
E’ il classico discorso da bar. “Io ci manderei l’esercito contro…” e via nell’ordine, camorristi, mafiosi, ‘ndranghetisti, sacrocoronaunitisti, e via dicendo. Ehi, ma nessuno dice che sia sbagliato, nei bar si dicono anche un sacco di cose giuste. Solo che stavolta a pronunciarle è il Ministro alla Difesa - che strana sensazione scriverlo - Ignazio la Russa. Che non ha escluso l’utilizzo dell’esercito in Sicilia per demafiosizzare il territorio.
Un pò come era accaduto dal 1992 al 1998 con l’operazione Vespri Siciliani. Tutto era partito da quegli anni, che ora ce lo siamo dimenticati, ma i giudici saltavano per aria e le bombe esplodevano come botti a capodanno: l’esercito era stato inviato sull’isola, non so con che esiti, ma credo che siano sotto gli occhi di tutti.
Ora vi chiediamo: voi cosa ne pensate, davvero l’unica soluzione per debellare o tenere sotto controllo le organizzazioni criminali è l’esercito?
Foto: Mongibeddu, Flickr
prot
13 mag 2008 - 10:33 - #1soliti proclami per accontentare il popolo e far credere che la mafia si sconfigge dall’oggi al domani…
iniziasse a mandare l’esercito in parlamento cosi’ ci liberiamo di una 80ina di condannati per mafia…
la mafia solo in sicilia e solo alla voce ”estorsioni” incasssa 1miliardo di euro al mese
se ne priverebbe cosi’ facilmente?
ed è anche risaputo come ha riferito piu’ volte il procuratore grasso che la ndrangheta calabrese è di gran lunga piu’ pericolosa e ramificata della mafia…
la russa questo lo sa’ o fa lo gnorri?
la malavita mantiene in vita banche in tutto il mondo
ancora attendiamo l’elenco degli ulltimi evasori scovati in lussemburgo
perché da noi lo stato puo’ pubblicare le dichiarazioni dei redditi on-line
MA FARE LA DICHIARAZIONE E’ ANCORA FACOLTATIVO!
Proust
13 mag 2008 - 10:34 - #2Puoi combattere la parte “materiale” della mafia con l’esercito, ma non riuscirai mai ad intaccare l’istituzione, il modo di pensare e i meccanismi sociali mafiosi.
magari eviti i reati per strada, i regolamenti di conti e i cadaveri nel cemento, ma la lotta al pizzo, alla corruzione, alla connivenza politica/mafia la si combatte con le indagini, non con i soldatini.
MrBoh
13 mag 2008 - 10:46 - #3Iniziassero ad appoggiare i magistrati e a non deleggittimarli…
Iniziassero a fare pulizia in parlamento eliminando i mafiosi…
L’operazione Vespri Siciliani insegna quanto sia inutile mettere l’esrcito in strada…
Ma figuriamoci, questi parlano di mafia come se loro non fossero mafiosi, ma cosa ci aspettiamo da gente che ritiene i mafiosi eroi e i veri eroi li dimentica!?
Diamo fumo negli occhi con l’esercito, si vede che noi italiani questo meritiamo…
darioL
13 mag 2008 - 10:50 - #4Ma lo sanno quei pagliacci al governo quante giunte sono state sciolte per infiltrazione mafiosa? quando un politico intraprende la sua carriera a livello locale e ha contatti con la mafia, si porta questi contatti con se sù mentre scala all’interno del partito, restando fedele a chi l’ha aiutato e lo aiuta a prendere voti. Su fino ai vertici. E’ un bluff del cavolo quello del governo, la mafia non la vogliono combattere, si è messo pure quell’ebete di napolitano a dire ai magistrati di non cedere al protagonismo..
Simon22
13 mag 2008 - 10:57 - #5solo un fesso completamente disinformato crederebbe a una simile affermazione :D
n00dles
13 mag 2008 - 11:11 - #6proposta ridicola che salta fuori ciclicamente per accontentare la panza dei peones, a mio parere la presenza delle forze armate non intaccherebbe nemmeno l’attività più materiale e “di strada” della malavita… sarebbe molto più efficace un giro di vite sui reati finanziari (un bel sogno vero?).. dobbiamo insomma renderci conto che la moderna malavita è più simile alle grandi aziende multinazionali che alla bande di gangs of new york
Lapo
13 mag 2008 - 11:18 - #7come già detto se lo mandi a Napoli lo devi mandare in tutto il Sud
seb87
13 mag 2008 - 11:26 - #8dipende da come verrebbe utilizzato…
se si pensa di combattere la mafia con l’esercito si dovrà stare attenti a tutte le “infiltraizoni” dall’alto…
prot
13 mag 2008 - 11:27 - #9la mafia non si combatte con l’esercito
e la russa sa’ di mentire
se proprio vuole iniziare a infastidirla usi la guardia di finanza
ricordo ancora i ”vespri siciliani”, l’esercito in sicilia
un grave danno d’immagine e non hanno concluso niente, tranne qualche centinaia di contravenzioni e un grande disagio per i cittadini comuni che venivano fermati continuamente
proprio la russa che viene da paterno’(CT)
paese ad alta densità mafiosa e lui che possiede molte proprietà da quelle parti non sa’ che l’esercito non serve a niente?
