
C’è un’altra donna, oltre a Ruby-Karima, che sta facendo tremare Silvio Berlusconi e il PdL in questi giorni che la stampa estera ha definito di “fine impero”. Ha trentadue anni, si chiama Perla Genovesi, e il suo è un nome che vi dirà poco ora come ora: ma di lei si parlerà parecchio nei prossimi giorni.
Chi è Perla Genovesi? C’è chi riassume la sua parabola così: da assistente di un parlamentare - nel 2005 era la portaborse di Enrico Pianetta, al tempo in Forza Italia e oggi deputato del PdL - a narcotrafficante. L’inchiesta è in corso a Palermo, e il Corriere del Mezzogiorno riassume così stamane in apertura:
Un giro di escort e droga: festini a luci rosse in cui succedeva di tutto e i cui protagonisti potrebbe essere diversi esponenti politici di centrodestra vicini a Berlusconi. Questo l’inquietante quadro al centro di un’inchiesta della Procura di Palermo. A raccontarla ai magistrati è una giovane trafficante di stupefacenti con un passato da assistente parlamentare: Perla Genovesi, 32 anni. La trentaduenne riferisce le confidenze di un’amica, un’escort italiana di 28 anni, su presunti party a base di cocaina e sesso a cui avrebbero partecipato anche uomini del Pdl
Una grana dopo l’altra per il PdL: e se il Rubygate è stato esplosivo, questo nuovo scandalo rischia di essere più logorante, soprattutto per gli esponenti di primissimo piano che rischiano di vedere associato il proprio nome all’indagine.
Per ora c’è da andare con i piedi di piombo. Arrestata nel luglio scorso - coinvolta in un’inchiesta sul traffico di stupefacenti tra America del Sud, Spagna, Olanda e Italia - dalla magistratura palermitana, Perla Genovesi ha iniziato a raccontare quello che sa. Ma per ora le sue dichiarazioni sarebbero ancora tutte da verificare, come si legge in un pezzo Nicola Biondo su l’Unità.
Prima di tutto perché oltre al narcotraffico, Perla Genovesi avrebbe anche raccontato delle confidenze ricevute da un’amica escort ventottenne, che avrebbe frequentato il milieu che ben avevamo imparato a conoscere all’epoca dello scandalo Villa Certosa e delle foto di Antonello Zappadu. Solo che si parla anche di Milano…
È ancora una donna senza volto quella che avrebbe partecipato ad alcune feste a base di sesso e droga nelle dimore di Silvio Berlusconi. Dopo il Noemi-gate e la Ruby-story , esce da un verbale raccolto dalla procura di Palermo l’ultima puntata dell’infinita serie di scandali che sta travolgendo il Premier. A parlare del «giro delle feste del Presidente» è Perla Genovesi (…) La donna, arrestata l’estate scorsa, ha raccontato ai pm palermitani Marcello Viola e Geri Ferrara delle confidenze ricevute da un’amica a proposito di alcune feste svolte nelle dimore di Berlusconi a Milano e in Sardegna. La protagonista, secondo Perla Genovesi, è una ragazza di ventotto anni, ex cubista, di professione escort. Ad averla introdotta nel mondo politico è stata proprio la testimone che nel 2006 la presentò al futuro ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta per la risoluzione di un problema personale, l’affidamento del figlio di pochi anni. Da quel momento – secondo la Genovesi – l’amica strinse alcune relazioni con altri politici, entrando in quello che lei stessa ha definito il «giro delle feste del presidente» nelle quali si sarebbe fatto uso di stupefacenti e di prestazioni sessuali in cambio di denaro. Tutto sarebbe avvenuto tra il 2009 e il 2010, secondo quanto riferito ai pm di Palermo, che adesso stanno cercando di individuare l’ex-cubista.
Ora l’inchiesta passerà nel capoluogo lombardo, per competenza territoriale: una bomba a orologeria destinata a esplodere nelle prossime settimane.
gianca54
02 nov 2010 - 10:43 - #1Siamo in una situazione di fine-impero. Gli scandali, questo se confermato è mille volte peggio di quello di Ruby, stanno travolgendo il berlusconismo. Da simpatizzante di destra dico con chiarezza che occarro voltare pagina. Prima di tutto Berlusconi deve fare un passo indietro e cedere la guida del governo. Questo come primo passo. I passi inoltre sono ancora molti che si dovrenno fare.
