio il “giornalismo” alla feltri:
se parli contro in arrivo un bel dossieraggio per distruggerti in questo modo tutti hanno paura di esprimere le proprie opinioni
william paragonare una inchiesta della magistratura (quindi la polizia è entrata nella sede con un mandato) al g8 di genova è sbagliato
aldebaran85
07 ott 2010 - 14:55 - #17la differenza tra repubblica e il giornale/libero
l’inchiesta d’addario/tarantino-i nasce proprio come inchiesta giornalistica
le inchieste giornale/libero ma anche panorama nascono per distruggere/zittire/aver paura non come inchieste giornalistiche
stefano1966
07 ott 2010 - 15:22 - #18Probabilmente non sono riuscito a spiegare bene il contenuto di quello che intendevo comunicare.
Io sono un vecchio lettore di Feltri.
Anzi lo ero.
Lo seguo fin dai tempi dell’Europeo.
L’ho lasciato vari anni fa.
Troppo schierato ai fini del Cav.
Ma non mi si venga a dire che il “partito Repubblica” come è stato definito più volte anche da sinistra non è di parte.
Ieri sera a Exit mi facevano sorridere sia Porro che Giannini.
Lavorano entrambi per un’editore ben schierato.
Un’editore,il Cav,è sceso pubblicamente in politica.
L’altro usa “altre facce” per fare politica.
Ma se sono editori io non ci credo che rinuncino a fare la “propria” linea editoriale.
Rispondendo a Giovanardi (che non mi è simpatico,troppo vecchia maniera) Giannini rispondeva che le edizioni di Repubblica in Emilia-Romagna parlano anche delle lobbies legate al PD…..ma dove????
Quindi,i giornali del Cav parlano a favore del Cav.
I giornali di Repubblica,nelle varie edizioni locali,parlano bene degli altri.
Sono “editori”,dove sta l’incoerenza?
L’unico giornale che sta a 360° mi risulta essere il Fatto.
Infatti io ho letto tutti i libri di Travaglio.
Ma non solo quelli dove “scopre” le magagne del Cav.
Anche quelli dove “scopre” quelle dell’Ulivo.
Allora si che si è scedibili.
Ma se uno si scandalizza perchè il giornale del Cav…parla bene del Cav….mah.
Concordo anche sul fatto che l’affaire Montecarlo è stato volutamente forzato.
Contro il “traditore” Fini,certo.
Ma,come direbbe travaglio,che tra l’altro ha fatto articoli pure lui sul fatto,c’era o no qualcosa da chiarire?
C’era una inchiesta da fare?
L’ha fatto il Fatto ed è stata riportata la verità.
L’ha fatta il giornale ed è stato killeraggio.
Ha esagerato nell’assiduità morbosa,certo.
Allora le puntate di Santoro?
Sono morbosamente sensazionali o sono inchieste?
Per me le inchieste sono una Gabanelli che grazie alle sue trasmissioni fa ritrovare il “tesoro” di Tanzi,che anche i magistrati avevano “dimenticato”.
Per me Feltri non è credibile da anni.
Ma credere altrettanto che dall’altra parte della barricata non si faccia uguale.
Per me è da illusi.
Spero di essere stato più chiaro.
help4desk
07 ott 2010 - 15:31 - #19Stefano, capisco la tua disillusione.
Se vuoi dire che Repubblica è schierata quanto il Giornale, possiamo anche darti da un certo punto di vista ragione.
Ma Repubblica è un giornale fondato su un’etica giornalistica.
NON RILASCIA NOTIZIE FALSE!!!
E MEN CHE MENO LE PUBBLICA (o, peggio), LE CREA!!
Questa è la differenza tra un giornale, fatto da giornalisti, e un foglio di killeraggio, fatto da killer della penna. Usi a scrivere qualsiasi menzogna.
Il killeraggio non ha infatti etica nè morale. Solo uno sporco compito da assolvere. Costi quel che costi.
fc77
07 ott 2010 - 15:44 - #20mettere sullo stesso piano “il giornale” e santoro non è proprio giusto.
santoro non dice quello che vuole la sinistra,anzi,se c’è qualcuno da bastonare,lo fa volentieri,vedi travaglio e vauro( le vignette velenose non sono solo per berlusconi)
help4desk
07 ott 2010 - 15:45 - #21A parte il fatto che se qualunque giornalista (di qualunque parte esso sia) dovesse dire ad una persona “ti mando contro i miei segugi” in tono di minaccia, dovrebbe essere immediatamente inviato ai lavori forzati. A vita.