come mai hanno prolungato lo scambio delle lire in euro?
avevano dato inizialmente una data ben precisa
per il semplice motivo che ancora ci sono accatastati miliardi di lire che mancano all’appello e che devono piano piano essere riciclati…
e questi miliardi di lire di chi sono?
ripeto da siciliano
UTOPIA!
la mafia è anche frutto del clientelismo e in questo non siamo secondi a nessuno
chissà perché in svezia e norvegia dove tutto funziona a dovere la ”mafia” non ha messo radici…
darioL
13 mag 2008 - 11:37 - #10SEMBRA UNA CAVOLATA DA DIRE MA LA MAFIA è LA PIU’ GRANDE IMPRESA D’ITALIA, L’ESERCITO A CHE SERVIREBBE?
Simon22
13 mag 2008 - 11:55 - #11darioL vieni qua
http://www.polisblog.it/post/860/sondaggio-le-scuse-di-fabio-fazio-marco-travaglio-e-renato-schifani/last?message=accepted#add_comment
darioL
13 mag 2008 - 12:19 - #12@SIMON: STO VENDENDO :D
italyitaly
13 mag 2008 - 12:57 - #13Bah, spesso la gente si scorda che la mafia sta in Italia nella testa della gente e non soltanto in Sicilia. Certo, lì vi è la sede operativa e la gente che sta intorno ad essa soffre più di chi sta al centro o al nord. La mafia è uno stato e come tale è difficile da buttare giù in tempi brevi. L’esercito potrebbe risolvere i problemi legati alla piccola criminalità siciliana, ma non potrebbe sdradicare il problema totale, perchè quello è a monte e agisce come una ragnatela. Aggiungo poi che se si vuole togliere la mafia, a parte le miriadi di interventi sui vari campi: finanza, territorio ecc, dovrebbero capire anche gli italiani che se freghi il tuo prossimo o se usi una retorica convincente per fregare, o evadi sempre, o tamponi uno con la macchina e dici: “chemmefrega, oggi tu domani io (forse, se mi becchi)”, insomma sono presupposti mafiosi anche quelli, che contribuiscono a mantenere una cultura non di certo legale.
A volte quando si sente il ragazzotto al bar che dice: “che ladri i politici, sono mafiosi rubano tutti”, beh forse potrebbe anche dire il vero, ma se ci andasse lui mica è detto che farebbe il contrario.
I.
Jollyroger
13 mag 2008 - 13:18 - #14Ripeto…la mafia è infiltrata ovunque e la sua base è nella politica!!!l’esercito eviterebbe solo i crimini piccoli…
prot
13 mag 2008 - 13:49 - #15@italyitaly
[premetto come da post precedente che sono siciliano]
in sicilia puo’ sembrarvi strano ma si stà ancora meglio che al nord, proprio qui’ non vogliono clamori, in certe città non esistono rapine, i rumeni stanno al suo posto…
di sera puoi uscire e rientrare a qualsiasi ora, donne comprese, chi è venuto qui’ in vacanza puo’ confermare
non esistono sequestri di persona, non gira tanta eroina pur essendo il deposito piu’ grande d’europa, perché i tossico sono difficile da controllare, etc etc
c’è solo la piccola criminalità come in tante aree metropolitane niente di piu’…io non ho neanche l’antifurto nell’auto!
la mafia si muove decisamente piu’ al nord e nel resto di europa, ma, non sottovalutiamo la ndrangheta calabrese, perché se ne parla volutamente poco ed è la piu’ sanguinaria e potente
vedete ultimi avvenimenti in calabria su tutti i fronti
da noi provenzano è stato lasciato libero perchè era un uomo di pace (strano a scriverlo..) al contrario di riina (strage falcone e seguito) infatti arrestato molto prima
lo piccolo è stato dato in pasto alla polizia perché ritenuto una mina vagante nell’organizzazione e molto pericoloso
in sostanza e concludendo, da noi sono rimasti i vecchi patriarchi i nuovi sono nelle city sparsi nel mondo, ci sono solo i controllori dei vari quartieri che gestiscono le estorsioni principalmente per mantenere le famiglie e i carcerati, ma è roba di poco conto
ritornando all’articolo
la russa da buon siciliano e da buon conoscitore del fenomeno perché vuole dare una immagine penosa della sicilia inviando l’esercito?
