Anche ieri Umberto Bossi è tornato a minacciare le elezioni anticipate. Tranquilli: è solo una lisciata di pelo al suo elettorato, per ora - per ora, appunto - l’accordo con Berlusconi tiene e il governo pure. Ma sono oramai così tante le volte, negli ultimi mesi che ho letto di Bossi ed elezioni anticipate, che non riesco più a credergli.
Partiamo dall’ultima: ieri in quel di Mercallo, Bossi spiegava
È Umberto Bossi a evocare le urne. «Se qualche volta non passa una legge, allora sappiamo che bisogna andare a votare». Ma poi spiega che a suo giudizio, il governo non rischierà nemmeno sulla giustizia. «È uno dei possibili campi minati, ma non è detto nemmeno lì, perché secondo me i parlamentari e soprattutto la sinistra hanno paura di andare alle elezioni e quindi assisteremo a una sinistra che dà il voto a Berlusconi»
Perché Bossi non è credibile? Vediamo dopo il salto.
Bossi non è credibile quando minaccia le elezioni anticipate per un motivo principale. Malgrado al momento attuale solo la Lega guadagnerebbe qualcosa in termini di voti - non certo il PdL, in crisi nera - non può prendersi la responsabilità di far cadere il governo, perché sa quanto il suo elettorato non ami le consultazioni e le ritenga una spreco di tempo e denaro. Non vogliono andare a votare, vogliono portarsi a casa il federalismo - la carotina, vi ricordate?
Quindi, preferisce lasciare il famoso cerino acceso nelle mani dei finiani e reiterare le sue minacce. Provate a vederla come una partita a scacchi in cui nessuno vuole fare la prima mossa. Il governo - bloccatissimo - non possono farlo cadere né il PdL, né la Lega, perché non sarebbe affatto una mossa “popolare” per l’elettorato di centrodestra. Possono farlo cadere i finiani? Certo che sì: ma se si prosegue sulla china vista finora, ho serissimi dubbi che mettano in difficoltà i berluscones più agguerriti.
E’ già da qualche settimana il disgelo tra FLI e PdL, e le schermaglie che leggete magari sui quotidiani sono solo pretattica, è tutto finto. Tutto pacificato: per ora hanno vinto le “colombe”, e i falchi alla Granata o alla Ghedini sono decisamente meno ascoltati di solo un mese fa.
fc77
18 ott 2010 - 11:26 - #1che faccia da pirla.
kazuma_
18 ott 2010 - 11:36 - #2Ma una domanda come questa è retorica.
Come si fa a dare credibilità a quel capobranco?
a1
18 ott 2010 - 11:39 - #3questo è un chiaro esempio di come hanno tolto 2 braccia all’agricoltura, e lo stesso bossi sta facendo con il figlio “trota”, anche in questo caso l’agricoltura avrà 2 braccia in meno, e noi invece avremo una bocca in più da sfamare.
marchettone73
18 ott 2010 - 11:50 - #4Questi della lega non saprebbero amministrare neanche il pollaio della mì nonna:
Il Carroccio chiede che le due Authority abbiano sede ufficiale nel capoluogo della Lombardia, dove c’è la Borsa: uno spostamento inutile e costoso. Infatti il Pd si è aggregato subito
Un’idea geniale. “La Consob e l’Antitrust devono essere trasferite a Milano“, diceva la proposta di legge per spostare le due Authority nel capoluogo meneghino, presentata da 56 parlamentari leghisti ai quali poi si sono aggiunti dieci deputati del PdL, uno dell’Udc (Mantini), un finiano (Divella) e tre esponenti del Pd (Pizzetti, Marantelli e Peluffo).
IL FEDERALISMO DELLE AUTHORITY – Un’idea talmente geniale che non poteva non aggregarsi anche Roberto Calderoli, il quale faceva sapere che anche se si tratta ”di un’iniziativa parlamentare”, la proposta di spostare la sede della Consob e dell’Antitrust a Milano ”mi sembra la cosa piu’ logica del mondo”. Il ministro per la Semplificazione normativa, bontà sua, precisava anche che ”visto che si tratta di un’iniziativa parlamentare chiedete a Reguzzoni”, cioe’ l’esponente della Lega Nord che ha presentato la proposta.E al Sole 24 Ore Reguzzoni stesso faceva sapere che “tutto questo rientra nel discorso più ampio del federalismo: delocalizzando le strutture sul territorio il governo centrale diventa più forte lontano da Roma. Avere una struttura come la Consob che ha il 20% di dipendenti a Milano e l’80% a Roma, con la Borsa che ha sede nel capoluogo meneghino, si traduce solo in un aggravio di costi”.
