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Antigua e le case di Berlusconi: breve storia di Emerald Cove

Pubblicato: 18 ott 2010 da V.

Commenti dei lettori

berlusconi casa antigua

Se ieri sera avete visto Report, non vi sarete fatti sfuggire il finale su Antigua e gli investimenti del nostro premier Silvio Berlusconi nel paradiso tropicale delle Antille. Paradiso non solo dal punto di vista climatico e geografico, ma anche e soprattutto fiscale. Cerchiamo di riassumere il tutto.

Al centro dell’inchiesta giornalistica di Report c’è Emerald Cove, una baia da sogno ad Antigua. Una baia da sogno che si sta trasformando in una Costa Smeralda caraibica, con tutti i pro e i contro del caso. I pro, sono i soldi stranieri, i contro, sono la morte di un luogo autentico trasformato in un vacanzificio per ricchi.

quel posto, la Baia di Smeraldo, potrebbe essere presto ribattezzata secondo le testimonianze raccolte da Paolo Mondani di , «President bay», ovvero Baia del Presidente. Perché lì è spuntata una bella villa dell’ex premier Bryan Lester Bird, o invece quel «Presidente» è riferito al capo del governo italiano Silvio Berlusconi, il quale, secondo un servizio che va in onda stasera durante la trasmissione condotta da Milena Gabanelli su Raitre, proprio in Emerald Cove ha investito una discreta somma?

Vediamo di approfondire dopo il salto.

Prosegue Sergio Rizzo sul Corriere di oggi:

si parla di qualcosa come oltre venti milioni, spesi per acquistare in questo scenario da favola una serie di immobili. Fra queste un grande complesso che domina il mare di smeraldo da un piccolo promontorio. Per le sue dimensioni, la popolazione locale e i pescatori lo chiamano «Il Castello»

Silvio Berlusconi avrebbe quindi investito somme considerevoli nella baia, intorno ai venti milioni di euro. Per un uomo che ha un patrimonio stimato in circa 8 miliardi di euro, non è una cifra enorme. Le domande dell’inchiesta vertono soprattutto su chi abbia venduto terreni e costruzioni al Presidente del Consiglio.

Paolo Mondani di Report indaga e trova una serie di scatole cinesi e il nome di una società, la Flat Point. Una società oscura, di cui scrive oggi Walter Galbiati su Repubblica:

Meno chiaro invece appare chi si celi dietro la Flat Point, chi siano i reali beneficiari e chi la finanzi. Dai registri pubblici risulta posseduta dalla Emerald Cove Engineering Nv e a monte dalla Kappomar, due società delle Antille olandesi con sede a Curacao. La società è stata per lungo tempo una scatola vuota, dormiente, poi improvvisamente si è accesa quando a partire dal 2005 arrivano copiose risorse finanziarie proprio dai conti di Silvio Berlusconi, quelli aperti presso Banca Intesa e il Monte dei Paschi di Siena. Il premier versa qualcosa come 22 milioni di euro. E li versa correttamente da filiali italiane alla filiale italiana di Banca Arner, con tanto di note descrittive. E’ l’istituto elvetico poi a trasferire quei soldi da Milano a Lugano senza le dovute precauzioni in tema di antiriciclaggio, richieste da Banca d’Italia per i trasferimenti di denaro all’estero. Per l’entourage di Berlusconi, quei soldi sarebbero serviti per acquistare 5 ville, ma i numeri e le dichiarazioni non coincidono con i contratti depositati presso Banca Arner, così come non coincidono gli spostamenti di denaro. I legali di Berlusconi dicono di aver spiegato tutto, eppure, di quel tutto, basterebbe il nome di chi si cela dietro la facciata della Flat point, amministrata da tre fiduciari tra la Svizzera e l’Italia

Ok: prima di proseguire però, chiediamoci che cosa significhi in concreto “paradiso fiscale”. La stessa domanda se la pone oggi La Stampa, che ci spiega tutto molto dettagliatamente in un pezzo di Francesco Spini:

Gli affari immobiliari del premier Silvio Berlusconi ad Antigua accendono i riflettori sull’isola: perché è considerata un paradiso fiscale?
Perché lo stato di Antigua e Barbuda - isole caraibiche che contano circa 80 mila abitanti - ha un regime fiscale molto favorevole per gli investitori esteri diretti, che prevede un periodo di «tax holidays», di vacanza dal Fisco insomma, che può arrivare fino a 15 anni, prorogabili di altri 5. Per un lungo periodo, insomma, le tasse non si pagano. E qui il Fisco ha smesso di colpire i redditi personali dal 1976.

Quali altri benefici ci sono per gli uomini d’affari?

Il governo caraibico, sempre nell’ottica di attrarre capitali esteri, assicura molte facilitazioni per le imprese e per i finanzieri che dirottano i capitali in queste isole: si va dalla rinuncia dello stato a riscuotere dazi doganali, fino al diritto di rimpatriare tutti i capitali derivanti da royalties, dividendi e profitti, liberi da ogni tassazione

Capito? Quindici anni senza pagare tasse. Bene, a questo punto vi starete chiedendo dove stia il problema. Berlusconi prende venti - ventidue, secondo altre fonti - milioni di euro e li investe in immobili. Dov’è il problema? Il problema ce lo spiega Il Giornale

L’intento è chiaro: instillare il sospetto che Berlusconi ab­bia utilizzato società off-shore per acquisire un terreno, ma­gari esportando illegalmente valuta, considerato che Arner è stata messa sotto osservazio­ne da Bankitalia nel 2008 e che un suo dipendente è fidu­ciario di una delle controllan­ti di Flat Point

E qui entra in gioco la Banca Arner dalla quale sarebbero partiti i soldi per Antigua. Era un’inchiesta di Report andata in onda circa un anno fa, se volete un riassunto lo trovate in questo pezzo del Corriere o naturalmente sul sito di Report, dove c’è la puntata integrale

La Banca Arner, il 17 aprile del 2008, viene messa sotto tor­chio dagli ispettori della vigi­lanza della Banca d’Italia che ri­scontrano «gravi irregolarità a causa delle carenze delle viola­zioni in materia di contrasto del riciclaggio». Bankitalia commissaria la Arner con Ales­sandro Marcheselli che un an­no dopo viene sostituito con al­tri due commissari perché in­dagato pure lui per favoreggia­mento al riciclaggio. La trasmissione, dal titolo «La banca dei numeri uno», ini­zia con l’arresto all’aeroporto di Malpensa dell’avvocato Fa­brizio Pessina, il 18 marzo scor­so: nel suo computer la guar­dia di Finanza trova 552 nomi con a fianco il numero di tele­fono e le società offshore di ri­ferimento. Da lì comincia il viaggio tra le tecniche vecchie (gli spalloni) e nuove (incroci di società off-shore) usate per dribblare il fisco. Milena Gaba­nelli, alla fine, si chiede «se non sarebbe opportuno, per il premier, prendere i suoi 60 mi­lioni di euro, spostarli da lì (la Banca Arner) e depositarli in un’altra banca italiana un po’ più trasparente»

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32 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di ziopaperone

    ziopaperone

    18 ott 2010 - 10:29 - #1
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    il servizio di ieri su berlusconi e’ ridicolo.
    chi vuole delineare un nesso tra le presunte vendite a societa’ off shore di berlusconi o di fini-tulliani dimentica un piccolo particolare:
    LA CASA DI MONTECARLO DI FINI ERA DI AN, QUINDI IL PROBLEMA E’ L’ APPROPRIAZIONE INDEBITA, NON LA SOCIETA’ ALL ESTERO.
    a sinistra fanno i furbini, come fossimo tonti.

  • Profilo di ziopaperone

    ziopaperone

    18 ott 2010 - 10:30 - #2
    -3 punti
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    ovvero: fini ha fatto vendere a tulliani una casa del valore di oltre un milione a solo 300. mila euro, questo e’ il vero problema, si sono rubati un bel milioncino di differenza: capito?
    report poi ha evitato per bene di citare i contratti rai finiani alla suocera casalinga, bella trasparenza giornalistica!

  • Profilo di marchettone73

    marchettone73

    18 ott 2010 - 10:35 - #3
    3 punti
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    #1-2

    Buhahahahahahahahhahahahahahahahah
    hahahahahahahahahahahahhahahahahah

  • Profilo di _marco_

    _marco_

    18 ott 2010 - 10:53 - #4
    2 punti
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    Zioporcone, vedi che dici sempre fesserie, soprattuto senza averne le prove?

    http://www.repubblica.it/politica/2010/10/13/news/casa_an_montecarlo_valore_congruo-8017773/index.html?ref=search

  • Profilo di fc77

    fc77

    18 ott 2010 - 11:01 - #5
    1 punto
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    ancora sprecate il vostro tempo con un cr3tino del genere? è rimasto solo lui a scrivere minkiate sul blog.ha il Q.I di una medusa.

