15 maggio 2013: I Palestinesi celebrano la Nakba. Israele vorrebbe cancellare la ricorrenza


Il 15 maggio si commemora una ricorrenza triste, ma allo stesso tempo connotata da un forte senso comunitario, per le popolazioni arabe e palestinesi che furono estromesse dai territori sui quali erano nate e vissute fino a quel momento. La ricorrenza trova simbolicamente la sua data di inizio il 15 maggio 1948, il giorno seguente alla nascita dello Stato di Israele che ricomprese quei territori all'interno dei propri confini, dopo l'esaurimento del Mandato Britannico e l'entrata in vigore del Piano di partizione della Palestina, approvato dall'ONU il 29 novembre del 1947.

Il nome della ricorrenza è Al-Nakba (in arabo "catastrofe"). Come fu stimato da un rapporto delle Nazioni Unite, gli arabi espulsi da Israele fino al 1951 furono più di 700 mila, mentre oggi si stimano essere più di 4 milioni.
Il parlamento israeliano starebbe per varare una legge, su proposta dell'estrema destra, che proibisce di commemorare la Nakba. Per il momento, la Knesset, ha emesso solo un decreto preliminare nel 2010. Se la legge diventerà cogente, per chiunque celebri la Nakba sono previsti come pena tre mesi di reclusione. Inoltre, dal 2009, è in atto una campagna (tra i suoi animotori ricordiamo Benjamin Netanyahu) che vorrebbe vietare l'uso del termine Nakba da tutti i libri scolastici. A tale proposito riportiamo una dichiarazione di Yisrael Twito, portavoce del Ministro dell'Istruzione israeliano Gideon Sa 'ar:

Dopo aver studiato la questione con esperti di formazione è stato deciso che la Nakba termine deve essere rimosso. Non è concepibile che in Israele si possa parlare della creazione dello Stato come una catastrofe

Il ricordo della Nakba è stato oggetto di una paziente trasmissione che si è manifestata, all'inizio, come per tutte "le storie non ufficiali", in forma orale. Molti figli di " esiliati" hanno appreso nei campi profughi, dalle loro madri e dai loro padri, i ricordi delle violenze subite e le hanno a loro volta tramandate ai loro figli.
Le misure censorie, che Israele vorrebbe adottare, difficilmente potranno ridimensionare il senso profondo che risiede per arabi e palestinesi nella data del 15 maggio 1948; una "memoria di Stato" non cancella il dolore di un popolo, al contrario finisce per rafforzarne il valore simbolico. Ricordiamo che il termine simbolo, nella sua accezione radicale, vuol dire "mettere insieme". La Nakba, per l'appunto, è momento di condivisione, "mette insieme" le ragioni e i sentimenti di una comunità.

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 49 voti.  

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO