Guglielmo Epifani: allarmante. Voto 7+. Il leader della Cgil avverte che “La divisione del sindacato è vantaggiosa per il Governo a breve ma è un danno incalcolabile per il futuro dell’Italia”. Voce nel deserto. Caos in vista.
Silvio Berlusconi: asfissiante Voto 4-. Il Garante diffida il Tg 1 perché “squilibrato” a favore del governo e della destra. E Saviano attacca: “Dalla Rai bugie per censurare e diffamare”. E il Cav. denuncia Report. Orwell.
william-wallace
22 ott 2010 - 09:40 - #1Questione Saviano & C.: Che vengano gratis, così potranno solo avere ragione e dimostrare la censura.
Questione Berlusconi/Report: Berlusconi si sente diffamato? Giusto adire alle vie legali, non vedo perchè non dovrebbe farlo.
nchomsky
22 ott 2010 - 09:53 - #2Manicomio organizzato
(di Marco Travaglio su “il Fatto”)
Sempre più spesso, leggendo i giornali, vien voglia
di chiamare l’ambulanza. L’impressione è di
vivere in un manicomio organizzato, dove i matti
si credono psichiatri e gli psichiatri si credono
matti. Gli house organ della Banda B. si affannano a
dimostrare che la Rai è in mano a giornalisti di sinistra.
E gli house organ della sinistra si accaldano a dimostrare
che non è vero. Ma chissenefrega per chi votano i
giornalisti tv: ciò che conta è che diano le notizie,
possibilmente vere, possibilmente tutte. Vespa,
Minzolingua, Fede, Vinci e il carneade di Studio Aperto
non sono pericoli pubblici perché sono di destra, ma
perché non danno le notizie o, le rare volte che le
danno, sono false. Mentana non vota da secoli, è un
simpatico equilibrista, per diventare direttore del Tg
La7 ha dovuto attendere per mesi il via libera di B. Però
le notizie le dà quasi tutte e quasi tutte vere, quindi fa
un bel tg e il pubblico lo premia. Salendo i gradini della
scala psichiatrica, ci si imbatte nell’annosa querelle
sugli scrittori di sinistra che pubblicano per Mondadori
o Einaudi, sui registi e attori di sinistra che fanno film
per Medusa, sui teledivi di sinistra che lavorano per
Endemol e Mediaset. Ieri il Giornale sbatteva in prima
pagina Fazio, Saviano, Benigni, Zagrebelsky, Scalfari, De
Gregorio: “I mantenuti da Berlusconi”, “pagati anche
con i suoi soldi per sparargli addosso”, “stipendiati dalle
sue case editrici”, “gridano al regime pagati da Silvio”.
Anzitutto non si vede perché chi lavora per un’azienda
dovrebbe amare e leccare il datore di lavoro: solo un
paese di servi può considerare strano o scandaloso che
un operaio Fiat non straveda per Marchionne e non gli
sia eternamente grato per l’onore che gli fa a dargli un
lavoro e uno stipendio: semmai dovrebbe essere
Marchionne a rispettare e ringraziare le maestranze
della Fiat, senza le quali i suoi presunti miracoli se li
infilerebbe dove sappiamo. Eppoi, con una legge sul
conflitto d’interessi degna di questo nome, B. non
potrebbe stare in politica con Mondadori, Einaudi,
Medusa, Endemol e Mediaset. In più Mondadori e
dunque Einaudi, le possiede abusivamente, avendole
sottratte con la frode a De Benedetti grazie a una
sentenza comprata dai suoi avvocati con soldi suoi.
Senza quell’operazione criminale, Mondadori
apparterrebbe a un finanziere che non siede in
Parlamento e il problema sarebbe risolto alla radice. In
ogni caso, se uno scrittore fa un libro con l’e d i t o re
Tizio, è l’editore Tizio che intasca la gran parte degli
utili (i diritti d’autore non superano mai il 10-15% del
prezzo di copertina). Dunque è l’autore che
“mantiene”, “pa ga”, “stipendia” l’editore, non
viceversa. Lo stesso vale per il cineasta che lavora per
Medusa e la star tv che lavora per Endemol o Mediaset.
Il che pone pur sempre un problema di coscienza agli
scrittori: ma non perché sono “m a n t e nu t i ” da B, bensì
perché contribuiscono a farlo ricco. E a spacciarsi per
liberale, tollerante, democratico e magnanimo, visto
che concede loro l’onore di lavorare per lui. Ultimo
gradino, ultima cazzata: le polemiche sui compensi di
questo o quel protagonista della tv. Ora è la volta di
Fazio, di Saviano e degli ospiti di Vieni via con me.