  • Profilo di adam99

    adam99

    18 ott 2010 - 11:02 - #6
    2 punti
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    fatevi due risate di prima mattina: da il giornale:
    “La Gabanelli dedica la prima puntata della nuova stagione a un’inchiesta immobiliare con tanto di offshore sospette. Tutti si aspettano un affondo su Fini, invece l’obiettivo è sempre il solito: Berlusconi. Ghedini: notizie fuorvianti […] L’intento è chiaro: instillare il sospetto che Berlusconi abbia utilizzato società off-shore per acquisire un terreno, magari esportando illegalmente valuta, considerato che Arner è stata messa sotto osservazione da Bankitalia nel 2008 e che un suo dipendente è fiduciario di una delle controllanti di Flat Point. La tesi di Report è molto semplice: Berlusconi è cattivo e Fini è buono e le off-shore sono belle o brutte a seconda di chi vi si rivolga indipendentemente dal fatto che acquisti oppure venda”

  • jakakakak

    18 ott 2010 - 11:06 - #7
    1 punto
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    ziopaperone: F.U.C.K.

  • Profilo di dani83

    dani83

    18 ott 2010 - 11:34 - #8
    2 punti
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    zio paperone …. ma la mattina ti svegli e girandoti verso destra preghi il tuo silvio???

    perchè se fa lui certe cose sono bugie o attacchi della sx e se le fanno gli altri devono finire in galera?

  • Profilo di marchettone73

    marchettone73

    18 ott 2010 - 11:40 - #9
    2 punti
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    @adam99

    E,stranamente,non scrivono questo:

    «Un mare di soldi - prosegue il quotidiano - che si muovono però senza una corrispondenza tra le somme scritte nei contratti ufficiali depositati dalla ‘Flat Point’ in banca ed i bonifici». «Nel bilancio della Flat Point i 29 acri di terreno su cui sorge lo sviluppo immobiliare sono stati iscritti per un valore di 2,7 milioni di dollari caraibici (poco più di 700 mila euro)». «Molto meno di quanto versato dai conti del premier» perché - scrive ancora il quotidiano, «Berlusconi da solo muove oltre 20 milioni di euro e dai registri risulta aver acquistato solo 4 acri di terreno».

    Chissà perché…………

  • Profilo di a1

    a1

    18 ott 2010 - 11:42 - #10
    2 punti
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    e pensare che hanno fatto scoppiare il finimondo su una casa di 300000 €, allora adesso su una casa da 22 MILIONI di EURO che cosa dovrebbero fare.

  • Profilo di a1

    a1

    18 ott 2010 - 11:53 - #11
    1 punto
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    questo è un articolo molto ma molto esaustivo

    http://www.corriere.it/cronache/10_ottobre_17/ghedini-villa-berlusconi-antigua-report_96304788-d9db-11df-8dad-00144f02aabc.shtml

    Il forziere di famiglia del Cavaliere
    Gli intrecci della Banca Arner. Di Berlusconi il “conto numero 1″. Tra i clienti Doris e i Previti. Nella sede milanese anche i conti delle holding che fanno capo ai figli Marina e Piersilvio. L’istituto è sotto inchiesta per riciclaggio, e Bankitalia ne certifica l’opacità
    di GIUSEPPE D’AVANZO

    Chi c’è dietro quella banca? Il forziere di famiglia del Cavaliere

    Lo spin è il movimento rotatorio, l’avvitamento o l’effetto ricurvo di un palla da gioco. Lo spinning è la procedura con cui il politico previene o contrasta la diffusione di informazioni imbarazzanti, è la tecnica che plasma le mezze verità per costruire storie, finzioni opportunamente orientate. Le procedure diversive sono tipiche dello spinning.

    Se sei in imbarazzo su una questione, afferrane un’altra. Se non ce l’hai sotto mano, creala, inventala e parla di quello. Spiega chi studia e analizza i discorsi politici: “L’atteggiamento sensato di fronte alla strategia diversiva consiste nel riportare l’attenzione sulla questione principale: quali sono le domande a cui non è stata data risposta? Qual è la risposta e perché non viene fornita? Contro la diversione sistematica c’è un solo strumento: l’iterazione, il riportare insistentemente l’attenzione sul punto principale, sui contenuti in discussione, e sul vero e sul falso che lo riguarda” (Franca D’Agostini, Verità avvelenata, Bollati Boringhieri).

    Sono utili queste definizioni per comprendere l’iniziativa di Nicolò Ghedini contro Report e apprezzare il lavoro iterativo di Milena Gabanelli perché non è la prima volta che Report affronta le opacità della banca Arner e il suo intreccio con gli affari, i soldi e gli uomini di Silvio Berlusconi. Se l’avvocato del Capo chiede un intervento contro una trasmissione Rai si finirà per parlare di Potere e di Rai e non di quel che ha rivelato l’inchiesta televisiva.
    Che al contrario è la questione più importante (l’altra, pur rilevante, ne è soltanto un corollario). Cerchiamo di capire di che cosa si tratta.