bastava non eleggere lombardo governatore della sicilia imparentato con il PDL perché sostenitore del ponte
grandissima manna per la mafia & co.
un ponte che non ha senso, in un territorio sismico come pochi nel mondo oltre a tante cose
lo avrebbero dato in mano a dei giapponesi che di sisma se ne intendono potevo forse accettarlo meglio…
ma……
t3ddy
13 mag 2008 - 17:50 - #16e ridaje con l’esercito, ma perchè non facciamo intervenire la NATO allora?
la mafia, come si era già discusso della ‘ndrangheta, non ha un esercito o comunque un qualcosa da combattere in campo aperto, sono organizzazioni che hanno agganci ovunque, specialmente in mezzo ai personaggi altolocati
si potrebbe paragonare ad un’infiltrazione d’acqua (si lo so è un paragone del cavolo), che va sempre più a fondo
muovendo guerra alla mafia saranno i civili innocenti a rimetterci, come in tutte le guerre
italyitaly
13 mag 2008 - 19:01 - #17@Prot
Che in Sicilia si sta meglio del Nord è vero se intendi la vita casareccia e genuina, che poi è quella che cerchiamo un po’ tutti. Il problema però che riguarda la nostra penisola e non solo la sicilia non è dormire con la porta aperta, cosa peraltro che al nord-Italia non si può fare, ma è vivere secondo principi laici e liberali e soprattutto capitalistici. Gli stessi che hanno nel Nord-Europa e in molte altre parti del mondo USA compresa.
Il problema non è soltanto la mafia, ma anche la camorra, l’n'drangheta e correnti estere similari.
Io personalmente sogno un mondo dove una persona possa aprire un’attività senza pagare pizzi e pizzette o pagare le tasse per ospitare delinquenti provenienti da posti meno abbienti, oppure pagare il il parcheggiatore abusivo o il lavavetri. Non è soltanto un’utopia perchè se guardo fuori dal mio paese i risultati sono diversi.
Non ho accusato la sicilia, se leggi bene il mio post ho accusato la “mentalità italiana” di cui ne faccio parte anch’io.
Poi se vogliamo scaricare i nostri problemi alle rispettive città, beh, non è questo il mio punto di arrivo.
Il mondo non riguarda soltanto il fatto di come si vive bene in sicilia, in lombardia o in toscana, ma comprende popoli che si battono per creare ricchezza intellettuale ed economica per sè stessi e per il proprio paese, il tutto laicamente ed escludendo le istituzioni cattoliche, che purtroppo da noi stanno troppo in mezzo.
I.
dex85
13 mag 2008 - 20:06 - #18quoto 14!
al massimo l’esercito potrebbe fermare gli ultimi della piramide mafia…spacciatori, killer, esattori del pizzo, ecc
ma chi sta più su e quella gente la gestisce e quei soldi li intasca non verrebbe intaccata, e uno scugnizzo che gli ritira il pizzo x lui lo trova sempre….
volete cercare i mafiosi?
andate nei comuni, provincie, regioni, in parlamento!
nelle grandi industrie, nella gestione delle discariche, dei porti, dei cantieri sulla salerno reggiocalabria e sul futuro ponte di messina……
e nn solo…..
Saviano insegna che questi fanno affari in tutto il mondo….
solita sparata per far credere all’elettore ingenuo che ooh la destra sta facendo qualcosa almeno!
no no no e poi no… berlusca e casini han fatto campagna elettorale nella mafia, vi siete già scordati? previti e la frase per me mangano è un eroe l’avete già dimenticata dopo un mese?
cuffaro in parlamento che ci fa?
fare qualcosa si….anzi assolutamente si….
fare finta di far qualcosa no…..
Loko
15 mag 2008 - 20:51 - #19Io penso che il concetto di La Russa sia stato frainteso, il progetto non è finalizzato a scacciare la Mafia dalla Sicilia, ma a tagliare le gambe alla criminalità di quartiere, quindi il furbo italiano delinquente, il rumeno, l’albanese, il marocchino di turno. Inoltre la bozza del progetto si riserverebbe di adottare pattuglie di 5 uomini composti ognuno da una forza armata differente (io preferirei 4 soldati con AR-70-90 + carabiniere). Se fosse qualcosa del genere con i turn idalle 18:00 alle 2:00 appoggerei in potere finanzierei anche l’operazione.