munky
07 ott 2010 - 15:49 - #22@9 Che c’entra il grande fratello ora? Ancora con sta storia che ci son gli spioni. Caso strano sono sempre quelli che hanno qualcosa di sporco sutto il tappeto che tirano fuori questa cavolata dei magistrati spioni. Nello specifico, se leggi altre testate oltre polis, leggerai che i carabinieri hanno intercettato il giornale, ma l’inchiesta è partita da altro e scoprendo scoprendo s’è arrivati a sallusti e porro. In pò come lo scandalo masi-berlusconi che partì da delle carte di credito. QUindi epr carità non tirar fuori Orwell che manco ci si avvicina
munky
07 ott 2010 - 15:52 - #239# Oltretutto pure Berlusconi ama le intercettazioni (vedi le scalate bancarie), solo che in genere quelle che piacciono a lui sono illegali e servono a distruggere i concorrenti, non ad arrestare colpevoli. Mi pare che sia molto più orwelliano il signor b. che i magistrati
govinda
07 ott 2010 - 15:52 - #24Se non sbaglio nelle’episodia della DIAZ no si contestato quello ce si sarebbe voluto fare, lo sgombero della scuola, ma il metodo, cioè spaccando crani e denti. Nella redazione di un giornale figuriamoci se hanno torto un capello a qualcuno.
govinda
07 ott 2010 - 15:54 - #25(sorry! x gli orrori di ribattitura)
aldebaran85
07 ott 2010 - 16:09 - #26chi ha visto ieri su exit la litigata tra granata e porro?
fc77
07 ott 2010 - 16:10 - #27io no ,purtroppo.
maria
07 ott 2010 - 16:11 - #28Qui non si tratta di difendere la libertà di stampa per il semplice motivo che i vari Sallusti, Porro e Feltri non sono giornalisti, sono degli sciacalli al servizio di un padrone. Repubblica è di parte, questo è vero, ma credere che al mondo esista un quotidiano non schierato è credere in qualcosa che non esiste. La differenza tra Repubblica e IL Giornale sta nel fatto che Repubblica non indaga su personaggi che in qualche modo gli vanno contro, Il Giornale si. Appena qualcuno osa muovere anche la più piccola critica al capo supremo, ecco che spunta un dossier che lo riguarda, vedi Boffo e Fini. Questi non sono metodi giornalistici, sono metodi mafiosi.
marchettone73
07 ott 2010 - 16:19 - #29Mariaaaaaaaaaaaa!!
Devi venire su 2010fugadapolis.wordpress.com :)
Non sento seghe!
Il natale si avvicina.
Il bue e l’asinello ce l’abbiamo.
Giuseppe pure………su su.
Dai che ci trovi tutti di là!!
stefano1966
07 ott 2010 - 16:21 - #30@ alde
Purtroppo io.
Uno non merita di essere definito giornalista.
L’altro di essere stato eletto al parlamento.
Per i miei “gusti”.
Uno era come al solito provocatorio.
L’altro mi pareva un po troppo nervoso.
@ 21 help
Che sia per il fatto che se uno arriva li,sia in politica che come imprenditore si parte dal presupposto che una qualche “magagna” l’abbia fatta?
Quindi,normalmente,la Marcegaglia non rompe il Governo e viceversa.
Ma se uno inizia a rompere si sente dire che l’altro la verginità l’ha persa da una vita.
E magari gli si ricorda dove l’ha persa.
So che non è il massimo della vita.
Ma da noi vige così da molto tempo,troppo.
Che comandi il Cav o il csx.
Mica per nulla la prima legge del governo Prodi fu per la rottamazione delle auto.
E così fece anche il Cav.
Ma guarda che caso.
E dire che dovevano fare la legge sul conflitto di interessi,come prima legge.
La Fiat di auto,forse,ne ha vendute.
La legge sul conflitto di interesse l’apettiamo ancora.
Magari giureranno di farla se vincono le elezioni la prossima volta.
A proposito di promesse mancate….
aldebaran85
07 ott 2010 - 16:44 - #31io ho visto una piccola parte si insultavano di brutto O.O
aranbenjio2
07 ott 2010 - 18:40 - #32e la libertà di stampa?
ma se uno pubblica castronerie non esiste più la querela? quando è passata la legge sulla censura preventiva che non ricordo?
ma poi vodcock o come si scrive ancora dopo le cantonate che ha preso ancora lo lasciano fare il magistrato?
pass
07 ott 2010 - 19:37 - #33La vedo dura provare un reato di violenza privata con delle telefonate…
http://oblioilblog.altervista.org/
runaway
07 ott 2010 - 20:03 - #34“Ma se uno si scandalizza perchè il giornale del Cav…parla bene del Cav….mah”
No, è qui il punto, io mi scandalizzo perché il preseidente del consiglio ha un (vari) giornale di sua personale proprietà, inteso come individuo, al di là dell’appartenza ad un partito politco.
E scusa se la differenza è poca rispetto a un giornale “di partito”, piuttosto che “schierato”.
ziopaperone
08 ott 2010 - 07:17 - #35siete i soliti doppiopesisti, quando repubblica attacca berlusconi vi va bene pero’, voi non avete il minimo senso democratico.
screech87
08 ott 2010 - 09:15 - #36Doppiopesisti un corno! Quì c’è un quotidiano che cerca di zittire personaggi scomodi al premier facendo opere di dossieraggio su di loro…vogliamo ricordare com’è andata a finire con Boffo o con Di Pietro anni ed anni prima?
Invece del “libretto dei sogni” che il cavalier mi mandi a casa le risposte alle domande di repubblica…anzi no…mi basta solo quella che gli fece Luttazzi (e non solo) a suo tempo: “Cavaliere da dove ha preso i soldi?”