    Nella sede milanese della banca svizzera Arner la famiglia Berlusconi ha quattro conti correnti per un totale di 60 milioni di euro, di cui uno intestato direttamente al presidente del Consiglio per dieci milioni (è il conto n. 1 della banca) e altri tre per 50 milioni a capo delle holding italiane Seconda, Ottava e Quinta, amministrate dai figli Marina e Piersilvio. Tra i clienti della banca ci sono molti nomi dello stato maggiore del Cavaliere: Ennio Doris, fondatore del gruppo Mediolanum; la famiglia dell’avvocato Cesare Previti, condannato in via definitiva per i casi Imi-Sir e Lodo Mondadori; Salvatore Sciascia, direttore dei servizi fiscali del gruppo Fininvest condannato in via definitiva dalla Cassazione a 2 anni e 6 mesi per la corruzione di alcuni ufficiali della Guardia di Finanza. Alla Arner vengono gestite le società anonime Centocinquantacinque e Karsira Holding, che a cascata controllano due società amministrate dalla famiglia di Giovanni Acampora anche lui condannato per il Lodo Mondadori. Alla Arner vengono gestiti i soldi della Flat Point Development Limited, una immobiliare con proprietari misteriosi che sta costruendo ville ad Antigua per Silvio Berlusconi. Infine, last but non least, la Arner ha avuto tra i suoi fondatori Paolo Del Bue che, nella sentenza che ha condannato David Mills, è definito l’amministratore di società (Century One, Universal One) riconducibili “direttamente a Silvio Berlusconi”.

    La presenza di Berlusconi, dei figli, degli amministratori del patrimonio personale del Capo, degli amici del cerchio strettissimo - come Previti, Sciascia, Acampora: uomini che si immolano per salvare il Capo - lasciano credere che la Banca Arner sia nel cuore del Cavaliere. Così vicina alla sua attenzione che alcuni arrivano a sussurrare che Arner sia del Cavaliere. La questione merita una domanda diretta: signor presidente, la banca Arner è sua? L’interrogativo che, un anno fa, Milena Gabanelli propone al premier è però un altro. Report, nel novembre del 2009, dà conto delle opacità della Arner e illustra per quali ragioni e circostanze la banca vicina a Berlusconi è sotto il torchio dagli ispettori della vigilanza della Banca d’Italia che vi rintracciano “gravi irregolarità a causa delle carenze e delle violazioni in materia di contrasto del riciclaggio”.

    L’inchiesta di Report in quell’occasione si chiude con un appello, diciamo così. Milena Gabanelli si chiede “se non sarebbe opportuno, per il premier, prendere i suoi 60 milioni di euro, spostarli dalla banca Arner e depositarli in un’altra banca italiana un po’ più trasparente”. L’appello cade nel vuoto. E la Gabanelli ora ci ritorna su. Questa volta scopre che il 20 settembre 2007 Berlusconi ha comprato quattro acri di terra da una società di Antigua, la Flat Point Development, impegnata a costruire sull’isola caraibica ville e villoni su un’area di 160 ettari. Report spiega che di questa Flat non si conoscono i proprietari effettivi. Sono protetti da un sistema di scatole cinesi che sfocia a Curacao, Antille olandesi, e da un rosario di prestanomi e fiduciari con nomi italiani. Legittimo quindi, anche in questa occasione, la seconda domanda che Milena Gabanelli pone a Silvio Berlusconi: “I 22 milioni di euro portati dal nostro premier ad Antigua corrispondono al reale valore di mercato di ciò che ha acquistato? E a chi li ha versati e chi è il proprietario di mezza isola? Un imprenditore catanese? Lui medesimo? Un’opacità che il presidente del Consiglio avrebbe il dovere di dissipare”.

    Siamo allora al nocciolo della questione. Anche in questo caso, lo si può riassumere con qualche domanda. Chi è il proprietario effettivo della Banca Arner? E’ di Silvio Berlusconi? Se non lo è, il Cavaliere ne conosce l’identità? Se Silvio Berlusconi è soltanto uno dei correntisti - anche se il numero 1 - quali sono i motivi che lo spingono a utilizzare un istituto di credito di pessima reputazione, sotto inchiesta per riciclaggio, cosi oscuro da convincere Bankitalia a sostenere “l’impossibilità di accertare i beneficiari economici di alcune società che hanno il conto alla Arner Italia” e, fra queste, la Flat Point Development Limited di Antigua? A chi Berlusconi ha versato il denaro per acquistare i terreni di Antigua? Conosce i proprietari della Flat Point di cui i pubblici ministeri di Milano segnalano “l’assoluta opacità dell’effettivo beneficiario” e rilevano le “causali poco verosimili” di “trasferimenti di somme all’estero” tra Flat Point, la filiale italiana di Arner Bank (che ha due dirigenti indagati per riciclaggio) e poi la Arner svizzera? Può Berlusconi smentire pubblicamente che la Flat Point Development Limited sia una sua proprietà? Ecco queste sono le questioni imbarazzanti che hanno convinto Ghedini a giocare una palla ad effetto per parlar d’altro.