UN TRASLOCO DORATO – Su L’Espresso Primo Di Nicola ci fa sapere che qualche problemino, con il trasloco, si porrebbe. Il più grosso è che “il cambio di sede avrebbe pesanti ricadute anche per le penali da pagare per il rilascio di immobili, lo spostamento delle attrezzature tecnologiche, il trasferimento del personale interessato – circa mille unità – e il contenzioso che potrebbe seguirne. In tutto, secondo una stima riservata Consob-Antitrust, il prezzo potrebbe aggirarsi intorno ai 200 milioni di euro”. Non poco, per una questione di puntiglio come quella leghista. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha i seguenti compiti: “vigilanza contro gli abusi di posizione dominante, vigilanza di intese e/o cartelli che possono risultare lesivi o restrittivi per la concorrenza, controllo delle operazioni di concentrazione (fusione o take-over) che superano un certo valore, comunicate all’Autorità, che ne valuterà l’impatto sul mercato, tutela del consumatore, in materia di pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole, valutazione e sanzionamento dei casi di conflitto d’interesse dei componenti del Governo“. In base a quale motivazione logica l’Antitrust dovrebbe vedere agevolato il proprio lavoro, nel 2010 e nell’era di internet, delle reti globali e dei telefoni cellulari (per la necessaria velocità di passaggio delle informazioni di competenza di questa autorità), è un mistero che soltanto Calderoli e Reguzzoni, nella loro infinita intelligenza, potrebbero spiegarci.
LA CONSOB A MILANO C’E’ GIA’ - Anche Reguzzoni, poi, sa che la Consob è già a Milano, nel senso che la sede secondaria operativa è a Palazzo Mezzanotte. Lì si celebra l’assemblea della Commissione di controllo delle società quotate in Borsa, che è l’evento più importante tra quelli ufficiali che vedono chiamato in causa il presidente dell’Autorità. Le comunicazioni da inoltrare alla Consob ai sensi della legislazione vigente devono essere inviate ad entrambe le sedi, quella a Roma e quella a Milano, come spiega il loro sito. Un inutile orpello burocratico, uno dei più clamorosi lacci e lacciuoli che strozzano la crescita delle imprese italiane? Non proprio, visto che si tratta di comunicazioni di superamento della soglia di legge nell’acquisto di azioni di società quotate, normalmente: non esattamente l’hobby preferito del 90% degli imprenditori e commercianti, e del 100% dei lavoratori italiani. Insomma, la Consob vigila sulle lobby italiane, e l’ha effettuata, negli ultimi anni in cui è stata presieduta da Lamberto Cardia e con l’eccezione lodevole dell’operazione Antonveneta-Bnl-Bpl-Unipol, in maniera non sempre solerte.
TRASFERIRE PER TRASFERIRE - Insomma, un buon motivo per trasferire le due Autorità non c’è. Soprattutto se il modico prezzo da pagare è di 200 milioni di euro, un prezzo politico scandaloso in tempi in cui l’austerity sta guastando i rapporti tra Giulio Tremonti e molti ministri del Popolo della Libertà stesso. Eppure, Giulietto si è spesso dimostrato indulgente nei confronti delle richieste prendere o lasciare di Umbertino, come in occasione delle quote latte. Certo, decidere di spostare la Consob quando la presidenza è ancora vacante (il candidato ufficiale è il sottosegretario Giuseppe Vegas, che ci andrebbe molto volentieri, ma ancora l’ok non è arrivato), e mentre si raccontava di un Mauro Masi, attuale direttore generale della Rai, in predicato di accomodarsi al posto di Antonio Catricalà (un’ipotesi che fa rabbrividire, sinceramente), è roba da politici con il pelo sullo stomaco. Vediamo se Tremonti e Bossi hanno anche il coraggio di fare questo.