PORCASI GAETANO
13 lug 2008 - 16:11 - #20“IL PITTORE CHE DIPINGE LA STORIA”
Le tele di Gaetano Porcasi: “il pittore che dipinge la storia” sono uniche, oltre che per i temi di impegno e di denuncia sociale trattati, anche per la tecnica ed i colori mediterranei da cui traspare un intensa “sicilianità ” . La mostra itinerante del 2003 sulla strage di Portella delle Ginestre ha rivelato l’elevato livello culturale dell’indagine pittorica di Porcasi e l’attualità dei temi trattati. Quel che accade nella Sicilia del 1947 quando i contadini occupavano le terre incolte che volevano seminare per sfamarsi scontrandosi con i proprietari terrieri difesi dai gabelloti mafiosi, accade oggi in Brasile dove i campesinos “senza terra” vengono assassinati dai vigilantes armati dai proprietari terrieri che erigono mura in difesa dei campi incolti. Nell’immobile “fotogramma” di una tela, desueto per la civiltà delle immagini che attualmente viviamo, l’autore riesce a trasferire il patos degli eventi ed i personaggi scaturiscono come prodotto puro della sua tensione morale, suscitando intense emozioni. A far da contrappunto alle pitture storiche che raccontano gli assassini di mafia, i paesaggi di una Sicilia solare con i fichidindia, le agavi, le ginestre, gli ulivi, le arance, i limoni; patrimonio di una terra baciata da Dio e calpestata dagli uomini. Infinite le tonalità dell’azzurro con le quali Porcasi dipinge il cielo della sua terra, è da lì che ha inizio il suo viaggio nel tempo. Le pagine della storia della Sicilia, sono scritte con il sudore e il sangue dei contadini che hanno dovuto combattere a mani nude per conquistare la terra e la libertà. Le bandiere rosse, simbolo della lotta dei lavoratori d’ogni tempo si fondono con il tricolore. In fondo è un’epopea italiana, mediterranea quella che l’autore ci racconta. Bandiere rosse e tricolore sullo sfondo di cieli di un azzurro struggente che nelle opere di Porcasi cambia di tonalità a seconda degli eventi, delle stagioni, degli umori degli uomini e delle loro azioni. Testimonianza questa dell’appartenenza dell’anima al tempo ed ai suoi mutamenti. Solo la natura rigogliosa tipica di questa terra, bella, solare e mediterranea, sembra rimanere immutata, muta ed immutabile testimone degli eventi e del trascorrere del tempo. Qui gli uomini sono solo “accidenti”. In questo l’artista opera come una divisione metafisica tra la natura: flora e fauna volte naturalmente al bene ed alle leggi immutabili (naturali) e l’uomo che quando è protagonista, è anche trasgressore per interessi di parte, per egoismo sfrenato, dell’armonia del creato, attore di violenza. C’è un’anima naturalistica dell’autore che può spiegarci l’impegno di Porcasi sul fronte ecologista in difesa della terra dall’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo che gli è costato persecuzioni e denunce da parte del potere costituito. Numerose, le analogie con i dipinti di Renato Gattuso rilevati dai critici d’arte nelle opere pittoriche di Porcasi. Oltre al realismo cromatico viene invocata la sicilianità, che appare condivisa aldilà delle tecniche utilizzate, con il grande maestro di Bagheria. Il verde dell’albero d’arancio amaro con le sue foglie di un verde acceso, le spine che nascono dai rami, così come i frutti colorati di un “colore arancio” dalle tonalità cromatiche rare, testimoniano, aldilà della semplice raffigurazione cromatica anche un’indagine psicologica complessa. Dal ramo, comune sorgente, scaturiscono frutti succosi e spine, proprio come accade nella vita degli uomini, che ogni giorno sono protagonisti della storia nel bene e nel male. La sicilianità in Gaetano Porcasi, diventa allora metafora della vita, e pretesto per raccontare storie mediterranee dal contenuto universale. L’artista dipinge con un linguaggio non criptato, facilmente comprensibile a tutti, dipinge con il cuore. Aldilà delle considerazioni “etiche” resta una riconoscibilità immediata delle tele di Gaetano Porcasi, che, nell’arte d’ogni tempo, è patrimonio dato a pochi artisti. Taluni restano sorpresi nel constatare la giovane età dell’autore, dietro queste opere d’arte che sanno di maturità piena. Il futuro, per questo “siciliano puro” non sarà un semplice accidente, ma qualcosa di straordinariamente importante per il mondo dell’arte.
Giornalista e critico d’arte
Cosmo Di Carlo