    (18 ottobre 2010)

    Cosa volete che siano 300000 € in confronto di 22 MILIONI DI EURO!!!!!!!!!!

  • Profilo di a1

    a1

    18 ott 2010 - 11:58 - #12
    1 punto
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    Altro articolo da stupir tutta la gente:

    http://www.corriere.it/politica/10_ottobre_18/ferrarella-arner-bank-caraibi-berlusconi_f94aa81a-da88-11df-b6f8-00144f02aabc.shtml

    Arner Bank e Caraibi, «Operazioni sospette per 34 milioni» : 20 del premier L’inchiesta a Milano L’INCHIESTA A MILANO Arner Bank e Caraibi, «Operazioni sospette per 34 milioni» : 20 del premier L’inchiesta a Milano MILANO — L’«assoluta opacità, circa l’effettivo beneficiario della complessa struttura all’origine» della struttura italiana di «una società offshore Flat Point costituita ad Antigua», circonda «trasferimenti di 34 milioni di euro all’estero attraverso la banca Arner», movimentati dalla Flat Point con «causali poco verosimili» e «prive di effettive ragioni economiche». Dai decreti di perquisizioni ad alcuni commercialisti, svolte a fine aprile nell’inchiesta da tempo in corso sulla filiale italiana della svizzera Arner Bank Sa, emerge ora che la Procura di Milano sta indagando sulla strana triangolazione di 34 milioni di euro: soldi versati alla luce del sole tra il 2005 e il 2009 appunto alla rappresentanza italiana dell’offshore «Flat Point Development ltd» da acquirenti italiani di immobili caraibici di prestigio; da lì poi riversati su conti della società presso la filiale milanese di Banca Arner spa; e infine trasferiti su conti sempre della società presso la Arner Bank Sa in Svizzera, con destino poi ignoto. Di quei 34 milioni sotto la lente degli inquirenti, più di 20 risultano essere stati pagati da conti personali presso banche italiane e assolutamente ufficiali del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, di cui sinora era noto (come segnalato da Report il 15 novembre 2009) solo un bonifico alla Flat Point di 3,3 milioni nel 2008. Il premier non è indagato dai pm Mauro Clerici e Roberto Pellicano, che invece hanno indagato gli ex presidente e amministratore delegato di Banca Arner spa, Nicola Bravetti e Davide Jarach, anche sulla base dell’ispezione di Bankitalia che «ha rilevato gravi e diffuse irregolarità in materia di normativa anti riciclaggio». Di Banca Arner è noto che la filiale milanese ha come clienti alcuni collaboratori di Berlusconi, tre holding amministrate dai suoi figli Marina e Piersilvio (per circa 40 milioni), e lo stesso premier in un conto che da anni non registra grossi scostamenti attorno ai 10 milioni di giacenza. Così come è noto che nei mesi scorsi da un lato la Procura di Como ha coinvolto l’ex presidente della banca, Bravetti, in un’inchiesta sullo «spallonaggio» in Svizzera di soldi di evasori fiscali, e che dall’altro la Procura di Palermo lo indaga per l’ipotesi di occultamento di denaro proveniente da attività illecite e intestazione fittizia di beni appartenenti a un costruttore considerato prestanome della mafia. Uno dei soci storici di Arner, il banchiere Paolo Del Bue, è imputato nel processo sui diritti tv Mediaset (da poco congelato dalla legge sul «legittimo impedimento» del premier) per l’ipotesi di riciclaggio quale «responsabile della Arner Sa di Lugano e fiduciario della famiglia Berlusconi». E di Del Bue si è parlato molto anche nel processo in cui l’avvocato David Mills ha appena ottenuto in Cassazione la prescrizione della condanna a 4 anni e mezzo che Tribunale e Appello gli avevano inflitto quale teste corrotto con 600mila euro nell’interesse di Berlusconi. Infatti, fra le reticenti testimonianze contestate a Mills nei processi a Berlusconi del 1997 e 1998, c’era proprio l’«aver omesso di riferire quanto a sua conoscenza in ordine al legame diretto esistente tra Del Bue, della fiduciaria Arner, e la famiglia Berlusconi»: in particolare «che Century One Ltd e Universal One Ltd, società offshore costituite da Mills per conto di Berlusconi, avevano ricevuto dal gruppo Fininvest ingenti rimesse di denaro su conti bancari presso Bsi Lugano, poi prelevate in contanti per 103 miliardi di lire da Del Bue e altri di Arner». Luigi Ferrarella 18 ottobre 2010] Arner Bank e Caraibi, «Operazioni sospette per 34 milioni» : 20 del premier
    L’inchiesta a Milano