nchomsky
02 nov 2010 - 11:39 - #2NUOVA GIUSTIZIA (MODELLO PDL), PROVE SU STRADA:
(di Marco Travaglio su “Il Fatto” di oggi)
Il capo del governo chiama la questura, ordina di violare la legge e fornisce le menzogne necessarie per farlo. La questura obbedisce, ma c’è un problema: il magistrato. Niente paura: si racconta qualche menzogna anche a lui e alla fine gli ordini del capo del governo diventano legge. Anche se la legge dice il contrario. Anche se i poliziotti dovrebbero essere i “tutori della legge”. È la prova di laboratorio della “riforma della giustizia” berlusconiana, quella sperimentata la sera del 27 maggio sulla linea telefonica tra Palazzo Grazioli e la Questura di Milano. In ciò che è accaduto quella notte intorno a “Rub y” c’è tutta la democrazia ad personam che B. tenta da 16 anni di trasferire nella Costituzione e, nell’attesa, ha trasformato in prassi consolidata. In passato non c’era bisogno di tanta fatica: bastava corrompere politici, finanzieri, magistrati, testimoni e il gioco era fatto. Ma che fare se il poliziotto e il magistrato non si fanno comprare o non c’è tempo per corromperli? Si racconta che Ruby è la nipote di Mubarak (falso; ma, anche se fosse vero, la ragazza non avrebbe diritto ad alcun trattamento particolare), insomma si rischia l’incidente diplomatico con l’Egitto (falso); e che l’igienista dentale-consigliera regionale Nicole Minetti la prenderà con sé (falso, la scaricherà in casa di una escort brasiliana). Questo però non basta al pm dei minori, che raccomanda di tenere la ragazza in questura fino all’avvenuta identificazione o, in alternativa, di affidarla a una comunità protetta: allora si racconta al magistrato che è stata identificata (falso) e che non c’è posto in nessuna comunità protetta (falso, ce n’erano ben quattro disponibili, ma nessuna è stata chiamata, così come non è stato interpellato l’apposito ufficio comunale). Ce ne sarebbe abbastanza per far saltare il questore e il capo di gabinetto, ma il ministro Maroni ripete a pappagallo che “è stata seguita la normale procedura” (falso) ed è “tutto regolare” (falso). Per coprire le menzogne del premier e della questura, deve mentire pure il ministro dell’Interno, subito coperto dal suo leader Bossi, che è pure ministro (Riforme istituzionali) e se ne esce con un incredibile: “Berlusconi non doveva telefonare in questura: doveva chiamare Maroni o me”. Sintesi spettacolare della concezione proprietaria della democrazia che accomuna il governo della “s i c u re z z a ” e della “tolleranza zero” contro l’immigrazione e la criminalità: caro Silvio, se devi salvare un’amica minorenne fermata per furto dalle grinfie di polizia e magistratura (che notoriamente accolgono le minorenni fermate per furto col rituale del bunga bunga), non sporcarti le mani, ci pensiamo io e Maroni che a Milano facciamo il bello e il cattivo tempo. Una pennellata di federalismo sulla Casta del privilegio: la devolution dell’impunità. Chi ancora sobbalza o inorridisce dinanzi a simili spettacoli conservi un po’ di sdegno per il futuro. Ciò che è avvenuto in quella calda notte di fine maggio è quanto ci riserva il futuro se chi può – Napolitano o Fini o tutti e due (tralasciamo volutamente Schifani, la carica dello Stato rimasta, perché ci vien da ridere) – non si affretta a liberarci dal nano. E se dunque la controriforma della giustizia entrerà nella Costituzione. Secondo il progetto Alfano (cioè Berlusconi), il pm non potrà più disporre della polizia giudiziaria, che risponderà in esclusiva al governo; le procure dovranno attendere pazientemente che gli agenti portino sul loro tavolo questa o quella notizia di reato, opportunamente filtrata dal governo stesso, si capisce; ogni anno sarà il Guardasigilli, cioè il governo, a indicare le “pr ior ità” dei reati da perseguire (quelli dei membri e degli amici del governo) e da tralasciare (quelli dei nemici del governo). Dunque, non capiterà più che un poliziotto zelante segnali alla Procura di Milano quel che è avvenuto quella notte in Questura. Vi piace il presepe? È il futuro che ci riserva questo governo. Il caso Ruby ne è la prova su strada, anzi su “marciapiede”.
PS
(Cetto La Qualunque dovrebbe chiedere i diritti di copyright…è stato brutalmente scavalcato.)
ziopaperone
02 nov 2010 - 14:14 - #3ma quante ne paga la sinistra sottobanco?
mikness360
02 nov 2010 - 15:32 - #4Non sarà la prima ne l ultima
gianca54
02 nov 2010 - 18:26 - #5Ritengo che il peggior berlusconismo abbia contagiato anche l’ambiente di tutto il PDL.
Da elettore del cdx penso che il governo stia trascinando il paese in una brutta avventura. C’è tutto lo schieramento liberale da ricostruire (o meglio da costruire) e, possibilmente, senza Fini.
numero 1
20 nov 2010 - 18:27 - #6per zio paperone: ma abiti in Babbuasia? Sei come Berlusconi non sai cosa dire proprio come colui che ammiri tanto togliti il prosciutto dagli occhi idiota