Antigua e le case di Berlusconi: breve storia di Emerald Cove

berlusconi casa antigua

Se ieri sera avete visto Report, non vi sarete fatti sfuggire il finale su Antigua e gli investimenti del nostro premier Silvio Berlusconi nel paradiso tropicale delle Antille. Paradiso non solo dal punto di vista climatico e geografico, ma anche e soprattutto fiscale. Cerchiamo di riassumere il tutto.

Al centro dell'inchiesta giornalistica di Report c'è Emerald Cove, una baia da sogno ad Antigua. Una baia da sogno che si sta trasformando in una Costa Smeralda caraibica, con tutti i pro e i contro del caso. I pro, sono i soldi stranieri, i contro, sono la morte di un luogo autentico trasformato in un vacanzificio per ricchi.

quel posto, la Baia di Smeraldo, potrebbe essere presto ribattezzata secondo le testimonianze raccolte da Paolo Mondani di , «President bay», ovvero Baia del Presidente. Perché lì è spuntata una bella villa dell'ex premier Bryan Lester Bird, o invece quel «Presidente» è riferito al capo del governo italiano Silvio Berlusconi, il quale, secondo un servizio che va in onda stasera durante la trasmissione condotta da Milena Gabanelli su Raitre, proprio in Emerald Cove ha investito una discreta somma?

Vediamo di approfondire dopo il salto.

Prosegue Sergio Rizzo sul Corriere di oggi:

si parla di qualcosa come oltre venti milioni, spesi per acquistare in questo scenario da favola una serie di immobili. Fra queste un grande complesso che domina il mare di smeraldo da un piccolo promontorio. Per le sue dimensioni, la popolazione locale e i pescatori lo chiamano «Il Castello»

Silvio Berlusconi avrebbe quindi investito somme considerevoli nella baia, intorno ai venti milioni di euro. Per un uomo che ha un patrimonio stimato in circa 8 miliardi di euro, non è una cifra enorme. Le domande dell'inchiesta vertono soprattutto su chi abbia venduto terreni e costruzioni al Presidente del Consiglio.

Paolo Mondani di Report indaga e trova una serie di scatole cinesi e il nome di una società, la Flat Point. Una società oscura, di cui scrive oggi Walter Galbiati su Repubblica:

Meno chiaro invece appare chi si celi dietro la Flat Point, chi siano i reali beneficiari e chi la finanzi. Dai registri pubblici risulta posseduta dalla Emerald Cove Engineering Nv e a monte dalla Kappomar, due società delle Antille olandesi con sede a Curacao. La società è stata per lungo tempo una scatola vuota, dormiente, poi improvvisamente si è accesa quando a partire dal 2005 arrivano copiose risorse finanziarie proprio dai conti di Silvio Berlusconi, quelli aperti presso Banca Intesa e il Monte dei Paschi di Siena. Il premier versa qualcosa come 22 milioni di euro. E li versa correttamente da filiali italiane alla filiale italiana di Banca Arner, con tanto di note descrittive. E' l'istituto elvetico poi a trasferire quei soldi da Milano a Lugano senza le dovute precauzioni in tema di antiriciclaggio, richieste da Banca d'Italia per i trasferimenti di denaro all'estero. Per l'entourage di Berlusconi, quei soldi sarebbero serviti per acquistare 5 ville, ma i numeri e le dichiarazioni non coincidono con i contratti depositati presso Banca Arner, così come non coincidono gli spostamenti di denaro. I legali di Berlusconi dicono di aver spiegato tutto, eppure, di quel tutto, basterebbe il nome di chi si cela dietro la facciata della Flat point, amministrata da tre fiduciari tra la Svizzera e l'Italia

Ok: prima di proseguire però, chiediamoci che cosa significhi in concreto "paradiso fiscale". La stessa domanda se la pone oggi La Stampa, che ci spiega tutto molto dettagliatamente in un pezzo di Francesco Spini:
Gli affari immobiliari del premier Silvio Berlusconi ad Antigua accendono i riflettori sull’isola: perché è considerata un paradiso fiscale?
Perché lo stato di Antigua e Barbuda - isole caraibiche che contano circa 80 mila abitanti - ha un regime fiscale molto favorevole per gli investitori esteri diretti, che prevede un periodo di «tax holidays», di vacanza dal Fisco insomma, che può arrivare fino a 15 anni, prorogabili di altri 5. Per un lungo periodo, insomma, le tasse non si pagano. E qui il Fisco ha smesso di colpire i redditi personali dal 1976.

Quali altri benefici ci sono per gli uomini d’affari?

Il governo caraibico, sempre nell’ottica di attrarre capitali esteri, assicura molte facilitazioni per le imprese e per i finanzieri che dirottano i capitali in queste isole: si va dalla rinuncia dello stato a riscuotere dazi doganali, fino al diritto di rimpatriare tutti i capitali derivanti da royalties, dividendi e profitti, liberi da ogni tassazione

Capito? Quindici anni senza pagare tasse. Bene, a questo punto vi starete chiedendo dove stia il problema. Berlusconi prende venti - ventidue, secondo altre fonti - milioni di euro e li investe in immobili. Dov'è il problema? Il problema ce lo spiega Il Giornale

L’intento è chiaro: instillare il sospetto che Berlusconi ab­bia utilizzato società off-shore per acquisire un terreno, ma­gari esportando illegalmente valuta, considerato che Arner è stata messa sotto osservazio­ne da Bankitalia nel 2008 e che un suo dipendente è fidu­ciario di una delle controllan­ti di Flat Point

E qui entra in gioco la Banca Arner dalla quale sarebbero partiti i soldi per Antigua. Era un'inchiesta di Report andata in onda circa un anno fa, se volete un riassunto lo trovate in questo pezzo del Corriere o naturalmente sul sito di Report, dove c'è la puntata integrale
La Banca Arner, il 17 aprile del 2008, viene messa sotto tor­chio dagli ispettori della vigi­lanza della Banca d’Italia che ri­scontrano «gravi irregolarità a causa delle carenze delle viola­zioni in materia di contrasto del riciclaggio». Bankitalia commissaria la Arner con Ales­sandro Marcheselli che un an­no dopo viene sostituito con al­tri due commissari perché in­dagato pure lui per favoreggia­mento al riciclaggio. La trasmissione, dal titolo «La banca dei numeri uno», ini­zia con l’arresto all’aeroporto di Malpensa dell’avvocato Fa­brizio Pessina, il 18 marzo scor­so: nel suo computer la guar­dia di Finanza trova 552 nomi con a fianco il numero di tele­fono e le società offshore di ri­ferimento. Da lì comincia il viaggio tra le tecniche vecchie (gli spalloni) e nuove (incroci di società off-shore) usate per dribblare il fisco. Milena Gaba­nelli, alla fine, si chiede «se non sarebbe opportuno, per il premier, prendere i suoi 60 mi­lioni di euro, spostarli da lì (la Banca Arner) e depositarli in un’altra banca italiana un po’ più trasparente»

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