Secondo L i b e ro , “lo show di Saviano farà perdere alla
Rai 2 milioni” perché ne costerebbe 3 e incasserebbe
solo 810 mila euro di pubblicità. Ma intanto la Rai è un
servizio pubblico e può permettersi di investire quote
di canone in programmi di pubblico interesse (Saviano
in tv, oltretutto, ha un lauto mercato all’estero). Il
problema semmai sono i varietà, i reality e le menate
che vanno in onda giorno e notte senza un barlume
d’interesse pubblico, finanziati col canone perché il
rapporto costi-spot è in perdita. Dopodiché, siccome la
Rai sta sul mercato, deve misurarsi con i valori e i costi
di mercato: vuole Saviano, Bono e Benigni? Li deve
pagare per quel che valgono. Invece l’acuto Masi
pretende che Saviano, Bono e Benigni lavorino gratis
per pagare lo stipendio a Belén e Vespa al Festival di
Sanremo. Quello sì che è servizio, anzi servizietto,
pubblico.
aldebaran85
22 ott 2010 - 09:56 - #3ma perchè andare gratis? la rai viene pagata dalla pubblicità per le prestazioni di saviano, benigni e gli altri?
DOMANDA PER ZIOPAPERONE:
mi spieghi il tuo ragionamento sull’emergenza rifiuti?:
governatore campania: bassolino (pd) —> colpa emergenza: bassolino
governatore campania: caldoro (pdl) —> colpa emergenza: napoletani
nchomsky
22 ott 2010 - 10:04 - #41-
Perchè i curatori-organizzatori e gli ospiti di una trasmissione con la resa pubblicitaria più grande tra quelle del panorama rai (tra le prime di quelle a carattere informativo) dovrebbero lavorare gratis?
Vespa lavora Gratis? Paragone lavora gratis? le ospitate di Belpietro sono gratuite?
Fossero richieste spropositate o fuorimercato, anche solo economicamente sproporzionate al ricavo pubblicitario (tipo fare pari costi ricavi) capirei (il 50% dei programmi Rai considerati buoni dal pdl con questi parametri di merito dovrebbero probabilmente chiudere Vespa compreso) ma dato che economicamente la Rai ci guadagnerebbe e non poco non capisco perchè dovrebbero lavorare gratis…i soldi devono beccarli perchè meritati solo i berluscones di destra?
Chi paga il canone avrebbe come interesse oltre a le notizie sui fatti senza censura ad un amministrazione rai attenta al lato economico aziendale, e quando mai si è visto un manager rinunciare a spendere se poi ci guadagni il triplo o quadruplo della spesa (forse decuplo).
nchomsky
22 ott 2010 - 10:12 - #51-
Riguardo alle vie legali è ingiusto perchè con leggi di scudo giudiziario che il nano pretende (quando una decade ne vuole subito un altra rendendosi giudiziariamente intangibile) chi viene da lui querelato non può fare altrettanto.
Se il nano vuole farlo (portare a giudizio gli altri) lo faccia da normale cittadino italiano soggetto alle leggi (ciè con gli altri possibilitati a fare altrettanto nei suoi confronti)…
marchettone73
22 ott 2010 - 10:25 - #6@aldebaran85
…ziopaperone mi SPIEGHI il tuo RAGIONAMENTO….
Ehhhhhhhhh ?!
O_O
Sì e poi cosa vuoi?una fettina di culo col limone ?!
Ahhahaahahhahahahaahahhaahahahha
Giornalettismo
Antigua & Banca Arner for dummies
Chi ancora non ha capito cosa c’è di strano nella villa di Berlusconi ad Antigua, può divertirsi con un esempio calzante. Report dice: “tutti gli acquirenti di queste ville milionarie inviano alla Flat Point di Torino i soldi, che poi vanno alla Arner di Milano, da lì alla Arner di Lugano. Una triangolazione che rende più difficile il monitoraggio dei denari trasferiti all’estero”.