    L’INCHIESTA A MILANO

    Arner Bank e Caraibi, «Operazioni sospette per 34 milioni» : 20 del premier

    L’inchiesta a Milano

    MILANO — L’«assoluta opacità, circa l’effettivo beneficiario della complessa struttura all’origine» della struttura italiana di «una società offshore Flat Point costituita ad Antigua», circonda «trasferimenti di 34 milioni di euro all’estero attraverso la banca Arner», movimentati dalla Flat Point con «causali poco verosimili» e «prive di effettive ragioni economiche».

    Dai decreti di perquisizioni ad alcuni commercialisti, svolte a fine aprile nell’inchiesta da tempo in corso sulla filiale italiana della svizzera Arner Bank Sa, emerge ora che la Procura di Milano sta indagando sulla strana triangolazione di 34 milioni di euro: soldi versati alla luce del sole tra il 2005 e il 2009 appunto alla rappresentanza italiana dell’offshore «Flat Point Development ltd» da acquirenti italiani di immobili caraibici di prestigio; da lì poi riversati su conti della società presso la filiale milanese di Banca Arner spa; e infine trasferiti su conti sempre della società presso la Arner Bank Sa in Svizzera, con destino poi ignoto. Di quei 34 milioni sotto la lente degli inquirenti, più di 20 risultano essere stati pagati da conti personali presso banche italiane e assolutamente ufficiali del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, di cui sinora era noto (come segnalato da Report il 15 novembre 2009) solo un bonifico alla Flat Point di 3,3 milioni nel 2008. Il premier non è indagato dai pm Mauro Clerici e Roberto Pellicano, che invece hanno indagato gli ex presidente e amministratore delegato di Banca Arner spa, Nicola Bravetti e Davide Jarach, anche sulla base dell’ispezione di Bankitalia che «ha rilevato gravi e diffuse irregolarità in materia di normativa anti riciclaggio». Di Banca Arner è noto che la filiale milanese ha come clienti alcuni collaboratori di Berlusconi, tre holding amministrate dai suoi figli Marina e Piersilvio (per circa 40 milioni), e lo stesso premier in un conto che da anni non registra grossi scostamenti attorno ai 10 milioni di giacenza.

    Così come è noto che nei mesi scorsi da un lato la Procura di Como ha coinvolto l’ex presidente della banca, Bravetti, in un’inchiesta sullo «spallonaggio» in Svizzera di soldi di evasori fiscali, e che dall’altro la Procura di Palermo lo indaga per l’ipotesi di occultamento di denaro proveniente da attività illecite e intestazione fittizia di beni appartenenti a un costruttore considerato prestanome della mafia. Uno dei soci storici di Arner, il banchiere Paolo Del Bue, è imputato nel processo sui diritti tv Mediaset (da poco congelato dalla legge sul «legittimo impedimento» del premier) per l’ipotesi di riciclaggio quale «responsabile della Arner Sa di Lugano e fiduciario della famiglia Berlusconi». E di Del Bue si è parlato molto anche nel processo in cui l’avvocato David Mills ha appena ottenuto in Cassazione la prescrizione della condanna a 4 anni e mezzo che Tribunale e Appello gli avevano inflitto quale teste corrotto con 600mila euro nell’interesse di Berlusconi. Infatti, fra le reticenti testimonianze contestate a Mills nei processi a Berlusconi del 1997 e 1998, c’era proprio l’«aver omesso di riferire quanto a sua conoscenza in ordine al legame diretto esistente tra Del Bue, della fiduciaria Arner, e la famiglia Berlusconi»: in particolare «che Century One Ltd e Universal One Ltd, società offshore costituite da Mills per conto di Berlusconi, avevano ricevuto dal gruppo Fininvest ingenti rimesse di denaro su conti bancari presso Bsi Lugano, poi prelevate in contanti per 103 miliardi di lire da Del Bue e altri di Arner».

    Luigi Ferrarella
    18 ottobre 2010

  • Profilo di marchettone73

    marchettone73

    18 ott 2010 - 12:10 - #13
    0 punti
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    Le inchieste delle procure di Milano e Palermo che vedono coinvolto Berlusconi girano intorno ad un triangolo di 20 milioni di euro che coinvolge tre città: Milano, Lugano e Palermo. In un Paese normale, chi ricopre incarichi pubblici, e tanto più un presidente del Consiglio, se vuole avere titolo morale per rappresentare i cittadini dovrebbe spiegare la natura dei suoi affari e, in questo caso, il meccanismo di società off shore che ha messo in piedi. Ma in Italia ciò non accade e Berlusconi e i suoi dipendenti si stanno impegnando nella solita attività: screditare i magistrati e minacciare i giornalisti, colpevoli di svolgere il proprio lavoro senza guardare in faccia nessuno. Del resto, quando si avvicinano le elezioni, le voci dissonanti dal pensiero unico che Berlusconi vorrebbe imporre devono sparire del tutto.

