Logo Blogo

Ore 12 - Il PD si ritira nel "fortino" della sinistra?

Pubblicato: 21 ott 2010 da Massimo Falcioni

Commenti dei lettori

altroSul fronte della maggioranza Silvio Berlusconi cerca disperatamente di “recuperare” Gianfranco Fini per non mandare ko il governo e salvare se stesso.

Sul fronte dell’opposizione Pier Luigi Bersani alza i toni e sul lodo Alfano promette barricate per cercare di ridare animo (in vista delle possibili elezioni anticipate di primavera) a un partito ammosciato e sfiancato.

Il segretario dei Democrat si fa in quattro: fuori, per tessere alleanze stile Nuovo Ulivo, dentro per chiudere le falle di gente che, a vari livelli, scappa da tutte le parti. La coperta è corta, troppo corta: se vuoi recuperare a sinistra, copri la testa ma scopri i piedi e la “destra” non ci sta.

E’ così che, in una infinita altalena, il Partito democratico non si schioda dai suoi minimi storici nei sondaggi elettorali (forbice preoccupante che va da un 23/25% a un 26/28%) e non riesce a fermare una moria silenziosa ma continua di dirigenti e militanti.

L’ultima a minacciare la fuga è una bandiera come Mercedes Bresso. Ma Cacciari proprio oggi lancia il suo nuovo movimento Verso Nord e del Pd dice solo peste e corna. Frange ex diccì (Follini per primo) hanno la valigia in mano.

E nessuno si ricorda che in pochi mesi ben diciannove parlamentari hanno abbandonato il partito di Bersani. E altrettanto hanno fatto centinaia e centinaia di assessori, consiglieri, sindaci, segretari di sezioni ecc.

Dopo un anno dalla sua elezione Bersani incassa il rientro di gente come Gavino Angius e Pietro Folena (c’è addirittura chi prevede il gran ritorno di Achille Occhetto…) ma subisce una emorragia silenziosa e profonda, causa non secondaria del perché con Pdl e governo in crisi, il Pd non riesce a recuperare niente.

E’, come sempre, una questione politica: in soli tre anni il Pd perde le ali di una identità articolata con diverse esperienze. Nato per promuovere l’incontro di culture politiche riformiste e riformatrici con radici diverse, il Pd oggi si trasforma in un partito di stampo socialdemocratico. Un Pci riverniciato?

Sarà un caso che comunque resta “forte” nel quadrilatero emblema del Pci: Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche? Ma si sa che i fortini, prima o poi, vengono espugnati.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (3 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi
3 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Profilo di ziopaperone

    ziopaperone

    21 ott 2010 - 15:08 - #1
    0 punti
    Up Down

    bersani chi?

  • Profilo di feric

    feric

    21 ott 2010 - 17:09 - #2
    0 punti
    Up Down

    In tutta Europa i maggiori partiti del centrosinitra si richiamano alla socialdemocrazia e aderiscono all’ Internazionale socialista. Solo in Italia il maggior partito del centrosinistra non si richiama direttamente alla socialdemocrazia, ma si dichiara un pò di tutto..liberalismo, popolari etc.. non capisco perchè solo da noi si concepisce la socialdemocrazia come un ”male”, naturalmente non può essere più la socialdemocrazia di inizio ‘900 ma deve essere adattato al nuovo contesto della globalizzazione e via dicendo.
    Il Pd ha al suo interno correnti che potrebbero benissimo stare in un centrodestra non berlusconiano ma di respiro europeo.
    Forse un pd più chiaramente ispirato al socialismo europeo farebbe molta più chiarezza in un elettorato in confusione e disorientato.

  • Profilo di pozzecco2

    pozzecco2

    21 ott 2010 - 19:59 - #3
    0 punti
    Up Down

    chiarezza e PD sono due parole che non hanno mai senso insieme.