Siccome non si capisce bene, facciamo un’ipotesi. Ovviamente, ogni riferimento a personaggi, luoghi, fatti realmente accaduti è puramente casuale. Mettiamo che voi siate un signore che ha due milioni di euro in tasca, arrivati chissà come. Mettiamo che pensiate che possa costituire un buon investimento acquistare una villa ad Antigua alle seguenti condizioni: pagare una società domiciliata in un paradiso fiscale (in quegli anni l’isola caraibica lo era), e portargli i soldi nella sua sede distaccata di Torino, che poi li versa alla Arner di Milano, la quale li manda alla sua sede di Lugano.
Cos’è il riciclaggio? Nel codice penale l’articolo 648 bis lo inserisce fra i delitti contro il patrimonio, che incrimina chiunque “fuori dai casi del concorso nel reato, sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo, ovvero compie in relazione ad essi operazioni, in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa”. Per questo Bankitalia parla di rischio riciclaggio per la Banca Arner.
Ovviamente l’esempio di cui parlavamo sopra, è un puro parto della fantasia di chi scrive. Andiamo alla realtà, no? Ieri si è saputo che “il totale dei movimenti finanziari censiti dall’Uif per Banca Arner ammonta a 32 milioni di euro, il che significa che le sanzioni potranno arrivare fino a 16 milioni di euro, non poco per la filiale italiana che dal 2003, l’anno dell’apertura, ad oggi non ha mai chiuso un esercizio in utile, ma una cifra non eclatante se si pensa che buona parte dell’operatività della banca era costituita semplicemente da un’attività di giroconti, ovvero di movimenti e passaggi di denaro da un conto all’altro, spesso senza vere e proprie motivazioni oppure senza la conoscenza da parte della banca dei reali beneficiari dei conti correnti”. La procura di Milano, dopo gli accertamenti di Bankitalia, adesso indaga per riciclaggio.
Ora, veramente nessuno pensa che Berlusconi sia tra i sospetti riciclatori che potrebbero ipoteticamente essersi serviti di Banca Arner, per carità. D’altro canto, si parla di movimenti importanti di denari da parte del presidente del Consiglio per l’acquisto delle famose cinque ville di Antigua. Se la ricostruzione del giro dei soldi è corretta, è necessario fornire spiegazioni chiare e cristalline su tutti gli attori e la provenienza dei soldi in questa vicenda. E lo si fa dicendo nomi, cognomi e cifre, non chiedendo il risarcimento danni a Report. Specialmente quando hai rotto le palle per tre mesi con i 55 metri quadri di Montecarlo.
_marco_
22 ott 2010 - 10:34 - #7Veramente state chiedendo a zioporcone di far eun ragionamento e rispondere a delle domande?
Vi ricordo che è pagato per lanciare slogan, non per discutere.
steve-robinson-hakkabee
22 ott 2010 - 10:37 - #8Mi spiace ma l’analogia con Orwell è sbagliata, meglio farla con Brave new world di Huxley
aldebaran85
22 ott 2010 - 11:18 - #9certe volte mi domando se ziopaperone sia porro
ziopaperone
22 ott 2010 - 11:20 - #103 bassolino non ha fatto nulla per anni, dimostrandosi strumentale al disastro di napoli, le vergognose distruzioni di oggi invece avranno termine a breve, statene certi.
ziopaperone
22 ott 2010 - 11:24 - #11report ha sbragato clamorosamente.
la fretta della sinistra di usare ogni mezzo per infangare berlusconi ha costretto la gabanelli a gettare la credibilita’ conquistata in anni con un servizio su antigua vergognoso, fazioso e soprattutto NON DOCUMENTATO.
berlusconi ha dimostrato di aver usato soldi suoi, documentati per comprare un bene alla luce del sole, regolarmente dichiarato in italia.
la sinistra ha ancora una volta toppato, usando la rai, col canone di tutti per fini personali: vergognatevi.
marchettone73
22 ott 2010 - 11:25 - #12@ziopaperone
Ma fini non doveva dimettersi?
marchettone73
22 ott 2010 - 11:37 - #13@ziopaperone
Guarda che la domanda della Gabanelli era un’altra.
E il nano non ha risposto.
Haahahhahaahhahahahaahja
nchomsky
22 ott 2010 - 12:29 - #1411-
Il comune di Milano finanzia con soldi dei contribuenti opere ad Antigua (l’illuminazione nella zona ville del Nano) e tutto a te sembra normale e chiarito?
Per non parlare dell’indagine sulla Banca Arner in cui ha il conto n.1 e la società offshore ad essa legata da cui il Nano ha comprato la villa…
Se questa è chiarezza il fango della Maremma è pura acqua di fonte alpina…