    Così dopo Santoro, adesso tocca a Gabanelli. Le intercettazioni di Trani hanno fatto comprendere a tutti da dove parte la censura e chi impartisce l’ordine. Ordini che vengono prontamente eseguiti dai lacché del padrone.

    Antonio di Pietro

  • Profilo di marchettone73

    marchettone73

    18 ott 2010 - 12:18 - #14
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  • Profilo di ziopaperone

    ziopaperone

    18 ott 2010 - 13:11 - #15
    -2 punti
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    vedo che continuate a far finta di non capire, fini ha rubato ad an un bene da un milione di euro piu’ caro, berlusconi ha comprato da terzi una casa…
    siete accecati dalla faziosita’ come sempre.

  • Profilo di ziopaperone

    ziopaperone

    18 ott 2010 - 13:14 - #16
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    4 congruo? ah ah ah! altra balla cosmica, era congruo il valore catastale che tutti sanno essere ridicolo, c’ erano offerte di un milione superiori DOCUMENTATE, ma la capite che vi rendete ridicoli a difendere fini?

  • Profilo di _marco_

    _marco_

    18 ott 2010 - 14:15 - #17
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    Berlusconi puo decidere di pagare un terreno 100 volte tantoed è libero di farlo.
    AN è un privato e puo vendere a chiunque al prezzo che gli pare.
    Questo secondo la tua logica zioporcone

  • Profilo di ziopaperone

    ziopaperone

    18 ott 2010 - 14:31 - #18
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    no, fini non puo’ disporre di regalare ad un suo parente un bene di un partito politico, sono soldi non suoi e farlo e’ un furto, i soldi di berlusconi invece sono suoi veramente.

  • Profilo di tigre2010

    tigre2010

    18 ott 2010 - 14:47 - #19
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    #18
    Ma ci vedi mister.b che paga una casa 20 volte di più di quello che vale? Ottuso

  • Profilo di ice

    ice

    18 ott 2010 - 15:22 - #20
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    senza dimenticar che in cambio dei favori dei ministri che si sono succeduti al goberno dell’isola, Berlusconi ha anche sponsorizzato e ottenuto , il 16 settembre scorso il Club de Paris ha concesso la ristrutturazione dell’86% del debito di Antigua

  • Profilo di marchettone73

    marchettone73

    18 ott 2010 - 15:31 - #21
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    Arrestato un uomo della GdF: forniva informazioni su Grillo e Travaglio
    Con gli accessi abusivi agli archivi informatici delle Fiamme Gialle ha regalato dati fiscali a un giornalista su nomi noti come gli Agnelli, Di Pietro, De Magistris, il giudice Mesiano e la D’Addario

    Una notizia clamorosa e gravissima. Un militare della Guardia di Finanza in servizio a Pavia è stato posto agli arresti domiciliari per ordine della magistratura di Milano, per una serie di accessi abusivi da lui effettuati agli archivi informatici delle Fiamme Gialle, quelli che custodiscono i dati fiscali.

    PERSONAGGI SOTTO LA LENTE – Il finanziere, secondo l’accusa, avrebbe fornito informazioni riservate a un giornalista su una serie di noti personaggi, tra cui: componenti della famiglia Agnelli, Antonio Di Pietro, Luigi De Magistris, il giudice Mesiano, Beppe Grillo, Marco Travaglio e la escort Patrizia D’Addario. Non si conosce il nome del giornalista, ma vedendo i nomi degli ’spiati’ non è difficile immaginare a quale Giornale Libero appartenga.

  • Profilo di boh1

    boh1

    18 ott 2010 - 17:14 - #22
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    Ma secondo voi un amante del governo in carica che usa lo scandalo finiano come se fosse “roba d altri” non fa la figura del pirlotto ?? secondo me sì e bella grande !!

  • Profilo di screech87

    screech87

    18 ott 2010 - 19:55 - #23
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    @zio paperone
    come al solito ricorro a wikipedia (per farti capire sempre come può essere facile assumere endovena un pò di cultura personale)
    http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_San_Martino_(edificio)
    e comunque, se pure fosse, meglio appropriarsi di una casa di un partito che sottrarla ad una minorenne orfana…

    ps: mannaggia…devo assolutamente guardare la putata di report di ieri… xD

  • Profilo di paolo0101

    paolo0101

    18 ott 2010 - 20:07 - #24
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    Perché Silvio Berlusconi dovrebbe trasferire dei soldi all’estero usando dei bonifici bancari e riportarli sulla dichiarazione dei redditi quando potrebbe fare la stessa cosa senza dichiarare nulla, per esempio usando conti esteri?