Pauli
18 ott 2010 - 12:05 - #5Bossi è un vecchio marpione, altrochè! peggio dei vecchi democristiani…
E’ un frega-popolo che pensa solo a mettere le mani nelle tasche dei suoi elettori al momento propizio e di infiltrare i suoi clienti dentro le istituzioni. Come la DC, ha infatti uomini con 3,4,5 incarichi al parlamento, provincia, fondazioni,CdA nelle municipalizzate…
I Clienti della Lega fanno parte della peggiore classe imprenditoriale del Paese: evasori, riciclatori di denaro sporco e sfruttatori di lavoro illegale e clandestino. Le vicende di Arzignano -dove ci sono 200 aziende indagate per evasione fiscale, e dove GUARDACAS0 governa la Lega con il 40%- sono un esempio emblematico. Un altro esempio lampante è la vicenda delle quote latte: grazie alla Lega, noi italiani dobbiamo, con i nostri soldi,pagare le multe europee dei produttori che le hanno contratte, sforando le quote e arricchendosi a dismisura. Anzichè premiare e aiutare gli onesti che le hanno pagate, la Lega premia (in cambio di voti) chi ha rubato.
Tutte le promesse di eliminazione di enti inutili e di privatizzazione dei servizi pubblici locali sono state bloccate proprio a causa dell’avidità della Lega. La Lega è l’unico partito che vuole sprechi ed inefficienze, perchè, ora che è al potere, vuole ingrassarsi come fece la DC.
I sedicenti padani sono solo beaoti che si fanno infinocchiare come fessi, con il “Dio Po”, “Padania” e altre pu.t.tanate per cerebrolesi.
marchettone73
18 ott 2010 - 12:16 - #6http://nonleggerlo.blogspot.com/2010/10/ecco-la-carta-di-identita-di-silvio.html
Buhahahahahahahahahhahahahhagaha
fc77
18 ott 2010 - 12:41 - #7ahahahah altezza 1.70……si vabè allora io sono vergine !!!!!
ziopaperone
18 ott 2010 - 13:16 - #8se si vota pdl e lega trionfano, non vi conviene di sicuro.
marchettone73
18 ott 2010 - 13:21 - #9@ziopaperone
È sempre legale l’evasione fiscale?
Buahahhhahahahaaaaahahahahahaha
ziopaperone
18 ott 2010 - 13:28 - #10informati, non e’ penale.
ziopaperone
18 ott 2010 - 13:31 - #11L’evasione fiscale è punita con sanzioni pecuniarie e oltre una certa soglia di sottrazione di imponibile anche penalmente.
solo grossi importi hanno valenza penale, per la maggior parte dei casi e’ come mettere l’ auto in doppia fila, si paga una sanzione amministrativa.
fc77
18 ott 2010 - 13:39 - #12non vorrei rovinare il pranzo al cr3tino,ma berlusconi è accusato di frode fiscale e non di evasione….
kazuma_
18 ott 2010 - 14:03 - #13E bossi, come tutti i leghisti deve ringraziare che non sia ancora stato legislato il reato di frode intellettuale.
fc77
18 ott 2010 - 14:27 - #14ed enrichetto quello di prostituzione intellettuale.
ziopaperone
18 ott 2010 - 14:41 - #15come al solito ho smascherato le balle della sinistra.
fc77
18 ott 2010 - 14:48 - #16ahahahahahahhah il supereroe ahahahahahahah…..che spasso ahahahahahah….si si ahahahah credici ahahahahah
marchettone73
18 ott 2010 - 14:49 - #17@ziopaperone
…..come al solito ho smascherato le balle della sinistra….
Bravo.Fatti assumere a “il giornale”.
La ragione è degli scemi.
marchettone73
18 ott 2010 - 15:04 - #18@ziopaperone
Te sei uno stercoraro.
fc77
18 ott 2010 - 15:10 - #19Salta l’annunciata venuta del premier Silvio Berlusconi domani a Catania. Il premier avrebbe dovuto concludere la prima mattinata dell’assise dell’Unione delle province italiane, subito dopo la relazione del presidente nazionale Giuseppe Castiglione, ma gli organizzatori ci hanno fatto sapere che Berlusconi non verrà, colpa dell’intervento subito alla mano una settimana fa che ancora ne limita i movimenti.
HA PAURA IL NANO,ADESSO NON AMA I BAGNI DI FOLLA.
erranza
18 ott 2010 - 21:55 - #20Ma che volete. Tanto verrà di nuovo premiato dagli italiani alle prossime elezioni. Bossi raccoglie molto dagli elettori ma non combina molto quando è al governo