  • Profilo di ice

    ice

    18 ott 2010 - 20:50 - #25
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    @ #24
    forse perchè è il presidente del consiglio è ha un ruolo istituzionale
    in tutto il resto dell’mondo occidentale cadono teste e governi per molto meno
    noi ormai ci scndalizziamo per gli operai che si incassano per un dirigente sindacale che rompe l’unità sindacale e da il suo placet al ritiro unilaterale di federmeccanica dal contratto nazionale
    e poi per un presidente dle consiglio che evade milioni di tasse (mentre Tremonti dichiara che prederanno piu soldi dall’evasione…) usa il suo potere di primo ministro della repubblica italiana per diminuire il debito estero di uno stato come Antigua in cambio del segreto sui porpri beni personali e licenze edilizie
    .
    chi è che è fatto alla rovescia?

  • Profilo di paolo0101

    paolo0101

    18 ott 2010 - 21:44 - #26
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    Ripeto la domanda: perché dovrebbe usare modalità assolutamente rintracciabili per eseguire delle operazioni all’estero quando potrebbe farlo in forma anonima con operazioni estero su estero?
    Se le operazioni sono regolari la modalità adottata non presenta nessun problema. Se sono irregolari allora o è un pi.r.lone oppure uno sprovveduto. Qualcuno ritiene che SB sia uno sprovveduto, parlando di affari?

  • Profilo di boh1

    boh1

    18 ott 2010 - 22:46 - #27
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    non si tratta di sprovvedutezza…ma sai , essendo uno degli uomini più ricchi del mondo e avendo costruito quasi tutto attraverso mezzi al limite del legale, ( e sono buono )
    qualcosa scappa sempre di mano..
    è un po come fanno con i boss mafiosi o con tanti altri grandi criminali..mica vengono arrestati per le “reali” malefatte , in genere vengono incastrati per tutta una serie di reati minori che alla fine forniscono condanne pluridecennali..
    anche saddam hussein alla fine se non mi sbaglio è stato condannato per un unica strage quando sappiamo benissimo che ha massacrato e fatto torturare migliaia di persone.
    berlusconi ha le mani in pasta in qualsiasi traffico finanziario immobiliare da più di 30 anni , anche quando nessuno lo conosceva
    e il suo stile parole testuali
    “..quando sei un imprenditore devi saper osare…”

  • Profilo di gunny35

    gunny35

    19 ott 2010 - 02:16 - #28
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    @ #26
    Per prima cosa l’operazione è studiata molto bene ed è praticamente impossibile sapere a chi appartiene Flat Point. Lo scopo ultimo è muovere 24 milioni alla luce del sole senza che nessuno possa provare niente, eventualmente sospettare. E poi che scopo avrebbe l’operazione estero su estero? I soldi sarebbero già all’estero.

  • Profilo di ziopaperone

    ziopaperone

    19 ott 2010 - 07:35 - #29
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    patetico attacco della sinistra, risponda fini che e’ ora, lui si che ha rubato.

  • grillosparlante

    19 ott 2010 - 22:27 - #30
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    E’ previdente Berlusconi! Ha già pensato a un posto dove trascorrere la latitanza!
    Come Craxi ad Hammamet.
    Io spero però che lo arrestino prima che scappi.

  • borgotorto

    23 ott 2010 - 19:35 - #31
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    1° offerte per il locale di Montecarlo non sono state fatte solo a posteriorida due tirapiedi senza arte ne parte 2°la congruita’ catastale non alcun peso come invece in Italia 3°55 metro acclarati in zona decentrata ancghe a Montecarlo senza vista mare nessun investitore con quattrini viene manco a vederli èpronto a commettere con giudizio demandata ad agenzia immobiliare del luogo aspetto cifra

  • robyforberlusca

    20 gen 2012 - 13:41 - #32
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    Ma dico io che cavolo ve ne frega lui dove investe i soldi? Li non si pagano le tasse e allora? Si è comprata la villa li perche è un paradiso di spiaggia e mare dove andare per staccare la spina dove sta il problema? L altra volta in banca io dovevo ritirare 5mila euro e lo sportellista mi chiede? perchè? sono problemi miei e li voglio spendere a mio pacimento perche sono SOLDI MIEI!!! insomma ci ha messo 20 minuti per darmeli e in piu aveva anche la faccia storta! siete impazziti qui in italia ma cosa avete? io me ne sto scappando state esagerando